Forever ‘Pas Dosé’… il Mosnel

Dal cuore della Franciacorta, a Camignone, uno spumante metodo classico che si presenta come un fiero spadaccino del ‘500 pronto ad affondare la sua fredda lama nei palati rattrappiti dai tanti …secchini. Non dovrei fare paragoni ma di fronte a cotanta personalità che irrora di freschezza ogni anfratto della bocca…Vorrei venisse istituita la categoria ‘pas dosé’ come standard negli spumanti (vuol dire, senza dosaggio, cioè senza aggiunta di zuccheri ad ammorbidirlo). L’altro, quello più consumato dagli italiani, è di norma dosato con 12-17 g/l di zucchero prima della tappatura finale. Ok che si parte da uve e metodi rifermentativi diversi, però la chiacchierata con un amico sommelier sul fatto che questi ‘ultrasecchi’ piacciono solo a noi mi ha fatto pensare a cosa piace ai ‘tanti’. Per provare a convincere un consumatore sulla bontà di uno spumante come questo, posso dire che se ne apprezzano maggiormente i profumi. Nel Mosnel sono fragranti, di agrumi, mandarino, con sensazioni ‘verdi’ che ricordano la primavera di un campo fiorito. Ci trovi aromi di piccola pasticceria secca, penso ai biscotti e agli amaretti. Poi è sapido e minerale, ti solletica la lingua con il suo pizzicorio. No, non è finita, perchè non è solo un’uva a fare questo spumante ma tre, la principale è lo Chardonnay (60%) ed infatti lo puoi sentire e vedere all’orizzonte, con le sue note rotonde e calde, poi c’è del Pinot bianco (30%) e del pinot nero (10%)…vuol dire più complessità aromatica e corpo.
Questo Franciacorta Pas Dosé di Mosnel affina per 30 mesi sui lieviti, in bottiglia, prima della sboccatura e della tappatura finale. Superfluo dire che è elegante e i suoi aromi ti accompagnano a lungo.
Insomma ok mela e pera ma vuoi mettere con la ‘macedonia con la panna sopra’? 🤣

Luca Gonzato

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