Luigi Moio e il suo Aglianico Terra d’Eclano in 10 annate

Ieri sul palco del Westin Palace di Milano c’è stato un concerto fantastico, a cantare sono state le annate di Aglianico di Quintodecimo, la Cantina di Luigi Moio, vera rockstar nel mondo del vino, professore, enologo e autore del testo sacro ‘il respiro del vino’. 

L’intro ha riguardato le origini della cantina, la scelta dei terreni, in Irpinia, nel cuore del Taurasi DOCG a Mirabella Eclano. L’impianto delle vigne è datato 2002 in terreni stratificati di roccia calcarea e materiale lavico. La scelta fatta da Moio risponde all’esigenza di impiantare le varietà che si adattano meglio a questi terreni, i tipici vitigni campani di Fiano, Falanghina, Greco e Aglianico. Moio ribadisce più volte un concetto che parrebbe semplice e che invece sembra ignorato da molti, quello della ‘giusta pianta nel giusto suolo’, di come possiamo trovare le migliori espressioni di un vitigno in un determinato luogo. Il Nebbiolo in Piemonte, il Pinot Noir in Borgogna, Cabernet e Merlot a Bordeaux, Cannonau in Sardegna ecc.., esempi chiari per dire che ogni vino è adatto al suo contesto pedoclimatico. Moio è uno spasso da ascoltare, tanti gli aneddoti nel suo racconto, da come lo prendevano per pazzo quando cercava i terreni dove impiantare le vigne a Veronelli cho lo ha spinto a diventare produttore, gli input ricevuti in Ais a Milano, la storia del marchio e il numero 5 ricorrente (profumi, sensi, cicli di produzione, vigneti del Terra d’Eclano…). Ogni tanto chiama in causa la moglie seduta in prima fila o il suo collaboratore un tavolo più in là, il clima è rilassato e amichevole, si muove da vera rockstar, si vede che è abituato a parlare davanti a una platea. Avevo il timore di una serata ‘pesante’ fatta magari da un professore impettito ed invece è estremamente coinvolgente e simpatico. Ma veniamo all’Aglianico, Quintodecimo lo coltiva in collina a 420m slm, agricoltura biologica, rese minime, 5 grappoli per ceppo, vinificazione con macerazione di 12/15 giorni, utilizzo di lieviti selezionati e percentuali bassissime di solforosa, poi la barrique di rovere dove si svolge la malolattica e dove affina per un un anno, infine la bottiglia per minimo sei mesi. Torno per un istante sul tema dei lieviti selezionati in quanto io, come penso molti altri, crediamo che sia ‘più naturale’ e possa esprimere meglio un vitigno, l’utilizzo di lieviti autoctoni (quelli presenti sulla buccia dell’uva o in cantina) ed invece, sentendo Moio, si può comprendere come la scelta di lieviti selezionati sia la migliore per conservare i profumi dell’Aglianico e preparare il vino ad una lunga vita. Questi lieviti selezionati, consentono di innescare subito la fermentazione ed evitano ossidazioni al vino che ne intaccherebbero il profilo sensoriale, inoltre permettono un utilizzo diverse volte inferiore di solforosa. Dettagli non di poco conto che, insieme ad una scelta ragionata della barrique, volta a favorire il percorso di stabilizzazione del vino senza l’apporto di profumi sovrastanti, contribuiscono alla realizzazione di un vino di qualità. 

Nel frattempo i dieci calici, uno dopo l’altro si sono riempiti del prezioso nettare, si può notare come tutte le annate siano ricche di sostanza colorante e di bella luminosità, indizi comuni di ottima salute dei vini.

Di seguito qualche nota di degustazione, seppur consapevole di tralasciare molto, scusate ma ero concentrato a godermeli più che a prendere appunti 😋.

2015 Frutti rossi, speziatura, secco, di buona acidità, tannini pronunciati, apprezzabile per la fragranza dei frutti che lo caratterizzano.

2014 Naso più compatto, frutti rossi e un anticipo di prugna, pulito, persistente, si percepisce l’evoluzione pur mantenendo un carattere giovane.

2013 Annata piovosa, il vino è fine con note di spezie, coriandolo, incenso, frutti rossi. Meno tannico, fa capolino una nota vegetale, il cacao, la vaniglia. Ricorda i tipici vini bordolesi. Sul podio come terzo classificato della serata.

