Denominazioni nordeuropee

Sono 1605 i vini a Denominazione d’Origine Protetta in Europa. L’ultima DOP iscritta è del 19 novembre 2019, viene dall’Olanda, si chiama Ambt Delden, una località al centro della provincia di Overijssel, abbastanza vicina al confine con la Germania. Sono già 17 le Dop registrate dai Paesi Bassi, di cui una insieme al Belgio che a sua volta ne ha 10. Non immaginavo così tante denominazioni 🤔 “non è troppo a nord l’Olanda per la vite?”, “freddo e umidità non fanno marcire o non maturare abbastanza le uve?”, forse un tempo era così ma vedendo le varietà registrate capisco che si tratta di viti ‘resistenti’, non i soliti Cabernet, Merlot e Chardonnay. Queste ‘nuove’ varietà sono ormai conosciute con il nome PIWI, dal tedesco pilzwiderstandfähig (significa viti resistenti ai funghi, cioè le malattie fungine della vite). Vitigni ‘superbio’ che combinano la resistenza alle malattie con l’adattamento a climi più rigidi e alla capacità di generare uve e vini di qualità. I nomi delle varietà registrate nella DOP Ambt Delden sono: Regent, Pinotin, Johanniter, Souvignier Gris, Solaris. Guardando le Denominazioni registrate, l’Olanda non è l’unico paese che non mi aspettavo di trovare, la vite è coltivata ben più a nord, ci sono 5 DOP in Danimarca e 5 nel Regno Unito. È evidente che il cambiamento climatico sta cambiando anche la geografia del vino. Sarei curioso di assaggiare un vino Olandese e sfatare i miei preconcetti per poi trovarci qualcosa di sorprendente. Verrebbe da pensare che tutti questi vini del nord europa, che entrano in un mercato sempre più globale, portino via quote agli italiani, ma non è così. L’Italia si è confermata il più grande produttore di vino e siamo titolari del più alto numero di varietà autoctone (oltre 350). Varietà che sono un patrimonio enorme da far conoscere nel mondo. I vini nordeuropei, a mio parere, sono da vedersi come una naturale espansione delle zone vinicole e come un’opportunità in più, per il consumatore, di scoprire qualcosa di nuovo e diverso.

A questo LINK della Commissione Europea, puoi scoprire tutte le DOP registrate.

Luca Gonzato

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Pallagrello nero, Sphaeranera 2017 I Cacciagalli

Viaggio in Campania, anche se virtuale, ad eccezione del vino che ho nel calice, l’autoctono Pallagrello nero.

Il viaggio inizia dal vulcano Roccamonfina, conosciuto per il Parco Regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano in Campania. Siamo nell’entroterra, a circa 30km dal mare, in provincia di Caserta. Come per altre zone con terreni vulcanici, penso all’Etna, a Frascati, a Gattinara ecc.. anche questa zona infonde alle uve quelle caratteristiche uniche di mineralità che poi si possono ritrovare nei vini. Nel caso di questo Sphaeranera 2017, incide anche il metodo naturale di produzione della cantina I Cacciagalli; agricoltura biodinamica e vinificazione in anfore di terracotta. Tutti elementi che nella carta d’identità di un vino sono di grande valore. Passiamo all’assaggio, che poi è la cosa che interessa di più a “Monsieur Palato”. Intenso nel colore e luminoso nei riflessi, sì perchè anche l’occhio vuole la sua parte e un buon vino lo vedi già nel calice. Si presenta al naso con profumi floreali di rose rosse carnose e geranio, piccoli frutti, more e mirtilli, ricordi di inchiostro, carruba, pepe. In bocca esce un frutto fresco di amarena, croccante. Sì sì, ancora. Il tannino richiede qualcosa da mangiare ma non è aggressivo, direi piuttosto coinvolgente. Risulta succoso con un bel finale armonico e una buona persistenza degli aromi. In definitiva è molto gradevole ed è una bellissima espressione di un vitigno poco conosciuto, il Pallagrello nero. Verrebbe voglia di partire e viaggiare veramente alla scoperta dei vini Campani che ogni volta che li assaggio mi innamoro. I Romani lo sapevano bene e infatti da queste zone si rifornivano di vino Falerno… 

Luca Gonzato

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Bronner 2018, Elena Walch

È un vino Piwi, da pilzwiderstandsfähige Rebsorte, cioè varietà resistenti alle malattie fungine. Si tratta del Bronner 2018 di Elena Walch, con sede a Tramin in Alto Adige. I profumi sono delicati, primaverili, di fiori bianchi, acacia, mela acerba. In bocca si allunga confermando il bouquet floreale. È fresco e minerale, sapido, con un bel corpo e sensazioni vellutate sul finale. I vini Piwi come questo, sanno sorprendere e trasmettere note particolari che sembrano appartenere a mondi diversi e che invece stanno insieme in armonia. Il vitigno Bronner, è stato ottenuto nel 1975 incrociando (per innesto), il Merzling e il Geisenheim 6494, due varietà naturali che hanno tra i loro progenitori il Riesling e il Pinot grigio. In effetti, essendo un 2018 c’è qualcosa che ricorda il Riesling in giovinezza. Mi piace molto per la sua mineralità (uso proprio questo termine che fa discutere e incavolare tanti esperti), aldilà della salinità, è la sensazione di ardesia, di pietre di fiume che mi ricorda questo vino. Nel complesso è elegante e di carattere. Il prezzo si aggira sui 14€. Perfetto come aperitivo ma lo vedrei bene anche con una cremosa burrata.

Luca Gonzato

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Forever ‘Pas Dosé’… il Mosnel

Dal cuore della Franciacorta, a Camignone, uno spumante metodo classico che si presenta come un fiero spadaccino del ‘500 pronto ad affondare la sua fredda lama nei palati rattrappiti dai tanti …secchini. Non dovrei fare paragoni ma di fronte a cotanta personalità che irrora di freschezza ogni anfratto della bocca…Vorrei venisse istituita la categoria ‘pas dosé’ come standard negli spumanti (vuol dire, senza dosaggio, cioè senza aggiunta di zuccheri ad ammorbidirlo). L’altro, quello più consumato dagli italiani, è di norma dosato con 12-17 g/l di zucchero prima della tappatura finale. Ok che si parte da uve e metodi rifermentativi diversi, però la chiacchierata con un amico sommelier sul fatto che questi ‘ultrasecchi’ piacciono solo a noi mi ha fatto pensare a cosa piace ai ‘tanti’. Per provare a convincere un consumatore sulla bontà di uno spumante come questo, posso dire che se ne apprezzano maggiormente i profumi. Nel Mosnel sono fragranti, di agrumi, mandarino, con sensazioni ‘verdi’ che ricordano la primavera di un campo fiorito. Ci trovi aromi di piccola pasticceria secca, penso ai biscotti e agli amaretti. Poi è sapido e minerale, ti solletica la lingua con il suo pizzicorio. No, non è finita, perchè non è solo un’uva a fare questo spumante ma tre, la principale è lo Chardonnay (60%) ed infatti lo puoi sentire e vedere all’orizzonte, con le sue note rotonde e calde, poi c’è del Pinot bianco (30%) e del pinot nero (10%)…vuol dire più complessità aromatica e corpo.
Questo Franciacorta Pas Dosé di Mosnel affina per 30 mesi sui lieviti, in bottiglia, prima della sboccatura e della tappatura finale. Superfluo dire che è elegante e i suoi aromi ti accompagnano a lungo.
Insomma ok mela e pera ma vuoi mettere con la ‘macedonia con la panna sopra’? 🤣

Luca Gonzato

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Vini Italiani DOP (DOCG e DOC)

Elenco delle 406 DOP (Denominazione d’Origine Protetta) suddivise per DOCG (75 a Denominazione d’Origine Controllata e Garantita) e per DOC (331 a Denominazione d’Origine Controllata).

DOCG

VINI DOP (DOCG) DEL PIEMONTE

ALTA LANGA DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Alessandria, Asti e Cuneo
Pinot nero e/o Chardonnay dal 90 al 100%; possono concorrere uve provenienti da vitigni non aromatici coltivati nella regione Piemonte fino ad un 10% max.

ASTI DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Alessandria, Asti e Cuneo.
Moscato bianco 100%.

BARBARESCO DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Cuneo.
Nebbiolo 100%.

BARBERA D’ASTI DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Asti e Alessandria.
Barbera, min. 90%; possono concorrere fino ad un 10% max altri vitigni a bacca nera coltivati nella regione Piemonte.

BARBERA DEL MONFERRATO SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Asti e Alessandria.
Barbera, min. 85%; Freisa, Grignolino e Dolcetto, da soli o congiuntamente max 15%.

BAROLO DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Cuneo.
Nebbiolo 100%.

BRACHETTO D’ACQUI / ACQUI DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Asti e Alessandria.
Brachetto, min. 97%; restante 3% da vitigni coltivati nella regione Piemonte.

DOGLIANI DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Cuneo.
Dolcetto 100%.

DOLCETTO DI DIANO D’ALBA / DIANO D’ALBA DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Cuneo.
Dolcetto 100%.

DOLCETTO DI OVADA SUPERIORE / OVADA DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Alessandria.
Dolcetto 100%.

ERBALUCE DI CALUSO / CALUSO DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Biella, Torino e Vercelli.
Erbaluce 100%.

GATTINARA DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Vercelli.
Nebbiolo (Spanna) dal 90 al 100%; Vespolina max 4% e/o Uva Rara (Bonarda Novarese).

GAVI / CORTESE DI GAVI DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Alessandria.
Cortese 100%.

GHEMME DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Novara.
Nebbiolo (Spanna), min. 85%; Vespolina ed Uva Rara (Bonarda Novarese) max 15%.

NIZZA DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Asti.
Barbera 100%.

ROERO DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Cuneo.
Roero: Nebbiolo, min 95%; possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella regione Piemonte.
Roero Arneis (anche Riserva e Spumante): Arneis, min. 95%; possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella regione Piemonte.

RUCHÈ DI CASTAGNOLE MONFERRATO DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Asti.
Ruchè, min. 90%; Barbera e Brachetto, max 10%.

VINI DOP (DOCG) DELLA LOMBARDIA

FRANCIACORTA DOP (DOCG)
Regione Lombardia. Provincia di Brescia.
Franciacorta: Chardonnay e/o Pinot nero, min. 50%; Pinot bianco max 50%; Erbamat max 10%.
Franciacorta Rosé: Chardonnay max 65%; Pinot nero min. 35%; possono concorrere Pinot bianco max 50% e Erbamat max 10%.
Franciacorta Satèn: Chardonnay min. 50%; può concorrere Pinot bianco max 50%.

OLTREPÒ PAVESE METODO CLASSICO DOP (DOCG)
Regione Lombardia. Provincia di Pavia.
Oltrepò Pavese metodo classico e Oltrepò Pavese metodo classico rosé: Pinot nero, min. 70%; Chardonnay, Pinot grigio e Pinot bianco max 30%. Oltrepò Pavese metodo classico Pinot nero e Oltrepò Pavese metodo classico Pinot nero rosé: Pinot nero, min. 85%; Chardonnay, Pinot grigio e Pinot bianco max 15%.

SCANZO / MOSCATO DI SCANZO DOP (DOCG)
Regione Lombardia. Provincia di Bergamo.
Moscato di Scanzo 100%.

SFORZATO DI VALTELLINA / SFURSAT DI VALTELLINA DOP (DOCG)
Regione Lombardia. Provincia di Sondrio.
Nebbiolo, localmente denominato Chiavennasca, min. 90%; possono concorrere fino al 10% max vitigni a bacca nera coltivati nella regione Lombardia.

VALTELLINA SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Lombardia. Provincia di Sondrio.
Nebbiolo, localmente denominato Chiavennasca, min. 90%; possono concorrere fino al 10% max vitigni a bacca nera coltivati nella regione Lombardia.

VINI DOP (DOCG) DEL VENETO

AMARONE DELLA VALPOLICELLA DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Verona.
Corvina Veronese (Cruina o Corvina) dal 45% al 95%; Corvinone max 50%, Rondinella dal 5% al 30%; possono concorrere fino ad un 25% max uve a bacca nera da vitigni non aromatici coltivati nella provincia di Verona con un limite del 10% max per ogni singolo vitigno utilizzato.

