Categoria: degustazione

Terre Alfieri DOCG

Il Piemonte e i suoi gioielli

Terre Alfieri è una delle ultime iscrizioni a DOCG (2020), proveniente dalla DOC Asti. La denominazione è retta da due pilastri della viticoltura piemontese: Arneis e Nebbiolo.

La zona di produzione si estende nei comuni di Antignano, Celle Enomondo, Cisterna d’Asti, Revigliasco, San Damiano, San Martino Alfieri e Tigliole, tutti in provincia di Asti. Nella DOCG vi sono anche parte dei comuni di Castellinaldo, Govone, Magliano Alfieri e Priocca in provincia di Cuneo.

La vicinanza alle più note DOCG a base Nebbiolo fa del Terre Alfieri una interessante opportunità per scoprire un’altra espressione del Nebbiolo. I suoli della zona sono composti da sabbie, argille, calcare e limo.

Tipologie
Terre Alfieri Arneis (anche Superiore)
Terre Alfieri Nebbiolo (anche Superiore e Riserva)

Terre Alfieri Arneis: uve Arneis minimo 85%; possono concorrere uve a bacca bianca, non aromatiche.
Terre Alfieri Nebbiolo: uve Nebbiolo minimo 85%; possono concorrere uve a bacca rossa, non aromatiche.

Tre Terre Alfieri Nebbiolo in degustazione

· Monte de Stephano 2018, Vaudanogaggie
· Terre Alfieri Nebbiolo 2018, Franco Giacinto
· Belgardo 2017, Cascina Vengore

Negli assaggi ho riscontrato una comune caratteristica di fragranza/freschezza. Dimostrano d’essere vini godibili già nei primi anni d’affinamento. In tutti e tre ho trovato elementi di piacevolezza e personalità che si sono distinti per il tipo di affinamento. Penso che il passaggio in legno riesca a dare qualcosa in più ma debba essere ben dosato per lasciare spazio all’espressività del vitigno.

Note di degustazione:

Monte de Stephano 2018, Vaudanogaggie

Terre Alfieri Nebbiolo. Comune di Cisterna d’Asti
13,5% Vol. – 100% Nebbiolo
Terreno: Sabbioso, calcareo. Esposizione/Altitudine: Est, Sud-Est da 250 a 350 m s.l.m.. Vinificazione: Fermentazione tradizionale con macerazione a cappello emerso per 7 giorni. Maturazione In tini di acciaio.

Rosso rubino-granato.
Profumo fine ed elegante. Ciliegia, fragolina, violetta, sottobosco.
All’assaggio si conferma nell’eleganza e negli aromi. Nel retrogusto arriva un ricordo aromatico speziato, di liquirizia e pepe bianco.
Ha scorrevolezza e freschezza. Il tannino è evoluto e ben integrato. Si distende levigando il palato che via si scalda grazie al 13,5% di Vol. Nel finale torna la speziatura a lasciare un bel ricordo sulla lingua.
Mi piace per l’equilibrio, una compostezza che tiene insieme tutte le componenti in un sorso fine e composto.

Terre Alfieri Nebbiolo 2018, Franco Giacinto

Terre Alfieri Nebbiolo. Comune di San Damiano d’Asti
14% Vol. – 100% Nebbiolo
Esposizione/altitudine: Sud – Sud/Ovest a circa 200 m s.l.m. Vinificazione: 10-12 giorni di macerazione a contatto delle proprie bucce in botti d’acciaio, con temperatura controllata. Affinamento: 8 mesi barrique 10 mesi in bottiglia

Rosso granato scuro e intenso.
Olfatto evoluto ed invitante. Ciliegie sotto spirito, vaniglia, gomma arabica.
Tannino preciso, aromi gustosi di frutti rossi macerati accompagnati da calde sensazioni avvolgenti.
Ha corpo strutturato, robusto. Una lunghezza che apre orizzonti gustativi. Un bel Nebbiolo, adulto e muscoloso.
La persistenza è lunga. Chiama un cibo importante, magari un brasato o uno spezzatino.
Mi piace per la struttura, l’evoluzione e le note di tostatura dell’affinamento in legno. Ci sento tradizione e classicità, belle sensazioni e piacevolezza.