2012 Annata terribile, profumi meno evidenti, magro in bocca e abbastanza corto. Malgrado le sue carenze è comunque un vino che si lascia bere con piacere.

2011 Entrata ricca di profumi, frutti rossi carnosi, pienezza in bocca, gran corpo e piacevolezza, erbe balsamiche. Armonico, elegante, persistente. Il mio preferito della serata.

2010 A parte i frutti rossi, qui si percepiscono note mentolate, cacao, liquirizia. È morbido, lungo. elegante e fine anche lui. Grandissimo Aglianico anche questo. Secondo classificato.

2008 Annata problematica per le piogge durante la vendemmia, risulta più scarico e debole, quasi diluito. Tanta liquirizia, finale asciutto.

2007 Annata caldissima, è molto concentrato, Ph più alto e minor acidità, note dolci di frutta in confettura.

2006 Altra annata piovosa, non molto strutturato, frutti rossi e note mentolate.

2004 Primo anno di vinificazione di uve provenienti dalle nuove vigne. Bel frutto in confettura, morbido. Pur essendo il più vecchio è ancora un ottimo Aglianico, risulta migliore del 2006. Ipoteticamente lo metterei al quarto posto, parimerito con il giovanissimo 2015, due belle espressioni dell’Aglianico, il giovane e il maturo.

Si può dedurre che lo status migliore di questi Terra d’Eclano si raggiunga dopo 7/8 anni.

La serata volge al termine e il vocio in sala aumenta, si scambiano opinioni e sensazioni. Si percepisce l’orgoglio di Moio nel fare vini fatti bene. La sua è una ricerca di BELLEZZA nel vino e a giudicare dai vini assaggiati, me ne è rimasta parecchia sulla lingua. Rifaccio con calma un giro di assaggi godendomi la pulizia e l’eleganza di questi vini campani che sembrano francesi.

Come due adolescenti ad un concerto, io e Ottavio (amico sommelier ed estimatore di Moio), chiediamo una foto insieme alla nostra rockstar preferita e andiamo via felici. Grandissima e memorabile serata. Faccio un appello a Moio per tornare presto a trovarci con i suoi vini, sono tanti i suoi fans a Milano.

Luca Gonzato

Primitivo di Manduria, Sessantanni, Vintage 2015, Cantine San Marzano

Vi presento una Rockstar del vino. Il Primitivo di Manduria, Sessantanni, Vintage 2015, Cantine San Marzano.

Il nome del vino ‘sessantanni’ descrive l’età dei vigneti da cui provengono le uve di questo Primitivo, fiore all’occhiello della produzione sociale della Cantina San Marzano e della viticoltura Pugliese in generale. 

Si presenta in modo possente, ‘solido’, come la bottiglia che lo accoglie, di un colore rosso rubino quasi impenetrabile. Profumi intensi di frutti rossi carnosi, mora, prugna, ciliegia. Profumi affiancati egregiamente da quelli di evoluzione in legno: cioccolato, liquirizia, vaniglia, legni pregiati (sono 12 i mesi di evoluzione in barrique).

A rendere questo vino eccellente è l’equilibrio che riesce a trasmettere. Da una parte il frutto fresco, l’acidità, la freschezza e la mineralità sapida e dall’altra la morbidezza alcolica, le note dolci d’evoluzione, il corpo robusto e una persistenza aromatica di grande finezza.

Un vino che è stato giudicato miglior vino rosso in assoluto d’Italia 2019, con 99 punti, da Luca Maroni; ha ricevuto il massimo punteggio sulla guida Vitae 2019 dell’Associazione Italiana Sommelier (4 viti)’ e i Tre Bicchieri nei Vini d’Italia 2019 del Gambero Rosso.

Modestamente io posso mettermi in coda ed evidenziare il mio apprezzamento consigliandolo come vino rosso per le prossime festività. Ideale ad accompagnare preparazioni a base di carni rosse, meglio se con tendenza amara come ad esempio la selvaggina, oppure con formaggi stagionati. Il prezzo è sui 25 euro. Stay Rock & Drink Primitivo!

