Categoria: Vini Veneto

Malanotte del Piave: Il Barba Rossa 2016

Mi fa piacere parlare di questa DOCG. Coinvolge le province di Treviso e Venezia e celebra un vitigno tipico del veneto che è ancora poco conosciuto, il Raboso. Il Malanotte del Piave DOCG della cantina Pizzolato di Villorba (TV) è senza dubbio una versione di grande personalità, anche perchè prodotta in regime biologico. 

Ricordavo il Raboso come un rosso corposo e per certi versi rustico con sentori vinosi e facilità di beva. Nel Barba Rossa 2016 i ricordi si dissolvono sotto una corporatura possente dagli aromi evoluti. Marasca e prugna, tabacco e spezie accompagnano un tannino deciso ma composto. Nel percorso gustativo si aggiungono note vegetali che mi ricordano i Cabernet con peperone verde e sedano. Bello come comunica naturalità e struttura. Ne percepisco il terroir e il potenziale dei rossi di “valore”. Il 30% delle uve viene appassito per circa 90 giorni; affina 2 anni in botti e barrique; viene commercializzato dopo minimo 3 anni. Penso sia un vino di grande interesse che mi piacerebbe assaggiare ogni anno della sua evoluzione. Il Barba Rossa ha il 14% di volume alcolico. Riesce ad essere caldo e allo stesso tempo vivo ed energico. Un vino dalla personalità unica che consiglio di provare. 

3.6.9 2019 Ca’ Apollonio, buona la prima

Articolo pubblicato su www.vinievitiresistenti.it

L’emozione di assaggiare un nuovo vino Piwi è sempre grande e lo è ancor di più se si tratta dell’opera prima di Ca’ Apollonio. Una realtà in costante sviluppo che punta ad essere un riferimento nella coltivazione biologica e di vitigni resistenti in Italia. Il vino 3.6.9 è il biglietto da visita, ci racconta di 3 anni di sovesci, 6 anni di impianti, 9 anni di permacultura e di sole 369 bottiglie prodotte per questa anteprima. 

I toni tenui e luminosi accompagnano profumi intensi di fiori bianchi e frutti tropicali. All’assaggio ne percepisco una spiccata acidità e salinità che fanno da spalla ad una elegante progressione aromatica di frutti maturi come la pesca bianca e la mela golden. Con vino degustato fresco si hanno sensazioni di frutto croccante e minerali, quasi gessose. Con l’alzarsi della temperatura si passa a note più rotonde e avvolgenti. La vena salina rimane ma si apprezza anche la morbidezza alcolica e glicerica.

Il 369 è vestito di chiaro ma con il suo 13,5% di Vol. ha un corpo da rosso. Decisamente un bel vino, armonico nell’insieme e piacevole nel gusto. Mi ha fatto pensare a Luce, il primo brano cantato in Italiano da Elisa, “…Parlami, come il vento fra gli alberi; Parlami, come il cielo con la sua terra…”

Grande opera prima, espressione veneta del territorio ai piedi del Monte Grappa nel comune di Romano d’Ezzelino (VI) e di un vitigno dal grande potenziale quale è il Souvignier Gris. L’annata degustata è la 2019.

Dietro le quinte di questo vino si trovano Maria Pia Viaro Vallotto e Massimo Vallotto artefici del progetto Ca’ Apollonio e l’enologo Nicola Biasi, miglior giovane enologo d’Italia 2020 (da Associazione Vinoway Italia), conosciuto anche per il suo Vin de la Neu.

Azienda agricola Ca’ Apollonio, Romano d’Ezzelino (VI) – Pagina Facebook

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