Bronner 2018, Elena Walch

È un vino Piwi, da pilzwiderstandsfähige Rebsorte, cioè varietà resistenti alle malattie fungine. Si tratta del Bronner 2018 di Elena Walch, con sede a Tramin in Alto Adige. I profumi sono delicati, primaverili, di fiori bianchi, acacia, mela acerba. In bocca si allunga confermando il bouquet floreale. È fresco e minerale, sapido, con un bel corpo e sensazioni vellutate sul finale. I vini Piwi come questo, sanno sorprendere e trasmettere note particolari che sembrano appartenere a mondi diversi e che invece stanno insieme in armonia. Il vitigno Bronner, è stato ottenuto nel 1975 incrociando (per innesto), il Merzling e il Geisenheim 6494, due varietà naturali che hanno tra i loro progenitori il Riesling e il Pinot grigio. In effetti, essendo un 2018 c’è qualcosa che ricorda il Riesling in giovinezza. Mi piace molto per la sua mineralità (uso proprio questo termine che fa discutere e incavolare tanti esperti), aldilà della salinità, è la sensazione di ardesia, di pietre di fiume che mi ricorda questo vino. Nel complesso è elegante e di carattere. Il prezzo si aggira sui 14€. Perfetto come aperitivo ma lo vedrei bene anche con una cremosa burrata.

Luca Gonzato

Forever ‘Pas Dosé’… il Mosnel

Dal cuore della Franciacorta, a Camignone, uno spumante metodo classico che si presenta come un fiero spadaccino del ‘500 pronto ad affondare la sua fredda lama nei palati rattrappiti dai tanti …secchini. Non dovrei fare paragoni ma di fronte a cotanta personalità che irrora di freschezza ogni anfratto della bocca…Vorrei venisse istituita la categoria ‘pas dosé’ come standard negli spumanti (vuol dire, senza dosaggio, cioè senza aggiunta di zuccheri ad ammorbidirlo). L’altro, quello più consumato dagli italiani, è di norma dosato con 12-17 g/l di zucchero prima della tappatura finale. Ok che si parte da uve e metodi rifermentativi diversi, però la chiacchierata con un amico sommelier sul fatto che questi ‘ultrasecchi’ piacciono solo a noi mi ha fatto pensare a cosa piace ai ‘tanti’. Per provare a convincere un consumatore sulla bontà di uno spumante come questo, posso dire che se ne apprezzano maggiormente i profumi. Nel Mosnel sono fragranti, di agrumi, mandarino, con sensazioni ‘verdi’ che ricordano la primavera di un campo fiorito. Ci trovi aromi di piccola pasticceria secca, penso ai biscotti e agli amaretti. Poi è sapido e minerale, ti solletica la lingua con il suo pizzicorio. No, non è finita, perchè non è solo un’uva a fare questo spumante ma tre, la principale è lo Chardonnay (60%) ed infatti lo puoi sentire e vedere all’orizzonte, con le sue note rotonde e calde, poi c’è del Pinot bianco (30%) e del pinot nero (10%)…vuol dire più complessità aromatica e corpo.
Questo Franciacorta Pas Dosé di Mosnel affina per 30 mesi sui lieviti, in bottiglia, prima della sboccatura e della tappatura finale. Superfluo dire che è elegante e i suoi aromi ti accompagnano a lungo.
Insomma ok mela e pera ma vuoi mettere con la ‘macedonia con la panna sopra’? 🤣

Luca Gonzato

Vini Italiani DOP (DOCG e DOC)

Elenco delle 406 DOP (Denominazione d’Origine Protetta) suddivise per DOCG (75 a Denominazione d’Origine Controllata e Garantita) e per DOC (331 a Denominazione d’Origine Controllata).

DOCG

VINI DOP (DOCG) DEL PIEMONTE

ALTA LANGA DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Alessandria, Asti e Cuneo
Pinot nero e/o Chardonnay dal 90 al 100%; possono concorrere uve provenienti da vitigni non aromatici coltivati nella regione Piemonte fino ad un 10% max.

ASTI DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Alessandria, Asti e Cuneo.
Moscato bianco 100%.

BARBARESCO DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Cuneo.
Nebbiolo 100%.

BARBERA D’ASTI DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Asti e Alessandria.
Barbera, min. 90%; possono concorrere fino ad un 10% max altri vitigni a bacca nera coltivati nella regione Piemonte.

BARBERA DEL MONFERRATO SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Asti e Alessandria.
Barbera, min. 85%; Freisa, Grignolino e Dolcetto, da soli o congiuntamente max 15%.

BAROLO DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Cuneo.
Nebbiolo 100%.

BRACHETTO D’ACQUI / ACQUI DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Asti e Alessandria.
Brachetto, min. 97%; restante 3% da vitigni coltivati nella regione Piemonte.

DOGLIANI DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Cuneo.
Dolcetto 100%.

DOLCETTO DI DIANO D’ALBA / DIANO D’ALBA DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Cuneo.
Dolcetto 100%.

DOLCETTO DI OVADA SUPERIORE / OVADA DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Alessandria.
Dolcetto 100%.

ERBALUCE DI CALUSO / CALUSO DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Province di Biella, Torino e Vercelli.
Erbaluce 100%.

GATTINARA DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Vercelli.
Nebbiolo (Spanna) dal 90 al 100%; Vespolina max 4% e/o Uva Rara (Bonarda Novarese).

GAVI / CORTESE DI GAVI DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Alessandria.
Cortese 100%.

GHEMME DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Novara.
Nebbiolo (Spanna), min. 85%; Vespolina ed Uva Rara (Bonarda Novarese) max 15%.

NIZZA DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Asti.
Barbera 100%.

ROERO DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Cuneo.
Roero: Nebbiolo, min 95%; possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella regione Piemonte.
Roero Arneis (anche Riserva e Spumante): Arneis, min. 95%; possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella regione Piemonte.

RUCHÈ DI CASTAGNOLE MONFERRATO DOP (DOCG)
Regione Piemonte. Provincia di Asti.
Ruchè, min. 90%; Barbera e Brachetto, max 10%.

VINI DOP (DOCG) DELLA LOMBARDIA

FRANCIACORTA DOP (DOCG)
Regione Lombardia. Provincia di Brescia.
Franciacorta: Chardonnay e/o Pinot nero, min. 50%; Pinot bianco max 50%; Erbamat max 10%.
Franciacorta Rosé: Chardonnay max 65%; Pinot nero min. 35%; possono concorrere Pinot bianco max 50% e Erbamat max 10%.
Franciacorta Satèn: Chardonnay min. 50%; può concorrere Pinot bianco max 50%.

OLTREPÒ PAVESE METODO CLASSICO DOP (DOCG)
Regione Lombardia. Provincia di Pavia.
Oltrepò Pavese metodo classico e Oltrepò Pavese metodo classico rosé: Pinot nero, min. 70%; Chardonnay, Pinot grigio e Pinot bianco max 30%. Oltrepò Pavese metodo classico Pinot nero e Oltrepò Pavese metodo classico Pinot nero rosé: Pinot nero, min. 85%; Chardonnay, Pinot grigio e Pinot bianco max 15%.

SCANZO / MOSCATO DI SCANZO DOP (DOCG)
Regione Lombardia. Provincia di Bergamo.
Moscato di Scanzo 100%.

SFORZATO DI VALTELLINA / SFURSAT DI VALTELLINA DOP (DOCG)
Regione Lombardia. Provincia di Sondrio.
Nebbiolo, localmente denominato Chiavennasca, min. 90%; possono concorrere fino al 10% max vitigni a bacca nera coltivati nella regione Lombardia.

VALTELLINA SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Lombardia. Provincia di Sondrio.
Nebbiolo, localmente denominato Chiavennasca, min. 90%; possono concorrere fino al 10% max vitigni a bacca nera coltivati nella regione Lombardia.

VINI DOP (DOCG) DEL VENETO

AMARONE DELLA VALPOLICELLA DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Verona.
Corvina Veronese (Cruina o Corvina) dal 45% al 95%; Corvinone max 50%, Rondinella dal 5% al 30%; possono concorrere fino ad un 25% max uve a bacca nera da vitigni non aromatici coltivati nella provincia di Verona con un limite del 10% max per ogni singolo vitigno utilizzato.

BAGNOLI FRIULARO / FRIULARO DI BAGNOLI DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Padova.
Raboso Piave, min. 90%; possono concorrere fino ad un 10% max altri vitigni a bacca nera coltivati nella provincia di Padova.

BARDOLINO SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Verona.
Corvina Veronese (Cruina o Corvina) dal 35% al 80%; Corvinone max 20%, Rondinella dal 10% al 40%; Molinara max 15%; possono concorrere fino ad un 20% max uve a bacca nera da vitigni non aromatici coltivati nella provincia di Verona con un limite del 10% max per ogni singolo vitigno utilizzato.

COLLI ASOLANI-PROSECCO / ASOLO PROSECCO DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Treviso.
Glera, min. 85%, possono concorrere fino ad un 15% max, da sole o congiuntamente, le uve dei vitigni Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga.

COLLI DI CONEGLIANO DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Treviso.
Colli di Conegliano bianco: Manzoni bianco min. 30%; Pinot Bianco e/o Chardonnay min. 30%; possono concorrere Sauvignon e/o Riesling (Riesling renano) nel limite del 10% max.
Colli di Conegliano rosso: Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Marzemino e Merlot min. 10% per ciascuna varietà. Merlot max 40%; possono concorrere nel limite del 20% max le uve Incrocio Manzoni 2.15 e/o Refosco dal peduncolo rosso.
Colli di Conegliano Refrontolo: Marzemino, min. 95%; possono concorrere nel limite del 5% max le uve di vitigni a bacca rossa, non aromatici, coltivati nella provincia di Treviso.
Colli di Conegliano Torchiato di Fregona: Glera, min. 30%; Verdiso, min. 20%; Boschera, min. 25%; possono concorrere nel limite del 15% max le uve provenienti da vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella provincia di Treviso.

COLLI EUGANEI FIOR D’ARANCIO / FIOR D’ARANCIO COLLI EUGANEI DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Padova.
Moscato giallo, min. 95%; possono concorrere fino ad un 5% max altri vitigni bianchi aromatici coltivati nella provincia di Padova.

CONEGLIANO VALDOBBIADENE-PROSECCO / CONEGLIANO-PROSECCO / VALDOBBIADENE-PROSECCO DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Treviso.
Glera, min 85%; possono concorrere fino ad un 15% max, Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera e Glera lunga.

LISON DOP (DOCG)
Interregionale. Regione Veneto province di Venezia e Treviso; Regione Friuli Venezia Giulia provincia di Pordenone.
Tai, min. l’85%; possono concorrere uve di altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nelle province di Venezia, Treviso e Pordenone.

MONTELLO ROSSO / MONTELLO DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Treviso.
Cabernet Sauvignon dal 40 al 70%; Merlot e/o Cabernet Franc e/o Carmenère dal 30 al 60%; possono concorrere fino ad un 15% max le uve a bacca nera, non aromatici, coltivati nella provincia di Treviso.

PIAVE MALANOTTE / MALANOTTE DEL PIAVE DOP (DOCG)
Regione Veneto. Province di Treviso e Venezia.
Raboso Piave, min. 70%; Raboso Veronese max 30%; il Raboso Veronese può essere sostituito nella misura massima del 5% da altre varietà a bacca rossa coltivate nelle province di Venezia e Treviso.

RECIOTO DELLA VALPOLICELLA DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Verona.
Corvina Veronese (Cruina o Corvina) dal 45% al 95%; Corvinone max 50%, Rondinella dal 5% al 30%; possono concorrere fino ad un 25% max uve a bacca nera da vitigni non aromatici coltivati nella provincia di Verona con un limite del 10% max per ogni singolo vitigno utilizzato.

RECIOTO DI GAMBELLARA DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Vicenza.
Garganega 100%.

RECIOTO DI SOAVE DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Verona.
Garganega, min. 70%; per il rimanente 30% Trebbiano di Soave (nostrano), possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca bianca coltivati nella provincia di Verona.

SOAVE SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Veneto. Provincia di Verona.
Garganega minimo 70%; Trebbiano di Soave (nostrano) e Chardonnay massimo 30%; possono concorrere fino al 5% massimo uve a bacca bianca non aromatiche.

VINI DOP (DOCG) DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

COLLI ORIENTALI DEL FRIULI PICOLIT DOP (DOCG)
Regione Friuli Venezia Giulia. Provincia di Udine.
Picolit, min. 85%; possono concorrere fino ad un 15% max altri vitigni bianchi coltivati nella regione Friuli-Venezia-Giulia con esclusione del Traminer aromatico.

RAMANDOLO DOP (DOCG)
Regione Friuli Venezia Giulia. Provincia di Udine.
Verduzzo Friulano 100%

LISON DOP (DOCG)
Interregionale. Regione Veneto province di Venezia e Treviso; Regione Friuli Venezia Giulia provincia di Pordenone.
Tai, min. l’85%; possono concorrere uve di altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nelle province di Venezia, Treviso e Pordenone.

ROSAZZO DOP (DOCG)
Regione Friuli Venezia Giulia. Provincia di Udine.
Friulano, min. 50%; Sauvignon, dal 20% al 30%; Pinot bianco e/o Chardonnay, dal 20 al 30%; Ribolla Gialla max 10%; possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca bianca coltivati nella provincia di Udine.

VINI DOP (DOCG) DELL’EMILIA ROMAGNA

COLLI BOLOGNESI CLASSICO PIGNOLETTO DOP (DOCG)
Regione Emilia Romagna. Province di Bologna e Modena.
Pignoletto, min. 95%; possono concorrere uve da vitigni coltivati nella regione Emilia-Romagna fino ad un 5% max.

ROMAGNA ALBANA DOP (DOCG)
Regione Emilia Romagna. Province di Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna.
Albana, min. 95%; possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca bianca coltivati nella regione Emilia Romagna.

VINI DOP (DOCG) DELLA TOSCANA

BRUNELLO DI MONTALCINO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Siena.
Sangiovese (denominato a Montalcino brunello) 100%.