BAGNOLI FRIULARO / FRIULARO DI BAGNOLI DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Padova.
Raboso Piave, min. 90%; possono concorrere fino ad un 10% max altri vitigni a bacca nera coltivati nella provincia di Padova.

BARDOLINO SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Verona.
Corvina Veronese (Cruina o Corvina) dal 35% al 80%; Corvinone max 20%, Rondinella dal 10% al 40%; Molinara max 15%; possono concorrere fino ad un 20% max uve a bacca nera da vitigni non aromatici coltivati nella provincia di Verona con un limite del 10% max per ogni singolo vitigno utilizzato.

COLLI ASOLANI-PROSECCO / ASOLO PROSECCO DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Treviso.
Glera, min. 85%, possono concorrere fino ad un 15% max, da sole o congiuntamente, le uve dei vitigni Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga.

COLLI DI CONEGLIANO DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Treviso.
Colli di Conegliano bianco: Manzoni bianco min. 30%; Pinot Bianco e/o Chardonnay min. 30%; possono concorrere Sauvignon e/o Riesling (Riesling renano) nel limite del 10% max.
Colli di Conegliano rosso: Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Marzemino e Merlot min. 10% per ciascuna varietà. Merlot max 40%; possono concorrere nel limite del 20% max le uve Incrocio Manzoni 2.15 e/o Refosco dal peduncolo rosso.
Colli di Conegliano Refrontolo: Marzemino, min. 95%; possono concorrere nel limite del 5% max le uve di vitigni a bacca rossa, non aromatici, coltivati nella provincia di Treviso.
Colli di Conegliano Torchiato di Fregona: Glera, min. 30%; Verdiso, min. 20%; Boschera, min. 25%; possono concorrere nel limite del 15% max le uve provenienti da vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella provincia di Treviso.

COLLI EUGANEI FIOR D’ARANCIO / FIOR D’ARANCIO COLLI EUGANEI DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Padova.
Moscato giallo, min. 95%; possono concorrere fino ad un 5% max altri vitigni bianchi aromatici coltivati nella provincia di Padova.

CONEGLIANO VALDOBBIADENE-PROSECCO / CONEGLIANO-PROSECCO / VALDOBBIADENE-PROSECCO DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Treviso.
Glera, min 85%; possono concorrere fino ad un 15% max, Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera e Glera lunga.

LISON DOP (DOCG)
Interregionale. Regione Veneto province di Venezia e Treviso; Regione Friuli Venezia Giulia provincia di Pordenone.
Tai, min. l’85%; possono concorrere uve di altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nelle province di Venezia, Treviso e Pordenone.

MONTELLO ROSSO / MONTELLO DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Treviso.
Cabernet Sauvignon dal 40 al 70%; Merlot e/o Cabernet Franc e/o Carmenère dal 30 al 60%; possono concorrere fino ad un 15% max le uve a bacca nera, non aromatici, coltivati nella provincia di Treviso.

PIAVE MALANOTTE / MALANOTTE DEL PIAVE DOP (DOCG)
Regione Veneto. Province di Treviso e Venezia.
Raboso Piave, min. 70%; Raboso Veronese max 30%; il Raboso Veronese può essere sostituito nella misura massima del 5% da altre varietà a bacca rossa coltivate nelle province di Venezia e Treviso.

RECIOTO DELLA VALPOLICELLA DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Verona.
Corvina Veronese (Cruina o Corvina) dal 45% al 95%; Corvinone max 50%, Rondinella dal 5% al 30%; possono concorrere fino ad un 25% max uve a bacca nera da vitigni non aromatici coltivati nella provincia di Verona con un limite del 10% max per ogni singolo vitigno utilizzato.

RECIOTO DI GAMBELLARA DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Vicenza.
Garganega 100%.

RECIOTO DI SOAVE DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Verona.
Garganega, min. 70%; per il rimanente 30% Trebbiano di Soave (nostrano), possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca bianca coltivati nella provincia di Verona.

SOAVE SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Verona.
Garganega minimo 70%; Trebbiano di Soave (nostrano) e Chardonnay massimo 30%; possono concorrere fino al 5% massimo uve a bacca bianca non aromatiche.

VINI DOP (DOCG) DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

COLLI ORIENTALI DEL FRIULI PICOLIT DOP (DOCG)
Regione Friuli Venezia Giulia. Provincia di Udine.
Picolit, min. 85%; possono concorrere fino ad un 15% max altri vitigni bianchi coltivati nella regione Friuli-Venezia-Giulia con esclusione del Traminer aromatico.

RAMANDOLO DOP (DOCG)
Regione Friuli Venezia Giulia. Provincia di Udine.
Verduzzo Friulano 100%

LISON DOP (DOCG)
Interregionale. Regione Veneto province di Venezia e Treviso; Regione Friuli Venezia Giulia provincia di Pordenone.
Tai, min. l’85%; possono concorrere uve di altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nelle province di Venezia, Treviso e Pordenone.

ROSAZZO DOP (DOCG)
Regione Friuli Venezia Giulia. Provincia di Udine.
Friulano, min. 50%; Sauvignon, dal 20% al 30%; Pinot bianco e/o Chardonnay, dal 20 al 30%; Ribolla Gialla max 10%; possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca bianca coltivati nella provincia di Udine.

VINI DOP (DOCG) DELL’EMILIA ROMAGNA

COLLI BOLOGNESI CLASSICO PIGNOLETTO DOP (DOCG)
Regione Emilia Romagna. Province di Bologna e Modena.
Pignoletto, min. 95%; possono concorrere uve da vitigni coltivati nella regione Emilia-Romagna fino ad un 5% max.

ROMAGNA ALBANA DOP (DOCG)
Regione Emilia Romagna. Province di Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna.
Albana, min. 95%; possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca bianca coltivati nella regione Emilia Romagna.

VINI DOP (DOCG) DELLA TOSCANA

BRUNELLO DI MONTALCINO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Siena.
Sangiovese (denominato a Montalcino brunello) 100%.

CARMIGNANO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Prato.
Sangiovese, min. 50%; Canaiolo nero fino al 20%; Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, da soli o congiuntamente, dal l0 al 20%; Trebbiano toscano, Canaiolo bianco e Malvasia del Chianti da soli o congiuntamente, fino ad un 10% max; possono concorrere fino ad un 10% max altri vitigni a bacca nera coltivati nella regione Toscana.

CHIANTI CLASSICO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Province di Firenze e Siena.
Sangiovese dall’80% fino al 100%; possono concorrere uve da vitigni coltivati nella regione Toscana max 20% (Canaiolo Nero e Colorino, ma anche da vitigni internazionali come Merlot e Cabernet Sauvignon).

CHIANTI DOP (DOCG)
Regione Toscana. Province di Arezzo, Firenze, Pisa, Prato, Pistoia e Siena.
Sangiovese dal 70 a 100%; possono concorrere uve da vitigni coltivati nella regione Toscana; i vitigni a bacca bianca non possono, singolarmente o congiuntamente, superare il limite del 10% max; i vitigni Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, non possono, singolarmente o congiuntamente, superare il limite del 15% max.

ELBA ALEATICO PASSITO / ALEATICO PASSITO DELL’ELBA DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Livorno.
Aleatico 100%.

MONTECUCCO SANGIOVESE DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Grosseto.
Sangiovese, min. 90%; possono concorrere fino ad un 10% max le uve a bacca nera di vigneti coltivati in Toscana, ad esclusione di Malvasia Nera, Malvasia Nera di Brindisi e Aleatico.

MORELLINO DI SCANSANO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Grosseto.
Sangiovese, min. 85%; possono concorrere fino ad un 15% max le uve a bacca nera, escluso gli aromatici, coltivati nella regione Toscana.

SUVERETO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Livorno.
Suvereto: Cabernet Sauvignon e Merlot, da soli o congiuntamente, fino al 100%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella regione Toscana.
Suvereto Sangiovese: Sangiovese, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella regione Toscana.

VAL DI CORNIA ROSSO / ROSSO DELLA VAL DI CORNIA DOP (DOCG)
Regione Toscana. Province di Livorno e Pisa.
Sangiovese, min. 40%; Cabernet Sauvignon e Merlot max 60%; possono concorrere fino al 20% max vitigni a bacca nera coltivati nella regione Toscana, ad esclusione del vitigno Aleatico.

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Siena.
Vernaccia di San Gimignano, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella regione Toscana; non sono consentiti Traminer, Moscato bianco, Muller Thurgau, Malvasia di Candia, Malvasia Istriana, Incrocio Bruni54; Sauvignon e Riesling possono concorrere nella misura del 10% max.

VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Siena.
Sangiovese (denominato a Montepulciano prugnolo gentile), min. 70%; possono concorrere fino al 30% max vitigni coltivati nella regione Toscana purché la percentuale dei vitigni a bacca bianca non superi il 5%.

MARCHE

CASTELLI DI JESI VERDICCHIO RISERVA DOP (DOCG)
Regione Marche. Province di Ancona e Macerata.
Verdicchio, min. 85%; possono concorrere altri vitigni a bacca bianca per un 15% max.

CONERO DOP (DOCG)
Regione Marche. Provincia di Ancona.
Montepulciano, min. 85%; Sangiovese, max 15%.

OFFIDA DOP (DOCG)
Regione Marche. Province di Ascoli Piceno e Fermo.
Offida Pecorino: Pecorino, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella regione Marche.
Offida Passerina: Passerina, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella regione Marche.
Offida rosso: Montepulciano, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella regione Marche.

VERDICCHIO DI MATELICA RISERVA DOP (DOCG)
Regione Marche. Province di Macerata e Ancona
Verdicchio, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca bianca coltivati nella regione Marche.

VERNACCIA DI SERRAPETRONA DOP (DOCG)
Regione Marche. Provincia di Macerata.
Vernaccia nera, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca nera coltivati nella regione Marche.

VINI DOP (DOCG) DELL’UMBRIA

MONTEFALCO SAGRANTINO DOP (DOCG)
Regione Umbria. Provincia di Perugia.
Sagrantino 100%.

TORGIANO ROSSO RISERVA DOP (DOCG)
Regione Umbria. Provincia di Perugia.
Sangiovese, dal 70% al 100%; possono concorrere fino al 30% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella regione Umbria.

VINI DOP (DOCG) DELL’ABRUZZO

MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE DOP (DOCG)
Regione Abruzzo. Provincia di Teramo.
Montepulciano, min. 90%; Sangiovese, max 10%.

TERRE TOLLESI / TULLUM
Regione Abruzzo. Provincia di Chieti.
Rosso e Rosso riserva: Montepulciano, min. 95%; possono concorrere fino al 5% max, vitigni a bacca nera, coltivati nella regione Abruzzo.
Pecorino: Pecorino min. 90%; possono concorrere fino al 10% max vitigni a bacca bianca coltivati nella regione Abruzzo.
Passerina: Passerina min. 90%; possono concorrere fino al 10% max vitigni a bacca bianca coltivati nella regione Abruzzo.
Spumante: Chardonnay, min. 60%, possono concorrere fino al 40% max, vitigni non aromatici, coltivati nella regione Abruzzo.

VINI DOP (DOCG) DEL LAZIO

CANNELLINO DI FRASCATI DOP (DOCG)
Regione Lazio. Provincia di Roma.
Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) min. 70%; Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo da soli o congiuntamente fino ad un max del 30%; possono concorrere altre varietà a bacca bianca coltivate nella regione Lazio per un 15% max.

CESANESE DEL PIGLIO / PIGLIO DOP (DOCG)
Regione Lazio. Provincia di Frosinone.
Cesanese di Affile e/o Cesanese comune min. 90%; possono concorrere altri vitigni a bacca nera per un 10% max, coltivati nella regione Lazio.

FRASCATI SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Lazio. Provincia di Roma.
Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) min. 70%; Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo da soli max 30%; altre varietà a bacca bianca coltivate nella regione Lazio per un 15% max.

VINI DOP (DOCG) DELLA CAMPANIA

AGLIANICO DEL TABURNO DOP (DOCG)
Regione Campania. Provincia di Benevento.
Aglianico, min. 85%; possono concorre altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione in provincia di Benevento fino ad un 15% max.