Luca Gonzato

Oltrepò Pavese, Azienda Agricola Torti

Avevamo fissato da tempo la data per una gita in Oltrepò Pavese, la destinazione si è concretizzata solo ieri con la disponibilità dell’Azienda Agricola Torti di ricevere la nostra piccola comitiva composta da 7 appassionati di vino. L’accoglienza è stata a dir poco spettacolare. Dino Torti, la moglie Giusy, le figlie Patrizia e Laura, Baldo, tutti si sono prodigati nel rendere questa visita memorabile. In particolare Patrizia e Dino hanno saputo raccontarci le vicende dell’azienda e trasmetterci la loro passione per il vino che è arrivata alla quinta generazione. Un bel racconto che vede Dino Torti come primo protagonista del Pinot nero in Oltrepó Pavese, oltre quarant’anni fa, un’epoca difficile dove gli veniva dato del ‘matto’. Caparbietà e applicazione delle conoscenze acquisite nei viaggi in Francia e Australia gli permisero di concretizzare un sogno. Le prime vinificazioni in rosso del Pinot nero e i complimenti di autorevoli esperti come l’enologo Giacomo Tachis e via via quelli di altri produttori in altre regioni. Non era una follia quella di Dino nel voler fare il Pinot nero in rosso quando gli altri lo concepivano solo per la spumantizzazione, bensì la consapevolezza di avere a disposizione tutti gli ingredienti necessari per farlo bene. Il giusto clima, il giusto terreno (tra l’altro in una collina chiamata Borgogna ricca di minerali nel sottosuolo) e una famiglia che lo supportava. Il resto è un crescendo di successi che porteranno i vini di Torti in mezzo mondo.


Scorrono i ricordi e lo sguardo su queste colline vitate che nelle belle giornate lasciano intravedere Milano all’orizzonte. Negli anni la cantina è cresciuta sino agli attuali 30 ettari coltivati. Patrizia e Dino ci accompagnano poi al piano inferiore dove visitiamo la zona di affinamento dei vini. Sono schierate circa 500 barrique francesi, create ad hoc come composizione di legni, e una decina di botti grandi. Scopriremo poi che questa particolare scelta di ‘legni’ dona un carattere unico ai vini di Torti.

Per la degustazione c’è una sala dedicata dove troviamo una tavola giá apparecchiata con calici e taglieri di salumi vari e il caminetto acceso a scaldare l’ambiente, wow stento a credere che tutto questo sia stato preparato per noi, davvero troppo, grazie!!. Il primo assaggio è uno spumante metodo charmat prevalentemente da Pinot nero che ha una bella freschezza, sentori fragranti che vanno dall’ananas alla mela con accenti di miele e agrumi. Bell’inizio, si sposa alla perfezione con i salumi della zona. Segue un Pinot nero (in rosso), vinificato in acciaio dove si apprezzano i piccoli frutti rossi e se vogliamo la ‘semplicitá’ di un vino per un consumo quotidiano non banale. Altra cosa il Pinot nero 2010 affinato in legno che assaggiamo subito dopo, la punta di diamante dell’Azienda. I profumi terziari viaggiano a braccetto con le note di frutti rossi in confettura, sentori di cuoio e humus, mineralità, tannini evoluti e lunga persistenza. Un Pinot molto diverso da quelli prodotti in altre zone, unico nella personalità che lo contraddistingue, l’eleganza nel vino, il marchio Torti.

Ora però ci è venuta la curiosità di assaggiare le Barbera di casa. Patrizia, con grande disponibilità soddisfa anche questa richiesta. La produzione è suddivisa in un vino più giovane e fresco fatto in acciaio e una riserva affinata in legno. La prima Barbera ha una bella acidità che la rende molto beverina, ‘glugluglu’ e in un attimo il calice è svuotato. Di quei vini capaci di mettere d’accordo l’esperto bevitore e il neofita in quanto a piacere gustativo. La riserva è forse il vino che più mi ha colpito, per corpo ed eleganza, una signora Barbera che mantiene un bel frutto maturo in una cornice vellutata di tannini e profumi terziari di cacao, vaniglia e legni pregiati. Calda e ben strutturata, la definirei un’ottima compagna per le fredde serate che ci attendono nei prossimi mesi.