CARMIGNANO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Prato.
Sangiovese, min. 50%; Canaiolo nero fino al 20%; Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, da soli o congiuntamente, dal l0 al 20%; Trebbiano toscano, Canaiolo bianco e Malvasia del Chianti da soli o congiuntamente, fino ad un 10% max; possono concorrere fino ad un 10% max altri vitigni a bacca nera coltivati nella regione Toscana.

CHIANTI CLASSICO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Province di Firenze e Siena.
Sangiovese dall’80% fino al 100%; possono concorrere uve da vitigni coltivati nella regione Toscana max 20% (Canaiolo Nero e Colorino, ma anche da vitigni internazionali come Merlot e Cabernet Sauvignon).

CHIANTI DOP (DOCG)
Regione Toscana. Province di Arezzo, Firenze, Pisa, Prato, Pistoia e Siena.
Sangiovese dal 70 a 100%; possono concorrere uve da vitigni coltivati nella regione Toscana; i vitigni a bacca bianca non possono, singolarmente o congiuntamente, superare il limite del 10% max; i vitigni Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, non possono, singolarmente o congiuntamente, superare il limite del 15% max.

ELBA ALEATICO PASSITO / ALEATICO PASSITO DELL’ELBA DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Livorno.
Aleatico 100%.

MONTECUCCO SANGIOVESE DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Grosseto.
Sangiovese, min. 90%; possono concorrere fino ad un 10% max le uve a bacca nera di vigneti coltivati in Toscana, ad esclusione di Malvasia Nera, Malvasia Nera di Brindisi e Aleatico.

MORELLINO DI SCANSANO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Grosseto.
Sangiovese, min. 85%; possono concorrere fino ad un 15% max le uve a bacca nera, escluso gli aromatici, coltivati nella regione Toscana.

SUVERETO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Livorno.
Suvereto: Cabernet Sauvignon e Merlot, da soli o congiuntamente, fino al 100%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella regione Toscana.
Suvereto Sangiovese: Sangiovese, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella regione Toscana.

VAL DI CORNIA ROSSO / ROSSO DELLA VAL DI CORNIA DOP (DOCG)
Regione Toscana. Province di Livorno e Pisa.
Sangiovese, min. 40%; Cabernet Sauvignon e Merlot max 60%; possono concorrere fino al 20% max vitigni a bacca nera coltivati nella regione Toscana, ad esclusione del vitigno Aleatico.

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Siena.
Vernaccia di San Gimignano, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella regione Toscana; non sono consentiti Traminer, Moscato bianco, Muller Thurgau, Malvasia di Candia, Malvasia Istriana, Incrocio Bruni54; Sauvignon e Riesling possono concorrere nella misura del 10% max.

VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO DOP (DOCG)
Regione Toscana. Provincia di Siena.
Sangiovese (denominato a Montepulciano prugnolo gentile), min. 70%; possono concorrere fino al 30% max vitigni coltivati nella regione Toscana purché la percentuale dei vitigni a bacca bianca non superi il 5%.

MARCHE

CASTELLI DI JESI VERDICCHIO RISERVA DOP (DOCG)
Regione Marche. Province di Ancona e Macerata.
Verdicchio, min. 85%; possono concorrere altri vitigni a bacca bianca per un 15% max.

CONERO DOP (DOCG)
Regione Marche. Provincia di Ancona.
Montepulciano, min. 85%; Sangiovese, max 15%.

OFFIDA DOP (DOCG)
Regione Marche. Province di Ascoli Piceno e Fermo.
Offida Pecorino: Pecorino, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella regione Marche.
Offida Passerina: Passerina, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella regione Marche.
Offida rosso: Montepulciano, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella regione Marche.

VERDICCHIO DI MATELICA RISERVA DOP (DOCG)
Regione Marche. Province di Macerata e Ancona
Verdicchio, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca bianca coltivati nella regione Marche.

VERNACCIA DI SERRAPETRONA DOP (DOCG)
Regione Marche. Provincia di Macerata.
Vernaccia nera, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca nera coltivati nella regione Marche.

VINI DOP (DOCG) DELL’UMBRIA

MONTEFALCO SAGRANTINO DOP (DOCG)
Regione Umbria. Provincia di Perugia.
Sagrantino 100%.

TORGIANO ROSSO RISERVA DOP (DOCG)
Regione Umbria. Provincia di Perugia.
Sangiovese, dal 70% al 100%; possono concorrere fino al 30% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella regione Umbria.

VINI DOP (DOCG) DELL’ABRUZZO

MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE DOP (DOCG)
Regione Abruzzo. Provincia di Teramo.
Montepulciano, min. 90%; Sangiovese, max 10%.

TERRE TOLLESI / TULLUM
Regione Abruzzo. Provincia di Chieti.
Rosso e Rosso riserva: Montepulciano, min. 95%; possono concorrere fino al 5% max, vitigni a bacca nera, coltivati nella regione Abruzzo.
Pecorino: Pecorino min. 90%; possono concorrere fino al 10% max vitigni a bacca bianca coltivati nella regione Abruzzo.
Passerina: Passerina min. 90%; possono concorrere fino al 10% max vitigni a bacca bianca coltivati nella regione Abruzzo.
Spumante: Chardonnay, min. 60%, possono concorrere fino al 40% max, vitigni non aromatici, coltivati nella regione Abruzzo.

VINI DOP (DOCG) DEL LAZIO

CANNELLINO DI FRASCATI DOP (DOCG)
Regione Lazio. Provincia di Roma.
Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) min. 70%; Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo da soli o congiuntamente fino ad un max del 30%; possono concorrere altre varietà a bacca bianca coltivate nella regione Lazio per un 15% max.

CESANESE DEL PIGLIO / PIGLIO DOP (DOCG)
Regione Lazio. Provincia di Frosinone.
Cesanese di Affile e/o Cesanese comune min. 90%; possono concorrere altri vitigni a bacca nera per un 10% max, coltivati nella regione Lazio.

FRASCATI SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Lazio. Provincia di Roma.
Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) min. 70%; Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo da soli max 30%; altre varietà a bacca bianca coltivate nella regione Lazio per un 15% max.

VINI DOP (DOCG) DELLA CAMPANIA

AGLIANICO DEL TABURNO DOP (DOCG)
Regione Campania. Provincia di Benevento.
Aglianico, min. 85%; possono concorre altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione in provincia di Benevento fino ad un 15% max.

FIANO DI AVELLINO DOP (DOCG)
Regione Campania. Provincia di Avellino.
Fiano, min. 85%; possono concorrere fino ad un 15% max, Greco, Coda di Volpe, Trebbiano toscano.

GRECO DI TUFO DOP (DOCG)
Regione Campania. Provincia di Avellino.
Greco bianco, min. 85%; Coda di Volpe, max 15%.

TAURASI DOP (DOCG)
Regione Campania. Provincia di Avellino.
Aglianico, min. 85%; possono concorrere fino al 15% max vitigni a bacca nera, non aromatici, coltivati nella provincia di Avellino.

VINI DOP (DOCG) DELLA PUGLIA

CASTEL DEL MONTE BOMBINO NERO DOP (DOCG)
Regione Puglia. Province di Bari e Barletta-Andria-Trani.
Bombino Nero, min. 90%; possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici per un 10% max, coltivati nella zona di produzione omogenea “Murgia Centrale” della regione Puglia.

CASTEL DEL MONTE NERO DI TROIA DOP (DOCG)
Regione Puglia. Province di Bari e Barletta-Andria-Trani.
Nero di Troia, min. 90%; possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici per un 10% max, coltivati nella zona di produzione omogenea “Murgia Centrale” della regione Puglia.

CASTEL DEL MONTE ROSSO RISERVA DOP (DOCG)
Regione Puglia. Province di Bari e Barletta-Andria-Trani.
Nero di Troia, min. 65%; possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici per un 35% max, coltivati nella zona di produzione omogenea “Murgia Centrale” della regione Puglia.

PRIMITIVO DI MANDURIA DOLCE NATURALE DOP (DOCG)
Regione Puglia. Province di Taranto e Brindisi.
Primitivo 100%.

VINI DOP (DOCG) DELLA BASILICATA

AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE DOP (DOCG)
Regione Basilicata. Provincia di Potenza.
Aglianico del Vulture e/o Aglianico 100%.

VINI DOP (DOCG) DELLA SICILIA

CERASUOLO DI VITTORIA DOP (DOCG)
Regione Sicilia. Province di Ragusa, Caltanisetta e Catania.
Nero d’Avola dal 50% al 70%; Frappato dal 30% al 50%.

VINI DOP (DOCG) DELLA SARDEGNA

VERMENTINO DI GALLURA DOP (DOCG)
Regione Sardegna. Province di Olbia-Tempio e Sassari.
Vermentino, min. 95%; possono concorrere fino al 5% max vitigni a bacca bianca, non aromatici, coltivati nella regione Sardegna.

DOC

VINI DOP (DOC) DELLA VALLE D’AOSTA

VALLE D’AOSTA / VALLÈE D’AOSTE DOP (DOC)
Regione Valle d’Aosta.

VINI DOP (DOC) DEL PIEMONTE

ALBA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

ALBUGNANO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

BARBERA D’ALBA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

BARBERA DEL MONFERRATO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

BOCA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

BRAMATERRA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

CALOSSO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

CANAVESE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

CAREMA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

CISTERNA D’ASTI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

COLLI TORTONESI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

COLLINA TORINESE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

COLLINE NOVARESI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

COLLINE SALUZZESI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

CORTESE DELL’ALTO MONFERRATO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

COSTE DELLA SESIA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

DOLCETTO D’ACQUI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

DOLCETTO D’ALBA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

DOLCETTO D’ASTI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

DOLCETTO DI OVADA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

FARA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

FREISA D’ASTI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

FREISA DI CHIERI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

GABIANO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

GRIGNOLINO D’ASTI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

GRIGNOLINO DEL MONFERRATO CASALESE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

LANGHE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

LESSONA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

LOAZZOLO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

MALVASIA DI CASORZO D’ASTI / CASORZO / MALVASIA DI CASORZO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

MALVASIA DI CASTELNUOVO DON BOSCO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

MONFERRATO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

NEBBIOLO D’ALBA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

PIEMONTE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

PINEROLESE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

RUBINO DI CANTAVENNA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

SIZZANO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

STREVI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

TERRE ALFIERI DOP (DOC)
Regione Piemonte.

VALLI OSSOLANE DOP (DOC)
Regione Piemonte.

VALSUSA DOP (DOC)
Regione Piemonte.

VERDUNO PELAVERGA / VERDUNO DOP (DOC)
Regione Piemonte.

VINI DOP (DOC) DELLA LOMBARDIA

BONARDA DELL’OLTREPÒ PAVESE DOP (DOC)
Regione Lombardia.

BOTTICINO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

BUTTAFUOCO DELL’OLTREPÒ PAVESE / BUTTAFUOCO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

CAPRIANO DEL COLLE DOP (DOC)
Regione Lombardia.

CASTEGGIO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

CELLATICA DOP (DOC)
Regione Lombardia.

CURTEFRANCA DOP (DOC)
Regione Lombardia.

GARDA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

GARDA COLLI MANTOVANI DOP (DOC)
Regione Lombardia.

LUGANA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

OLTREPÒ PAVESE DOP (DOC)
Regione Lombardia.

OLTREPÒ PAVESE PINOT GRIGIO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

PINOT NERO DELL’OLTREPÒ PAVESE DOP (DOC)
Regione Lombardia.

RIVIERA DEL GARDA BRESCIANO / GARDA BRESCIANO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

SAN COLOMBANO AL LAMBRO / SAN COLOMBANO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

SANGUE DI GIUDA DELL’OLTREPÒ PAVESE / SANGUE DI GIUDA DOP (DOC)
Regione Lombardia.

TERRE DEL COLLEONI / COLLEONI DOP (DOC)
Regione Lombardia.

VALCALEPIO DOP (DOC)
Regione Lombardia.

VALTELLINA ROSSO / ROSSO DI VALTELLINA DOP (DOC)
Regione Lombardia.

VALTÈNESI DOP (DOC)
Regione Lombardia.

VINI DOP (DOC) DEL TRENTINO ALTO ADIGE

ALTO ADIGE / DELL’ALTO ADIGE / SÜDTIROL / SÜDTIROLER DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

CASTELLER DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

LAGO DI CALDARO / CALDARO / KALTERERSEE / KALTERER DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

TEROLDEGO ROTALIANO DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

TRENTINO DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

TRENTO DOP (DOC)
Regione Trentino Alto Adige.

VALDADIGE / ETSCHTALER DOP (DOC)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VALDADIGE TERRADEIFORTI / TERRADEIFORTI DOP (DOC)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VINI DOP (DOC) DEL VENETO

ARCOLE DOP (DOC)
Regione Veneto.

BAGNOLI DI SOPRA / BAGNOLI DOP (DOC)
Regione Veneto.

BARDOLINO DOP (DOC)
Regione Veneto.

BIANCO DI CUSTOZA / CUSTOZA DOP (DOC)
Regione Veneto.

BREGANZE DOP (DOC)
Regione Veneto.

COLLI BERICI DOP (DOC)
Regione Veneto.

COLLI EUGANEI DOP (DOC)
Regione Veneto.

CORTI BENEDETTINE DEL PADOVANO DOP (DOC)
Regione Veneto.

GAMBELLARA DOP (DOC)
Regione Veneto.

GARDA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

LESSINI DURELLO / DURELLO LESSINI DOP (DOC)
Regione Veneto.

LISON-PRAMAGGIORE DOP (DOC)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

LUGANA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

MERLARA DOP (DOC)
Regione Veneto.

MONTELLO-COLLI ASOLANI DOP (DOC)
Regione Veneto.

MONTI LESSINI DOP (DOC)
Regione Veneto.

PIAVE DOP (DOC)
Regione Veneto.

PROSECCO DOP (DOC)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

RIVIERA DEL BRENTA DOP (DOC)
Regione Veneto.

SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lombardia; Regione Veneto.

SOAVE DOP (DOC)
Regione Veneto.

VALDADIGE / ETSCHTALER DOP (DOC)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VALDADIGE TERRADEIFORTI / TERRADEIFORTI DOP (DOC)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VALPOLICELLA DOP (DOC)
Regione Veneto.

