Categoria: dolcetto

Dolcetto di Ovada 1992, Duca Bortini di Montebello

È il 1° maggio, festa del lavoro e a Milano piove a dirotto. Cosa fare a parte mettere il concertone in sottofondo?, pesco una bottiglia vintage dalla cantina e faccio un video, così mostro anche come risolvere il problema della stappatura di una vecchia annata e il rischio di spezzare il tappo.

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Purtroppo non ho trovato informazioni sulla Cantina Duca Bortini di Montebello che credo sia stata acquisita da un’altro gruppo. In ogni modo questo Dolcetto di Ovada del 1992 è stato una gran bella sorpresa. Si è mantenuto in forma ed anzi si è evoluto in modo spettacolare.

Dopo aver realizzato il video sono passate un paio d’ore nelle quali si è ulteriormente aperto arrivando alla temperatura ambiente e ha regalato ulteriori qualità aromatiche di viole passite e cioccolato fondente. Anche la persistenza si è allungata lasciando comunque sensazioni fresche e minerali sulla lingua.

Quasi 30 anni per questo Dolcetto che sebbene abbia solo il 12% di volume alcolico mostra complessità ed eleganza. Grande grande vino con il quale augurare a tutti un futuro lavorativo garantito.

Bottiglia n. 1047 – 1992 – Duca Bortini di Montebello, Barolo.

(super) Dolcetto di Ovada

Che bello e che buono!

Bello partecipare ad un banco di degustazione non affollato, con la possibilità di chiacchierare con i produttori e farsi raccontare ciò che caratterizza i propri vini.

Buono, in tutti gli assaggi fatti che ho dedicato prevalentemente al Dolcetto di Ovada (tema del banco di degustazione) e alla Barbera, altro tipico vitigno rosso piemontese.

Il Dolcetto di Ovada mi ha conquistato, in particolare grazie alle sue versioni più ricche ed evolute. Sì perché è un vino che può tranquillamente superare il decennio evolvendo in meglio. È ottimo anche da giovane, magari vinificato solo in acciaio con il suo bel frutto rosso croccante, ma le versioni passate in botte o barrique hanno, secondo me, una marcia in più. Il bouquet si arricchisce delle note del legno, vaniglia e cacao in primis, poi i tannini si ammorbidiscono regalando un’armonia generale di grande piacevolezza gustativa.

In particolare ho apprezzato molto i vini a base Dolcetto di Cà del Bric. La riserva 2007 ha una grande eleganza e tanto tanto corpo. Un vestito di aromi che vanno dal frutto rosso macerato ai sentori terziari di spezie e cacao. Rotondo, morbido, lunghissimo nella persistenza.

Anche i vini del Castello di Grillano sono ottini, Dolcetto di Ovada riserva Gherlan DOCG e Monferrato DOC (blend di Dolcetto e Barbera). Poi i vini La Piria, personalità e corpo da vendere in ognuno. Ma anche Rocca Rondinaria e i ragazzi di Paschetta (bravi, faccio il tifo per voi!).

Tutti ottimi vini e soprattutto belle persone a presentarli, hanno rafforzato la mia stima verso il Dolcetto di Ovada. Un vino che merita di stare allo stesso livello dei più noti rossi italiani. Non vedo l’ora di passare dalle parti di Ovada e fare visita a queste cantine.

Grazie ai produttori e a Ais milano per la bella degustazione.

Luca Gonzato

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