Il tempo è volato, è stato bello degustare tutti insieme tra una battuta scherzosa è una riflessione tecnica. Queste visite in cantina sono momenti che più di altri ti fanno amare il mondo del vino. L’incontro con chi produce è sempre una bella esperienza e se poi ti capita di conoscere persone come Patrizia e Dino ecco che raggiungi un livello superiore di piacere e consapevolezza. Capisci quanto sia importante per tutti questo rapporto vero, diretto e senza filtri capace di gratificare in egual modo produttori e appassionati. Qualcosa di concreto in mondo ‘istantaneo’ fatto di ‘like’. Se avete voglia di fare qualcosa di vero, fatevi un giro in cantina, quella della famiglia Torti ad esempio, garantisco su qualità e accoglienza. Ora scusatemi ma devo finire quel calice che mi sono versato a casa della Barbera 2009 di Torti ♥️, avevo già nostalgia.

Luca Gonzato

I vini premiati con Tastevin e Quattro Viti nella Guida Vitae 2019 Ais

Ecco l’elenco di tutti i vini premiati dall’Associazione Italiana Sommelier con il massimo punteggio, le famose Quattro Viti. Quest’anno la guida Vitae, vera e propria bibbia per gli appassionati, recensisce oltre 15000 vini di 2000 cantine. Nell’elenco trovate anche le 22 cantine che hanno ricevuto l’ulteriore riconoscimento del Tastevin Ais, a sottolineare le scelte coraggiose e i conseguenti eccellenti prodotti. 

Valle d’Aosta

  • SOPRAQUOTA 900 2017 – Rosset Terroir – Tastevin Ais
  • VALLE D’AOSTA CHAMBAVE MUSCAT FLÉTRI PRIEURÉ 2016 – La Crotta di Vegneron
  • VALLE D’AOSTA CHARDONNAY MAIN ET COEUR 2016 – Maison Anselmet
  • VALLE D’AOSTA PINOT GRIS 2017 – Lo Triolet
  • VALLE D’AOSTA TORRETTE SUPÈRIEUR 2016 – Ottin

