Friuli Colli Orientali Pignolo 2011 Ronchi di Cialla

Di quei vini che stai lì ad ammirare

Prodotto dall’Azienda della famiglia Rapuzzi nella vallata di Cialla, nella Doc Colli orientali del Friuli, in provincia di Udine nel territorio tra Cividale del Friuli e Prepotto. L’Azienda è molto conosciuta per lo Schioppettino che produce.
Il vitigno Pignolo, l’ho scoperto solo qualche anno fa e me ne sono subito innamorato, è un vitigno di cui si hanno tracce dal medioevo, autoctono del Friuli. Ogni tanto mi piace aprirne una bottiglia, lo considero uno di quei vini che non ti deludono mai.
Questo Pignolo, stappato per iniziare bene la settimana, si è mostrato subito interessante, con un colore rubino impenetrabile che incuriosisce e stupisce per la consistenza alla prima rotazione, si formano archetti stretti e lenti, mi aspetto alcol, morbidezza, glicerina e un gran corpo. All’olfatto è elegante, di frutti rossi macerati che però mantengono la loro fragranza e erbe officinali, ma a colpirmi è la nota balsamica che mi ricorda le caramelle al rabarbaro. In bocca è lunghissimo, pieno e masticabile. Secco ma al limite dell’abboccato, caldo, morbidissimo pur evidenziando dei bei tannini evoluti, la nota balsamica si riconferma e si aggiungono delicate spezie e una nota di tostatura che va verso la liquirizia. Robusto, persistente, maturo, armonico. Dovessi dargli un punteggio sarebbe sicuramente sopra i 90.
Buon inizio settimana!

Plop e Sbaam come un Prut

Era un banco d’assaggio e la Sommelier non più nel fiore degli anni ha fatto un sonoro Sbaam all’apertura di uno Champagne, la sala si è zittita come se qualcuno avesse mollato un rumoroso Prut, gli sguardi di sufficienza degli altri Sommelier l’hanno circondata, lei ha sorriso e ribattuto dicendo ‘e dai, che sarà mai, ci vuole meno serietà, siamo qui anche per divertirci’, io mi sono messo a ridere anche perchè ripensavo ad un altra degustazione, al termine della quale ho tirato giù una magnum Alsaziana di Veltliner sulla tavolata degli stuzzichini.
Regola vuole che non si faccia rumore estraendo il tappo, nemmeno il ‘Plop’ sui rossi, è buona pratica astenersi, poi ognuno fa quello che vuole, io comunque non farei mai fare lo Sbaam ad uno Spumante, nemmeno ad una festa di compleanno, sia mai che vada sprecato sul pavimento.
Luca Gonzato

Stappatura di un vino

Poche regole, un cavatappi con coltellino, incisione della capsula sotto il cercine e taglio verticale fino a metà del tappo, rimozione capsula tagliata, pulizia sopra il tappo e dopo la rimozione del tappo nella parte interna del collo della bottiglia, estrarre senza fare rumore, versare e degustare.

 

 

La Persistenza gusto-olfattiva del vino

Per ‘Persistenza’ si intende la quantità di tempo in cui gli aromi di un vino restano in modo percebile nella bocca, dopo aver deglutito. Più il vino è strutturato e ricco di aromi e più questo tempo si allunga. Si possono avere vini corti nei quali gli aromi scompaiono subito dopo aver deglutito (0-3 sec.), Poco persistenti se la percezione dura qualche secondo (3-5 sec.), Abbastanza persistenti quando il vino rimane percepibile tra gli 5 e gli 8 sec., mentre possiamo definirlo Persistente quando continuiamo a sentire aromi tra gli 8 e 10 sec., oppure Molto persistente quando supera i 12 sec.

Temperature del vino

La temperatura del vino incide sull’aspetto gusto olfattivo, più si abbassa e più vengono accentuate le caratteristiche di acidità, sapidità e tannini (le durezze nel vino), si esaltano gli aromi floreali/fruttati negli spumanti e nei vini frizzanti, in generale sui vini da vitigni aromatici la temperatura più bassa li esalta. Viceversa è preferibile avere una temperatura più alta nei vini con più struttura, nei rossi in generale, dove alcoli, polialcoli e zuccheri (morbidezze) ne esaltano il corpo e il panorama gusto olfattivo. Un paio di esempi, se metti un rosso abbastanza strutturato in frigorifero avrai poi in bocca una sensazione allappante dominante determinata dai tannini, come mangiarsi un frutto acerbo, o lo Spumante servito a temperatura ambiente diventerà imbevibile perchè tutte le durezze che ha si saranno appiattite. Ciò non toglie che, ad esempio in estate con 30°, si possa gustare benissimo un rosso di corpo raffreddandolo leggermente, parlo di uno o due gradi in meno rispetto al consumo abituale. Di fatto, se conservi i vini in Cantina tra gli 11 e 15° hai ben poco da fare, aspetti un pochino per i rossi, o li passi in frigorifero per un’oretta o meno se sono spumanti o bianchi giovani.

In cantina è meglio conservare i bianchi negli scaffali sotto e mettere i rossi sopra, la temperatura dell’ambiente è più bassa vicino al pavimento, ideale una situazione di umidità 65-70%, in assenza di luce e senza la presenza di altri aromi (salumi, formaggi ecc..). Le bottiglie vanno riposte orizzontalmente in modo che i tappi in sughero siano in contatto con il vino e non si secchino.