Pallagrello nero, Sphaeranera 2017 I Cacciagalli

Viaggio in Campania, anche se virtuale, ad eccezione del vino che ho nel calice, l’autoctono Pallagrello nero.

Il viaggio inizia dal vulcano Roccamonfina, conosciuto per il Parco Regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano in Campania. Siamo nell’entroterra, a circa 30km dal mare, in provincia di Caserta. Come per altre zone con terreni vulcanici, penso all’Etna, a Frascati, a Gattinara ecc.. anche questa zona infonde alle uve quelle caratteristiche uniche di mineralità che poi si possono ritrovare nei vini. Nel caso di questo Sphaeranera 2017, incide anche il metodo naturale di produzione della cantina I Cacciagalli; agricoltura biodinamica e vinificazione in anfore di terracotta. Tutti elementi che nella carta d’identità di un vino sono di grande valore. Passiamo all’assaggio, che poi è la cosa che interessa di più a “Monsieur Palato”. Intenso nel colore e luminoso nei riflessi, sì perchè anche l’occhio vuole la sua parte e un buon vino lo vedi già nel calice. Si presenta al naso con profumi floreali di rose rosse carnose e geranio, piccoli frutti, more e mirtilli, ricordi di inchiostro, carruba, pepe. In bocca esce un frutto fresco di amarena, croccante. Sì sì, ancora. Il tannino richiede qualcosa da mangiare ma non è aggressivo, direi piuttosto coinvolgente. Risulta succoso con un bel finale armonico e una buona persistenza degli aromi. In definitiva è molto gradevole ed è una bellissima espressione di un vitigno poco conosciuto, il Pallagrello nero. Verrebbe voglia di partire e viaggiare veramente alla scoperta dei vini Campani che ogni volta che li assaggio mi innamoro. I Romani lo sapevano bene e infatti da queste zone si rifornivano di vino Falerno… 

Luca Gonzato

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