VALPOLICELLA RIPASSO DOP (DOC)
Regione Veneto.

VENEZIA DOP (DOC)
Regione Veneto.

VICENZA DOP (DOC)
Regione Veneto.

VIGNETI DELLA SERENISSIMA / SERENISSIMA DOP (DOC)
Regione Veneto.

VINI DOP (DOC) DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

CARSO / CARSO-KRAS DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

COLLIO GORIZIANO / COLLIO DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI ANNIA DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI AQUILEIA DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI COLLI ORIENTALI DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI GRAVE DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI ISONZO / ISONZO DEL FRIULI DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

FRIULI LATISANA DOP (DOC)
Regione Friuli Venezia Giulia.

LISON-PRAMAGGIORE DOP (DOC)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

PROSECCO DOP (DOC)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

VINI DOP (DOC) DELLA LIGURIA

CINQUE TERRE / CINQUE TERRE SCIACCHETRÀ DOP (DOC)
Regione Liguria.

COLLI DI LUNI DOP (DOC)
Interregionale. Regione Liguria; Regione Toscana.

COLLINE DI LEVANTO DOP (DOC)
Regione Liguria.

GOLFO DEL TIGULLIO-PORTOFINO / PORTOFINO DOP (DOC)
Regione Liguria.

PORNASSIO / ORMEASCO DI PORNASSIO DOP (DOC)
Regione Liguria.

RIVIERA LIGURE DI PONENTE DOP (DOC)
Regione Liguria.

ROSSESE DI DOLCEACQUA / DOLCEACQUA DOP (DOC)
Regione Liguria.

VAL POLCEVERA DOP (DOC)
Regione Liguria.

VINI DOP (DOC) DELL’EMILIA ROMAGNA

BOSCO ELICEO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI BOLOGNESI DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI DI FAENZA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI DI PARMA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI DI RIMINI DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI DI SCANDIANO E DI CANOSSA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI D’IMOLA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI PIACENTINI DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

COLLI ROMAGNA CENTRALE DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

GUTTURNIO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

LAMBRUSCO DI SORBARA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

LAMBRUSCO GRASPAROSSA DI CASTELVETRO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

LAMBRUSCO MANTOVANO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

LAMBRUSCO SALAMINO DI SANTA CROCE DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

MODENA / DI MODENA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

ORTRUGO DEI COLLI PIACENTINI / ORTRUGO-COLLI DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

REGGIANO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

RENO DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

ROMAGNA DOP (DOC)
Regione Emilia Romagna.

VINI DOP (DOC) DELLA TOSCANA

ANSONICA COSTA DELL’ARGENTARIO DOP (DOC)
Regione Toscana.

BARCO REALE DI CARMIGNANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

BIANCO DELL’EMPOLESE DOP (DOC)
Regione Toscana.

BIANCO DI PITIGLIANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

BOLGHERI DOP (DOC)
Regione Toscana.

BOLGHERI SASSICAIA DOP (DOC)
Regione Toscana.

CANDIA DEI COLLI APUANI DOP (DOC)
Regione Toscana.

CAPALBIO DOP (DOC)
Regione Toscana.

COLLI DELL’ETRURIA CENTRALE DOP (DOC)
Regione Toscana.

COLLI DI LUNI DOP (DOC)
Interregionale. Regione Liguria; Regione Toscana.

COLLINE LUCCHESI DOP (DOC)
Regione Toscana.

CORTONA DOP (DOC)
Regione Toscana.

ELBA DOP (DOC)
Regione Toscana.

GRANCE SENESI DOP (DOC)
Regione Toscana.

MAREMMA TOSCANA DOP (DOC)
Regione Toscana.

MONTECARLO DOP (DOC)
Regione Toscana.

MONTECUCCO DOP (DOC)
Regione Toscana.

MONTEREGIO DI MASSA MARITTIMA DOP (DOC)
Regione Toscana.

MONTESCUDAIO DOP (DOC)
Regione Toscana.

MOSCADELLO DI MONTALCINO DOP (DOC)
Regione Toscana.

ORCIA DOP (DOC)
Regione Toscana.

PARRINA DOP (DOC)
Regione Toscana.

POMINO DOP (DOC)
Regione Toscana.

ROSSO DI MONTALCINO DOP (DOC)
Regione Toscana.

ROSSO DI MONTEPULCIANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

SAN GIMIGNANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

SAN TORPÈ DOP (DOC)
Regione Toscana.

SANT’ANTIMO DOP (DOC)
Regione Toscana.

SOVANA DOP (DOC)
Regione Toscana.

TERRATICO DI BIBBONA DOP (DOC)
Regione Toscana.

TERRE DI CASOLE DOP (DOC)
Regione Toscana.

TERRE DI PISA DOP (DOC)
Regione Toscana.

VAL D’ARBIA DOP (DOC)
Regione Toscana.

VAL D’ARNO DI SOPRA / VALDARNO DI SOPRA DOP (DOC)
Regione Toscana.

VAL DI CORNIA DOP (DOC)
Regione Toscana.

VALDICHIANA TOSCANA DOP (DOC)
Regione Toscana.

VALDINIEVOLE DOP (DOC)
Regione Toscana.

VIN SANTO DEL CHIANTI DOP (DOC)
Regione Toscana.

VIN SANTO DEL CHIANTI CLASSICO DOP (DOC)
Regione Toscana.

VIN SANTO DI CARMIGNANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

VIN SANTO DI MONTEPULCIANO DOP (DOC)
Regione Toscana.

VINI DOP (DOC) DELLE MARCHE

BIANCHELLO DEL METAURO DOP (DOC)
Regione Marche.

COLLI MACERATESI DOP (DOC)
Regione Marche.

COLLI PESARESI DOP (DOC)
Regione Marche.

ESINO DOP (DOC)
Regione Marche.

FALERIO DOP (DOC)
Regione Marche.

I TERRENI DI SANSEVERINO DOP (DOC)
Regione Marche.

LACRIMA DI MORRO / LACRIMA DI MORRO D’ALBA DOP (DOC)
Regione Marche.

PERGOLA DOP (DOC)
Regione Marche.

ROSSO CONERO DOP (DOC)
Regione Marche.

ROSSO PICENO / PICENO DOP (DOC)
Regione Marche.

SAN GINESIO DOP (DOC)
Regione Marche.

SERRAPETRONA DOP (DOC)
Regione Marche.

TERRE DI OFFIDA DOP (DOC)
Regione Marche.

VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI DOP (DOC)
Regione Marche.

VERDICCHIO DI MATELICA DOP (DOC)
Regione Marche.

VINI DOP (DOC) DELL’UMBRIA

AMELIA DOP (DOC)
Regione Umbria.

ASSISI DOP (DOC)
Regione Umbria.

COLLI ALTOTIBERINI DOP (DOC)
Regione Umbria.

COLLI DEL TRASIMENO / TRASIMENO DOP (DOC)
Regione Umbria.

COLLI MARTANI DOP (DOC)
Regione Umbria.

COLLI PERUGINI DOP (DOC)
Regione Umbria.

LAGO DI CORBARA DOP (DOC)
Regione Umbria.

MONTEFALCO DOP (DOC)
Regione Umbria.

ORVIETO DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lazio; Regione Umbria.

ROSSO ORVIETANO / ORVIETANO ROSSO DOP (DOC)
Regione Umbria.

SPOLETO DOP (DOC)
Regione Umbria.

TODI DOP (DOC)
Regione Umbria.

TORGIANO DOP (DOC)
Regione Umbria.

VINI DOP (DOC) DEL LAZIO

ALEATICO DI GRADOLI DOP (DOC)
Regione Lazio.

APRILIA DOP (DOC)
Regione Lazio.

ATINA DOP (DOC)
Regione Lazio.

BIANCO CAPENA DOP (DOC)
Regione Lazio.

CASTELLI ROMANI DOP (DOC)
Regione Lazio.

CERVETERI DOP (DOC)
Regione Lazio.

CESANESE DI AFFILE / AFFILE DOP (DOC)
Regione Lazio.

CESANESE DI OLEVANO ROMANO / OLEVANO ROMANO DOP (DOC)
Regione Lazio.

CIRCEO DOP (DOC)
Regione Lazio.

COLLI ALBANI DOP (DOC)
Regione Lazio.

COLLI DELLA SABINA DOP (DOC)
Regione Lazio.

COLLI ETRUSCHI VITERBESI / TUSCIA DOP (DOC)
Regione Lazio.

COLLI LANUVINI DOP (DOC)
Regione Lazio.

CORI DOP (DOC)
Regione Lazio.

EST! EST!! EST!!! DI MONTEFIASCONE DOP (DOC)
Regione Lazio.

FRASCATI DOP (DOC)
Regione Lazio.

GENAZZANO DOP (DOC)
Regione Lazio.

MARINO DOP (DOC)
Regione Lazio.

MONTECOMPATRI COLONNA / MONTECOMPATRI / COLONNA DOP (DOC)
Regione Lazio.

NETTUNO DOP (DOC)
Regione Lazio.

ORVIETO DOP (DOC)
Interregionale. Regione Lazio; Regione Umbria.

ROMA DOP (DOC)
Regione Lazio.

TARQUINIA DOP (DOC)
Regione Lazio.

TERRACINA / MOSCATO DI TERRACINA DOP (DOC)
Regione Lazio.

VELLETRI DOP (DOC)
Regione Lazio.

VIGNANELLO DOP (DOC)
Regione Lazio.

ZAGAROLO DOP (DOC)
Regione Lazio.

VINI DOP (DOC) DELL’ABRUZZO

ABRUZZO DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

CERASUOLO D’ABRUZZO DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

CONTROGUERRA DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

ORTONA DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

TREBBIANO D’ABRUZZO DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

VILLAMAGNA DOP (DOC)
Regione Abruzzo.

VINI DOP (DOC) DEL MOLISE

BIFERNO DOP (DOC)
Regione Molise.

MOLISE / DEL MOLISE DOP (DOC)
Regione Molise.

PENTRO DI ISERNIA / PENTRO DOP (DOC)
Regione Molise.

TINTILIA DEL MOLISE DOP (DOC)
Regione Molise.

VINI DOP (DOC) DELLA CAMPANIA

AVERSA DOP (DOC)
Regione Campania.

CAMPI FLEGREI DOP (DOC)
Regione Campania.

CAPRI DOP (DOC)
Regione Campania.

CASAVECCHIA DI PONTELATONE DOP (DOC)
Regione Campania.

CASTEL SAN LORENZO DOP (DOC)
Regione Campania.

CILENTO DOP (DOC)
Regione Campania.

COSTA D’AMALFI DOP (DOC)
Regione Campania.

FALANGHINA DEL SANNIO DOP (DOC)
Regione Campania.

FALERNO DEL MASSICO DOP (DOC)
Regione Campania.

GALLUCCIO DOP (DOC)
Regione Campania.

IRPINIA DOP (DOC)
Regione Campania.

ISCHIA DOP (DOC)
Regione Campania.

PENISOLA SORRENTINA DOP (DOC)
Regione Campania.

SANNIO DOP (DOC)
Regione Campania.

VESUVIO DOP (DOC)
Regione Campania.

VINI DOP (DOC) DELLA PUGLIA

ALEATICO DI PUGLIA DOP (DOC)
Regione Puglia.

ALEZIO DOP (DOC)
Regione Puglia.

BARLETTA DOP (DOC)
Regione Puglia.

BRINDISI DOP (DOC)
Regione Puglia.

CACC’E MMITTE DI LUCERA DOP (DOC)
Regione Puglia.

CASTEL DEL MONTE DOP (DOC)
Regione Puglia.

COLLINE JONICHE TARANTINE DOP (DOC)
Regione Puglia.

COPERTINO DOP (DOC)
Regione Puglia.

GALATINA DOP (DOC)
Regione Puglia.

GIOIA DEL COLLE DOP (DOC)
Regione Puglia.

GRAVINA DOP (DOC)
Regione Puglia.

LEVERANO DOP (DOC)
Regione Puglia.

LIZZANO DOP (DOC)
Regione Puglia.

LOCOROTONDO DOP (DOC)
Regione Puglia.

MARTINA / MARTINA FRANCA DOP (DOC)
Regione Puglia.

MATINO DOP (DOC)
Regione Puglia.

MOSCATO DI TRANI DOP (DOC)
Regione Puglia.

NARDÒ DOP (DOC)
Regione Puglia.

NEGROAMARO DI TERRA D’OTRANTO DOP (DOC)
Regione Puglia.

ORTA NOVA DOP (DOC)
Regione Puglia.

OSTUNI DOP (DOC)
Regione Puglia.

PRIMITIVO DI MANDURIA DOP (DOC)
Regione Puglia.

ROSSO DI CERIGNOLA DOP (DOC)
Regione Puglia.

SALICE SALENTINO DOP (DOC)
Regione Puglia.

SAN SEVERO DOP (DOC)
Regione Puglia.

SQUINZANO DOP (DOC)
Regione Puglia.

TAVOLIERE DELLE PUGLIE / TAVOLIERE DOP (DOC)
Regione Puglia.

TERRA D’OTRANTO DOP (DOC)
Regione Puglia.

VINI DOP (DOC) DELLA BASILICATA

AGLIANICO DEL VULTURE DOP (DOC)
Regione Basilicata.

GROTTINO DI ROCCANOVA DOP (DOC)
Regione Basilicata.

MATERA DOP (DOC)
Regione Basilicata.

TERRE DELL’ALTA VAL D’AGRI DOP (DOC)
Regione Basilicata.

VINI DOP (DOC) DELLA CALABRIA

BIVONGI DOP (DOC)
Regione Calabria.

CIRÒ DOP (DOC)
Regione Calabria.

GRECO DI BIANCO DOP (DOC)
Regione Calabria.

LAMEZIA DOP (DOC)
Regione Calabria.

MELISSA DOP (DOC)
Regione Calabria.

S. ANNA DI ISOLA CAPO RIZZUTO DOP (DOC)
Regione abria.

SAVUTO DOP (DOC)
Regione Calabria.

SCAVIGNA DOP (DOC)
Regione Calabria.

TERRE DI COSENZA DOP (DOC)
Regione Calabria.