Belgardo 2017, Cascina Vengore

Terre Alfieri Nebbiolo. Comune di Cisterna d’Asti
14% Vol. – 100% Nebbiolo
Da agricoltura organica e rigenerativa.
Vinificazione: Fermentazione di 10-12 giorni in vasche termocontrollate a 28°C e steccatura a cappello sommerso per 15 giorni, in contemporanea alla fermentazione malolattica. Affinamento di 16 mesi in botte di rovere di Slavonia da 2,5 hl.

Rosso granato. Naso complesso, abbastanza intenso. Frutti rossi e neri sotto spirito, viola, erbe aromatiche e spezie. Sfumatura mentolata, legni pregiati, cuoio.
L’assaggio è caldo e vellutato con una sensazione polverosa al palato. Bel tannino, presente ed evoluto con grazia. Nel retrogusto torna il frutto di mora e ciliegia insieme ad una elegante balsamicità. Ha corpo e finezza. C’è equilibrio delle parti e armonia negli aromi. L’affinamento di 16 mesi in botte l’ha addomesticato senza invadere coi sentori di tostatura. È una cornice che mette in risalto le qualità del Nebbiolo.
Mi piace per come si allunga, per l’armonia e la personalità. Mantiene tensione e piacevolezza. Ottimo nel complesso.
In abbinamento metterei delle tagliatelle al ragù di selvaggina, o meglio, i tipici tajarin piemontesi.

Complimenti ai produttori per l’espressività dei loro vini. Come amante dei vini da Nebbiolo non posso che essere attratto dal volerne provare altri.

Elenco dei Vini Italiani DOCG 2022

2022: Le DOCG attualmente iscritte sono 76. Con la DOCG Canelli, che attende l’ultima approvazione dall’Unione Europea si arriva a 77 (qualcuno riporta erroneamente il dato di 78 DOCG calcolando 2 volte la DOCG Lison che coinvolge 2 regioni, Friuli Venezia Giulia e Veneto (l’unica interregionale).

Nella DOCG Canelli, (precedentemente menzione geografica dell’Asti DOCG), la varietà protagonista è il Moscato bianco. Le tipologie saranno:

  • Canelli o Canelli Moscato
  • Canelli Riserva o Canelli Moscato Riserva (con possibile menzione vigna)

Sempre dal piemonte la DOCG Terre Alfieri. Coinvolge diversi comuni delle province di Asti e Cuneo. Le tipologie prevedono sia un bianco che un rosso con un minimo dell’85% del vitigno corrispondente.

  • Terre Alfieri Arneis (anche Superiore)
  • Terre Alfieri Nebbiolo (anche Superiore e Riserva)

ELENCO 2022 DEI VINI ITALIANI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA DOCG

Con indicazione delle principali varietà di uva utilizzate; (N) uve a bacca nera, (B) uve a bacca bianca. Maggiori dettagli e disciplinari di produzione ai link corrispondenti.

Piemonte (19)

Alta Langa
(N) Pinot nero; (B) Chardonnay
Asti
(B) Moscato bianco
Barbaresco
(N) Nebbiolo
Barbera d’Asti
(N) Barbera
Barbera del Monferrato Superiore
(N) Barbera
Barolo
(N) Nebbiolo
Brachetto d’Acqui
(N) Brachetto
Canelli
(B) Moscato bianco
Dogliani
(N) Dolcetto
Dolcetto di Diano d’Alba
(N) Dolcetto
Dolcetto di Ovada Superiore
(N) Dolcetto
Erbaluce di Caluso
(B) Erbaluce
Gattinara
(N) Nebbiolo
Gavi
(B) Cortese
Ghemme
(N) Nebbiolo
Nizza
(N) Barbera
Roero
(N) Nebbiolo; (B) Arneis
Ruché di Castagnole Monferrato
(N) Ruché
Terre Alfieri
(B) Arneis; (N) Nebbiolo