Piemonte

  • BARBARESCO ALBESANI BORGESE 2014 – Piero Busso
  • BARBARESCO ALBESANI SANTO STEFANO RISERVA 2013 – Castello di Neive
  • BARBARESCO ASILI 2015 – Ceretto
  • BARBARESCO ASILI 2015 – Michele Chiarlo
  • BARBARESCO ASILI 2015 – Bruno Giacosa
  • BARBARESCO ASILI RISERVA 2013 – Ca’ del Baio
  • BARBARESCO CAMP GROS MARTINENGA RISERVA 2013 – Marchesi di Grésy – Tenute Cisa Asinari
  • BARBARESCO COTTÀ 2015 – Albino Rocca
  • BARBARESCO COTTÀ 2015 – Sottimano
  • BARBARESCO CURRÀ RISERVA 2012 – Bruno Rocca Rabajà 
  • BARBARESCO MONTEFICO 2015 – Carlo Giacosa
  • BARBARESCO MONTESTEFANO 2015 – Silvia Rivella
  • BARBARESCO PAJORÈ 2015 – Rizzi
  • BARBARESCO RABAJÀ RISERVA 2011 – Giuseppe Cortese
  • BARBARESCO RABAJÀ RISERVA 2012 – Bera
  • BARBARESCO SERRABOELLA 2015 – Paitin 
  • BARBARESCO SORÌ SAN LORENZO 2015 – Gaja 
  • BARBARESCO SORÌ TILDÌN 2015 – Gaja 
  • BARBARESCO VANOTU 2015 – Pelissero 
  • BARBARESCO VIGNETO VALEIRANO 2015 – La Spinetta
  • BARBERA D’ALBA FRANCIA 2016 – Conterno
  • BARBERA D’ALBA SUPERIORE VIGNA DEL CUCULO 2016 – Cavallotto
  • BARBERA D’ASTI BRICCO DELL’UCCELLONE 2016 – Braida Giacomo Bologna
  • BARBERA D’ASTI POMOROSSO 2015 – Coppo 141
  • BARBERA D’ASTI SUPERIORE ALFIERA 2015 – Marchesi Alfieri
  • BARBERA D’ASTI SUPERIORE LA MANDORLA 2016 – Luigi Spertino
  • BARBERA D’ASTI SUPERIORE MONGOVONE 2016 – Elio Perrone
  • BARBERA D’ASTI SUPERIORE SUPERBA 2015 – Vigne dei Mastri
  • BAROLO 2014 – Bartolo Mascarello
  • BAROLO ALESTE 2014 – Sandrone
  • BAROLO ARIONE 2014 – Enzo Boglietti
  • BAROLO BAUDANA 2014 – Luigi Baudana
  • BAROLO BOSCARETO 2011 – Ferdinando Principiano
  • BAROLO BRIC DËL FIASC 2014 – Paolo Scavino
  • BAROLO BRICCO BOSCHIS VIGNA SAN GIUSEPPE RISERVA 2012 – Cavallotto
  • BAROLO BRICCO DELLE VIOLE 2014 – Vajra
  • BAROLO BRUNATE 2014 – Marengo
  • BAROLO BRUNATE 2014 – Rinaldi
  • BAROLO BUSSIA 2014 – Prunotto
  • BAROLO BUSSIA 90 DÌ RISERVA 2012 – Giacomo Fenocchio
  • BAROLO BUSSIA GRANBUSSIA RISERVA 2009 – Poderi Aldo Conterno
  • BAROLO BUSSIA RISERVA 2012 – Livia Fontana
  • BAROLO BUSSIA ROMIRASCO 2014 – Poderi Aldo Conterno
  • BAROLO CANNUBI 2013 – Barale
  • BAROLO CANNUBI 2014 – Marchesi di Barolo
  • BAROLO CEREQUIO 2014 – Boroli
  • BAROLO CERRETTA 2014 – Conterno
  • BAROLO CERRETTA 2014 – Giovanni Rosso
  • BAROLO CIABOT MENTIN 2014 – Domenico Clerico
  • BAROLO FALLETTO VIGNA LE ROCCHE RISERVA 2012 – Bruno Giacosa
  • BAROLO GINESTRA VIGNA SORн GINESTRA 2014 – Conterno Fantino
  • BAROLO GRAMOLERE RISERVA 2012 – Manzone
  • BAROLO LAZZARITO RISERVA 2012 – Ettore Germano
  • BAROLO LE COSTE 2014 – Giacomo Grimaldi
  • BAROLO LISTE 2013 – Borgogno
  • BAROLO MARASCO 2014 – Franco Maria Martinetti
  • BAROLO MARGHERIA 2014 – Massolino – Vigna Rionda
  • BAROLO MONPRIVATO 2013 – Giuseppe Mascarello
  • BAROLO MONVIGLIERO 2014 – Fratelli Alessandria
  • BAROLO MONVIGLIERO 2014 – Comm. G.B. Burlotto
  • BAROLO MONVIGLIERO RISERVA 2012 – Castello di Verduno
  • BAROLO MOSCONI 2014 – Pira E. & Figli – Chiara Boschis
  • BAROLO MOSCONI VIGNA PED 2014 – Conterno Fantino