VINI DOP (DOC) DELLA SICILIA

ALCAMO DOP (DOC)
Regione Sicilia.

CONTEA DI SCLAFANI / VALLEDOLMO-CONTEA DI SCLAFANI DOP (DOC)
Regione Sicilia.

CONTESSA ENTELLINA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

DELIA NIVOLELLI DOP (DOC)
Regione Sicilia.

ELORO DOP (DOC)
Regione Sicilia.

ERICE DOP (DOC)
Regione Sicilia.

ETNA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

FARO DOP (DOC)
Regione Sicilia.

MALVASIA DELLE LIPARI DOP (DOC)
Regione Sicilia.

MAMERTINO DI MILAZZO / MAMERTINO DOP (DOC)
Regione Sicilia.

MARSALA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

MENFI DOP (DOC)
Regione Sicilia.

MONREALE DOP (DOC)
Regione Sicilia.

NOTO DOP (DOC)
Regione Sicilia.

PANTELLERIA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

RIESI DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SALAPARUTA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SAMBUCA DI SICILIA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SANTA MARGHERITA DI BELICE DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SCIACCA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SICILIA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

SIRACUSA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

VITTORIA DOP (DOC)
Regione Sicilia.

VINI DOP (DOC) DELLA SARDEGNA

ALGHERO DOP (DOC)
Regione Sardegna.

ARBOREA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

CAGLIARI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

CAMPIDANO DI TERRALBA / TERRALBA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

CANNONAU DI SARDEGNA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

CARIGNANO DEL SULCIS DOP (DOC)
Regione Sardegna.

GIRÒ DI CAGLIARI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

MALVASIA DI BOSA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

MANDROLISAI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

MONICA DI SARDEGNA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

MOSCATO DI SARDEGNA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

MOSCATO DI SORSO-SENNORI / MOSCATO DI SORSO / MOSCATO DI SENNORI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

NASCO DI CAGLIARI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

NURAGUS DI CAGLIARI DOP (DOC)
Regione Sardegna.

SARDEGNA SEMIDANO DOP (DOC)
Regione Sardegna.

VERMENTINO DI SARDEGNA DOP (DOC)
Regione Sardegna.

VERNACCIA DI ORISTANO DOP (DOC)
Regione Sardegna.

Dati estrapolati dagli elenchi del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. A questo link è possibile scaricare i files pubblici .pdf con gli elenchi e i disciplinari di produzione.

Vini Italiani IGP (IGT)

Elenco delle 118 IGP (Indicazione Geografica Protetta)

IGT (Indicazione Geografica Tipica) nella menzione tradizionale italiana

VINI IGP (IGT) DELLA LOMBARDIA

ALTO MINCIO IGP (IGT)
Regione Lombardia

BENACO BRESCIANO IGP (IGT)
Regione Lombardia.

BERGAMASCA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

COLLINA DEL MILANESE IGP (IGT)
Regione Lombardia.

MONTENETTO DI BRESCIA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

PROVINCIA DI MANTOVA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

PROVINCIA DI PAVIA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

QUISTELLO IGP (IGT)
Regione Lombardia.

RONCHI DI BRESCIA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

RONCHI VARESINI IGP (IGT)
Regione Lombardia.

SABBIONETA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

SEBINO IGP (IGT)
Regione Lombardia.

TERRAZZE RETICHE DI SONDRIO IGP (IGT)
Regione Lombardia.

TERRE LARIANE IGP (IGT)
Regione Lombardia.

VALCAMONICA IGP (IGT)
Regione Lombardia.

VINI IGP (IGT) DEL TRENTINO ALTO ADIGE

DELLE VENEZIE IGP (IGT)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

MITTERBERG IGP (IGT)
Regione Trentino Alto Adige.

VALLAGARINA IGP (IGT)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VIGNETI DELLE DOLOMITI / WEINBERG DOLOMITEN IGP (IGT)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VINI IGP (IGT) DEL VENETO

ALTO LIVENZA IGP (IGT)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

COLLI TREVIGIANI IGP (IGT)
Regione Veneto.

CONSELVANO IGP (IGT)
Regione Veneto.

DELLE VENEZIE IGP (IGT)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

MARCA TREVIGIANA IGP (IGT)
Regione Veneto.

VALLAGARINA IGP (IGT)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VENETO IGP (IGT)
Regione Veneto.

VENETO ORIENTALE IGP (IGT)
Regione Veneto.

VERONA / PROVINCIA DI VERONA / VERONESE IGP (IGT)
Regione Veneto.

VIGNETI DELLE DOLOMITI / WEINBERG DOLOMITEN IGP (IGT)
Interregionale. Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VINI IGP (IGT) DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

ALTO LIVENZA IGP (IGT)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Veneto.

DELLE VENEZIE IGP (IGT)
Interregionale. Regione Friuli Venezia Giulia; Regione Trentino Alto Adige; Regione Veneto.

VENEZIA GIULIA IGP (IGT)
Regione Friuli Venezia Giulia.

VINI IGP (IGT) DELLA LIGURIA

COLLINA DEL GENOVESATO IGP (IGT)
Regione Liguria.

COLLINE SAVONESI IGP (IGT)
Regione Liguria.

LIGURIA DI LEVANTE IGP (IGT)
Regione Liguria.

TERRAZZE DELL’IMPERIESE IGP (IGT)
Regione Liguria.

VINI IGP (IGT) DELL’EMILIA ROMAGNA

BIANCO DI CASTELFRANCO EMILIA IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

EMILIA / DELL’EMILIA IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

FORLÌ IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

FONTANA DEL TARO IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

RAVENNA IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

RUBICONE IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

SILLARO / BIANCO DEL SILLARO IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

TERRE DI VELEJA IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

VAL TIDONE IGP (IGT)
Regione Emilia Romagna.

VINI IGP (IGT) DELLA TOSCANA

ALTA VALLE DELLA GREVE IGP (IGT)
Regione Toscana.

COLLI DELLA TOSCANA CENTRALE IGP (IGT)
Regione Toscana.

COSTA TOSCANA IGP (IGT)
Regione Toscana.

MONTECASTELLI IGP (IGT)
Regione Toscana.

TOSCANO / TOSCANA IGP (IGT)
Regione Toscana.

VAL DI MAGRA IGP (IGT)
Regione Toscana.

VINI IGP (IGT) DELLE MARCHE

MARCHE IGP (IGT)
Regione Marche.

VINI IGP (IGT) DELL’UMBRIA

ALLERONA IGP (IGT)
Regione Umbria.

BETTONA IGP (IGT)
Regione Umbria.

CANNARA IGP (IGT)
Regione Umbria.

NARNI IGP (IGT)
Regione Umbria.

SPELLO IGP (IGT)
Regione Umbria.

UMBRIA IGP (IGT)
Regione Umbria.

VINI IGP (IGT) DEL LAZIO

ANAGNI IGP (IGT)
Regione Lazio.

CIVITELLA D’AGLIANO IGP (IGT)
Regione Lazio.

COLLI CIMINI IGP (IGT)
Regione Lazio.

COSTA ETRUSCO ROMANA IGP (IGT)
Regione Lazio.

FRUSINATE / DEL FRUSINATE IGP (IGT)
Regione Lazio.

LAZIO IGP (IGT)
Regione Lazio.

VINI IGP (IGT) DELL’ABRUZZO

COLLI APRUTINI IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

COLLI DEL SANGRO IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

COLLINE FRENTANE IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

COLLINE PESCARESI IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

COLLINE TEATINE IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

DEL VASTESE / HISTONIUM IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

TERRE AQUILANE / TERRE DE L’AQUILA IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

TERRE DI CHIETI IGP (IGT)
Regione Abruzzo.

VINI IGP (IGT) DEL MOLISE

OSCO / TERRE DEGLI OSCI IGP (IGT)
Regione Molise.

ROTAE IGP (IGT)
Regione Molise.

VINI IGP (IGT) DELLA CAMPANIA

BENEVENTO / BENEVENTANO IGP (IGT)
Regione Campania.

CAMPANIA IGP (IGT)
Regione Campania.

CATALANESCA DEL MONTE SOMMA IGP (IGT)
Regione Campania.

COLLI DI SALERNO IGP (IGT)
Regione Campania.

DUGENTA IGP (IGT)
Regione Campania.

EPOMEO IGP (IGT)
Regione Campania.

PAESTUM IGP (IGT)
Regione Campania.

POMPEIANO IGP (IGT)
Regione Campania.

ROCCAMONFINA IGP (IGT)
Regione Campania.

TERRE DEL VOLTURNO IGP (IGT)
Regione Campania.

VINI IGP (IGT) DELLA PUGLIA

DAUNIA IGP (IGT)
Regione Puglia.

MURGIA IGP (IGT)
Regione Puglia.

PUGLIA IGP (IGT)
Regione Puglia.

SALENTO IGP (IGT)
Regione Puglia.

TARANTINO IGP (IGT)
Regione Puglia.

VALLE D’ITRIA IGP (IGT)
Regione Puglia.

VINI IGP (IGT) DELLA BASILICATA

BASILICATA IGP (IGT)
Regione Basilicata.

VINI IGP (IGT) DELLA CALABRIA

ARGHILLÀ IGP (IGT)
Regione Calabria.

CALABRIA IGP (IGT)
Regione Calabria.

COSTA VIOLA IGP (IGT)
Regione Calabria.

LIPUDA IGP (IGT)
Regione Calabria.

LOCRIDE IGP (IGT)
Regione Calabria.

PALIZZI IGP (IGT)
Regione Calabria.

PELLARO IGP (IGT)
Regione Calabria.

SCILLA IGP (IGT)
Regione Calabria.

VAL DI NETO IGP (IGT)
Regione Calabria.

VALDAMATO IGP (IGT)
Regione Calabria.

VINI IGP (IGT) DELLA SICILIA

AVOLA IGP (IGT)
Regione Sicilia.

CAMARRO IGP (IGT)
Regione Sicilia.

FONTANAROSSA DI CERDA IGP (IGT)
Regione Sicilia.

SALEMI IGP (IGT)
Regione Sicilia.

SALINA IGP (IGT)
Regione Sicilia.

TERRE SICILIANE IGP (IGT)
Regione Sicilia.

VALLE BELICE IGP (IGT)
Regione Sicilia.

VINI IGP (IGT) DELLA SARDEGNA

BARBAGIA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

COLLI DEL LIMBARA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

ISOLA DEI NURAGHI IGP (IGT)
Regione Sardegna.

MARMILLA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

NURRA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

OGLIASTRA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

PARTEOLLA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

PLANARGIA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

PROVINCIA DI NUORO IGP (IGT)
Regione Sardegna.

ROMANGIA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

SIBIOLA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

THARROS IGP (IGT)
Regione Sardegna.

TREXENTA IGP (IGT)
Regione Sardegna.

VALLE DEL TIRSO IGP (IGT)
Regione Sardegna.

VALLI DI PORTO PINO IGP (IGT)
Regione Sardegna.

Dati estrapolati dagli elenchi del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. A questo link è possibile scaricare i files pubblici .pdf con gli elenchi e i disciplinari di produzione.

Classificazione e Denominazioni dei Vini Italiani

Sono tante le sigle che popolano il panorama vinicolo italiano e spesso viene fatta confusione o non se ne capisce il significato. La classificazione dei vini italiani è soggetta alle normative europee ma abbiamo ancora in uso le nostre italiche definizioni.

Sotto il marchio giallo/rosso europeo DOP

  • DOP (Denominazione d’Origine Protetta),

ricadono le menzioni tradizionali italiane DOCG e DOC

  • DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita)
  • DOC (Denominazione d’Origine Controllata).

Entrambe le sigle sottintendono un Disciplinare di allevamento delle uve e di produzione del vino con regole ben precise e diverse per ogni vino. Ad esempio, in un Disciplinare, sono indicati i Comuni da dove possono provenire le uve, quali uve possono essere usate e in che percentuale, il grado minimo di volume alcolico, il tempo di affinamento, il tipo di impianto ecc., insomma una serie di regole atte a conferire tipicità e qualità al vino.

Sotto il marchio giallo/blu europeo IGP

  • IGP (Indicazione Geografica Protetta),

ricade la menzione tradizionale italiana IGT

  • IGT (Indicazione Geografica Tipica)

Anche per le IGT ci sono i Disciplinari di produzione ma a differenza dei precedenti si riferiscono spesso ad aree geografiche più grandi e sono magari previste maggiori varietà di uve e tipologie di vino che si possono produrre.

Queste sono le definizioni sancite dalla Comunità Europea:

Definizione di DENOMINAZIONE DI ORIGINE: il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali e debitamente giu­stificati, di un paese che serve a designare un prodotto di cui all’articolo 92, paragrafo 1, conforme ai seguenti requisiti:
i)  la qualità e le caratteristiche del prodotto sono dovute essenzialmente o esclusivamente a un particolare am­ biente geografico e ai suoi fattori naturali e umani;
ii)  le uve da cui è ottenuto il prodotto provengono esclusi­vamente da tale zona geografica;
iii)  la produzione avviene in detta zona geografica e
iv)  il prodotto è ottenuto da varietà di viti appartenenti alla
specie Vitis vinifera;
Definizione di INDICAZIONE GEOGRAFICA: l’indicazione che si riferisce a una regione, a un luogo determinato o, in casi eccezionali e debitamente giustificati, a un paese, che serve a designare un prodotto di cui all’articolo 92, paragrafo 1, conforme ai seguenti requisiti:
i)  possiede qualità, notorietà o altre peculiarità attribuibili a tale origine geografica;
ii)  le uve da cui è ottenuto provengono per almeno l’85 % esclusivamente da tale zona geografica;
iii)  la produzione avviene in detta zona geografica e
iv)  è ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera o da un incrocio tra la specie Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis.
(Regolamento UE N. 1308/2013)

In una ipotetica piramide qualitativa dei vini a Denominazione, al vertice ci sono le DOP/DOCG, le quali possono avere un’ulteriore livello superiore di definizione, riferito ad una zona geografica di produzione più ristretta.

Sono le MGA (dette anche MeGA)

  • MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive)

Vengono usate ad esempio nelle DOCG di Barolo e Barbaresco (link MGA Barolo).