FIANO DI AVELLINO DOP (DOCG)
Regione Campania. Provincia di Avellino.
Fiano, min. 85%; possono concorrere fino ad un 15% max, Greco, Coda di Volpe, Trebbiano toscano.

GRECO DI TUFO DOP (DOCG)
Regione Campania. Provincia di Avellino.
Greco bianco, min. 85%; Coda di Volpe, max 15%.

TAURASI DOP (DOCG)
Regione Campania. Provincia di Avellino.
Aglianico, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella provincia di Avellino.

VINI DOP (DOCG) DELLA PUGLIA

CASTEL DEL MONTE BOMBINO NERO DOP (DOCG)
Regione Puglia. Province di Bari e Barletta-Andria-Trani.
Bombino Nero, min. 90%; possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici per un 10% max, coltivati nella zona di produzione omogenea “Murgia Centrale” della regione Puglia.

CASTEL DEL MONTE NERO DI TROIA DOP (DOCG)
Regione Puglia. Province di Bari e Barletta-Andria-Trani.
Nero di Troia, min. 90%; possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici per un 10% max, coltivati nella zona di produzione omogenea “Murgia Centrale” della regione Puglia.

CASTEL DEL MONTE ROSSO RISERVA DOP (DOCG)
Regione Puglia. Province di Bari e Barletta-Andria-Trani.
Nero di Troia, min. 65%; possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici per un 35% max, coltivati nella zona di produzione omogenea “Murgia Centrale” della regione Puglia.

PRIMITIVO DI MANDURIA DOLCE NATURALE DOP (DOCG)
Regione Puglia. Province di Taranto e Brindisi.
Primitivo 100%.

VINI DOP (DOCG) DELLA BASILICATA

AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Basilicata. Provincia di Potenza.
Aglianico del Vulture e/o Aglianico 100%.

VINI DOP (DOCG) DELLA SICILIA

CERASUOLO DI VITTORIA DOP (DOCG)
Regione Sicilia. Province di Ragusa, Caltanisetta e Catania.
Nero d’Avola dal 50% al 70%; Frappato dal 30% al 50%.

VINI DOP (DOCG) DELLA SARDEGNA

VERMENTINO DI GALLURA DOP (DOCG)
Regione Sardegna. Province di Olbia-Tempio e Sassari.
Vermentino, min. 95%; possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella regione Sardegna.

DOC

VINI DOP (DOC) DELLA VALLE D’AOSTA

VALLE D’AOSTA / VALLÈE D’AOSTE DOP (DOC)
Regione Valle d’Aosta.

VINI DOP (DOC) DEL PIEMONTE

ALBA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

ALBUGNANO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

BARBERA D’ALBA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

BARBERA DEL MONFERRATO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

BOCA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

BRAMATERRA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

CALOSSO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

CANAVESE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

CAREMA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

CISTERNA D’ASTI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

COLLI TORTONESI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

COLLINA TORINESE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

COLLINE NOVARESI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

COLLINE SALUZZESI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

CORTESE DELL’ALTO MONFERRATO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

COSTE DELLA SESIA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

DOLCETTO D’ACQUI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

DOLCETTO D’ALBA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

DOLCETTO D’ASTI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

DOLCETTO DI OVADA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

FARA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

FREISA D’ASTI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

FREISA DI CHIERI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

GABIANO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

GRIGNOLINO D’ASTI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

GRIGNOLINO DEL MONFERRATO CASALESE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

LANGHE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

LESSONA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

LOAZZOLO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

MALVASIA DI CASORZO D’ASTI / CASORZO / MALVASIA DI CASORZO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

MALVASIA DI CASTELNUOVO DON BOSCO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

MONFERRATO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

NEBBIOLO D’ALBA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

PIEMONTE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

PINEROLESE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

RUBINO DI CANTAVENNA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

SIZZANO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

STREVI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

TERRE ALFIERI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

VALLI OSSOLANE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

VALSUSA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

VERDUNO PELAVERGA / VERDUNO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

VINI DOP (DOC) DELLA LOMBARDIA

BONARDA DELL’OLTREPÒ PAVESE DOP (DOC)
Regione Lombardia.

BOTTICINO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

BUTTAFUOCO DELL’OLTREPÒ PAVESE / BUTTAFUOCO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

CAPRIANO DEL COLLE DOP (DOC)
Regione Lombardia.

CASTEGGIO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

CELLATICA DOP (DOC)
Regione Lombardia.

CURTEFRANCA DOP (DOC)
Regione Lombardia.

GARDA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

GARDA COLLI MANTOVANI DOP (DOC)
Regione Lombardia.

LUGANA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

OLTREPÒ PAVESE DOP (DOC)
Regione Lombardia.

OLTREPÒ PAVESE PINOT GRIGIO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

PINOT NERO DELL’OLTREPÒ PAVESE DOP (DOC)
Regione Lombardia.

RIVIERA DEL GARDA BRESCIANO / GARDA BRESCIANO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

SAN COLOMBANO AL LAMBRO / SAN COLOMBANO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

SANGUE DI GIUDA DELL’OLTREPÒ PAVESE / SANGUE DI GIUDA DOP (DOC)
Regione Lombardia.

TERRE DEL COLLEONI / COLLEONI DOP (DOC)
Regione Lombardia.

VALCALEPIO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

VALTELLINA ROSSO / ROSSO DI VALTELLINA DOP (DOC)
Regione Lombardia.

VALTÈNESI DOP (DOC)
Regione Lombardia.

VINI DOP (DOC) DEL TRENTINO ALTO ADIGE

ALTO ADIGE / DELL’ALTO ADIGE / SÜDTIROL / SÜDTIROLER DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

CASTELLER DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

LAGO DI CALDARO / CALDARO / KALTERERSEE / KALTERER DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

TEROLDEGO ROTALIANO DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

TRENTINO DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

TRENTO DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

VALDADIGE / ETSCHTALER DOP (DOC)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VALDADIGE TERRADEIFORTI / TERRADEIFORTI DOP (DOC)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VINI DOP (DOC) DEL VENETO

ARCOLE DOP (DOC)
Regione Veneto.

BAGNOLI DI SOPRA / BAGNOLI DOP (DOC)
Regione Veneto.

BARDOLINO DOP (DOC)
Regione Veneto.

BIANCO DI CUSTOZA / CUSTOZA DOP (DOC)
Regione Veneto.

BREGANZE DOP (DOC)
Regione Veneto.

COLLI BERICI DOP (DOC)
Regione Veneto.

COLLI EUGANEI DOP (DOC)
Regione Veneto.

CORTI BENEDETTINE DEL PADOVANO DOP (DOC)
Regione Veneto.

GAMBELLARA DOP (DOC)
Regione Veneto.

GARDA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

LESSINI DURELLO / DURELLO LESSINI DOP (DOC)
Regione Veneto.

LISON-PRAMAGGIORE DOP (DOC)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

LUGANA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

MERLARA DOP (DOC)
Regione Veneto.

MONTELLO-COLLI ASOLANI DOP (DOC)
Regione Veneto.

MONTI LESSINI DOP (DOC)
Regione Veneto.

PIAVE DOP (DOC)
Regione Veneto.

PROSECCO DOP (DOC)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

RIVIERA DEL BRENTA DOP (DOC)
Regione Veneto.

SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

SOAVE DOP (DOC)
Regione Veneto.

VALDADIGE / ETSCHTALER DOP (DOC)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VALDADIGE TERRADEIFORTI / TERRADEIFORTI DOP (DOC)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VALPOLICELLA DOP (DOC)
Regione Veneto.

VALPOLICELLA RIPASSO DOP (DOC)
Regione Veneto.

VENEZIA DOP (DOC)
Regione Veneto.

VICENZA DOP (DOC)
Regione Veneto.

VIGNETI DELLA SERENISSIMA / SERENISSIMA DOP (DOC)
Regione Veneto.

VINI DOP (DOC) DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

CARSO / CARSO-KRAS DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

COLLIO GORIZIANO / COLLIO DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI ANNIA DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI AQUILEIA DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI COLLI ORIENTALI DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI GRAVE DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI ISONZO / ISONZO DEL FRIULI DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI LATISANA DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

LISON-PRAMAGGIORE DOP (DOC)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

PROSECCO DOP (DOC)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

VINI DOP (DOC) DELLA LIGURIA

CINQUE TERRE / CINQUE TERRE SCIACCHETRÀ DOP (DOC)
Regione Liguria.

COLLI DI LUNI DOP (DOC)
Interregionale. Regione Liguria; Regione Toscana.

COLLINE DI LEVANTO DOP (DOC)
Regione Liguria.

GOLFO DEL TIGULLIO-PORTOFINO / PORTOFINO DOP (DOC)
Regione Liguria.

PORNASSIO / ORMEASCO DI PORNASSIO DOP (DOC)
Regione Liguria.

RIVIERA LIGURE DI PONENTE DOP (DOC)
Regione Liguria.

ROSSESE DI DOLCEACQUA / DOLCEACQUA DOP (DOC)
Regione Liguria.

VAL POLCEVERA DOP (DOC)
Regione Liguria.

VINI DOP (DOC) DELL’EMILIA ROMAGNA

BOSCO ELICEO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI BOLOGNESI DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI DI FAENZA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI DI PARMA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI DI RIMINI DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI DI SCANDIANO E DI CANOSSA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI D’IMOLA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI PIACENTINI DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI ROMAGNA CENTRALE DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

GUTTURNIO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

LAMBRUSCO DI SORBARA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

LAMBRUSCO GRASPAROSSA DI CASTELVETRO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

LAMBRUSCO MANTOVANO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

LAMBRUSCO SALAMINO DI SANTA CROCE DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

MODENA / DI MODENA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

ORTRUGO DEI COLLI PIACENTINI / ORTRUGO-COLLI DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

REGGIANO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

RENO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

ROMAGNA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

VINI DOP (DOC) DELLA TOSCANA

ANSONICA COSTA DELL’ARGENTARIO DOP (DOC)
Regione Toscana.

BARCO REALE DI CARMIGNANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

BIANCO DELL’EMPOLESE DOP (DOC)
Regione Toscana.

BIANCO DI PITIGLIANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

BOLGHERI DOP (DOC)
Regione Toscana.

BOLGHERI SASSICAIA DOP (DOC)
Regione Toscana.

CANDIA DEI COLLI APUANI DOP (DOC)
Regione Toscana.

CAPALBIO DOP (DOC)
Regione Toscana.

COLLI DELL’ETRURIA CENTRALE DOP (DOC)
Regione Toscana.

COLLI DI LUNI DOP (DOC)
Interregionale. Regione Liguria; Regione Toscana.

COLLINE LUCCHESI DOP (DOC)
Regione Toscana.

CORTONA DOP (DOC)
Regione Toscana.

ELBA DOP (DOC)
Regione Toscana.

GRANCE SENESI DOP (DOC)
Regione Toscana.

MAREMMA TOSCANA DOP (DOC)
Regione Toscana.

MONTECARLO DOP (DOC)
Regione Toscana.

MONTECUCCO DOP (DOC)
Regione Toscana.

MONTEREGIO DI MASSA MARITTIMA DOP (DOC)
Regione Toscana.

MONTESCUDAIO DOP (DOC)
Regione Toscana.

MOSCADELLO DI MONTALCINO DOP (DOC)
Regione Toscana.

ORCIA DOP (DOC)
Regione Toscana.

PARRINA DOP (DOC)
Regione Toscana.

POMINO DOP (DOC)
Regione Toscana.

ROSSO DI MONTALCINO DOP (DOC)
Regione Toscana.

ROSSO DI MONTEPULCIANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

SAN GIMIGNANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

SAN TORPÈ DOP (DOC)
Regione Toscana.

SANT’ANTIMO DOP (DOC)
Regione Toscana.

SOVANA DOP (DOC)
Regione Toscana.

TERRATICO DI BIBBONA DOP (DOC)
Regione Toscana.

TERRE DI CASOLE DOP (DOC)
Regione Toscana.

TERRE DI PISA DOP (DOC)
Regione Toscana.

VAL D’ARBIA DOP (DOC)
Regione Toscana.