Veneto (14)

Amarone della Valpolicella
(N) Corvina; Corvinone; Rondinella
Bagnoli Friularo
(N) Raboso Piave
Bardolino Superiore
(N) Corvina; Corvinone; Rondinella; Molinara
Colli Asolani-Prosecco
(B) Glera
Colli di Conegliano
(B) Manzoni bianco; Glera; (N) Cabernet Sauvignon; Cabernet Franc; Marzemino; Merlot
Colli Euganei Fior d’Arancio
(B) Moscato giallo
Conegliano Valdobbiadene-Prosecco
(B) Glera
Lison (DOCG interregionale: Friuli VEnezia Giulia-Veneto)
(N) Tai
Montello Rosso
(N) Cabernet Sauvignon: Merlot; Cabernet Franc; Carmenère
Piave Malanotte
(N) Raboso Piave; Raboso Veronese
Recioto della Valpolicella
(N) Corvina; Corvinone; Rondinella
Recioto di Gambellara
(B) Garganega
Recioto di Soave
(B) Garganega; Trebbiano di Soave
Soave Superiore
(B) Garganega; Trebbiano di Soave

Toscana (11)

Brunello di Montalcino
(N) Sangiovese
Carmignano
(N) Sangiovese; Canaiolo; Cabernet Franc; Cabernet Sauvignon
Chianti
(N) Sangiovese
Chianti Classico
(N) Sangiovese
Elba Aleatico Passito
(N) Aleatico
Montecucco Sangiovese
(N) Sangiovese
Morellino di Scansano
(N) Sangiovese
Val di Cornia Rosso
(N) Sangiovese; Cabernet Sauvignon; Merlot
Vernaccia di San Gimignano
(B) Vernaccia di San Gimignano
Vino Nobile di Montepulciano
(N) Sangiovese
Suvereto
(N) Sangiovese; Cabernet Sauvignon; Merlot

Lombardia (5)

Franciacorta
(N) Pinot nero; (B) Chardonnay; Pinot bianco; Erbamat
Oltrepò Pavese metodo classico
(N) Pinot nero; (B) Chardonnay; Pinot grigio; Pinot bianco
Scanzo
(N) Moscato di Scanzo
Sforzato di Valtellina
(N) Nebbiolo
Valtellina Superiore
(N) Nebbiolo

Marche (5)

Castelli di Jesi Verdicchio Riserva
(B) Verdicchio
Conero
(N) Montepulciano
Offida
(B) Pecorino; Passerina; (N) Montepulciano
Verdicchio di Matelica Riserva
(B) Verdicchio
Vernaccia di Serrapetrona
(N) Vernaccia nera

Campania (4)

Aglianico del Taburno
(N) Aglianico
Fiano di Avellino
(B) Fiano
Greco di Tufo
(B) Greco bianco
Taurasi
(N) Aglianico

Friuli Venezia Giulia (4)

Colli Orientali del Friuli Picolit
(B) Picolit
Lison (DOCG interregionale: Friuli Venezia Giulia-Veneto)
(N) Tai
Ramandolo
(B) Verduzzo Friulano
Rosazzo
(B) Friulano; Sauvignon; Pinot bianco; Chardonnay

Puglia (4)

Castel del Monte Bombino Nero
(N) Bombino nero
Castel del Monte Nero di Troia Riserva
(N) Nero di Troia
Castel del Monte Rosso Riserva
(N) Nero di Troia
Primitivo di Manduria Dolce Naturale
(N) Primitivo

Lazio (3)