Prendendo come esempio il vino Barolo si potrà quindi avere l’indicazione del Comune, ad esempio Serralunga d’Alba (che è uno degli 11 comuni che possono produrre Barolo DOCG) e l’indicazione di una sua MGA, ad esempio Gabutti (una delle 39 MGA di Serralunga). Un’ulteriore livello di definizione può essere quello dell’indicazione del nome della Vigna.

Rimanendo sull’ipotetica piramide qualitativa, abbiamo quindi le DOP/DOCG seguite dalle DOP/DOC e più sotto le IGP/IGT. Alla base della piramide qualitativa si trovano i Vini varietali e i Vini generici che corrispondono alla definizione tradizionale di:

  • VDT (Vini da Tavola)

Sono vini prodotti al di fuori di un Disciplinare di riferimento.

Le Denominazioni d’Origine sono soggette a controlli che ne garantiscono la qualità e il rispetto delle norme indicate dai Disciplinari. Sulle bottiglie di vini a Denominazione vengono apposte le cosiddette ‘fascette’ (contrassegni di Stato con filigrana e indicazione DOCG o DOC). Esse sono una garanzia per il consumatore e un valido strumento contro la contraffazione.

NORMATIVA SUL CONFEZIONAMENTO DEI VINI A DENOMINAZIONE
1. Il confezionamento, dei vini a D.O.C.G. destinati all’immissione al consumo comporta l’obbligo dell’uso della «fascetta», avente le caratteristiche indicate all’articolo 3.
2. La fascetta di cui al comma 1 e’ utilizzata anche per il confezionamento dei vini D.O.C.. Per tali vini, in alternativa, e’ consentito l’utilizzo del lotto…
(Art.2 Gazzetta Ufficiale)
COME VIENE CONFERITA UNA DENOMINAZIONE
Una DOCG è definita tale dopo 7 anni che è stata DOC, mentre una DOC diviene tale dopo 5 anni che è stata IGT. Il riconoscimento dell’IGT è riservato ai vini provenienti dalla rispettiva zona viticola a condizione che la relativa richiesta sia rappresentativa di almeno il 20% dei viticoltori interessati e di almeno il 20% della superficie totale dei vigneti oggetto di dichiarazione produttiva… (Art.33 Gazzetta Ufficiale)

Si può sintetizzare che più si sale nella piramide qualitativa e più i Disciplinari di produzione sono restrittivi e le aree produttive più circoscritte. Ma non è detto che un vino DOCG sia sempre migliore di un vino IGP. Spesso i produttori preferiscono rimanere in una IGP per avere più libertà di scelta in quanto è magari troppo restrittivo il Disciplinare della DO che ad esempio indica le varietà e le percentuali di uve utilizzabili in modo troppo vincolante. Per fare un esempio, uno dei vini italiani più conosciuti e costosi è una IGT (Toscana), parlo del Tignanello di Marchesi Antinori.

È anche possibile trovare un ottimo vino da tavola se il produttore, avendo a disposizione un buon terroir e capacità ha deciso di rimanere al di fuori di ogni vincolo legato ai Disciplinari. Ma è giusto fare riferimento ad una DOCG se si cerca un’espressione tipica di un vino. L’identificazione delle migliori zone produttive e di quali varietà meglio si esprimono in un determinato luogo, arriva da molto lontano, ben prima che nascesse l’Unione Europea e le sue DOP.

Anche per le DOC vale la stessa cosa ma vanno considerate caso per caso, perchè ad esempio, in una DOC che comprende un’intera regione, come Sicilia DOC, è più difficile trovare una tipicità specifica. Ben diverso se è indicata una zona più circoscritta come ad esempio nell’Etna DOC, ovvio che qui potrò trovare il riscontro di un terroir unico con suoli di origine vulcanica, microclima diverso ecc.

Non c’è una regola precisa per scegliere ‘il miglior vino’ in base alla sigla di Denominazione in etichetta ma vanno sempre considerate come una importante indicazione di qualità e di garanzia per il consumatore.

Per completezza di informazione, malgrado siano ormai rare sulle bottiglie, si possono trovare anche queste sigle:

  • VQPRD (vino di qualità prodotto in regione determinata)
  • VLQPRD (vino liquoroso di qualità prodotto in regione determinata)
  • VSQPRD (vino spumante di qualità prodotto in regione determinata)

Puoi scoprire gli elenchi di tutti i vini Italiani a Denominazione su queste pagine del blog:

©dipendechevino

Mongris 2018, Marco Felluga

L’approccio olfattivo a questo Pinot Grigio è floreale e delicato mentre in bocca arriva potente, minerale, sapido, con sensazioni fragranti di erba tagliata, mela acerba, si allunga poi su toni più caldi e rotondi che ricordano il fieno, la pietra focaia e frutti maturi come l’ananas. Mi piace la progressione e l’evoluzione in bocca che va dalla freschezza iniziale alla rotondità cremosa finale. Il volume alcolico è del 13,5%. Mongris sta per Monovitigno e Gris (grigio). Marco Felluga si trova a Gradisca d’Isonzo in Friuli, a due passi dal confine con la Slovenia. È il Collio Goriziano, con i suoi terreni marnosi stratificati con l’arenaria, la famosa ‘Ponca’ che dona ai vini una tipicità ‘minerale’. Un bel vino bianco che si adatta facilmente a pietanze diverse oltre al solito pesce. Ha un buon rapporto qualità/prezzo, si trova sui 12€. La vinificazione è in acciaio, riposa circa sei mesi sui lieviti e poi in bottiglia. Il Mongris 2018 è una bella bottiglia per iniziare a scoprire il Collio.

Luca Gonzato

Ettore Germano, viticoltori dal 1856

Tornare tra le colline delle Langhe, patrimonio dell’umanità, è sempre un piacere. Questa volta il mio interesse mi ha portato a Serralunga d’Alba, uno degli 11 comuni del Barolo, nella storica cantina ‘Ettore Germano’, viticoltori dal 1856. A condurre l’azienda sono Sergio Germano con la moglie Elena ma nelle retrovie si sta già formando la quinta generazione. Ad accoglierci troviamo Simona, un’amministrativa che si occupa anche dei clienti, simpatica e preparata ci accompagnerà nella visita e nella degustazione.

Immagini di Sergio Germano all’ingresso

Il profumo di mosto arriva pungente dal piano inferiore, la vendemmia è stata fatta solo un paio di settimane fa. Nella zona di affinamento dei vini sono presenti botti di dimensioni diverse, barrique, tonneaux e botti grandi che arrivano ai 2500 litri.

Interessante vedere alcuni campioni di terreno provenienti da quattro cru, danno immediatamente l’idea delle diversità che caratterizzeranno poi anche i vini. 

Campioni di suolo dei Cru di Cerretta, Prapò, Lazzarito e Vignarionda.

I suoli della zona di Barolo sono famosi per le marne, stratificazioni formatesi milioni di anni fa nel Miocene, quando qui c’era un mare. Il formarsi delle colline ha quindi mischiato i terreni creando infinite variabili di terreno. Da Germano, nel Cru Cerretta, si trova la marna di Sant’Agata (Tortoniano), il colore tende al grigio/blu, il terreno è calcareo/argilloso; il Cru Prapò è calcareo/argilloso con strati di arenaria; il Cru Lazzarito è calcareo con presenza di una vena ferrosa e di calcio; in Vignarionda è calcare marnoso.

La sala di degustazione di Ettore Germano

Ci spostiamo poi nella sala di degustazione al piano superiore da cui si ha accesso a una grande terrazza sulle vigne. Si potrebbe godere di un bel panorama sulle colline ma purtroppo il clima è tipicamente autunnale con quella nebbiolina mista a pioggia polverizzata.

Nell’ampia sala sono presenti le belle carte tridimensionali di Enogea e i due ‘vangeli’ delle MGA così si possono vedere e comprendere sia la posizione dei Cru che le altitudini e le esposizioni. 

Le mappe 3D del Barolo DOCG e di Serralunga d’Alba a destra

Nel frattempo Simona ha preparato i calici ed iniziamo la degustazione con uno spumante metodo classico da uve di Nebbiolo al 100%. Si chiama Rosanna (nome della madre di Sergio) ed è un extra brut, affina sui lieviti per circa 18 mesi. È molto fine ed elegante con un bel finale dolce. Bella sorpresa, avevo assaggiato altri spumanti da Nebbiolo ma nessuno mi aveva mai conquistato, questo sì. 

Il secondo assaggio è la Nascetta, tipico vitigno bianco piemontese, dimenticavo di dire che Sergio ha introdotto la coltivazione di uve bianche, i vigneti si trovano però in Alta Langa a Cigliè. Questa Nascetta è decisamente particolare per complessità aromatica, conserva una bella freschezza ed acquista sentori più minerali anche grazie all’affinamento in anfora. Altro assaggio il Binel (significa gemello in piemontese), un blend di 85% Chardonnay e 15% Riesling, piacevole anche questo con note burrose, morbide e fruttate tipiche dello Chardonnay ed arricchite dai sentori evolutivi tipici del Riesling.

A questo punto, dopo che avevo manifestato la mia curiosità su questo vitigno, Simona ci fa la sorpresa di farci assaggiare anche l’Hérzu 2011, Riesling 100%. Mi si allarga il sorriso, qui i sentori di idrocarburi danzano con il frutto in un contesto di acidità che mantiene la bocca pulita e pronta ad accogliere un nuovo sorso. Grande, potente, lunghissimo nella persistenza, peccato che le scorte siano finite e non si possa acquistare. Passiamo ai rossi iniziando da una Barbera d’Alba superiore ‘della Madre’ del 2016, si percepisce un bel frutto rosso maturo e le note di tostatura in legno (tonneaux per 1 anno), vaniglia, cacao. Anche qui l’acidità lo rende facilmente bevibile. Ed ora il Nebbiolo 2018, vinificato con una breve macerazione sulle bucce. Sorprende perchè mi aspettavo tutt’altro ed invece mi trovo a degustare un vino elegante, sottile, più vicino ad un rosé che a un nebbiolo strutturato. Piacevole proprio per la sua finezza, da riprovare come aperitivo.

Arriviamo ai Baroli, Prapò 2014, Cerretta 2014 e Lazzarito riserva 2012. Un crescendo di piacevolezza e complessità che rende pienamente l’idea di questo territorio di Serralunga. I legni sono usati sempre con discrezione e finalizzati ad armonizzare più che ad aggiungere aromi. Come affinamenti, il Prapò fa botte grande per due anni, risulta ancora fresco, tannico, complesso negli aromi di frutti rossi e neri e tostatura. Il Cerretta mi è sembrato più pronto, con un tannino più vellutato, affina due anni in tonneaux da 700 litri. Bel Barolo anche questo. Infine la riserva Lazzarito, il cru con le vigne più vecchie, circa 80 anni. Qui il piacere è tanto, se nei precedenti era l’austerità e la verticalità ad imporsi, qui sono la familiarità e la rotondità ad arrivarmi come un abbraccio. Le uve fanno una lunga macerazione di quasi due mesi e poi affina in botte grande quasi 3 anni e minimo due anni in bottiglia. Corpo ed eleganza rendono questo Barolo una vera eccellenza. Un ultimo sguardo alle colline sorseggiando nuovamente i Baroli rimasti nei calici e già mi spiace dover andar via. Bella visita e grazie di cuore a Simona per l’ospitalità e la simpatia. Complimenti a Sergio che anche se non ho potuto conoscere di persona mi ha trasmesso attraverso i suoi vini una personalità forte, legata alle tradizione quel che serve e aperta a nuove interpretazioni, penso al Langhe nebbiolo e allo Spumante rosé ma anche all’interessante via intrapresa con l’introduzione dell’anfora.

Luca Gonzato

Petite Arvine 2018, Grosjean

Con il ritorno del caldo ci voleva proprio un bianco di quelli che, come lame ghiacciate, ti rinfrescano il palato e lo spirito. La scelta è andata su un valdostano da uve autoctone di Petite Arvine. Un vitigno che amo particolarmente per la personalità unica che trasmette. Immagina un vino bianco, la montagna, l’aria pulita, i fiori in primavera e il fresco delle sere d’estate sopra i 1000 metri. Racconta molto di questa regione e della viticoltura eroica che la caratterizza. Il Petite Arvine è un vitigno che si adatta particolarmente bene al clima freddo di questa zona montuosa e che riesce a trasferire nel vino quella mineralità che sembra ricordare le pietre bagnate dai torrenti che scendono verso valle. 

Nel caso di Grosjean, ci troviamo in zona Quart (AO), nel vigneto Rovettaz, collocato a 550 m di altitudine con esposizione a sud. I suoli sono sabbiosi e calcarei. Nel calice si presenta brillante e profumato di fiori bianchi con sentori fragranti di frutti tropicali delicati ed agrumi. L’ingresso è fresco e minerale. Gli aromi fragranti persistono in bocca, una leggera sapidità accompagna un sorso sempre piacevole ed elegante. Apparentemente risulta ‘leggero’ e grazie alla sua acidità si beve con facilità, ma non lasciatevi ingannare perché è comunque un vino di corpo, con il 13,5% di volume alcolico. Il 30% di questo vino affina in barrique per 6 mesi e questo contribuisce al corpo oltre che a smussare gli angoli e donargli un eco di morbidezza burrosa. Idealmente è da servire freddo per apprezzare le sue doti fragranti, perfetto come aperitivo ma lo vedrei bene anche con un risotto ai formaggi. Il costo è leggermente sopra la media (sui 18/20€) ma giustificato dalle ‘fatiche’ della viticoltura nei pendii valdostani. Da provare.