VAL D’ARNO DI SOPRA / VALDARNO DI SOPRA DOP (DOC)
Regione Toscana.

VAL DI CORNIA DOP (DOC)
Regione Toscana.

VALDICHIANA TOSCANA DOP (DOC)
Regione Toscana.

VALDINIEVOLE DOP (DOC)
Regione Toscana.

VIN SANTO DEL CHIANTI DOP (DOC)
Regione Toscana.

VIN SANTO DEL CHIANTI CLASSICO DOP (DOC)
Regione Toscana.

VIN SANTO DI CARMIGNANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

VIN SANTO DI MONTEPULCIANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

VINI DOP (DOC) DELLE MARCHE

BIANCHELLO DEL METAURO DOP (DOC)
Regione Marche.

COLLI MACERATESI DOP (DOC)
Regione Marche.

COLLI PESARESI DOP (DOC)
Regione Marche.

ESINO DOP (DOC)
Regione Marche.

FALERIO DOP (DOC)
Regione Marche.

I TERRENI DI SANSEVERINO DOP (DOC)
Regione Marche.

LACRIMA DI MORRO / LACRIMA DI MORRO D’ALBA DOP (DOC)
Regione Marche.

PERGOLA DOP (DOC)
Regione Marche.

ROSSO CONERO DOP (DOC)
Regione Marche.

ROSSO PICENO / PICENO DOP (DOC)
Regione Marche.

SAN GINESIO DOP (DOC)
Regione Marche.

SERRAPETRONA DOP (DOC)
Regione Marche.

TERRE DI OFFIDA DOP (DOC)
Regione Marche.

VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI DOP (DOC)
Regione Marche.

VERDICCHIO DI MATELICA DOP (DOC)
Regione Marche.

VINI DOP (DOC) DELL’UMBRIA

AMELIA DOP (DOC)
Regione Umbria.

ASSISI DOP (DOC)
Regione Umbria.

COLLI ALTOTIBERINI DOP (DOC)
Regione Umbria.

COLLI DEL TRASIMENO / TRASIMENO DOP (DOC)
Regione Umbria.

COLLI MARTANI DOP (DOC)
Regione Umbria.

COLLI PERUGINI DOP (DOC)
Regione Umbria.

LAGO DI CORBARA DOP (DOC)
Regione Umbria.

MONTEFALCO DOP (DOC)
Regione Umbria.

ORVIETO DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lazio; Regione Umbria.

ROSSO ORVIETANO / ORVIETANO ROSSO DOP (DOC)
Regione Umbria.

SPOLETO DOP (DOC)
Regione Umbria.

TODI DOP (DOC)
Regione Umbria.

TORGIANO DOP (DOC)
Regione Umbria.

VINI DOP (DOC) DEL LAZIO

ALEATICO DI GRADOLI DOP (DOC)
Regione Lazio.

APRILIA DOP (DOC)
Regione Lazio.

ATINA DOP (DOC)
Regione Lazio.

BIANCO CAPENA DOP (DOC)
Regione Lazio.

CASTELLI ROMANI DOP (DOC)
Regione Lazio.

CERVETERI DOP (DOC)
Regione Lazio.

CESANESE DI AFFILE / AFFILE DOP (DOC)
Regione Lazio.

CESANESE DI OLEVANO ROMANO / OLEVANO ROMANO DOP (DOC)
Regione Lazio.

CIRCEO DOP (DOC)
Regione Lazio.

COLLI ALBANI DOP (DOC)
Regione Lazio.

COLLI DELLA SABINA DOP (DOC)
Regione Lazio.

COLLI ETRUSCHI VITERBESI / TUSCIA DOP (DOC)
Regione Lazio.

COLLI LANUVINI DOP (DOC)
Regione Lazio.

CORI DOP (DOC)
Regione Lazio.

EST! EST!! EST!!! DI MONTEFIASCONE DOP (DOC)
Regione Lazio.

FRASCATI DOP (DOC)
Regione Lazio.

GENAZZANO DOP (DOC)
Regione Lazio.

MARINO DOP (DOC)
Regione Lazio.

MONTECOMPATRI COLONNA / MONTECOMPATRI / COLONNA DOP (DOC)
Regione Lazio.

NETTUNO DOP (DOC)
Regione Lazio.

ORVIETO DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lazio; Regione Umbria.

ROMA DOP (DOC)
Regione Lazio.

TARQUINIA DOP (DOC)
Regione Lazio.

TERRACINA / MOSCATO DI TERRACINA DOP (DOC)
Regione Lazio.

VELLETRI DOP (DOC)
Regione Lazio.

VIGNANELLO DOP (DOC)
Regione Lazio.

ZAGAROLO DOP (DOC)
Regione Lazio.

VINI DOP (DOC) DELL’ABRUZZO

ABRUZZO DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

CERASUOLO D’ABRUZZO DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

CONTROGUERRA DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

ORTONA DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

TREBBIANO D’ABRUZZO DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

VILLAMAGNA DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

VINI DOP (DOC) DEL MOLISE

BIFERNO DOP (DOC)
Regione Molise.

MOLISE / DEL MOLISE DOP (DOC)
Regione Molise.

PENTRO DI ISERNIA / PENTRO DOP (DOC)
Regione Molise.

TINTILIA DEL MOLISE DOP (DOC)
Regione Molise.

VINI DOP (DOC) DELLA CAMPANIA

AVERSA DOP (DOC)
Regione Campania.

CAMPI FLEGREI DOP (DOC)
Regione Campania.

CAPRI DOP (DOC)
Regione Campania.

CASAVECCHIA DI PONTELATONE DOP (DOC)
Regione Campania.

CASTEL SAN LORENZO DOP (DOC)
Regione Campania.

CILENTO DOP (DOC)
Regione Campania.

COSTA D’AMALFI DOP (DOC)
Regione Campania.

FALANGHINA DEL SANNIO DOP (DOC)
Regione Campania.

FALERNO DEL MASSICO DOP (DOC)
Regione Campania.

GALLUCCIO DOP (DOC)
Regione Campania.

IRPINIA DOP (DOC)
Regione Campania.

ISCHIA DOP (DOC)
Regione Campania.

PENISOLA SORRENTINA DOP (DOC)
Regione Campania.

SANNIO DOP (DOC)
Regione Campania.

VESUVIO DOP (DOC)
Regione Campania.

VINI DOP (DOC) DELLA PUGLIA

ALEATICO DI PUGLIA DOP (DOC)
Regione Puglia.

ALEZIO DOP (DOC)
Regione Puglia.

BARLETTA DOP (DOC)
Regione Puglia.

BRINDISI DOP (DOC)
Regione Puglia.

CACC’E MMITTE DI LUCERA DOP (DOC)
Regione Puglia.

CASTEL DEL MONTE DOP (DOC)
Regione Puglia.

COLLINE JONICHE TARANTINE DOP (DOC)
Regione Puglia.

COPERTINO DOP (DOC)
Regione Puglia.

GALATINA DOP (DOC)
Regione Puglia.

GIOIA DEL COLLE DOP (DOC)
Regione Puglia.

GRAVINA DOP (DOC)
Regione Puglia.

LEVERANO DOP (DOC)
Regione Puglia.

LIZZANO DOP (DOC)
Regione Puglia.

LOCOROTONDO DOP (DOC)
Regione Puglia.

MARTINA / MARTINA FRANCA DOP (DOC)
Regione Puglia.

MATINO DOP (DOC)
Regione Puglia.

MOSCATO DI TRANI DOP (DOC)
Regione Puglia.

NARDÒ DOP (DOC)
Regione Puglia.

NEGROAMARO DI TERRA D’OTRANTO DOP (DOC)
Regione Puglia.

ORTA NOVA DOP (DOC)
Regione Puglia.

OSTUNI DOP (DOC)
Regione Puglia.

PRIMITIVO DI MANDURIA DOP (DOC)
Regione Puglia.

ROSSO DI CERIGNOLA DOP (DOC)
Regione Puglia.

SALICE SALENTINO DOP (DOC)
Regione Puglia.

SAN SEVERO DOP (DOC)
Regione Puglia.

SQUINZANO DOP (DOC)
Regione Puglia.

TAVOLIERE DELLE PUGLIE / TAVOLIERE DOP (DOC)
Regione Puglia.

TERRA D’OTRANTO DOP (DOC)
Regione Puglia.

VINI DOP (DOC) DELLA BASILICATA

AGLIANICO DEL VULTURE DOP (DOC)
Regione Basilicata.

GROTTINO DI ROCCANOVA DOP (DOC)
Regione Basilicata.

MATERA DOP (DOC)
Regione Basilicata.

TERRE DELL’ALTA VAL D’AGRI DOP (DOC)
Regione Basilicata.

VINI DOP (DOC) DELLA CALABRIA

BIVONGI DOP (DOC)
Regione Calabria.

CIRÒ DOP (DOC)
Regione Calabria.

GRECO DI BIANCO DOP (DOC)
Regione Calabria.

LAMEZIA DOP (DOC)
Regione Calabria.

MELISSA DOP (DOC)
Regione Calabria.

S. ANNA DI ISOLA CAPO RIZZUTO DOP (DOC)
Regione abria.

SAVUTO DOP (DOC)
Regione Calabria.

SCAVIGNA DOP (DOC)
Regione Calabria.

TERRE DI COSENZA DOP (DOC)
Regione Calabria.

VINI DOP (DOC) DELLA SICILIA

ALCAMO DOP (DOC)
Regione Sicilia.

CONTEA DI SCLAFANI / VALLEDOLMO-CONTEA DI SCLAFANI DOP (DOC)
Regione Sicilia.

CONTESSA ENTELLINA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

DELIA NIVOLELLI DOP (DOC)
Regione Sicilia.

ELORO DOP (DOC)
Regione Sicilia.

ERICE DOP (DOC)
Regione Sicilia.

ETNA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

FARO DOP (DOC)
Regione Sicilia.

MALVASIA DELLE LIPARI DOP (DOC)
Regione Sicilia.

MAMERTINO DI MILAZZO / MAMERTINO DOP (DOC)
Regione Sicilia.

MARSALA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

MENFI DOP (DOC)
Regione Sicilia.

MONREALE DOP (DOC)
Regione Sicilia.

NOTO DOP (DOC)
Regione Sicilia.

PANTELLERIA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

RIESI DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SALAPARUTA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SAMBUCA DI SICILIA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SANTA MARGHERITA DI BELICE DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SCIACCA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SICILIA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SIRACUSA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

VITTORIA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

VINI DOP (DOC) DELLA SARDEGNA

ALGHERO DOP (DOC)
Regione Sardegna.

ARBOREA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

CAGLIARI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

CAMPIDANO DI TERRALBA / TERRALBA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

CANNONAU DI SARDEGNA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

CARIGNANO DEL SULCIS DOP (DOC)
Regione Sardegna.

GIRÒ DI CAGLIARI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

MALVASIA DI BOSA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

MANDROLISAI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

MONICA DI SARDEGNA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

MOSCATO DI SARDEGNA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

MOSCATO DI SORSO-SENNORI / MOSCATO DI SORSO / MOSCATO DI SENNORI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

NASCO DI CAGLIARI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

NURAGUS DI CAGLIARI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

SARDEGNA SEMIDANO DOP (DOC)
Regione Sardegna.

VERMENTINO DI SARDEGNA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

VERNACCIA DI ORISTANO DOP (DOC)
Regione Sardegna.

Dati estrapolati dagli elenchi del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. A questo link è possibile scaricare i files pubblici .pdf con gli elenchi e i disciplinari di produzione.

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Vini Italiani IGP (IGT)

Elenco delle 118 IGP (Indicazione Geografica Protetta)

IGT (Indicazione Geografica Tipica) nella menzione tradizionale italiana

VINI IGP (IGT) DELLA LOMBARDIA

ALTO MINCIO IGP (IGT)
Regione Lombardia

BENACO BRESCIANO IGP (IGT)
Regione Lombardia.

BERGAMASCA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

COLLINA DEL MILANESE IGP (IGT)
Regione Lombardia.

MONTENETTO DI BRESCIA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

PROVINCIA DI MANTOVA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

PROVINCIA DI PAVIA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

QUISTELLO IGP (IGT)
Regione Lombardia.