Cannellino di Frascati
(B) Malvasia bianca di Candia; Malvasia del Lazio
Frascati Superiore
(B) Malvasia bianca di Candia; Malvasia del Lazio
Cesanese del Piglio
Cesanese di Affile; Cesanese comune

Abruzzo (2)

Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane
(R) Montepulciano
Terre Tollesi / Tullum
(R) Montepulciano; (B) Pecorino; Passerina; Chardonnay

Emilia Romagna (2)

Colli Bolognesi Classico Pignoletto
(B) Pignoletto
Romagna Albana
(B) Albana

Umbria (2)

Montefalco Sagrantino
(N) Sagrantino
Torgiano Rosso Riserva
(N) Sangiovese

Basilicata (1)

3 Aglianico del Vulture Superiore
(N) Aglianico

Sardegna (1)

Vermentino di Gallura
(B) Vermentino

Sicilia (1)

Cerasuolo di Vittoria
(N) Nero d’Avola; Frappato

Elenco alfabetico delle DOCG 2022

1 Aglianico del Taburno
2 Aglianico del Vulture Superiore
3 Alta Langa
4 Amarone della Valpolicella
5 Asti
6 Bagnoli Friularo / Friularo di Bagnoli
7 Barbaresco
8 Barbera d’Asti
9 Barbera del Monferrato Superiore
10 Bardolino Superiore
11 Barolo
12 Brachetto d’Acqui / Acqui
13 Brunello di Montalcino
14 Canelli (in approvazione EU)
15 Cannellino di Frascati
16 Carmignano
17 Castel del Monte Bombino Nero
18 Castel del Monte Nero di Troia Riserva
19 Castel del Monte Rosso Riserva
20 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva
21 Cerasuolo di Vittoria
22 Cesanese del Piglio / Piglio
23 Chianti
24 Chianti Classico
25 Colli Asolani – Prosecco / Asolo – Prosecco
26 Colli Bolognesi Classico Pignoletto
27 Colli di Conegliano
28 Colli Euganei Fior d’Arancio / Fior d’Arancio Colli Euganei
29 Colli Orientali del Friuli Picolit
30 Conegliano Valdobbiadene – Prosecco / Conegliano – Prosecco / Valdobbiadene – Prosecco
31 Cònero
32 Dogliani
33 Dolcetto di Diano d’Alba / Diano d’Alba
34 Dolcetto di Ovada Superiore / Ovada
35 Elba Aleatico Passito / Aleatico Passito dell’Elba
36 Erbaluce di Caluso / Caluso
37 Fiano di Avellino
38 Franciacorta
39 Frascati Superiore
40 Gattinara
41 Gavi Cortese di Gavi
42 Ghemme
43 Greco di Tufo
44 Lison (in Friuli Venezia Giulia e Veneto)
45 Montecucco Sangiovese
46 Montefalco Sagrantino
47 Montello rosso / Montello
48 Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane
49 Morellino di Scansano
50 Nizza
51 Offida
52 Oltrepò Pavese metodo classico
53 Piave Malanotte / Malanotte del Piave
54 Primitivo di Manduria Dolce Naturale
55 Ramandolo
56 Recioto della Valpolicella
57 Recioto di Gambellara
58 Recioto di Soave
59 Roero
60 Romagna Albana
61 Rosazzo
62 Ruchè di Castagnole Monferrato
63 Scanzo / Moscato di Scanzo
64 Sforzato di Valtellina / Sfursat di Valtellina
65 Soave Superiore
66 Suvereto
67 Taurasi
68 Terre Alfieri
69 Terre Tollesi Tullum
70 Torgiano Rosso Riserva
71 Val di Cornia Rosso / Rosso della Val di Cornia
72 Valtellina Superiore
73 Verdicchio di Matelica Riserva
74 Vermentino di Gallura
75 Vernaccia di San Gimignano
76 Vernaccia di Serrapetrona
77 Vino Nobile di Montepulciano

