Categoria: vini bianchi italiani

Franciacorta DOCG brut, SoloUva

Chardonnay e Franciacorta sono un connubio perfetto quando si parla di vini spumanti. In questo SoloUva Brut si aggiunge poi la caratteristica territoriale di Adro, con i suoli morenici (limi, argille e detriti), e una vinificazione che gli conferisce tipicità. 

È un Metodo Classico rifermentato in bottiglia senza aggiunta di zuccheri, al loro posto viene utilizzato il mosto conservato dopo la pressatura. Riposa poi sui lieviti per 24 mesi e quando è il momento della sboccatura e del dosaggio, si usa ancora una piccola percentuale di mosto (4g/l) per la versione Brut. A questo punto lo spumante è pronto, ma rimane ancora qualche mese in bottiglia prima della commercializzazione.

Il risultato è intrigante. I profumi hanno il bel frutto fresco dello Chardonnay e si aggiungono note balsamiche vegetali. Le bollicine, fini e numerose, portano nel palato tanta freschezza. Raggiunge sensazioni aromatiche di erba sfalciata e mentuccia che si allargano poi sul frutto bianco e su note appena accennate di pasticceria. Il tutto è condito da una bella sapidità. Di fatto è un extra brut, verticale e persistente negli aromi. 

All’opulenza e rotondità che spesso si riscontrano in altri Franciacorta, qui prevale la freschezza e la finezza e una tipicità davvero interessante.

Vermouth di Torino, Rosso superiore, Calissano

Gli avvenimenti di palazzo meritavano una strambata gustativa stile Luna Rossa vs American Magic, e un apporto alcolico degno di scaldare il palato al solo sentire nominare il principe della finanza Draghi. E allora brindo in modo regale con il Vermouth di Torino, Rosso superiore di Calissano. 

Sono passati 235 anni dall’invenzione del Vermouth e 67 governi dall’istituzione della Repubblica e l’Artemisia è ancora la protagonista nel Vermouth con la tipica nota amara. Insieme ad altre spezie e fiori viene messa in infusione nel vino. In questo Calissano è il Gavi DOCG e il Langhe Nebbiolo DOC. I profumi ricordano la scorza d’arancia, le erbe balsamiche, e i cocktail Negroni che allietavano i miei 30 anni nei lunghi aperitivi milanesi che si trasformavano in cena e dopocena.

L’assaggio è armonico ed equilibrato, fresco e scorrevole all’inizio. Si allarga e scalda nel finale riportando per via retronasale la bella balsamicità e le note d’agrume. La personalità dell’Assenzio è bilanciata daI 18% di volume alcolico che accarezza le mucose in una piacevole sensazione pseudocalorica.

È un ottimo vino aromatizzato per la preparazione di un aperitivo che oggi riscopro in versione “nature”, freddo e accompagnato a del cioccolato fondente con nocciole.
La persistenza aromatica di entrambi viaggia su binari paralleli con grande stile e piacevolezza.
Bello riscoprire la tradizione del Vermouth di Torino nella versione di Calissano.

Note
L’Artemisia absinthium L. è meglio conosciuta come Assenzio (in tedesco Wermut).
Il Vermouth o Vermut è nato a Torino nel 1796 nella bottega di Antonio Benedetto Carpano.
Il Vermouth era l’aperitivo preferito dalla Casa Reale
Il locale milanese era il Mom di Viale Monte Nero
Medito sulla masnada di parlamentari che vorrei esiliare dal paese

Lugana 2020, Armonie senza Tempo

Milano 18 settembre 2020

Un vino fashion, femminile ed elegante, non poteva che presentarsi nel quartiere della moda a Milano, in una delle sue location più famose, il Superstudio di via Tortona. Sui tavoli della masterclass hanno sfilato 12 Lugana in rappresentanza di 4 categorie. Spumante a metodo classico, Base, Riserva e Superiore. Un bel percorso di assaggi nel quale si sono potute apprezzare le doti del Trebbiano di Lugana, localmente chiamato Turbiana. 

Da notare il bel colore ambrato del Lugana Superiore 2001 di Ca’ Lojera, in alto a destra.

La sequenza è stata un crescendo di piacevolezza che ha permesso a tutti i partecipanti di ritrovare le tipiche note sapide/minerali in ogni calice e percepirne l’evoluzione floreale e fruttata. La longevità dimostrata dagli ultimi vini assaggiati è stata la bella e inaspettata sorpresa di questo vino.

Degli assaggi fatti voglio segnalarne uno per categoria:

· Spumante Lugana DOC Metodo Classico brut Nature, Perla del Garda di Lonato (BS). 40 mesi sui lieviti. Bella acidità, fresco e diretto, agrumato con finale ammandorlato. Solo in bottiglia magnum, la loro. Di questa cantina segnalo anche il Lugana e il Lugana Superiore Madonna della Scoperta presentati nel banco d’assaggio.

· Lugana 2019, Olivini di San Martino della Battaglia, frazione di Desenzano del Garda (BS). Solo acciaio per questo Lugana dal carattere unico e immediato. Mi ha conquistato per piacevolezza e facilità di beva.