  • BAROLO NOVANTESIMO RISERVA 2011 – Paolo Scavino
  • BAROLO PERNANNO 2014 – Cascina Bongiovanni
  • BAROLO PERNO VIGNA CAPPELLA SANTO STEFANO 2013 – Podere Rocche dei Manzoni
  • BAROLO PRAPс 2014 – Ceretto
  • BAROLO PRAPс 2014 – Schiavenza
  • BAROLO RAVERA 2011 – Flavio Roddolo
  • BAROLO RAVERA 2014 – Vietti
  • BAROLO RAVERA BRICCO PERNICE 2013 – Cogno
  • BAROLO RAVERA VIGNA ELENA RISERVA 2012 – Cogno
  • BAROLO ROCCHE DELL’ANNUNZIATA 2011 – Lorenzo Accomasso
  • BAROLO ROCCHE DELL’ANNUNZIATA 2014 – Renato Corino
  • BAROLO ROCCHE DELL’ANNUNZIATA 2014 – Mauro Veglio
  • BAROLO ROCCHE DELL’ANNUNZIATA BRICCO FRANCESCO RISERVA 2012 – Rocche Costamagna
  • BAROLO SAN BERNARDO RISERVA 2012 – Palladino
  • BAROLO SAN ROCCO 2014 – Azelia
  • BAROLO SARMASSA VIGNA MERENDA 2012 – Scarzello
  • BAROLO SOTTOCASTELLO DI NOVELLO 2013 – Ca’ Viola
  • BAROLO VIGNA LAZZAIRASCO 2014 – Guido Porro
  • BAROLO VIGNA RIONDA 2012 – Figli di Luigi Oddero
  • BAROLO VIGNA RIONDA ESTER CANALE ROSSO 2014 – Giovanni Rosso
  • BAROLO VIGNA RIONDA RISERVA 2008 – Oddero
  • BAROLO VIGNA RIONDA RISERVA 2012 – Massolino – Vigna Rionda
  • BAROLO VIGNARIONDA 2014 – Arnaldo Rivera
  • BAROLO VIGNETO CAMPÈ 2014 – La Spinetta
  • BAROLO VILLERO 2013 – Giuseppe Mascarello
  • BAROLO VILLERO RISERVA 2010 – Vietti
  • BRAMATERRA 2014 – Antoniotti
  • CALUSO PASSITO SULГ 2010 – Orsolani
  • CAREMA ETICHETTA BIANCA 2014 – Ferrando
  • CAREMA RISERVA 2014 – Cantina Produttori Nebbiolo di Carema
  • COLLI TORTONESI TIMORASSO PITASSO 2016 – Claudio Mariotto
  • COLLINE NOVARESI NEBBIOLO MЕTZIFLON 2015 – Francesco Brigatti
  • CONTRATTO SPECIAL CUVÉE PAS DOSÉ RISERVA 2010 – Contratto
  • DERTHONA TIMORASSO COSTA DEL VENTO 2016 – Vigneti Massa
  • DERTHONA TIMORASSO STERPI 2016 – Vigneti Massa
  • DOGLIANI BRICCOLERO 2017 – Chionetti
  • ERBALUCE DI CALUSO AUTOCTONO 2016 – Bruno Giacometto
  • GATTINARA MOLSINO 2014 – Nervi
  • GATTINARA OSSO SAN GRATO 2014 – Antoniolo
  • GATTINARA TRE VIGNE 2013 – Travaglini
  • GAVI DEL COMUNE DI GAVI 10 MONTEROTONDO 2007 – Villa Sparina
  • GAVI DEL COMUNE DI GAVI ROVERETO MINAIA 2017 – Nicola Bergaglio
  • GHEMME COLLIS BRECLEMAE 2011 – Antichi Vigneti di Cantalupo
  • GRIGNOLINO D’ASTI MARGHERITA BARBERO 2017 – Luigi Spertino
  • GRIGNOLINO DEL MONFERRATO CASALESE BRICCO DEL BOSCO VIGNE VECCHIE 2013 – Accornero
  • LANGHE ROSSO HARYS 2016 – Gillardi
  • LESSONA 2013 – Proprietà Sperino
  • LESSONA SAN SEBASTIANO ALLO ZOPPO 2010 – Tenute Sella
  • LOAZZOLO PIASA RISCHEI 2014 – Forteto della Luja
  • MOSCATO D’ASTI CASA DI BIANCA 2017 – Gianni Doglia
  • NEBBIOLO D’ALBA SUPERIORE 2015 – Hilberg – Pasquero
  • NIZZA 2015 – Tenuta Olim Bauda
  • PIEMONTE MOSCATO D’AUTUNNO 2017 – Saracco – Tastevin Ais
  • ROERO ARNEIS LE RIVE DEL BRICCO 2017 – Giovanni Almondo
  • ROERO LA VAL DEI PRETI 2015 – Matteo Correggia
  • ROERO SRÜ 2015 – Monchiero Carbone
  • ROERO SUDISFÀ RISERVA 2015 – Negro
  • ROERO VIGNA TRINITÀ RISERVA 2014 – Malvirà
  • SOLDATI LA SCOLCA BRUT D’ANTAN 2007 – La Scolca
  • VALENTINO BRUT ZERO ROSÉ 2012 – Podere Rocche dei Manzoni