Scopri tutte le Denominazioni DOP (DOCG + DOC)

Fonte dati: elenco MIPAAF Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 7.12.2021

Primitivo 2020, Marco Ludovico

Per introdurre il vino volevo scrivere qualcosa sull’avvicinarsi del Natale ma non mi è venuto in mente niente che non fosse scontato.
Invece in questo Primitivo che assaggio non c’è proprio niente di scontato. Il colore è rubino intenso e vivace sull’unghia. I profumi sono fragranti e abbastanza complessi. Dal frutto di ciliegia alle more, ricorda poi la vegetazione mediterranea, il cuoio, le spezie…
Arriva dal territorio delle Gravine in Puglia. L’annata è la 2020, bottiglia n. 580 di 1146 (rigorosamente numerate a mano).

Le vigne sono coltivate su suolo argilloso a 280 m/slm in contrada Caragnano a Mottola (TA). All’assaggio mostra tutta la sua personalità e generosità.
Il succo colora di piacevolezza il sorso, verticale e vivo. I tannini si integrano finemente alle calde note alcoliche del 14,5% di Vol. Nel retrogusto arrivano con potenza le fragranze fruttate di una bella ciliegia surmatura e note d’affinamento che mi ricordano il cioccolato fondente.

Come vinificazione, fermenta con lieviti indigeni e affina per 14 mesi, all’85% in acciaio e il resto in barrique di Slavonia usate. Ne risulta una bella acidità e freschezza che accompagna il vino in tutta la sua lunghezza e nella persistenza. Nel finale restano ricordi minerali e salini, e la voglia di ritrovare la dolcezza del succo maturo in ingresso.
Ripenso ad altri “Primitivi” conosciuti in passato, rotondi e fermi, buoni ma a volte fin troppo “pesanti” …un paio di calici ma non di più.
Nel Primitivo di Marco Ludovico c’è vitalità e struttura che non stanca.

È un vino che mi ha fatto venire una gran fame, idealmente affiancherei un arrosto di maiale con patate.
Bel Primitivo, si fa degustare con grande piacere.
Se volete un’idea regalo consiglio questo vino insieme ad uno Yo-Yo. Quando lo bevi è come giocare, solo che il su e giù lo fa il calice.

Basadone, Ludi, Neromagno.

Da qualche tempo non scrivevo di vino, mi mancava dedicarmi a questa passione. Diciamo che ora ricomincio, con dei “rossi”, il miglior modo per rimettermi in sesto. Nell’arco della settimana ho assaggiato questi tre vini, tutti meritano d’essere ricordati e magari diventare un buon consiglio d’acquisto per le prossime festività. Tre vini molto diversi che sanno raccontare ognuno il proprio terroir in modo unico. Visto che le feste si avvicinano ne consiglio l’acquisto, sia per il consumo personale che per un regalo.

Basadone 2020, Castello di Verduno – Verduno DOC

Le Langhe non sono solo Barolo e Barbaresco, il Verduno Pelaverga è un’altro gioiello di questo territorio. 

Il “Basadone” che ho in degustazione, il cui nome localmente indica il papavero ed anche un bacio, in omaggio alla tradizione popolare che vuole questo vino afrodisiaco. È ottenuto da uve di Pelaverga piccolo, vitigno autoctono coltivato nel comune di Verduno. Un vitigno unico, mitologico, presente nelle Langhe dal 1600. 

Si presenta nel calice di un bel rosso rubino luminoso con riflessi granato e profumi di piccoli frutti rossi e spezie. 

È all’assaggio, nel retronasale, che mi regala gli aromi più intensi e balsamici. La speziatura di pepe e noce moscata segna l’andatura ricamando contorni eleganti al fruttato succoso di ciliegia e marasca. Il tannino è delicato, domina la freschezza e una piacevole sapidità finale.