RONCHI DI BRESCIA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

RONCHI VARESINI IGP (IGT)
Regione Lombardia.

SABBIONETA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

SEBINO IGP (IGT)
Regione Lombardia.

TERRAZZE RETICHE DI SONDRIO IGP (IGT)
Regione Lombardia.

TERRE LARIANE IGP (IGT)
Regione Lombardia.

VALCAMONICA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

VINI IGP (IGT) DEL TRENTINO ALTO ADIGE

DELLE VENEZIE IGP (IGT)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

MITTERBERG IGP (IGT)
Regione Trentino Alto Adige.

VALLAGARINA IGP (IGT)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VIGNETI DELLE DOLOMITI / WEINBERG DOLOMITEN IGP (IGT)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VINI IGP (IGT) DEL VENETO

ALTO LIVENZA IGP (IGT)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

COLLI TREVIGIANI IGP (IGT)
Regione Veneto.

CONSELVANO IGP (IGT)
Regione Veneto.

DELLE VENEZIE IGP (IGT)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

MARCA TREVIGIANA IGP (IGT)
Regione Veneto.

VALLAGARINA IGP (IGT)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VENETO IGP (IGT)
Regione Veneto.

VENETO ORIENTALE IGP (IGT)
Regione Veneto.

VERONA / PROVINCIA DI VERONA / VERONESE IGP (IGT)
Regione Veneto.

VIGNETI DELLE DOLOMITI / WEINBERG DOLOMITEN IGP (IGT)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VINI IGP (IGT) DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

ALTO LIVENZA IGP (IGT)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

DELLE VENEZIE IGP (IGT)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VENEZIA GIULIA IGP (IGT)
Regione Friuli Venezia Giulia.

VINI IGP (IGT) DELLA LIGURIA

COLLINA DEL GENOVESATO IGP (IGT)
Regione Liguria.

COLLINE SAVONESI IGP (IGT)
Regione Liguria.

LIGURIA DI LEVANTE IGP (IGT)
Regione Liguria.

TERRAZZE DELL’IMPERIESE IGP (IGT)
Regione Liguria.

VINI IGP (IGT) DELL’EMILIA ROMAGNA

BIANCO DI CASTELFRANCO EMILIA IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

EMILIA / DELL’EMILIA IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

FORLÌ IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

FONTANA DEL TARO IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

RAVENNA IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

RUBICONE IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

SILLARO / BIANCO DEL SILLARO IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

TERRE DI VELEJA IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

VAL TIDONE IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

VINI IGP (IGT) DELLA TOSCANA

ALTA VALLE DELLA GREVE IGP (IGT)
Regione Toscana.

COLLI DELLA TOSCANA CENTRALE IGP (IGT)
Regione Toscana.

COSTA TOSCANA IGP (IGT)
Regione Toscana.

MONTECASTELLI IGP (IGT)
Regione Toscana.

TOSCANO / TOSCANA IGP (IGT)
Regione Toscana.

VAL DI MAGRA IGP (IGT)
Regione Toscana.

VINI IGP (IGT) DELLE MARCHE

MARCHE IGP (IGT)
Regione Marche.

VINI IGP (IGT) DELL’UMBRIA

ALLERONA IGP (IGT)
Regione Umbria.

BETTONA IGP (IGT)
Regione Umbria.

CANNARA IGP (IGT)
Regione Umbria.

NARNI IGP (IGT)
Regione Umbria.

SPELLO IGP (IGT)
Regione Umbria.

UMBRIA IGP (IGT)
Regione Umbria.

VINI IGP (IGT) DEL LAZIO

ANAGNI IGP (IGT)
Regione Lazio.

CIVITELLA D’AGLIANO IGP (IGT)
Regione Lazio.

COLLI CIMINI IGP (IGT)
Regione Lazio.

COSTA ETRUSCO ROMANA IGP (IGT)
Regione Lazio.

FRUSINATE / DEL FRUSINATE IGP (IGT)
Regione Lazio.

LAZIO IGP (IGT)
Regione Lazio.

VINI IGP (IGT) DELL’ABRUZZO

COLLI APRUTINI IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

COLLI DEL SANGRO IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

COLLINE FRENTANE IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

COLLINE PESCARESI IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

COLLINE TEATINE IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

DEL VASTESE / HISTONIUM IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

TERRE AQUILANE / TERRE DE L’AQUILA IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

TERRE DI CHIETI IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

VINI IGP (IGT) DEL MOLISE

OSCO / TERRE DEGLI OSCI IGP (IGT)
Regione Molise.

ROTAE IGP (IGT)
Regione Molise.

VINI IGP (IGT) DELLA CAMPANIA

BENEVENTO / BENEVENTANO IGP (IGT)
Regione Campania.

CAMPANIA IGP (IGT)
Regione Campania.

CATALANESCA DEL MONTE SOMMA IGP (IGT)
Regione Campania.

COLLI DI SALERNO IGP (IGT)
Regione Campania.

DUGENTA IGP (IGT)
Regione Campania.

EPOMEO IGP (IGT)
Regione Campania.

PAESTUM IGP (IGT)
Regione Campania.

POMPEIANO IGP (IGT)
Regione Campania.

ROCCAMONFINA IGP (IGT)
Regione Campania.

TERRE DEL VOLTURNO IGP (IGT)
Regione Campania.

VINI IGP (IGT) DELLA PUGLIA

DAUNIA IGP (IGT)
Regione Puglia.

MURGIA IGP (IGT)
Regione Puglia.

PUGLIA IGP (IGT)
Regione Puglia.

SALENTO IGP (IGT)
Regione Puglia.

TARANTINO IGP (IGT)
Regione Puglia.

VALLE D’ITRIA IGP (IGT)
Regione Puglia.

VINI IGP (IGT) DELLA BASILICATA

BASILICATA IGP (IGT)
Regione Basilicata.

VINI IGP (IGT) DELLA CALABRIA

ARGHILLÀ IGP (IGT)
Regione Calabria.

CALABRIA IGP (IGT)
Regione Calabria.

COSTA VIOLA IGP (IGT)
Regione Calabria.

LIPUDA IGP (IGT)
Regione Calabria.

LOCRIDE IGP (IGT)
Regione Calabria.

PALIZZI IGP (IGT)
Regione Calabria.

PELLARO IGP (IGT)
Regione Calabria.

SCILLA IGP (IGT)
Regione Calabria.

VAL DI NETO IGP (IGT)
Regione Calabria.

VALDAMATO IGP (IGT)
Regione Calabria.

VINI IGP (IGT) DELLA SICILIA

AVOLA IGP (IGT)
Regione Sicilia.

CAMARRO IGP (IGT)
Regione Sicilia.

FONTANAROSSA DI CERDA IGP (IGT)
Regione Sicilia.

SALEMI IGP (IGT)
Regione Sicilia.

SALINA IGP (IGT)
Regione Sicilia.

TERRE SICILIANE IGP (IGT)
Regione Sicilia.

VALLE BELICE IGP (IGT)
Regione Sicilia.

VINI IGP (IGT) DELLA SARDEGNA

BARBAGIA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

COLLI DEL LIMBARA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

ISOLA DEI NURAGHI IGP (IGT)
Regione Sardegna.

MARMILLA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

NURRA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

OGLIASTRA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

PARTEOLLA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

PLANARGIA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

PROVINCIA DI NUORO IGP (IGT)
Regione Sardegna.

ROMANGIA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

SIBIOLA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

THARROS IGP (IGT)
Regione Sardegna.

TREXENTA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

VALLE DEL TIRSO IGP (IGT)
Regione Sardegna.

VALLI DI PORTO PINO IGP (IGT)
Regione Sardegna.

Dati estrapolati dagli elenchi del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. A questo link è possibile scaricare i files pubblici .pdf con gli elenchi e i disciplinari di produzione.

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Classificazione e Denominazioni dei Vini Italiani

Sono tante le sigle che popolano il panorama vinicolo italiano e spesso viene fatta confusione o non se ne capisce il significato. La classificazione dei vini italiani è soggetta alle normative europee ma abbiamo ancora in uso le nostre italiche definizioni.

Sotto il marchio giallo/rosso europeo DOP

  • DOP (Denominazione d’Origine Protetta),

ricadono le menzioni tradizionali italiane DOCG e DOC

  • DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita)
  • DOC (Denominazione d’Origine Controllata).

Entrambe le sigle sottintendono un Disciplinare di allevamento delle uve e di produzione del vino con regole ben precise e diverse per ogni vino. Ad esempio, in un Disciplinare, sono indicati i Comuni da dove possono provenire le uve, quali uve possono essere usate e in che percentuale, il grado minimo di volume alcolico, il tempo di affinamento, il tipo di impianto ecc., insomma una serie di regole atte a conferire tipicità e qualità al vino.

Sotto il marchio giallo/blu europeo IGP

  • IGP (Indicazione Geografica Protetta),

ricade la menzione tradizionale italiana IGT

  • IGT (Indicazione Geografica Tipica)

Anche per le IGT ci sono i Disciplinari di produzione ma a differenza dei precedenti si riferiscono spesso ad aree geografiche più grandi e sono magari previste maggiori varietà di uve e tipologie di vino che si possono produrre.

Queste sono le definizioni sancite dalla Comunità Europea:

Definizione di DENOMINAZIONE DI ORIGINE: il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali e debitamente giu­stificati, di un paese che serve a designare un prodotto di cui all’articolo 92, paragrafo 1, conforme ai seguenti requisiti:
i)  la qualità e le caratteristiche del prodotto sono dovute essenzialmente o esclusivamente a un particolare am­ biente geografico e ai suoi fattori naturali e umani;
ii)  le uve da cui è ottenuto il prodotto provengono esclusi­vamente da tale zona geografica;
iii)  la produzione avviene in detta zona geografica e
iv)  il prodotto è ottenuto da varietà di viti appartenenti alla
specie Vitis vinifera;
Definizione di INDICAZIONE GEOGRAFICA: l’indicazione che si riferisce a una regione, a un luogo determinato o, in casi eccezionali e debitamente giustificati, a un paese, che serve a designare un prodotto di cui all’articolo 92, paragrafo 1, conforme ai seguenti requisiti:
i)  possiede qualità, notorietà o altre peculiarità attribuibili a tale origine geografica;
ii)  le uve da cui è ottenuto provengono per almeno l’85 % esclusivamente da tale zona geografica;
iii)  la produzione avviene in detta zona geografica e
iv)  è ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera o da un incrocio tra la specie Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis.
(Regolamento UE N. 1308/2013)

In una ipotetica piramide qualitativa dei vini a Denominazione, al vertice ci sono le DOP/DOCG, le quali possono avere un’ulteriore livello superiore di definizione, riferito ad una zona geografica di produzione più ristretta.

Sono le MGA (dette anche MeGA)

  • MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive)

Vengono usate ad esempio nelle DOCG di Barolo e Barbaresco (link MGA Barolo).

Prendendo come esempio il vino Barolo si potrà quindi avere l’indicazione del Comune, ad esempio Serralunga d’Alba (che è uno degli 11 comuni che possono produrre Barolo DOCG) e l’indicazione di una sua MGA, ad esempio Gabutti (una delle 39 MGA di Serralunga). Un’ulteriore livello di definizione può essere quello dell’indicazione del nome della Vigna.

Rimanendo sull’ipotetica piramide qualitativa, abbiamo quindi le DOP/DOCG seguite dalle DOP/DOC e più sotto le IGP/IGT. Alla base della piramide qualitativa si trovano i Vini varietali e i Vini generici che corrispondono alla definizione tradizionale di:

  • VDT (Vini da Tavola)

Sono vini prodotti al di fuori di un Disciplinare di riferimento.

Le Denominazioni d’Origine sono soggette a controlli che ne garantiscono la qualità e il rispetto delle norme indicate dai Disciplinari. Sulle bottiglie di vini a Denominazione vengono apposte le cosiddette ‘fascette’ (contrassegni di Stato con filigrana e indicazione DOCG o DOC). Esse sono una garanzia per il consumatore e un valido strumento contro la contraffazione.