Luca Gonzato

Albana Arcaica

Arcaica 2016 di Paolo Francesconi

La prima sorpresa di questa bottiglia di Albana, dall’Emilia Romagna (zona Faenza), è il tappo in vetro. Una rarità che però svolge il suo dovere in modo eccellente e presenta il vino dicendoti chiaramente “io sono diverso”. Infatti il colore è aranciato, luminoso. Poi profuma di miele, resina, agrumi. In bocca è di corpo, minerale, sapido. Avvolge con un frutto maturo, succoso, che mi ricorda il melone e il mango. È leggermente astringente e di buona acidità. Il volume alcolico è del 12,5%. Il nome Arcaica è sicuramente azzeccato perchè ti porta in luoghi lontani dalla consuetudine dei vini bianchi. La macerazione delle uve di Albana dura tre mesi, poi affina in acciaio per sei mesi ed infine in bottiglia. Il risultato è qualcosa di unico e di grande personalità. Forse non è un vino per tutti, nel senso che si esce dal comune e, come per un’opera d’arte, chi guarda reagisce in modo diverso. Penso ai quadri di Francis Bacon, io li adoro e sono amati da tante persone, ma altrettanti li trovano estremi e disturbanti. Sono quadri che entrano in profondità nell’animo umano, come questa Arcaica che risveglia sentimenti e ricordi. Senz’altro non lascia indifferenti. Più lo assaggio e più mi piace. Pensavo anche a cosa potrebbe starci bene in abbinamento, ovviamente i formaggi erborinati, oppure, se avessi uno chef a disposizione, lo proverei con lepre in salmì. È un vino biologico e biodinamico, il costo è sui 12€. La produzione di questo vino è di 3500 bottiglie, questa è la n. 2081. 

Luca Gonzato


Propizio all’estate

Iniziamo questa calda settimana con qualcosa di molto fresco, il Grechetto Propizio 2018 di Donato Giangirolami. Un bianco giovane e pimpante da uve Grechetto coltivate a Doganella di Ninfa nella zona di Cori. Siamo nel Lazio in provincia di Latina su suoli di argilla e tufo. Il produttore è l’Azienda Agricola Biologica Donato Giangirolami con sede a Borgo Montello (Lt). 

Bene, è nel calice, comunica profumi floreali, eleganti, ricordano le tisane, la camomilla, il biancospino, il miele. In bocca è fresco, minerale, sapido. Ha un bel corpo, snello ma muscoloso. In bocca ha sentori di ananas, pera. Il finale è lungo, citrino. Oltre al gusto molto piacevole ne apprezzo la ‘pulizia’, la finezza, e soprattutto la persistenza. Viene consigliato con carni bianche o formaggi a media stagionatura. Io lo proporrei tranquillamente come aperitivo o per una cena estiva con una tartare di pesce. Si sente che è sano, buono, lo bevi con facilità. Si trova a meno di 10€. Puoi anche portarlo a cena da amici facendo bella figura senza svenarti. Da servire fresco, sui 10 gradi. Certamente Propizio all’estate e, spero, ad una settimana non troppo faticosa.

Luca Gonzato

Timorasso ad Arte

Timorasso 2017, I Carpini. Splende dorato alla luce del sole. Delicati profumi di fiori bianchi fanno da apertura ad aromi molti intensi quando si ruota il calice. Acacia, fieno, miele. In bocca entra potente, pieno, rotondo, sapido. Intenso, ora si mischia con frutti a polpa gialla e agrumi, pesca, ananas, pompelmo, cedro… arriva infine una nota di pietra focaia sullo sfondo, un anticipo di quei sentori d’affinamento che con gli anni andranno ad arricchirlo. Beh, tanta roba, due in uno, penso al Riesling renano e agli Chardonnay di Chablis. Viva il Timorasso, vitigno 100% italiano, autoctono del Tortonese. Complimenti al produttore per questo bel vino che riesce a trasmettere una gran personalità. I sapori restano in bocca almeno una decina di secondi e la fresca acidità ti spinge ad un nuovo sorso. Immagino del pesce ad accompagnarlo, orate, branzini o un bel fritto misto. Bel vino, di quelli che ipoteticamente potrebbero stare nella top-ten ‘vini bianchi sotto i 10€’. Da non trascurare poi che è un vino ‘sano’ da agricoltura biologica, Vegan friendly. Fermentato con lieviti autoctoni e non filtrato. Un vino fatto ad Arte.

Luca Gonzato

Buonissimo compleanno

Per i suoi 54 anni, l’Associazione Italiana Sommelier, delegazione di Milano, ha organizzato un banco di degustazione strepitoso, con oltre 100 cantine italiane. Un regalo davvero apprezzato da tutti i soci. Non pensavo che ne avrei scritto un post ma alcuni dei vini erano così buoni che me ne sono innamorato e voglio farveli conoscere.

SPUMANTI

Lombardia, Franciacorta Brut Millesimo 2013 Freccianera dei  Fratelli Berlucchi. L’uvaggio è 80% Chardonnay, 10% Pinot bianco, 10% Pinot Nero. Affina 55 mesi sui lieviti. Il costo è sui 22€. L’ho trovato ‘magico’. Grande armonia e lunghezza in questo spumante per le grandi occasioni.

Lombardia, Franciacorta Brut Nature, Mosnel, 24 mesi sui lieviti, Chardonnay 70%, Pinot Bianco 20%, Pinot nero 10%. Altro grande Franciacorta che sorprende sempre per la personalità che esprime. Affinamento 24 mesi. Costo sui 20€. Il biglietto da visita da presentare a casa degli amici.

BIANCHI

Dal Friuli Venezia Giulia la Malvasia istriana Soluna 2017 di Livon. Malvasia istriana 100%. Costo sui 15€. Una malvasia senza compromessi, piace oppure no. Io l’ho trovata fantastica. Le uve appassiscono una decina di giorni, macerazione a freddo e fermentazione in acciaio. Costo sui 15€. Rock n’ Roll.

Dall’Alto Adige il Manna 2017 di Franz Haas. Da 5 tipi di uve vinificate separatamente e poi assemblate. Riesling Renano 40%, Chardonnay 20%, Gewurztraminer 15%, Kerner 15%, Sauvignon 10%. Il costo è sui 20€. Una sinfonia di aromi. Lo vedrei bene in una cena romantica, magari al primo appuntamento. Un vino che conquista. 

Dalla Campania, il Greco di Tufo Giallo d’Arles 2018 di Quintodecimo. Uve Greco 100%. Ennesima conferma da questo bianco tra i miei preferiti. Bello assaggiarlo adesso, ancora giovane, ed apprezzarne la fragranza del frutto. Costo sui 35€. Una garanzia di bontà.

ROSATI

Dall’Abruzzo, il Cerasuolo d’Abruzzo Villa Gemma 2018 di Masciarelli. Uve Montepulciano 100%. Costo sui 10€. Mi è piaciuto un sacco trovare le caratteristiche del Montepulciano in una forma così delicata e godibile. 

Dalla Puglia il rosé 2018 Girofle di Severino Garofano. Uve Negramaro 100%. Costo anche lui sui 10€. Piccoli frutti rossi e melograno che danzano nel palato.

ROSSI

Il miglior vino in assoluto assaggiato oggi: Tenuta Sette Ponti Vigna dell’Impero, bottiglia numero 03230/12688. Un Sangiovese in purezza da vigne di oltre 80 anni. La tenuta si trova in Valdarno. La Vigna dell’Impero risale al 1935, fu fatta piantare da S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia Conte di Torino, su richiesta del cugino S.A.R. Amedeo d’Aosta, Vice Re d’Etiopia, per festeggiare e ricordare la vittoria italiana in Abissinia. Sono 3 ettari a terrazzamenti interamente costruiti a mano. Il vino è un concentrato di tutto quello che si può desiderare in un rosso. Armonia, corpo, tannini vellutati, ampio bouquet aromatico, piacevolezza e persistenza. Affina due anni in botte grande. Epico. Online il costo di questa bottiglia è sugli 85€, è così buono che non mi sento di dire che costa troppo.

Sempre dalla Toscana e sempre Sangiovese, il Brunello di Montalcino 2012, Tenuta Col d’Orcia. Affina in barrique per 4 anni. Costo sui 30€. Il rosso da mettere in tavola con una gigantesca fiorentina.

Dall’alto Piemonte, nel Novarese, il Boca 2015 Le Piane. Uvaggio di Nebbiolo 85% e Vespolina 15%. Affina 36-48 mesi in botte grande. costo sui 50€. Ventaglio aromatico strepitoso. Adorabile sotto ogni punto di vista.

Sempre in Piemonte, da uve Nebbiolo al 100% il Barolo Ravera 2011 di Cogno. Affina 24 mesi in botte grande. Costo 50/60€. Un Barolo che all’austerità preferisce l’eleganza, gran corpo ed armonia.

Dalla Basilicata un grande Aglianico del Vulture Superiore, della casa vinicola Armando Martino. Da uve 100% Aglianico del Vulture. Affina circa un anno in barrique e almeno un’altro in bottiglia. Il costo si aggira sui 35€. Anche questo grandioso nella parte aromatica, eccellente.

È sempre bello festeggiare i compleanni, soprattutto quelli degli altri. 

Grazie Ais e grazie ai produttori!

Luca Gonzato

Riflessioni e buon vino

Il vino non è mai uguale, ogni annata è una storia ed ogni bottiglia un paragrafo che ce la racconta.

Ieri sono stato in visita alla Cantina La Stoppa, situata in Val Trebbiola nella Provincia di Piacenza. Era uno degli appuntamenti “in vigna” del master Ais. È stata anche l’occasione per assaggiare i vini della zona e fare una chiacchierata collettiva sui diversi approcci al vino che coinvolgono produttori e consumatori. In sintesi ne é venuto fuori che da una parte esistono produttori che inseguono il mercato creando vini omologati ad un gusto collettivo, voluto e pianificato dai maggiori player del mercato e consumatori che pensano solo a spendere poco ignorando cosa introducono nel proprio corpo. Dall’altra parte ci sono produttori attenti a mettere in bottiglia l’espressione più sana ed autentica del proprio territorio insieme a consumatori più consapevoli sulle differenze. Ovviamente c’è l’aspetto economico anche in questa situazione ma non sta alla base della ‘mission’ aziendale. Anche il consumatore attento vuole risparmiare ma lo fa in modo diverso, a parità di budget sceglie ad esempio una buona bottiglia a settimana piuttosto che tre mediocri. 

Il modo di far vino della cantina La Stoppa (certificata Biologica) non cavalca mode e nemmeno vuole essere portabandiera di vini ‘naturali’. Rivendica la libertà di ognuno di operare nel modo più adatto per ottenere un vino sano e capace di trasmettere il terroir nel migliore dei modi. Come dice Elena Pantaleoni, titolare dell’azienda, “non siamo noi a dover dimostrare di fare un vino naturale, cosa che si fa da millenni. Devono essere gli altri, quelli che usano prodotti sistemici in vigna e costruiscono il vino in cantina con ogni tipo di additivo a dover dichiarare che usano questi metodi che di naturale non hanno niente”. Ed è proprio così, fai due più due e questo semplice ed illuminante concetto lo puoi trasferire su ogni prodotto alimentare che trovi nei supermercati. Prodotti costruiti, come le mozzarelle insapore, i formaggi senza odore i polli e le loro uova anemiche… C’è ben poco di naturale in questi alimenti che però rispondono a domande create ad hoc e indotte al consumatore affinché arrivasse ad apprezzare e richiedere quell’omologazione. Succede anche nel vino, come ad esempio negli anni dei ‘barricati’ dove il legno era sopra a tutto, oppure pensiamo ai vini bianchi, semplici e sempre uguali a sé stessi, anno dopo anno con quegli aromi alla polverina gusto ananas e banana. Mi balena in mente l’immagine di consumatori zombie con il loro prosecchino da 3 euro gusto mela verde nel carrello…

Torniamo ai vini veri. Uno degli assaggi che mi ha emozionato e trasmesso un’idea specifica del come e del dove, è stato l’Ageno 2013 (90% Malvasia di Candia e restante 10% di Ortrugo e Trebbiano). Un bianco da uve storicamente legate al territorio, che ha fatto una macerazione sulle bucce di un mese (se vuoi pensa agli Orange Wine). Ha fermentato con lieviti autoctoni, non è stata aggiunta anidride solforosa ed ha affinato in bottiglia. Il colore è strepitoso, dal giallo miele all’aranciato ramato. I profumi mi ricordano l’albicocca, le spezie dolci, il ginger. In bocca è verticale, netto, dal sapore unico e caratteristico. Sentori di miele e resina, spezie che stuzzicano il palato. Secco e fermo ma ‘frizzante’ nella personalità. Scorre piacevole con la sua acidità e mineralità. Non è un vino omologato e nemmeno ricordo qualcosa di simile. È un vino che ti fa spalancare gli occhi e ti catapulta in un territorio di sapori veri ed unici. Da provare. È dedicato all’Avvocato Ageno, fondatore della cantina. Puoi azzardare abbinamenti con le cozze piuttosto che un formaggio erborinato. In questa stagione è sicuramente più apprezzabile da fresco ma è altrettanto interessante sentire come cambia nel bicchiere con l’alzarsi della temperatura. Ed infine lo puoi sorseggiare da solo godendoti il fresco che arriva dopo una giornata assolata.

Luca Gonzato

MiVino 2019

Alla mostra mercato dei vignaioli e dei vini biologici e naturali di Milano. Eccomi di nuovo nel grande spazio sociale Base in via Bergognone. Sono un centinaio gli espositori presenti. Si può degustare ed acquistare direttamente. Sono quasi tutti dei piccoli produttori che per la maggior parte non conosco. Questo aspetto è un vantaggio, mi consente di muovermi tra i banchi con la medesima curiosità.