È un vino di grande personalità e facilità di beva. Un vino che definirei da ‘cerimoniale’, al servizio della liturgia quotidiana che vuole ogni assaggiatore prendersi cura di ogni aspetto della degustazione, dal calice all’abbinamento. Ho scelto a tal proposito un risotto alla zucca la cui dolcezza e aromaticità si sposano perfettamente con questo vino la cui persistenza sfuma delicatamente dopo parecchi secondi.

Eleganza, pulizia e personalità sono le caratteristiche che meglio descrivono questo vino in cui la nota speziata gli conferisce unicità.

Il produttore è il Castello di Verduno, hanno una storia talmente lunga che ci vorrebbe un articolo dedicato solo a questo. Basti pensare che inizia nel 1500 con la costruzione del castello e nel 1838, a seguito dell’acquisto da parte di Re Carlo Alberto, il Generale enotecnico Paolo Francesco Staglieno sperimenta le prime vinificazioni del Nebbiolo con il metodo suggerito da Giulia Falletti Colbert, gettando le basi del Barolo odierno. Nel palazzo soggiornò per lunghi periodi Oddone, figlio di Vittorio Emanuele II e di Maria Adelaide. Insomma qui è si è scritta una delle pagine più importanti dell’enologia italiana. Dagli inizi del ‘900 il Castello è di proprietà della famiglia Burlotto.

Ludi 2017, Velenosi – Offida DOCG

Il colore si nasconde sotto un manto scuro, si scopre rubino e purpureo sull’unghia. Si muove pesante lasciando uscire aromi di piccoli frutti neri macerati, note di tostatura in legno con richiami alla vaniglia e alle spezie accompagnate da ricordi di sottobosco ed erbe officinali.

L’assaggio è caloroso, vellutato nei tannini con sensazioni gliceriche e pseudo caloriche, ha il 14.5% di Vol. alcol. Sostenuto da una buona acidità si allunga esaltando aromi retronasali di frutta carnosa, ciliegie surmature, mora, liquirizia… Rimane a lungo con i suoi aromi e lo fa in modo elegante ed equilibrato.

La sensazione di ‘pienezza’ caratterizza questo vino di grande corpo. Esprime calma, voglia di fermarsi e godere con tutti i sensi di questo vino. Una volta assaggiato ci si può dimenticare di tutto il resto, a parte una buona compagnia e un abbinamento culinario adeguato, suggerisco gli arrosticini.

Il Ludi è composto da un uvaggio di Montepulciano 85%, Cabernet Sauvignon 8% e Merlot 7%. I vigneti marchigiani sono situati nei Comuni di Offida e Castel di Lama tra i 200 e i 250 m/slm su terreni argilloso-calcarei. Nella vinificazione viene fatta una macerazione di circa un mese e un affinamento di 18/24 mesi in barrique nuove.

La cantina Velenosi si trova ad Ascoli Piceno, è uno dei produttori di riferimento della regione Marche. Più volte ho assaggiato i loro vini ed anche questa volta ho ritrovato la consueta alta qualità.

Aggiungo un solo dettaglio finale, post assaggio, dopo aver scoperto l’uvaggio: penso che quella piccola percentuale di Cabernet faccia la differenza e gli doni quei toni tipici della varietà che insieme al bel fruttato e al corpo dato dal Montepulciano e dal Merlot rendono speciale e completo questo vino.

Neromagno 2018, Emilio Sciacca – Etna Rosso DOC

I toni di rosso rubino e granato splendono in questo Etna Rosso, limpido e molto consistente alla rotazione, ricama begli archetti sulle pareti del calice.