Lombardia

  • BONARDA DELL’OLTREPÒ PAVESE GAGGIARONE VIGNE VECCHIE 2013 – Annibale Alziati
  • BUTTAFUOCO STORICO VIGNA MONTARZOLO 2013 – Calvi
  • BUTTAFUOCO STORICO VIGNA SACCA DEL PRETE 2013 – Fiamberti
  • FRANCIACORTA BRUT NATURE SECOLO NOVO GIOVANNI BIATTA RISERVA 2009 – Le Marchesine
  • FRANCIACORTA BRUT ROSÉ CABOCHON RISERVA 2008 – Monte Rossa
  • FRANCIACORTA BRUT SATÉN MAGNIFICENTIA 2014 – Uberti
  • FRANCIACORTA BRUT SATÉN MUSEUM RELEASE 2007 – Ricci Curbastro
  • FRANCIACORTA DOSAGE ZÉRO CUVÉE ANNAMARIA CLEMENTI RISERVA 2008 – Ca’ del Bosco
  • FRANCIACORTA DOSAGE ZÉRO NOIR VINTAGE COLLECTION 2009 – Ca’ del Bosco
  • FRANCIACORTA DOSAGGIO ZERO 2013 – Faccoli
  • FRANCIACORTA DOSAGGIO ZERO DØM RISERVA 2009 – Mirabella 
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT CUVÉE LUCREZIA ETICHETTA BIANCA 2006 – Castello Bonomi
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT CUVÉE NELSON CENCI – La Boscaiola Vigneti Cenci
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT DEQUINQUE CUVÉE 10 VENDEMMIE – Uberti
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT EBB 2013 – Mosnel 430
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT VENDEMMIA PAS OPERÉ 2012 – Bellavista
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT VITTORIO MORETTI RISERVA 2011 – Bellavista
  • FRANCIACORTA PAS DOSÉ ROSÉ PAROSÉ 2012 – Mosnel
  • LUGANA VIGNE DI CATULLO RISERVA 2015 – Tenuta Roveglia
  • MATTIA VEZZOLA BRUT GRANDE ANNATA 2013 – Costaripa
  • MONTEVOLPE ROSSO 2014 – Gianfranco Bertagna
  • MOSCATO DI SCANZO 2015 – Biava
  • OLTREPÒ PAVESE BARBERA CAMPO DEL MARRONE 2016 – Bruno Verdi
  • OLTREPÒ PAVESE BARBERA LA MAGA 2015 – Castello di Cigognola
  • OLTREPÒ PAVESE METODO CLASSICO PINOT NERO BRUT GIANFRANCO GIORGI – Giorgi
  • OLTREPÒ PAVESE ROSSO CIRGÀ 2011 – Tenuta Le Fracce
  • PERNICE 2015 – Conte Vistarino
  • PINOT NERO DELL’OLTREPÒ PAVESE 2015 – Picchi
  • PINOT NERO DELL’OLTREPÒ PAVESE VIGNA DEL CARDINALE 2016 – Isimbarda
  • SFORZATO DI VALTELLINA CORTE DI CAMA 2015 – Mamete Prevostini
  • SFORZATO DI VALTELLINA SAN BELLO 2015 – Assoviuno
  • SFORZATO DI VALTELLINA SFORZATO DELL’ORCO 2013 – Rivetti&Lauro
  • SFURSAT DI VALTELLINA FRUTTAIO CA’ RIZZIERI 2015 – Aldo Rainoldi
  • VALCALEPIO MOSCATO PASSITO DI GANDOSSO 2007 – Tallarini
  • VALTELLINA SUPERIORE CASTEL CHIURO RISERVA 2009 – Nino Negri
  • VALTELLINA SUPERIORE GRUMELLO SANT’ANTONIO RISERVA 2009 – Arpepe
  • VALTELLINA SUPERIORE INFERNO 2013 – Nobili
  • VALTELLINA SUPERIORE SASSELLA RISERVA 2013 – Triacca
  • VALTELLINA SUPERIORE VALGELLA CÀ MORÈI 2015 – Fay – Tastevin Ais