Appena entrato cerco con gli occhi le bottiglie con gabbietta e i bianchi, giusto per iniziare con i vini più leggeri, ma a catturare la mia attenzione sono il sorriso e gli occhi chiari di Lina della cantina Cascina Bandiera. Leggo Derthona su una bottiglia e penso al vitigno Timorasso e alla zona del Tortonese. Si mi fermo. Lina mi propone una mini verticale di uno dei loro vini bianchi, il Sansebastiano. Non vuole dirmi il vitigno, provo a nominare i bianchi tipici piemontesi e lei sorride scuotendo la testa. Versa il primo vino, annata 2015. Si sentono note che via via diventeranno più evidenti e una notevole sapidità, ma qui siamo ancora a profumi giovani di limone e fieno. Poi la 2014 e la 2013, si sente il corpo che prende forma e gli aromi si intensificano. Mi ricorda anche il Timorasso per certe note minerali ma non lo è. Arriviamo alla 2007 e alla 2006 con Lina che mi spiega di quanto tempo abbiamo bisogno questi vini bianchi per esprimersi. Annuso, assaggio e cerco di ricordare cosa mi ricorda. C’è sempre un minimo di imbarazzo e paura di dire una grande fesseria di fronte a chi quel vino l’ha fatto, ma Lina è una persona che percepisci subito come ‘amica’ e quindi mi lascio andare dicendole che mi ricorda certi Chablis e a questo punto annuisce. In testa esclamo ‘cazzo è lo Chardonnay’ e le dico che è veramente buono, che di fronte alla banalità di tanti Chardonnay questo ha una personalità incredibile. Le ultime due annate sono strepitose, corpo, rotondità, frutto giallo maturo, miele e soprattutto questa vena sapida e minerale. Un bianco di grande complessità che nell’annata più lontana, la 2006, trova la sua migliore espressione. Sarà poi una delle tre bottiglie che acquisterò a fine giornata. A questo punto assaggio anche il Derthona 500 nelle annate 2016, 2015 e 2013. Grandi anche questi e allo stesso tempo bisognosi di lungo affinamento. Però c’è tutto, compresi quei bei sentori che riportano agli idrocarburi che sono tipici dei vini da uve Timorasso. Un vitigno riscoperto qualche anno fa e che tra gli appassionati è un cult. Se vi piace il Riesling renano ma non conoscete il Timorasso provatelo, purché abbia qualche anno sulle spalle di affinamento. Peccato che Cascina Bandiera produca solo 3000 bottiglie totali dei loro tre vini. Hanno anche un interessante Pinot Nero, il Castelvero. 

Bell’inizio, mi piace già questa fiera dove oltretutto, come Sommelier Ais, ho usufruito di uno degli ingressi gratuiti. Guardo intorno su quale banco spostarmi e individuo Eraclio, un amico assaggiatore Onav accompagnato a sua volta da due suoi amici e mi unisco a loro. È più divertente degustare in compagnia ed infatti la giornata passerà in un lampo tra un calice, un’osservazione tecnica e una risata.

Proviamo a dare un senso alla degustazione andando ad assaggiare gli Spumanti metodo classico di Colle San Giuseppe. Siamo in zona di Mompiano (BS), da cui prendono il nome queste bollicine. Testiamo con piacere il Brut (2 anni sui lieviti), il Pas Dosé (30 mesi) e la Riserva Pas Dosé (60 mesi). Pas Dosé significa che non ha residuo zuccherino, il più secco nella classificazione degli spumanti. Questi sono tutti ottenuti da uve Chardonnay e Pinot bianco, fermentate con lieviti autoctoni. Apprezziamo molto i Pas Dosé, affilati come lame e ricchi di aromi. Nella Riserva si percepisce una piacevole avvolgenza e morbidezza che si bilancia perfettamente con la punzecchiatura alla lingua delle bollicine. Gran bel  Franciacorta!, ops, non si può dire e nemmeno lo è, siamo fuori dall’area della denominazione ma in fondo molto vicini per quanto riguarda la qualità del risultato. Poi vedo la scritta Nebbiolo e rimango sbalordito, come? …mi raccontano del precedente proprietario che, amante dei nebbioli di Langa, aveva deciso di impiantarlo e così hanno continuato a produrlo. Al diavolo la sequenza assaggiamolo. Niente male, elegante e dai profumi puliti di piccoli frutti rossi, il tannino è ancora vivace in questa bottiglia del 2012, del resto il Nebbiolo è un vino che si apprezza sulla lunga distanza. 

Dalla Lombardia passiamo alla Calabria per assaggiare i vini di Cirò (Kr) della cantina Brigante. Tante belle espressioni del vitigno Gaglioppo. Ci cattura in primis il color rosa cerasuolo intenso e brillante del Manyari, tanta fragranza e intensità aromatica. Segue l’altro rosato, lo Zero, dal bel packaging in carta che avvolge la bottiglia. Zero perchè ha zero solfiti, zero lieviti selezionati e zero filtrazioni. Un vino vero, di sostanza, che però è anche bello da vedere e verrebbe voglia di portarlo a qualche cena milanese di fighetti che si presentano con lo ‘champagnino’ rosé da 300€. Pam, sul tavolo, un po’ come Chef Rubio quando si piazza a tavola nelle locande per camionisti. E se poi compare il sapientone di turno che alza il sopracciglio con sufficienza esclamando ’no io bevo solo rossi’, potresti sfoderare una bottiglia di 0727 Cirò Classico Superiore. Muti tutti perchè è davvero tanta roba. Quelle tartine anemiche del buffet dovrebbero sparire e lasciar posto a salamelle e costine alla brace. …bello il ricordo di questo vino ma mi mangio le dita per non essermi portato a casa una bottiglia.

Seguono vari assaggi che tralascio e arrivo alla cantina Terre di Gratia di Camporeale (PA), tra le migliori in assoluto di oggi. Tutti i suoi vini mi sono piaciuti. Dal Cataratto, fresco e fruttato, al Rosé Dama Rosa da uve Perricone che ci ha fatto immaginare abbinamenti con pesce crudo. Gran rosé che abbiamo apprezzato ancor di più per il fatto che poco prima ne avevamo assaggiato uno terribile al gusto solforosa (sarà solo quella cantina tra tutte a deludere, ma non vi dico quale era). Proviamo anche i rossi, un bel Syrah con sottili note speziate e un Nero d’Avola in cravatta da mettere su una tovaglia bianca ad accompagnare sottili fette di roast beef. C’è poi il Perricone in purezza (altro vino acquistato), tanto tanto buono ed unico come caratteristiche gusto-olfattive. Uno degli aromi ricorda il rabarbaro, quello delle caramelline quadrate che, non si sa come, hanno imperversato per anni in tutta la penisola. Su questo vino dico solo che lo metto sul podio dei rossi bevuti oggi. Ne parlerò prossimamente quando degusterò con calma la bottiglia acquistata (stay tuned). 

Altra interessante realtà scoperta è quella di Cà del Prete con i giovani e ‘un pochino folli’ ragazzi che si sono inventati un metodo classico a base Barbera. Cavoli, ti fa sorridere, ma non per la stravaganza, quanto per il risultato che è molto più che piacevole. C’è la bellezza del fruttato rosso fragrante tipico della Barbera associato all’anidride carbonica che lo esalta e alle note di pane sullo sfondo. Ottimo anche il rosato Malvé frizzante extra dry.

Gli ultimi assaggi li ho dedicati ai vini con residuo zuccherino. In particolare segnalo l’ottima Malvasia, sia secca che passita, di Fenech Francesco dell’Isola di Salina. Poi volevo assaggiare i Sauternes della cantina francese Chateau Pascaud ma c’era la fila e quindi mi sono spostato all’ultimo banchetto, quello di una cantina di Pantelleria. Gran scelta perchè vi ho trovato il Bagghiu, un gran Zibibbo passito, dagli spiccati aromi di albicocca e miele. La Cantina produttrice è quella di Antonio Gabriele… è così che la terza ed ultima bottiglia è finita nello zainetto. 

MiVino è stata una gran bella manifestazione che spero si ripeta l’anno prossimo. C’è sempre sete di vini sani e naturali come questi, poi la possibilità di conoscere tanti piccoli produttori con le loro perle vinicole non ha prezzo. Bravi agli organizzatori! Però la prossima volta non dimenticate di dare una sacchetta porta calice, perchè è comoda e utile per chi vuole scattare una foto o prendere un appunto senza avere il calice tra le mani.

Luca Gonzato

Petelia 2016, Ceraudo

Nel lontano 2005 veniva lanciato Google Maps e da allora si potè localizzare qualunque località con un semplice clic. Così, di fronte a questa bottiglia, mi sono messo in viaggio percorrendo oltre 1000 km sullo schermo del mio iMac. Sono arrivato in Contrada Maremonti, sulla strada che scende verso il mar Ionio. Ho visto le vigne e la vicina Strongoli (Kr). Posso immaginare la brezza marina, il sole caldo, lo sferragliare del treno che passa vicino alla spiaggia. Un sorso di Petelia 2016 per confermare almeno un pochino quello che immagino. Il bouquet aromatico è ricco, di fiori bianchi, petali di rosa, pesca gialla, ananas, fieno, agrumi. Notevole la spalla acida e la sapidità. Lungo e teso si ammorbidisce giusto sul finale lasciando un bel ricordo di frutto giallo polposo. Guardo questo colore splendente nel calice che sembra dirmi ‘ho preso tanto sole vicino al mare’ poi guardo fuori dalla finestra e sembra autunno…. meglio tornare su Maps e immaginare viaggi estivi che a Milano il weekend sarà una chiavica… 

https://goo.gl/maps/wsWC767gVThmvQ6V6

L’Azienda Agricola di Roberto Ceraudo ottiene questa Petelia (Val di Neto IGT), dalle varietà Greco bianco 50% e Mantonico 50%. Si trova sui 12€. Petelia era il nome che in epoca romana identificava la città divenuta successivamente Strongoli. Sul collo della bottiglia è rappresentata, in rilievo sul vetro, una testa velata. Ipotizzo sia quella di Demetra. Era l’effigie riprodotta sulle monete di Petelia risalenti alla fine del IV secolo a.C.. ma magari non è così. Qualcuno ne sa qualcosa?

Buon weekend …almeno di vino.

Luca Gonzato

Viva le streghe

Si aprono i dehors dei locali o più semplicemente le terrazze di casa e si inizia a degustare vini freschi all’aperto. Quello che vi presento è perfetto per un aperitivo, servito sugli 8°, o per una cena leggera, ad esempio a base di mozzarella di bufala, oppure ad accompagnare una frittura di pesce. Si tratta di un vino bianco da uve di Falanghina, del Sannio Beneventano, cioè la zona est della Campania, quella incastonata tra Molise, Puglia e Basilicata e che non è bagnata dal mare. Una zona vocata alla coltivazione della vite e patria di altri eccellenti vini come l’Aglianico, il Greco ecc. Questa Falanghina è stata prodotta dalla Cooperativa Agricola La Guardiense con l’ausilio di un Enologo di fama internazionale, Riccardo Cotarella. Si chiama Janare Senete 2017. Janare significa ‘streghe’ nel Beneventano. Si presenta con un ricco e potente corredo aromatico, di fiori bianchi che mi fanno pensare a quelli d’arancio e a frutti maturi come la pesca gialla e l’ananas. I profumi sono fragranti, invitanti. Bello l’impatto. Avevo un ricordo molto diverso di altre Falanghine assaggiate, decisamente più sottili e anonime. Questa invece ha personalità. Ha grande freschezza (acidità) e una sapidità davvero piacevole. Risulta ben equilibrata con le morbidezze, il volume alcolico è del 13,5%. Rotonda nella sensazione in bocca e complessivamente con un bel corpo. Il finale è agrumato, fresco, con una buona persistenza. Ha un carattere deciso ed elegante. Bella Falanghina, tra i 7 e i 9€. 

Luca Gonzato

Vini veri, persone vere

Persone e vini veri alla fiera Viniveri 2019 svoltasi a Cerea (Vr). Sono stati 132 i produttori che hanno animato il grande salone dell’Area EXP che, ironia della sorte, ha avuto le sue origini nel 1908 come fabbrica di concimi chimici e che grazie al comune di Cerea è stata poi recuperata nel 1995 e convertita a polo espositivo. Oggi i protagonisti in questo spazio sono coloro che hanno bandito dalla loro produzione ogni sostanza di derivazione chimica e che offrono quel genere di vini che possiamo definire naturali. Praticamente operano tutti in biologico o biodinamico. Ad accomunarli sotto il cappello di Viniveri è il rispetto di un manifesto che prevede regole chiare di coltivazione e di lavoro in cantina e la passione per le cose sane e rispettose della natura.

Avevo grandi aspettative per questa fiera, anche perchè l’avevo scelta al posto del mastodontico Vinitaly che partirà tra un paio di giorni. Aspettative pienamente soddisfatte dai quasi sessanta assaggi fatti e dalla conoscenza di tante belle persone, vere come i loro vini. C’era un bel clima, scanzonato ma anche professionale nell’approfondimento delle tematiche produttive. Bello vedere tanti coniugi, familiari ed amici che dietro i banchetti si adoperavano nel racconto e nella mescita. Ero in compagnia dell’amico sommelier Sasha e di un centinaio di altri soci Ais arrivati in pullman da Milano. Praticamente una gita di giovani quarantenni e più che volevano godersi una giornata intera di assaggi senza l’ansia di dover poi guidare. A far da portabandiera l’immancabile e mitico Hosam.

La regola era implicita, ‘bollicine, bianchi, rossi, passiti’, così gran parte di noi si è diretta ai banchi di Champagne mentre io e Sasha abbiamo optato per la cantina slovena di Slavček e i loro spumanti da Ribolla più Riesling e Rosé da Refosco. Il primo l’ho trovato proprio bello con i suoi sentori agrumati di pompelmo e di nespola. Più particolare il rosé dalla lieve vena tannica.

Siamo poi tornati dalla simpatica coppia di produttori per assaggiare anche i bianchi da uve con brevi macerazioni e i rossi. L’azienda è anche TripleA (agricoltori, artigiani, artisti), segnalo il loro Pinot Grigio 2015 e la Ribolla riserva tra i migliori. Si trovano a Dornberk (Dorimbergo) nel Collio Sloveno, a pochi km da Nova Gorica e dal confine italiano.

Salto in Champagne da Christophe Mignon dove c’è l’importatore a coinvolgere e far ridere gli astanti con le sue battute dallo spiccato accento veneto. Ottimo il Brut da Pinot Meunier 60% e Chardonnay 40%. Più austero il Brut Nature da Meunier 100%.

Eccoci poi da Aci Urbajs l’eccentrico produttore di Organic Anarchy, linea di vini bianchi dalle lunghe macerazioni e nessun uso di solfiti. Chardonnay 2015, Pinot grigio 2016 e 2017 e il Radicali ‘0’ 2017 blend di Chardonnay, Riesling e Kern (gran vino, complesso e lunghissimo con piacevoli note di miele).