I profumi mi trasportano nella macchia mediterranea con sentori di bacche ed erbe aromatiche, piccoli frutti rossi macerati, sotto spirito, e qualcosa che ricorda il mare, il salmastro. Decisamente un bouquet interessante. All’assaggio esplode tra le guance un bel frutto rosso succoso accompagnato da note di tostatura in legno, immagino siano barrique. È un susseguirsi di sensazioni tattili, all’inizio quasi sabbioso come a ricordarmi il terreno, poi calde e avvolgenti di un volume alcol del 14%. Si sente la montagna, il vulcano, con le note saline e un ricordo sulfureo. I tannini sono ben integrati e si fanno percepire nella richiesta di qualcosa di succulento. In questo vino si può tranquillamente parlare di mineralità in quanto si somma la sapidità a ricordi sulfurei e ferrosi. Fresco e dinamico nel sorso si apre in tante direzioni facendosi apprezzare per equilibrio e complessità.

Il Neromagno fermenta con lieviti indigeni ed affina per il 70% in tini d’acciaio e il 30% in botti grandi di rovere (ops pensavo alle barrique) di secondo o terzo passaggio per 18 mesi, poi alcuni mesi in bottiglia. Non filtrato. In effetti l’apporto del legno è solo un dettaglio, un minimo contributo che però gli smussa gli angoli e dimostra una ricerca di armonia. 

Le vigne di Emilio Sciacca si trovano sul versante nord dell’Etna, coltivate in regime biologico su terreni di matrice vulcanica e sabbiosa. Nerello Mascalese 95% e Nerello Cappuccio 5% sono le varietà in uvaggio di questo Neromagno.

Mi piace perchè riesce a mantenere un carattere sincero, naturale, e presentarsi allo stesso tempo in modo preciso e curato. Vorrei immediatamente un panino con la salamella, tutto sarebbe perfetto.

Gaggiarone Riserva 2007, Alziati Annibale

Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC. Vino rosso amaro di Rovescala, proveniente dal Cru Gaggiarone.

Un vino della tradizione in cui l’uva Croatina della vendemmia 2007 ha concentrato colori solidi nel calice. Impenetrabili nel cuore del calice, lasciano intravedere un rosso mattonato vivo dai riflessi rubino sulle pareti.
Pesa, si muove sinuosamente disegnando archetti lenti.
Il bouquet che si palesa al naso è ampio, fruttato di ciliegia e prugna in confettura, sottobosco di muschio, cuoio, carruba, goudron… infine una nota eterea, alcolica, avvolgente.

Il sorso è ancora fresco e vivo, con un tannino vellutato ma risoluto nel chiedere un accompagnamento succulento. Ha scorrevolezza, lascia un buon sapore di frutta rossa matura nel retrogusto. Permane a lungo tra le labbra accompagnato da un finale in cui si aggiungono sensazioni tattili polverose e minerali/saline nel gusto.

È un vino biologico ottenuto da uve coltivate a 250-300 m/slm, in vigne di oltre 50 anni. Viene vinificato e matura in cemento per almeno tre anni, affina poi in bottiglia. Il volume alcolico è del 14,5%.
Aldilà di questa analisi vi sono poi le note soggettive e sentimentali che comunica un vino. In questo caso ritrovo ricordi agricoli, le corti dei caseggiati di campagna, i tavoli in formica con le lampadine tirate sopra nelle serate d’estate. Sapori netti come quello del salame nostrano tagliato spesso e dei sottaceto fatti in casa.
Questo Gaggiarone Riserva 2007 evoca sapori veri, quasi rustici, che parlano di natura, di fatica, di terra. Marne, calcari, argille, sabbie.
Esce dai canoni dei “rossi” precisi e pettinati, si potrebbe dire che è rock o ribelle come personalità. Sincero e unico come deve essere ogni vino vero.

Antipasto di salame, pasta lunga al ragù, fontina stagionata e… pagnotta di semola di grano duro in accompagnamento. Direi che per la prima volta posso usare la definizione di “vino a tutto pasto” per questo Gaggiarone.

Azienda Agricola Alziati Annibale, Frazione Scazzolino 55, Rovescala (PV) – Sito web

Translate »