· Lugana Riserva Sermana 2015, Corte Sermana di Peschiera del Garda (VR). Dalle vigne “vista lago” un Lugana in abito da sera per magnifiche serate. Freschezza e sapidità si sposano perfettamente con sensazioni morbide del passaggio in tonneaux. Armonia ed eleganza al top.

· Lugana DOC Superiore 2001, Cà Lojera di Rovizza di Sirmione (BS). 19 anni di affinamento hanno donato a questo vino una complessità aromatica incredibile, spazia dalla frutta candita, scorza d’arancia, frutta secca a note evolutive di pietra focaia e balsamiche. Rotondo, lunghissimo. Ultimo vino, gran bel finale.

L’evento è continuato nel banco d’assaggio dove erano presenti circa 50 produttori. Qualità elevata in ogni tavolo ma tre di loro hanno conquistato il mio palato più degli altri:

Borgo la Caccia di Pozzelengo, a questa cantina vanno i miei complimenti per gli eccellenti Lugana assaggiati. Sul podio della giornata per armonia, eleganza e tipicità. Sono curioso di assaggiare la versione in anfora…

Neanche a farlo di proposito, i cinque vini che ho riportato qui sopra provengono dai 5 comuni che compongono la DOC Lugana. Conferma di un territorio in grado di esprimersi al meglio in ogni comune.

Io e Massimo Pinetti di Sguardi di Terra

Sguardi di Terra della famiglia Venegoni mi ha colpito per i suoi Lugana Bio fermentati con lieviti indigeni. Vini sinceri e di gran carattere. Al piacere gustativo si è aggiunta la calorosa e amichevole accoglienza del Sig. Pinetti che ce li ha presentati. Due Lugana con aromi che ricordano la mela e la pera e nella riserva con sentori di pietra focaia e di spezie. Li immagino in abbinamento ai salumi e mie viene l’acquolina…

Cascina Maddalena di Sirmione. Il loro Lugana Capotesta è un’altra bellissima espressione del vitigno che qui conserva gli aromi e la freschezza tipica in modo ineccepibile ed unico. Poi la bottiglia renana magnum gli dona un fascino da star.

Anche se non li nomino uno ad uno, mi complimento con tutti i produttori di cui ho assaggiato i vini, ognuno capace di farmi vedere una peculiarità di questo bel vitigno che è il Turbiana e del quale condivido la definizione di Versatile, Immediato e Longevo.

Da anni sento parlare del Lugana come di un “vino di moda”, lo trovo riduttivo, è piuttosto un Classico della moda, Fashion in ogni stagione. Del resto la DOC è stata una delle prime conferite in Italia, nel 1967. 

Grazie per l’organizzazione di questo evento, spero di rivedervi nel 2021 con la nuova Collezione!

Luca Gonzato

Sorpresa Semidano

Costa J Vacca Superiore 2016, Azienda vitivinicola Muxurida di Samatzai (CA).

Le uve del vitigno Semidano regalano a questo vino uno spettro di aromi davvero ampio. Profumo floreale di glicine, miele e resina di pino. All’assaggio è rotondo ed equilibrato, appagante, con sentori di polpa gialla di pesca, frutta secca ed erbe aromatiche come timo e rosmarino. Sapido, fresco e persistente. Molto molto piacevole.

Si è dimostrato ottimo sia servito fresco che con una temperatura via via più alta dopo circa un’ora. Più morbido ma con aromi sempre eleganti e gustosi.

Un vino che metterei in degustazione alla cieca a fianco dei rinomati bianchi di Bolgheri e di Borgogna. Sono certo che saprebbe sorprendere ed affascinare chiunque. 

Mi ha conquistato 😋❤️🔝.

Ps: ricordarsi di portare i calici da vino quando si affitta una casa vacanza.

Criseo, il super white-tuscan

Dopo il Vermentino nero di ieri, sono rimasto in Toscana per assaggiare un Vermentino bianco del 2017. È la prima volta che mi trovo davanti ad un Vermentino così complesso e robusto. Vero è che a partecipare all’uvaggio ci sono Fiano, Verdicchio, Petit Manseng e Manzoni bianco.

Il colore dorato è solo l’anticipo di una grande struttura dove il Vermentino si esalta ed escono aromi opulenti che mi ricordano miele, fieno, pesca gialla, glicine e salvia. La muscolatura si esprime nella spinta aromatica e nel volume alcolico del 14%, viene però bilanciato dalla vena sapida e dalla bella acidità. Un super white-tuscan che affina circa un anno sui lieviti in acciaio. Potenza ed eleganza contraddistinguono questo vino di Michele Scienza della Tenuta Guado al Melo, nella doc Bolgheri. a Castegneto Carducci (LI).

Mettetevi comodi ad assaggiarlo, magari con una spigola o un arrosto di vitello ad accompagnarlo. Da tenere in considerazione anche come sorpresa per gli amici che dicono di bere solo rossi. 

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