I vini di questa cantina mi ricordano molto quelli di Nicolas Joly, padre della biodinamica e produttore della Aoc Savenniers nella Valle della Loira. Interessante assaggiare il Pinot grigio decantato da alcune ore ed evoluto con aromi molto diversi ed intensi. Le etichette dei vini rappresentano in modo chiaro lo stile di questa cantina che produce vini unici, tra i migliori assaggiati oggi. Si trovano anche loro in Slovenia ma molto più nell’entroterra e vicini all’Austria.

Sono seguiti poi gli assaggi di Mas Des Agrunelles, nel Languedoc francese. Un blend molto piacevole di Grenache Blanc e Marsanne (50/50) ed un Viogner. 

La cantina seguente è stata l’austriaca Nikolaihof Wachau dove erano presenti la produttrice, l’importatore e una magnifica sequenza di 4 Gruner Veltliner di annate diverse e altrettanti Riesling. Un assaggio meglio dell’altro. Le annate hanno evidenziato una bella evoluzione olfattiva che andava dal frutto fresco della 2017 alla sempre maggiore presenza di idrocarburi nelle 2014 e 2011. Tra i miei preferiti il Veltliner 2010 e il Riesling 2014 dove si percepiva una bella presenza armonica di frutto e idrocarburo.

Il passo successivo ci ha portato in Alsazia al Domain Valentin Zusslin dove abbiamo assaggiato uno strepitoso Riesling Neuberg 2014, al Top della giornata di assaggi. Elegante, intenso nei profumi tipici ed armonico. Visto che l’Alsazia è anche patria dei migliori Gewurtztraminer abbiamo provato il Bollenberg con residuo zuccherino. Il sommelier è stato molto bravo a servirlo freddo, quasi ghiacciato. È risultato molto piacevole e bevibile con un bel frutto tropicale fresco. Qualche grado in più e avrebbe rischiato di essere percepito come stucchevole. 

E i vini italiani? Eccoci da Gino Pedrotti in Trentino vicino al lago di Cavedine in provincia di Trento. Ad accoglierci il giovane titolare Giuseppe Pedrotti che è davvero una bella persona, simpatico e pronto ad esaudire ogni nostra curiosità. Tutti i loro vini hanno un filo conduttore che è l’eleganza, non quella dei lustrini ma quella delle cose fatte bene con pochi ingredienti. Uva, terra, clima, passione e una conduzione familiare. Abbiamo assaggiato la bella Nosiola 2017 (vitigno autoctono Trentino) poi uno Chardonnay 2017 e il blend di Chardonnay e Nosiola dell’etichetta L’Aura, gran bianco che consiglio di assaggiare.

Poi il rosso Rebo (vitigno ottenuto da Teroldego e Merlot) ed un magnifico Vino Santo Trentino del 2002, ottenuto da uve di Nosiola passite e botritizzate a cui segue una lenta fermentazione ed un lungo affinamento che arriva fino ai dieci anni. Non esagero a dire che è uno dei migliori passiti mai bevuti.

A questo punto l’amico Sasha si sgancia per una degustazione di sigari e vino ed io approfitto per approfondire le mie conoscenza sui vini di una regione ingiustamente poco considerata, il Lazio. Mi spiace non avere immagini di ognuno ma a volte mi perdo nella degustazione dimenticando di scattare le foto. Da Milana Gioacchino di Olevano Romano (Rm) ho assaggiato una Malvasia 2017 e un blend di Malvasia e Trebbiano sempre del 2017 che mi è piaciuta parecchio. Poi il rosso Cesanese (di Affile), dalle belle note fruttate e dalla facile beva. Anche qui una bella famiglia a presentare i propri vini.

Nei banchetti seguenti, con produttori della stessa regione, ho trovato i ragazzi di Noro Carlo in Labico (Rm) ed assaggiato la sorprendente Passerina, in quanto non conoscevo la versione laziale di questo vitigno che qui si esprime con gran corpo e profumi intensi rispetto alle ‘sottili’ Passerine marchigiane. Assaggiato anche il loro Cesanese del Piglio da suoli diversi dove era evidente la grande struttura e i diversi marcatori fruttati tra uno e l’altro, dalle more alla ciliegia e amarena. Finezza e struttura a seconda del suolo di terre rosse ricche di ferro oppure argillose compatte. 

Un passo più in là e mi trovo dal produttore La Visciola di Piglio (Rm) dove assaggio 5 versioni di Cesanese del Piglio da diversi Cru. I vini di questa simpatica coppia sono incredibilmente buoni, pur avendo ognuno delle diverse sfumature si esprimono come gran rossi degni di accompagnare le carni più saporite. Al palato i vini sono vellutati, caldi, con frutto carnoso ed una bella spalla acida. I tannini sono perfettamente integrati. Peccato che se volessi acquistare qualche loro bottiglia dovrei per forza recarmi nella loro cantina. Se vi capita di trovarne una da qualche parte non fatevela scappare.

Tornato Sasha ci dirigiamo al banco di Oasi degli Angeli di Cupra Marittima nelle Marche, “mica ti vorrai lasciar scappare la possibilità di assaggiare i loro grandi vini!” Il Kupra da uve Bordò (una specie di cannonau), grandissima espressione di piccoli frutti rossi e di erbe aromatiche di macchia mediterranea a cui fanno da cornice eleganti note di affinamento in legno. Poi il Kurni, meravigliosa creatura 100% Montepulciano. Rotondo, spesso, solare, un vino che vorrei sempre avere in cantina. Purtroppo la loro produzione è molto limitata e di conseguenza il costo/valore di ogni bottiglia è elevato. Apprezzo molto e ringrazio i titolari Eleonora Rossi e Marco Casolanetti per aver presenziato questo evento e dato così la possibilità a tanti appassionati di assaggiare i loro vini. (la faccia sulla foto è seguente alla mia richiesta di poter scattare 🤣)

Altro produttore eccellente trovato a Viniveri è stato Rinaldi, piemontese di Barolo dove ho assaggiato i due Baroli presenti, il Tre Tine 2015 e il Brunate 2015. Entrambi di grande eleganza e finezza. Buoni ma sono certo che tra qualche anno avranno tannini più integrati ed una migliore armonia generale. Mi spiace non averli compresi fino in fondo, forse l’assaggio è stato penalizzato dai precedenti assaggi di rossi con aromi molto presenti.

Una puntata in Spagna da Uva De Vida di Castilla nella Mancha. Qui abbiamo assaggiato alcune versioni da uve Graciano e Tempranillo. Rossi potenti, talvolta ruvidi e con sentori selvaggi, di cuoio, cavallo e carne macerata. Poi all’azienda La Senda con gli ottimi rossi da uve Mencia e Palomino.

A questo punto è diventato difficile continuare a degustare con obiettività e quindi ho smesso di prendere appunti e mi sono goduto gli ultimi assaggi per puro piacere. Dopo poco è arrivato il momento di recarsi al pullman per il rientro.

Siamo tornati felici verso Milano, con qualche nozione in più sui vini naturali e con le papille gustative che danzavano. Spero di esserci anche l’anno prossimo con nuovi vini e persone vere da conoscere.

Luca Gonzato

Note:

Le regole di produzione che sono tenuti a rispettare i produttori del consorzio Viniveri riguardano sia le operazioni in vigna che quelle in cantina. In vigna non è consentito l’uso di diserbanti e/o disseccanti, concimi chimici e viti modificate geneticamente. Nei nuovi vigneti si introducono piante ottenute da selezione massale e si predilige la coltivazione di vitigni autoctoni. Sono ammessi i trattamenti contro le malattie purché rispettino le norme dell’agricoltura biologica. Sono vietati i trattamenti di sintesi, penetranti o sistemici. Infine la vendemmia deve essere manuale. Per quel che riguarda il lavoro in cantina si possono utilizzare solo lieviti indigeni presenti sull’uva ed in cantina con esclusione di qualsiasi prodotto di nutrimento. Non sono permessi i sistemi di concentrazione ed essiccazione forzata, solo appassimento naturale dell’uva all’aria.  È vietata ogni manipolazione alla fermentazione naturale compreso il controllo della temperatura. Esclusione anche di chirificante e filtrazione. La solforosa totale non potrà mai essere superiore ad 80 mg/l per i vini secchi e 100 mg/l per i vini dolci. 

Esperti in Franciacorta, da Ferghettina

Una giornata in famiglia, anzi due, quella di Onav e quella di Ferghettina 🥂❤️🍾 in Franciacorta, ad Adro, nel regno della bollicina italiana. L’occasione è stata la consegna dei diplomi di Esperti Assaggiatori.

Ferghettina produce vini dal 1991. Sono 200 gli ettari coltivati e circa mezzo milione le bottiglie prodotte. Il nome Ferghettina deriva dal primo appezzamento acquistato ad Erbusco. Ambiente giovane e familiare in Ferghettina, bellissima la struttura con annessa cantina sviluppata su tre livelli.

Sono sette le versioni di Franciacorta prodotte, una scelta che esalta sui vini le differenze dei diversi terreni della proprietà. Impressionanti i 150 serbatoi di vinificazione ma ancor di più il caveau dove sono conservati i campioni di tutte le annate.

Per festeggiare il diploma ci siamo spostati nella terrazza con vista sulle vigne e abbiamo assaggiato tre belle espressioni di Franciacorta baciate da sole. Ferghettina Brut (85% Chardonnay e 15% Pinot nero), bella bollicina, agrumata, fresca in ingresso, piena e rotonda nel finale quasi burroso. Poi il Milledì, 100% Chardonnay, nella tipica bottiglia a base quadrata brevettata da Ferghettina. La forma quadrata consente una maggiore superficie di contatto dei lieviti che, all’opposto, nelle bottiglie tradizionali, occupano solo una striscia (a bottiglia sdraiata). Beh, questo Chardonnay mi è piaciuto molto per la sua finezza ed eleganza. Il terzo ed ultimo assaggio è stato un grande ed apprezzato regalo offerto da Ferghettina, l’Eronero 2009. Spumante 100% Pinot nero che è stato sui lieviti 5 anni ed ha poi riposato in bottiglia per presentarsi oggi in una forma smagliante. Rosato ramato con una complessità olfattiva davvero interessante. Spiccano sentori di rabarbaro e caramello ma anche di piccoli frutti rossi. Il sorso è appagante sotto ogni punto di vista, ti trasporta lontano, senti qualcosa di speciale che solo l’età può dare.

Complimenti a Ferghettina per l’alta qualità dei suoi Spumanti e ad Onav per la bella giornata passata insieme. Grazie a tutti ed in particolare a Giovanna, Roberto e Tommaso con i quali ho condiviso il percorso di studi e tante degustazioni.

Luca Gonzato

Yamada di Zaccagnini

Il nome del vitigno Pecorino mi fa sempre sorridere, oggi per uscire dalla consuetudine dei miei post ho provato a descrivere le caratteristiche principali del vino disegnando poche linee. Che dite si capisce?

In sintesi è un vino bianco italiano delle Colline Pescaresi in Abruzzo. 

Pecorino (è il vitigno).

Si tratta dello Yamada (che in giapponese vuol dire campo di montagna), l’annata è la 2017. 

Produttore: Cantina Zaccagnini.

È un vino luminoso, dai profumi agrumati, spicca il pompelmo ma si possono sentire anche degli eleganti fiori bianchi. Mi piace perchè non è ‘pesante’ come altri Pecorini e si lascia bere con facilità. Il finale è molto piacevole nelle sue note agrumate e minerali. Grande freschezza e sapidità. Un vino per rendere un aperitivo l’unica cosa necessaria della serata. Lo trovo facilmente abbinabile a stuzzichini vari, di pesce, salumi e formaggi con tendenza dolce… di sicuro non passa inosservato questo Yamada.

Da tenere in cantina per ogni occasione.

Luca Gonzato

Vini di Gallura: tre di Tani

Le recenti e legittime proteste dei pastori sardi mi hanno portato a voler parlare di vini sardi e, anche se alla lontana, sostenere i prodotti tipici di quella splendida regione che è la Sardegna. Ho scelto alcuni vini della Cantina Tani, situata in Gallura nel paese di Monti. Il primo assaggiato è stato il  Vermentino di Gallura Superiore, Taerra 2017. Bel colore, giallo paglierino intenso, profumi delicati di fiori bianchi e agrumi come il mandarino e il limone, qualcosa anche di erbe aromatiche come il basilico. In bocca è di gran corpo, le sensazioni morbide quasi burrose sulla lingua fanno da contraltare ad una splendida mineralità che gli sta intorno e che chiude il sorso in un bellissimo equilibrio. Maestoso. Davvero buono. 

Pur essendo una zona famosa per il Vermentino, Tani produce anche due rossi che mi incuriosivano parecchio. Il Donosu, Connonau di Sardegna 2017 è molto diverso dai Cannonau del sud della regione o perlomeno da quelli che ho avuto modo di assaggiare. È più sottile e riporta a frutti freschi, erbe balsamiche, rosa, mirtilli. In bocca è leggiadro, minerale e sapido, si ammorbidisce in un finale abbastanza equilibrato. Si apprezza la sua fragranza aromatica. Per la sua freschezza e mineralità mi ricorda certe Barbera piemontesi. Da apprezzare con un bel formaggio pecorino di media stagionatura.

L’altro rosso di Tani è il Serranu 2015, blend di Cannonau 45%, Merlot 10% e altre varietà rosse non specificate. Affina in botti da 1000 litri per 24 mesi. Dimenticavo di dire che in questa zona i suoli hanno una forte componente di granito. Il colore del Serranu è impenetrabile, giusto sui bordi rilascia un rubino/granato intenso. La rotazione del calice è ‘pesante’, si formano archetti che lentamente ritornano nel vino. I profumi sono eleganti, di frutti in confettura, erbe balsamiche, rabarbaro, menta. Spezie, chiodi di garofano. In bocca ha un bel corpo, il frutto è sciropposo, il tannino composto. Gli aromi retronasali riportano alle erbe balsamiche. È un gran rosso, rotondo e lungo. Finale fresco di bacche nere, more e mirtilli. Sogno un maialino arrosto da accompagnare a questa perla rossa di Gallura.

Sarà che è ancora inverno e che i ‘rossi’ la fanno da padrona ma lo trovo davvero ottimo come piacevolezza ed unico come carattere.

Luca Gonzato