NORMATIVA SUL CONFEZIONAMENTO DEI VINI A DENOMINAZIONE
1. Il confezionamento, dei vini a D.O.C.G. destinati all’immissione al consumo comporta l’obbligo dell’uso della «fascetta», avente le caratteristiche indicate all’articolo 3.
2. La fascetta di cui al comma 1 e’ utilizzata anche per il confezionamento dei vini D.O.C.. Per tali vini, in alternativa, e’ consentito l’utilizzo del lotto…
(Art.2 Gazzetta Ufficiale)
COME VIENE CONFERITA UNA DENOMINAZIONE
Una DOCG è definita tale dopo 7 anni che è stata DOC, mentre una DOC diviene tale dopo 5 anni che è stata IGT. Il riconoscimento dell’IGT è riservato ai vini provenienti dalla rispettiva zona viticola a condizione che la relativa richiesta sia rappresentativa di almeno il 20% dei viticoltori interessati e di almeno il 20% della superficie totale dei vigneti oggetto di dichiarazione produttiva… (Art.33 Gazzetta Ufficiale)

Si può sintetizzare che più si sale nella piramide qualitativa e più i Disciplinari di produzione sono restrittivi e le aree produttive più circoscritte. Ma non è detto che un vino DOCG sia sempre migliore di un vino IGP. Spesso i produttori preferiscono rimanere in una IGP per avere più libertà di scelta in quanto è magari troppo restrittivo il Disciplinare della DO che ad esempio indica le varietà e le percentuali di uve utilizzabili in modo troppo vincolante. Per fare un esempio, uno dei vini italiani più conosciuti e costosi è una IGT (Toscana), parlo del Tignanello di Marchesi Antinori.

È anche possibile trovare un ottimo vino da tavola se il produttore, avendo a disposizione un buon terroir e capacità ha deciso di rimanere al di fuori di ogni vincolo legato ai Disciplinari. Ma è giusto fare riferimento ad una DOCG se si cerca un’espressione tipica di un vino. L’identificazione delle migliori zone produttive e di quali varietà meglio si esprimono in un determinato luogo, arriva da molto lontano, ben prima che nascesse l’Unione Europea e le sue DOP.

Anche per le DOC vale la stessa cosa ma vanno considerate caso per caso, perchè ad esempio, in una DOC che comprende un’intera regione, come Sicilia DOC, è più difficile trovare una tipicità specifica. Ben diverso se è indicata una zona più circoscritta come ad esempio nell’Etna DOC, ovvio che qui potrò trovare il riscontro di un terroir unico con suoli di origine vulcanica, microclima diverso ecc.

Non c’è una regola precisa per scegliere ‘il miglior vino’ in base alla sigla di Denominazione in etichetta ma vanno sempre considerate come una importante indicazione di qualità e di garanzia per il consumatore.

Per completezza di informazione, malgrado siano ormai rare sulle bottiglie, si possono trovare anche queste sigle:

  • VQPRD (vino di qualità prodotto in regione determinata)
  • VLQPRD (vino liquoroso di qualità prodotto in regione determinata)
  • VSQPRD (vino spumante di qualità prodotto in regione determinata)

Puoi scoprire gli elenchi di tutti i vini Italiani a Denominazione su queste pagine del blog:

©dipendechevino

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Il Nebbiolo 2017 dell’Astemia Pentita

Torno sul Nebbiolo, quello dell’Astemia Pentita di Barolo. Ho stappato e degustato con calma una delle bottiglie acquistate nella recente visita ed è davvero un gran Nebbiolo quello dell’annata 2017. Robusto di corpo, con tannini già integrati che stanno in perfetto equilibrio con la morbidezza alcolica del 14,5%. Intenso nei profumi, di viola, spezie, frutti di bosco freschi e liquirizia. L’acidità è ben presente e gli dona una facile bevibilità.  Elegante e profondo. Lo metto sul podio dei Nebbioli, quelli giovani ma che hanno una personalità da leader, un giovane e fighissimo Nebbiolo che fa le scarpe a certi Barolo. Da provare perchè è veramente molto al di sopra di tanti altri Nebbiolo. Piacevole da bere e ricco di qualità. Le uve provengono dai vigneti del comune di Barolo, la vinificazione prevede una macerazione di circa 20 giorni e l’affinamento di un anno in tonneaux di rovere francese.

Per la cronaca, l’Astemia Pentita è l’imprenditrice Sandra Vezza, titolare anche dell’azienda Gufram, famosa nel mondo del design per aver creato il divano a forma di bocca. I miei migliori complimenti vanno all’enologo Daniele Mauro per questo grande Nebbiolo. 

🔝

Luca Gonzato

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Mongris 2018, Marco Felluga

L’approccio olfattivo a questo Pinot Grigio è floreale e delicato mentre in bocca arriva potente, minerale, sapido, con sensazioni fragranti di erba tagliata, mela acerba, si allunga poi su toni più caldi e rotondi che ricordano il fieno, la pietra focaia e frutti maturi come l’ananas. Mi piace la progressione e l’evoluzione in bocca che va dalla freschezza iniziale alla rotondità cremosa finale. Il volume alcolico è del 13,5%. Mongris sta per Monovitigno e Gris (grigio). Marco Felluga si trova a Gradisca d’Isonzo in Friuli, a due passi dal confine con la Slovenia. È il Collio Goriziano, con i suoi terreni marnosi stratificati con l’arenaria, la famosa ‘Ponca’ che dona ai vini una tipicità ‘minerale’. Un bel vino bianco che si adatta facilmente a pietanze diverse oltre al solito pesce. Ha un buon rapporto qualità/prezzo, si trova sui 12€. La vinificazione è in acciaio, riposa circa sei mesi sui lieviti e poi in bottiglia. Il Mongris 2018 è una bella bottiglia per iniziare a scoprire il Collio.

Luca Gonzato

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Tenuta Fontanafredda

Entrare in Fontanafredda è come fare un tuffo nel passato, tutto qui traspira storia. Da quella più lontana, agli albori del Barolo, fino alla più recente con la nascita del movimento Slow Food. 

Il nome Fontana Fredda rimanda a documenti del 1700 che indicano una valletta fresca e ricca di fonti, di cui una che alimentava il pozzo e il sottostante laghetto ancora presenti nella tenuta. Gli edifici a righe del borgo sono distintivi delle proprietà Sabaude. Re Vittorio Emanuele II che divenne possessore nel 1858 donò la tenuta alla sua amante preferita, di umili origini, la ’Bela Rosin’ (Rosa Vercellana), conferendole anche il titolo di contessa di Mirafiore e Fontanafredda, che tra l’altro sono le due linee di vini prodotte ancora oggi.

Vittorio Emanuele II, la Bella Rosina e il loro figlio Emanuele Guerrieri. Immagini dal museo di Fontanafredda.

Dall’amore del re con la Rosina nacquero Guerrieri Emanuele (poi divenuto conte di Mirafiori) e Maria Vittoria. A loro, nel 1860 vennero intestate le proprietà. Fu Emanuele che nel 1878 diede slancio alla produzione. Grazie alla passione e alle innovazioni introdotte, ad esempio quella dei condotti che permettevano i travasi senza dover caricare in spalla e trasportare il vino nelle sale d’invecchiamento sottostanti, la cantina visse anni di splendore.

Il borgo contemplava in sé tutto il necessario per la vita di una trentina di famiglie. Dal panificio alla scuola, fino agli spazi di svago del dopolavoro. L’attività principale era ovviamente legata alla produzione del vino, le cantine storiche sono tra le più belle al mondo. Impressionante il susseguirsi di botti e il cunicolo sotterraneo che collegava le zone di vinificazione a quelle di affinamento.

La tenuta conobbe in seguito anni di declino, anche per la terribile Fillossera che negli anni 30 distrusse i vigneti. La proprietà passò poi al Monte dei Paschi e il marchio ‘Casa E. Di Mirafiore’ alla famiglia Gancia. Nel 2009 la tenuta e i marchi sono stati acquisiti dal fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, il quale ha  riportato allo splendore questo incredibile luogo.

L’ingresso dell’enoteca

La Fontanafredda di oggi conserva nel migliore dei modi gli edifici storici e il museo ma è anche un luogo di incontro, cultura e svago. È sede della Fondazione Mirafiore, vi sono diversi ristoranti, un hotel e spazi per incontri di lavoro e degustazione, inoltre nell’edificio principale è presente una bella enoteca dove acquistare tutti i vini prodotti in Fontanafredda e da Borgogno (altra cantina di proprietà dal 2008). 

Uno dei luoghi più affascinanti di Fontanafredda è la ‘Rotonda’, attuale zona di affinamento con centinaia di barrique, un tempo era il fulcro della cantina, dove avveniva la pigiatura e la vinificazione. Qui ebbe luogo, nel 1986, la prima riunione di quel gruppo di amici capitanati da Carlin Petrini che diedero poi vita al movimento di Slow Food.

L’ingresso al Bosco dei pensieri e a destra il pozzo di Fontana Fredda

Altro luogo speciale è il ‘bosco dei pensieri’, dove poter passeggiare nella quiete tra piante secolari ed ammirando le colline vitate. Sono 122 gli ettari totali di Fontanafredda, di cui 100 di vigneti (78 intorno al borgo), 10 tra borgo e cantina e 12 di bosco. 400 le famiglie di contadini che conferiscono le uve a Fontanafredda. Il tutto nel rispetto del territorio  e all’insegna di uve sane con certificazione biologica. I vini prodotti sono tanti, spumanti, bianchi e soprattutto rossi con le varietà tipiche piemontesi. Ovviamente il Nebbiolo è l’uva principe e le sue declinazioni in Barolo trovano diverse espressioni.

La casa della Bela Rosin, oggi sede del Guido ristorante

All’interno della tenuta, nello stellato ‘Guido ristorante’, ho avuto il piacere di degustare il Barolo ‘La Rosa’ 2013. Un Barolo importante tra i migliori simboli vinicoli di Fontanafredda, votato nel 2008 da Wine Spectator tra i 100 migliori vini al mondo.

Vigna La Rosa si esprime con grande eleganza e corpo, complice anche l’annata calda del 2013. Ai tipici profumi floreali di viola e rosa si associano un bel frutto rosso in confettura e sentori di sottobosco. Le note di affinamento in legno (3 anni) regalano un tannino vellutato e sentori di legni pregiati. Complesso e morbido come seta sulla pelle. Questo Barolo accarezza la lingua regalando una piacevolezza che si allunga snocciolando tante piccole sensazioni aromatiche. La Rosa accompagnata dalla faraona arrosto dello chef Ugo Alciati sono qualcosa di magico.

Nella tenuta Fontanafredda, anche per le dimensioni e la notorietà, non ci si può aspettare quell’atmosfera ‘raccolta’ tipica di altre cantine del Barolo però vale davvero la visita. È un luogo che fa capire bene quanta storia ci sia dietro al Re dei vini e quanto, un tempo, il lavoro avesse un valore ‘Alto’ che portava a condividere gli stessi spazi ed obiettivi, come in una grande famiglia, quella di Fontanafredda.

Luca Gonzato

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Ettore Germano, viticoltori dal 1856

Tornare tra le colline delle Langhe, patrimonio dell’umanità, è sempre un piacere. Questa volta il mio interesse mi ha portato a Serralunga d’Alba, uno degli 11 comuni del Barolo, nella storica cantina ‘Ettore Germano’, viticoltori dal 1856. A condurre l’azienda sono Sergio Germano con la moglie Elena ma nelle retrovie si sta già formando la quinta generazione. Ad accoglierci troviamo Simona, un’amministrativa che si occupa anche dei clienti, simpatica e preparata ci accompagnerà nella visita e nella degustazione.

Immagini di Sergio Germano all’ingresso

Il profumo di mosto arriva pungente dal piano inferiore, la vendemmia è stata fatta solo un paio di settimane fa. Nella zona di affinamento dei vini sono presenti botti di dimensioni diverse, barrique, tonneaux e botti grandi che arrivano ai 2500 litri.

Interessante vedere alcuni campioni di terreno provenienti da quattro cru, danno immediatamente l’idea delle diversità che caratterizzeranno poi anche i vini. 

Campioni di suolo dei Cru di Cerretta, Prapò, Lazzarito e Vignarionda.

