Merlot Ronco del Gelso

Freddo e neve in città chiamano un bel rosso a scaldare la serata, dopo i giorni della merla stappo un Merlot. Ho scelto quello dell’Azienda Agricola Ronco Del Gelso di Cormons (GO). La Cantina è conosciuta per i vini bianchi ma produce anche Cabernet e questo Merlot chiamato Sintesi dei Capitoli, sottozona Rive Alte, nella DOC Isonzo del Friuli. L’annata è la 2012, 20 giorni di macerazione sulle bucce e due anni di affinamento in botti di rovere. 13,5% il volume d’alcol. Sul sito web viene presentato come “robusto, caratterizzato da tannini dolci ed un’elegante speziatura al naso. La bocca è cremosa, concentrata e profonda”. In effetti è così, pepe, chiodo di garofano, legni pregiati ma anche frutti neri, mirtilli, more. Una nota marina, mi ricorda il profumo sugli scogli. Morbido in bocca con tannini evoluti. Di facile beva. Corposo e abbastanza lungo nella persistenza dei profumi. Lo proverei volentieri con il pollo alla valdostana, mi accontento degli involtini di tacchino e speck. Anche un buon formaggio d’alpeggio ci starebbe alla grande, penso alla Fontina ma il Montasio sarebbe il suo abbinamento regionale corretto.

IIn Sintesi, il Merlot è un gran bel vitigno che dona sempre eleganza e morbidezza. In questa versione 2012 di Ronco del Gelso apprezzo la finezza e il bouquet aromatico. Un vino da mettere in tavola con allegria… alla faccia del freddo.

Luca Gonzato

Wine Days Italy, 11-13 maggio 2018 al Base di Milano

Quarantatré i banchi di degustazione presenti nei quali produttori o distributori accoglievano il pubblico con calore e grande voglia di farsi conoscere ed apprezzare per i propri vini. Non mi ero preparato una scelta di cantine e quindi mi sono spostato tra i banchi d’assaggio con l’unica regola di degustare prima i bianchi e poi i rossi.

Modeano, riviera del Friuli zona Latisana. Ribolla gialla, Malvasia Istriana e Sauvignon blanc, quelli assaggiati. Ben fatti, freschi e piacevoli con una bella sapidità e acidità. Simpatica ed esaustiva la titolare che presenziava. Se avete in previsione di andare a Jesolo o Bibione fate rifornimento da loro.

Villa Angarano di Bassano del Grappa con la loro interessante e gradevole Vespaiola, il rosé da Merlot perfetto per un aperitivo e lo Chardonnay Cà Michiel, spettacolare, può tranquillamente essere messo sullo stesso piano degli Chablis francesi. 

Tenuta San Marcello, Marche, Verdicchio dei Castelli di Jesi e Lacrima di Morro d’Alba, accoglienza super amichevole, ottimi vini da terreni calcarei argillosi con grande struttura e complessità. Mi sono ripromesso di fargli visita quella settimana d’agosto che sarò nella loro zona e fare scorta.

Terre Astesane, Mombercelli (Asti), un inusuale Sauvignon Blanc, ed alcune Barbera i miei assaggi della loro numerosa produzione. A fine giro sono poi tornato per acquistare la versione ‘Anno Domini’ di Barbera, fatta da una selezione di vigneti e uve. Bel frutto rosso e freschezza con tannini setosi, elegante ma allo stesso ‘di compagnia’ per una corposa cena con gli amici. Anche loro molto cordiali e disponibili ad ogni delucidazione.

Cantina dei Vignaioli del Tortonese (Alessandria), con il celebre ed ottimo vino bianco Derthona Timorasso, in compagnia dell’enologo Umberto Lucarno che mi ha illuminato su tante cose e che ringrazio per avermi fatto scoprire il vitigno Cellerina (rosso) che spero di vedere presto sugli scaffali delle enoteche.

Bulichella di Suvereto (LI), con il loro grande Syrah. 

Produttori di Govone (Cuneo), dove Marco è stato coinvolgente nel farmi assaggiare Albarossa, Ruché di Castagnole Monferrato, Barolo e Arneis Passito. Uno meglio dell’altro ma a colpirmi e farmi aprire il portafogli sono stati il Ruché con i suoi profumi di frutti tropicali e spezie, ed il Passito di Arneis, dolce ma bilanciato da notevole acidità ed elegante aromaticità.

A questo punto è suonato il campanello d’allarme a dirmi che stavo per superare la linea rossa oltre la quale il piacere di degustare si sarebbe trasformato in una sbronza, per cui mi sono avviato all’uscita e mi sono goduto la passeggiata fino a casa attraverso i Navigli affollati di turisti. Il Base (ex fabbrica Ansaldo), non lo conoscevo, bella struttura polifunzionale, animata e adatta anche per una puntatina con marmocchi al seguito. Streetfood, bancarelle, musica, tutto bello, poi se ti sei bevuto qualche calice prima lo è ancor di più.

Luca Gonzato