I suoli della zona di Barolo sono famosi per le marne, stratificazioni formatesi milioni di anni fa nel Miocene, quando qui c’era un mare. Il formarsi delle colline ha quindi mischiato i terreni creando infinite variabili di terreno. Da Germano, nel Cru Cerretta, si trova la marna di Sant’Agata (Tortoniano), il colore tende al grigio/blu, il terreno è calcareo/argilloso; il Cru Prapò è calcareo/argilloso con strati di arenaria; il Cru Lazzarito è calcareo con presenza di una vena ferrosa e di calcio; in Vignarionda è calcare marnoso.

La sala di degustazione di Ettore Germano

Ci spostiamo poi nella sala di degustazione al piano superiore da cui si ha accesso a una grande terrazza sulle vigne. Si potrebbe godere di un bel panorama sulle colline ma purtroppo il clima è tipicamente autunnale con quella nebbiolina mista a pioggia polverizzata.

Nell’ampia sala sono presenti le belle carte tridimensionali di Enogea e i due ‘vangeli’ delle MGA così si possono vedere e comprendere sia la posizione dei Cru che le altitudini e le esposizioni. 

Le mappe 3D del Barolo DOCG e di Serralunga d’Alba a destra

Nel frattempo Simona ha preparato i calici ed iniziamo la degustazione con uno spumante metodo classico da uve di Nebbiolo al 100%. Si chiama Rosanna (nome della madre di Sergio) ed è un extra brut, affina sui lieviti per circa 18 mesi. È molto fine ed elegante con un bel finale dolce. Bella sorpresa, avevo assaggiato altri spumanti da Nebbiolo ma nessuno mi aveva mai conquistato, questo sì. 

Il secondo assaggio è la Nascetta, tipico vitigno bianco piemontese, dimenticavo di dire che Sergio ha introdotto la coltivazione di uve bianche, i vigneti si trovano però in Alta Langa a Cigliè. Questa Nascetta è decisamente particolare per complessità aromatica, conserva una bella freschezza ed acquista sentori più minerali anche grazie all’affinamento in anfora. Altro assaggio il Binel (significa gemello in piemontese), un blend di 85% Chardonnay e 15% Riesling, piacevole anche questo con note burrose, morbide e fruttate tipiche dello Chardonnay ed arricchite dai sentori evolutivi tipici del Riesling.

A questo punto, dopo che avevo manifestato la mia curiosità su questo vitigno, Simona ci fa la sorpresa di farci assaggiare anche l’Hérzu 2011, Riesling 100%. Mi si allarga il sorriso, qui i sentori di idrocarburi danzano con il frutto in un contesto di acidità che mantiene la bocca pulita e pronta ad accogliere un nuovo sorso. Grande, potente, lunghissimo nella persistenza, peccato che le scorte siano finite e non si possa acquistare. Passiamo ai rossi iniziando da una Barbera d’Alba superiore ‘della Madre’ del 2016, si percepisce un bel frutto rosso maturo e le note di tostatura in legno (tonneaux per 1 anno), vaniglia, cacao. Anche qui l’acidità lo rende facilmente bevibile. Ed ora il Nebbiolo 2018, vinificato con una breve macerazione sulle bucce. Sorprende perchè mi aspettavo tutt’altro ed invece mi trovo a degustare un vino elegante, sottile, più vicino ad un rosé che a un nebbiolo strutturato. Piacevole proprio per la sua finezza, da riprovare come aperitivo.

Arriviamo ai Baroli, Prapò 2014, Cerretta 2014 e Lazzarito riserva 2012. Un crescendo di piacevolezza e complessità che rende pienamente l’idea di questo territorio di Serralunga. I legni sono usati sempre con discrezione e finalizzati ad armonizzare più che ad aggiungere aromi. Come affinamenti, il Prapò fa botte grande per due anni, risulta ancora fresco, tannico, complesso negli aromi di frutti rossi e neri e tostatura. Il Cerretta mi è sembrato più pronto, con un tannino più vellutato, affina due anni in tonneaux da 700 litri. Bel Barolo anche questo. Infine la riserva Lazzarito, il cru con le vigne più vecchie, circa 80 anni. Qui il piacere è tanto, se nei precedenti era l’austerità e la verticalità ad imporsi, qui sono la familiarità e la rotondità ad arrivarmi come un abbraccio. Le uve fanno una lunga macerazione di quasi due mesi e poi affina in botte grande quasi 3 anni e minimo due anni in bottiglia. Corpo ed eleganza rendono questo Barolo una vera eccellenza. Un ultimo sguardo alle colline sorseggiando nuovamente i Baroli rimasti nei calici e già mi spiace dover andar via. Bella visita e grazie di cuore a Simona per l’ospitalità e la simpatia. Complimenti a Sergio che anche se non ho potuto conoscere di persona mi ha trasmesso attraverso i suoi vini una personalità forte, legata alle tradizione quel che serve e aperta a nuove interpretazioni, penso al Langhe nebbiolo e allo Spumante rosé ma anche all’interessante via intrapresa con l’introduzione dell’anfora.

Luca Gonzato

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Chianti Classico 2019, Milano

Il Chianti Classico ieri è stato a Milano in pompa magna, 60 produttori e oltre 200 etichette a rappresentare l’antico Consorzio nato nel 1924 e soprattutto un dei vini rossi più rappresentativi dell’Italianità. Il Gallo nero ha riempito con il suo canto la grande sala del Westin Palace e come ad un concerto si sono ascoltati dei brani fantastici. Il Sangiovese era il leader ma hanno avuto spazio anche i coristi, Canaiolo, Colorino, Merlot, Cabernet Franc.. ed in qualche caso hanno anche sorpreso con degli assoli. Difficile dire cosa era meglio, il livello di qualità medio era davvero alto ma qualcuno mi ha catturato più di altri.

La mia compilation del cuore di Chianti Classico:

Castello Vicchiomaggio (Greve in Chianti)

  • Guado Alto 2017: 90% Sangiovese, 10% Canaiolo
  • Riserva Agostino Petri 2015: 90% Sangiovese, 10% Cabernet S.
  • Gran Selezione La Prima 2016: 90% Sangiovese, 10% Merlot

Badia a Coltibuono (Gaiole in Chianti)

  • Riserva Badia a Coltibuono 2015: 90% Sangiovese, 10% Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino
  • Riserva Cultus Boni 2015: 80% Sangiovese, 20% Ciliegiolo, Colorino, Canaiolo, Mammolo, Fogliatonda, Malvasia nera, Sanforte, Pugnitello.

I Sodi (Gaiole in Chianti)

  • IGT Toscana Vigna Farsina 2013: 100% Sangiovese
  • IGT Toscana Soprasassi 2015: 100% Canaiolo

Castello di Ama (Gaiole in Chianti)

  • Gran Selezione San Lorenzo 2015: 80% Sangiovese, 13% Merlot, 7% Malvasia nera
  • Riserva Castello di Ama 2008: 80% Merlot, 20% Merlot, Malvasia nera, Cabernet Franc

Dievole (Castelnuovo Berardenga)

  • Riserva Novecento 2016: 95% Sangiovese, 3% Canaiolo, 2% Colorino
  • Gran Selezione Vigna di Sessina 2015: 100% Sangiovese

Marchesi Antinori (San Casciano in Val di Pesa)

  • Riserva Marchese Antinori 2016 Tignanello: 90% Sangiovese, 10% Cabernet Franc
  • Riserva Villa Antinori 2015: 90% Sangiovese, 10% Cabernet Sauvignon

Rocca delle Macìe (Castellina in Chianti)

  • Riserva Famiglia Zingarelli 2016: 90% Sangiovese, 5% Colorino, 5% Cabernet Sauvignon
  • Gran Selezione Riserva di Fizzano 2015: 90% Sangiovese, 10% Merlot
  • Gran Selezione Sergio Zingarelli 2015: 100% Sangiovese

In conclusione, un ringraziamento a tutti i produttori presenti, al Consorzio del Chianti Classico ed infine ad AIS Milano che ci offre la possibilità di partecipare a questi banchi di degustazione.

Purtroppo non mi è stato possibile assaggiare tutto e mi scuso con quelli che certamente hanno vini eccellenti ma non compaiono in questo post. …Spero di ampliare presto la compilation pubblicando il Volume 2.

Luca Gonzato

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Pinotage 2017, MAN

Pinotage 2017 di MAN Family Wines. Il Pinotage è un vino ed un vitigno rosso tipico del Sudafrica. Incrocio varietale tra il Pinot Nero e il Cinsaut (vitigno Francese), ottenuto nel 1925, in Africa, dal professor Abraham Izak Perold. La scelta di questa etichetta è abbastanza casuale, avevo voglia di un Pinotage ‘nuovo’ al mio palato e leggendo la storia del nome mi sono incuriosito. MAN deriva dalle iniziali di Marie, Anette e Nicky, le mogli dei tre amici che hanno fondato la cantina. Per dirgli che sarebbero stati occupati tutti i weekend hanno pensato bene di dedicargli il nome della cantina. Loro sono José Conde, Tyrrel Myburgh e Philip Myburgh. Tre famiglie che, sebbene la loro storia romantica del nome, hanno dato vita a un colosso che esporta in 25 paesi.  I vigneti si trovano nella zona più vocata del Sudafrica, a circa 50km da Cape Town e dall’oceano, nelle winelands, a metà strada tra le rinomate località di Stellenbosch e Paarl. Che se fossimo nelle langhe piemontesi sarebbe come dire tra Barolo e Barbaresco. Ma veniamo al vino, anzi alla bottiglia dove è raffigurato un paesaggio tipico delle winelands, il tappo è Stelvin (a vite). Vino dal bel colore rosso rubino, sprigiona profumi di frutta rossa come ciliegie e fragole e una nota vegetale/balsamica. Rigirandolo nel calice con più vigore si possono sentire cose particolari, a me ricorda l’incenso, il boisé. Ho l’acquolina in bocca, non aspetto oltre. È fragrante, quasi croccante nella sensazione… ora mi tornano in mente altri Pinotage, quella caratteristica che credo sia tipica e che mette insieme delle note tendenzialmente vegetali con quelle terziarie più vicine al cuoio, l’humus, la vaniglia. Una personalità ‘forte’ senza dubbi, a me piace un sacco. I tannini sono ben integrati e questo 2017 conserva una piacevole freschezza. Caldo con il 14° di vol. alcool. Finale lungo dove mettere in fila sensazioni aromatiche. Leggendo su un sito francese, tra i percettori di questo vitigno viene citato il caramello e, ‘cavolo’ è vero!, c’è anche questo, penso alla crema catalana, quel brulè sopra, mix di dolce amaro. Oltre che buono è stato anche un acquisto non troppo costoso, online sui 10€. Viene consigliato con cibi speziati, carne di maiale affumicata, selvaggina e pizza. ….Pizza oh yes! confermo.

Luca Gonzato

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Buttafuoco Cerasa 2017, Picchioni

Hai presente quando “the balls turning around and around” per il lavoro che ti è toccato fare 😖 e pensi solo a tornare a casa e poterti dedicare a un buon bicchiere di vino rosso? 

Il Cerasa di Picchioni, morbido e vellutato è perfetto per riportare l’asticella dell’umore in una situazione di equilibrio. I suoi sentori di frutti polposi sono quasi masticabili, così anziché masticar nervoso puoi sentire la fragranza di ciliegie, rose rosse e liquirizia Haribo a rotelle 🤣. 

Il sapore ti rimane in bocca a lungo e quando sta per finire hai già voglia di un altro sorso. L’ho apprezzato tra uno straccetto di carne e un’altro 🥩 (è solo mercoledì, mica potevo fare uno spezzatino). 

Ha il 13,5% di volume alcolico, è caldo e tannico il giusto. È un Buttafuoco (tipico vino lombardo dell’Oltrepò Pavese), rosso fermo ma energizzante almeno quanto un energy drink 🤩 …o forse sono ancora le “balls”.

Comunque buono e consigliato, è di quei vini fatti bene, sano, biologico. Costa sui 10/11€. Uvaggio di Croatina, Barbera e Ughetta di Solinga (Vespolina). 

Ora, a bocce ferme, mi godo la serata. 😘

Luca Gonzato

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Albarossa

Che bel nome per un vino, epico ed intrigante. L’Albarossa non è molto conosciuto, forse per la sua giovane età (si fa per dire), è nato nel 1938. Anno in cui il Professor Giovanni Dalmasso ha incrociato due tipiche varietà piemontesi, la Barbera e lo Chatus (detto anche Nebbiolo di Dronero). Il nome Albarossa, è un omaggio alla città di Alba. La sua breve storia, fino ad oggi, vede nel 1977 l’iscrizione al Registro nazionale dei vitigni, nel 1990 gli studi condotti nel centro sperimentale vitivinicolo della Tenuta Cannona a Carpeneto. Nel 2001 è entrato a far parte delle varietà adatte alla coltivazione in Piemonte e dopo un decennio ha ottenuto la Doc. Come appassionato trovo l’incrocio di Dalmasso molto interessante, è una bella sintesi delle qualità che maggiormente apprezzo in un vino rosso, carattere e longevità. 

I produttori di Albarossa sono circa 85 e 18 tra questi si sono associati nell’Albarossa Club per promuoverla nel mondo. Uno di questi 18 produce la bottiglia che ho appena stappato. Si tratta di Michele Chiarlo, un produttore con vigneti nelle Langhe, in Monferrato e nel Gavi, credo non serva dire altro visto il successo dei suoi vini tra gli appassionati.

Questa Albarossa è del 2015, solo 4 anni di affinamento, pochi se si pensa che potrebbe tranquillamente raggiungere il traguardo del decennio. Il colore è rosso rubino scuro, luminoso e consistente nel calice. Profumi di more, prugna, spezie, sottobosco. Le vigne da cui provengono le uve sono quelle di La Serra, un vigneto che visto in foto, sul sito, è incredibile, sembra un anfiteatro romano. Ecco da dove arriva l’ispirazione del disegno in etichetta. In bocca è robusto e caldo (14% di vol. alcolico), fruttato con sensazione polverosa, fine, elegante. Affina un anno in botte grande. Acidi e tannini sono ancora ben presenti e lasciano pensare ad un ulteriore margine di miglioramento. Bella la parte fruttata che rimane a lungo in bocca e il finale speziato che sembra pepe. Un vino che richiede una pietanza di valore, vista la stagione penserei ad esempio ad uno stufato con polenta o al gran bollito. Dopo un’oretta dalla stappatura, il vino si è pienamente aperto, comunica armonia e piacevolezza. Cerco un confronto con altre Barbera e Nebbioli piemontesi assaggiati ma trovo solo in parte delle corrispondenze. Qui, la cosa bella è trovarci la personalità e l’autorevolezza di un bel nebbiolo miscelati insieme alla fragranza di una barbera. Il prezzo è sui 12€. Se amate i rossi piemontesi, l’Albarossa vi può regalare belle sensazioni.

Luca Gonzato

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Il Malbo Gentile di TerraQuilia

Malbone 2014 TerraQuilia. A dare corpo a questo vino sono le uve del Malbo Gentile, un vitigno autoctono dell’Emilia Romagna. In questo caso ci troviamo nelle colline Modenesi, a 500m di altitudine, nel comune di Guiglia. La cantina TerrAquilia (terra di Guiglia), il cui nome ricorda la presenza romana in queste zone, lo coltiva e vinifica in modo naturale (biologico e vegano certificato) dal 2007. È una realtà giovane, se si pensa ad altre cantine, ma ha nel suo DNA la presenza di antiche uve e modalità di produzione. Infatti la bandiera di Terraquilia sono i vini rifermentati in bottiglia.

Io sono rimasto incuriosito da questo Malbone, un vino rosso fermo che volevo scoprire. Alla vista mostra tanta sostanza colorante e consistenza. Anche a distanza si percepisce il profumo vinoso e fragrante di piccoli frutti rossi e neri. Bella la nota balsamica mentolata e i sentori terrosi. In bocca è beverino, fresco, tanta mora e mirtilli. Tannini equilibrati e lieve sapidità. La vinificazione è in acciaio con lieviti autoctoni. Non è molto persistente ma si apprezza per altre doti, in particolare la fragranza e l’acidità che lo rendono beverino. Come abbinamento ho pensato ad un pasticcio al forno ma andrebbe benissimo una carrellata di salumi e formaggi della zona e naturalmente lo gnocco fritto. Il costo è sui 14€. Lo definirei un ‘vino conviviale’ per la capacità di farsi piacere. Anche il volume alcolico, contenuto al 12% lo rende perfetto per accontentare una tavolata di amici. Bella scoperta questo autoctono modenese.

Luca Gonzato

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Il Grande Cannonau

Il Grande Cannonau, ieri sera si è presentato in 7 fantastiche versioni. A guidare la degustazione e la conoscenza dei diversi terroir, il mitico Pres. Onav Vito Intini.

1. Tenores 2015 Tenute Dettori, un cannonau atipico dal nord della Sardegna, Sennori (SS). Qualcuno ha borbottato per i sentori potenti e non proprio finissimi. Dal canto mio, che invece già conoscevo questa cantina e il suo stile naturale/biodinamico, l’ho apprezzato e riassaggiato più volte durante la serata riscontrandone una continua evoluzione ed apertura. Si discosta totalmente dagli altri e se avete voglia di un cannonau di grande impatto questo fa per voi. Frutta macerata, prugna, liquirizia nera e note balsamiche a vagonate (~35€).

2. Irilai 2014, Nepente di Oliena Classico della Cantina sociale di Oliena. Eleganza e compostezza, note terrose e ferrose. Ventaglio aromatico ricco di spunti, dalla rosa appassita al frutto di ciliegia e alle spezie dolci. 2 anni in botte grande. (~15€).

3. Pro Vois, Nepente di Oliena Riserva 2010, cantina Fratelli Puddu. Passa in barrique francesi per un anno. Uno degli assaggi che ho più apprezzato, la barrique è usata con capacità e regala al vino una bella armonia e rotondità. Olfatto elegante, grafite, erbe aromatiche, macchia mediterranea (~30€).

4. Mamuthone 2016, Giuseppe Sedilesu. Probabilmente l’etichetta che in questi anni ha fatto conoscere il cannonau nel mondo. Ricco e persistente con le sue note di frutta rossa macerata. Fine ed equilibrato. Belle sensazioni minerali e sapidità. Da Momoiada, dove i terreni sono con prevalenza di sabbie da granito rosa (~15€).

5. Ballu Tundu, Riserva 2014, Giuseppe Sedilesu. Da vigne centenarie a piede franco. Grande cannonau nel podio della serata. Sentori di marmellate, grafite, petalo di rosa, cacao…  armonico, elegante, tanta roba. Solo 8000 bottiglie prodotte. (~28€).

6. Barrosu Riserva Franzisca 2016, Giovanni Montisci. Premetto che avevo qualche pregiudizio su questo cannonau rinomato tra i ‘winelover’, sarà che ne ho tanto sentito parlare e alla fine, anche per il costo, ne sono sempre stato alla larga preferendo altre etichette. Oggi però mi cospargo il capo e dico che è uno spettacolo. Di quei vini che ti trasportano lontano con l’immaginazione. È l’insieme, l’armonia, il carattere, più dei singoli sentori di rosa, cipria, macchia mediterranea ecc.. mi ha persino ricordato un’altro vino eccellente, il Kupra di Oasi degli Angeli… sarà che in fondo il vitigno Bordò è un parente del Cannonau. Se scovate una bottiglia di riserva Franzisca non fatevela scappare, vino eccellente, top della serata (~65€).

7. Châteauneuf du Pape Lieu Dit Pignan 2016, Pierre Henri Morel. Un Grenache 100% (il nome francese del vitigno cannonau). La differenza con i nostri cannonau è enorme, più colore, più corpo…  no vabbé lasciamo perdere che questo è un’altro pianeta. Comunque buono, anche troppo (~40€) .

Grazie Onav

Luca Gonzato

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Alt Scheidt 2017, Peter Lauer

Alt Scheidt 2017, un Riesling dalla Weinhaus Peter Lauer in Mosella (Germania). Spettacolo di vino per un aperitivo oppure per iniziare una cena che vedrà salire pari passo la struttura del cibo con quella del vino.

Leggero e di gran classe. All’olfatto sono già evidenti i precursori aromatici di idrocarburi e polvere da sparo, è un 2017 e si potrebbe (bisognerebbe) aspettare qualche anno di evoluzione  ma già adesso ha tanto da raccontare.

Il primo sorso regala un bel mix di mineralità sapida insieme ad aromi fruttati freschi di susine, agrumi come mandarino e  pompelmo, frutti esotici, litchi. Con il suo 10,5% di volume alcolico risulta particolarmente piacevole da bere e non stanca, gli aromi sono in giusta misura. Bel Riesling che consiglio di assaggiare, il prezzo è sui 15€.

Luca Gonzato

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Il Merlot di Kabaj

Merlot 2011 Kabaj. Grande espressione di eleganza in questo rosso da uve di Merlot macerate per 30 giorni ed affinate per quattro anni in barrique. Il ventaglio olfattivo è davvero ricco, dai sentori balsamici ai frutti in confettura di ciliegia e prugna. Fanno capolino note di cacao e liquirizia.

La morbidezza e rotondità si apprezza grazie ad una bella base acida e a tannini evoluti. A colpire è però l’equilibrio e l’armonia che lo rendono unico. Un Merlot Sloveno che può stare a testa alta a fianco di un merlot di Pomerol. Più che ad un abbinamento con il cibo penso a qualcosa che possa accompagnarlo senza aggiungere o togliere niente, lui è già ottimo così. Dei grissini torinesi possono bastare ma se la fame è tanta sfiderei una fiorentina.

Luca Gonzato

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La Gaina di Montelio

La Gaina 2018

Interessante vino ottenuto da un vitigno che non conoscevo, l’Uva della Cascina. Antico vitigno autoctono della valle Staffora in Oltrepò Pavese. È stato recuperato grazie al Professor Attilio Scienza dell’Università di Milano. All’Azienda Agricola Montelio il merito d’averlo messo a dimora nelle sue vigne e vinificato. Il nome La Gaina significa ‘la gallina’ in dialetto lombardo ma potrebbe anche voler dire ‘la sbornia’, essere ‘in gaina’ cioè brilli (a ricordare l’andamento incerto delle galline), ma la gallina in etichetta è quasi certamente legata al pollame che da sempre popola le aie dei poderi agricoli, più che all’eccesso dell’inebriante nettare. Ha comunque il 13,5% di volume alcolico.

Veniamo alle caratteristiche: il colore ha toni rubini intensi ed una consistenza quasi impenetrabile. I profumi vanno dal vinoso ai piccoli frutti neri di more, ribes, poi la prugna. Evidente una vena speziata e qualcosa che rimanda all’inchiostro. In bocca domina un frutto selvatico con nota amarotica e speziata. Gli aromi sono persistenti in un finale piacevolmente amarotico. I tannini ci sono ma sono in secondo piano rispetto all’acidità che caratterizza questa ‘gaina’. Sicuramente ha una personalità unica che la rende facilmente abbinabile a piatti con tendenza dolce, penso ad esempio a carni in agrodolce, risotto alla zucca o più semplicemente ai salumi tipici della zona dove la grassezza richiede un vino con buona acidità.

Vista su una delle colline vitate di Montelio

La storia di Montelio arriva da molto lontano, è da metà del 1200 che in questo podere, chiamato ‘grangia’ poiché forniva il sostentamento al Monastero di San Senatore, viene coltivata l’uva. La svolta produttiva è però arrivata intorno alla metà dell’800 con l’acquisto dei terreni da parte dell’Ing. Angelo Domenico Mazza che diede inizio alla produzione di vini a marchio Montelio. Ad oggi sono 30 gli ettari vitati con varietà sia bianche che rosse. Il comune è quello di Codevilla in provincia di Pavia.

Tornando al vino degustato, sono pienamente soddisfatto e felice d’aver scoperto l’Uva della cascina. Comunque più che una gallina mi ricorda un gallo, di quelli piccoli e impettiti che cantano a squarciagola e non hanno paura di confrontarsi con gli altri galli, anche quelli belli grossi tipo ‘Cabernet’. Da scoprire.

Luca Gonzato

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