Veneto

  • 36 MESI VIN COL FONDO FRIZZANTE 2013 – Roccat
  • ACININOBILI 2012 – Maculan
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA ALTEO 2012 – Gino Fasoli
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO 2012 – Secondo Marco
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO 2013 – Montesantoccio
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO CAMPO DEL TITARI RISERVA 2013 – Brunelli
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO DE BURIS 2008 – Tommasi
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO MONTE CA’ BIANCA 2013 – Begali
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO TB 2010 – Tommaso Bussola
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA HATTESO RISERVA 2010 – Garbole
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA MITHAS 2012 – Corte Sant’Alda
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA RISERVA 2011 – Brigaldara
  • BARDOLINO CLASSICO BROL GRANDE 2015 – Le Fraghe
  • BIANCO FUMO 2015 – Sandro De Bruno
  • BREGANZE TORCOLATO 2010 – Firmino Miotti
  • COLLI BERICI TAI ROSSO COLPIZZARDA 2015 – Dal Maso
  • COLLI DI CONEGLIANO REFRONTOLO STÈFEN 1624 2013 – De Stefani
  • COLLI DI CONEGLIANO ROSSO CRODA RONCA 2012 – Bepin de Eto
  • COLLI EUGANEI CABERNET BORGO DELLE CASETTE RISERVA 2015 – Il FilШ delle Vigne
  • COLLI EUGANEI CARMENÉRE VIGNÀNIMA 2015 – Il Mottolo
  • COLLI EUGANEI FIOR D’ARANCIO PASSITO 2014 – Villa Sceriman
  • COLLI EUGANEI FIOR D’ARANCIO PASSITO MESSALINO 2015 – San Nazario
  • COLOMBARA 2015 – Monte del Frà
  • CÒRPORE 2015 – Villa Sandi
  • CUSTOZA SUPERIORE SANPIETRO 2016 – Le Vigne di San Pietro
  • HARLEQUIN 2009 – Zymé
  • HORA PRIMA 2016 – Tenuta Mosole
  • LISON PRAMAGGIORE ROSSO VINEARGENTI RISERVA 2015 – Bosco del Merlo
  • LUGANA SERGIO ZENATO RISERVA 2015 – Zenato
  • MANZONI BIANCO COSTALUNGA 2016 – Cirotto
  • MERLOT SANTE ROSSO 2016 – Cecchetto
  • MONTELLO COLLI ASOLANI VENEGAZZÙ SUPERIORE CAPO DI STATO 2013 – Loredan Gasparini
  • MUSSO ETTARO 2014 – Vignaioli Contrà Soarda
  • PIAVE RABOSO 2012 – Ornella Molon Traverso
  • RECIOTO DI SOAVE LA PERLARA 2015 – Ca’ Rugate
  • SOAVE CLASSICO LA ROCCA 2016 – Pieropan – Tastevin Ais
  • SOAVE CLASSICO STAFORTE 2016 – Graziano Prà
  • TAI 2017 – A Mi Manera
  • VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE EXTRA DRY COL DE MEZ 2017 – Cantina Colli del Soligo
  • VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE RIVE DI COLBERTALDO DRY VIGNETO GIARDINO 2017 – Adami
  • VALDOBBIADENE SUPERIORE DI CARTIZZE DRY – Ruggeri
  • VALPOLICELLA CLASSICO SUPERIORE MARTA GALLI 2014 – Le Ragose

Trentino

  • MARZEMINO POIEMA 2015 – Eugenio Rosi – Tastevin Ais
  • SAN LEONARDO 2014 – Tenuta San Leonardo
  • TEROLDEGO GRAN MASETTO 2013 Endrizzi
  • TEROLDEGO ROTALIANO 7 PERGOLE 2013 – Villa Corniole
  • TEROLDEGO ROTALIANO CLESURAE 2015 – Cantina Rotaliana di Mezzolombardo
  • TEROLDEGO ROTALIANO LUIGI RISERVA 2013 – Dorigati
  • TEROLDEGO ROTALIANO NOS RISERVA 2011 – Mezzacorona – Rotari
  • TEROLDEGO ROTALIANO VIGILIUS 2015 – De Vescovi Ulzbach
  • TRENTINO LAGREIN DUNKEL MANSUM RISERVA 2015 – Bellaveder
  • TRENTINO ROSSO TRILOGIA RISERVA 2011 – Bruno Grigolli
  • TRENTINO VINO SANTO 2004 – Pisoni 
  • TRENTINO VINO SANTO EMBLEMI D’AMOR 2006 – Giovanni Poli 
  • TRENTO BRUT ALTEMASI GRAAL RISERVA 2011 – Cavit – Altemasi 
  • TRENTO BRUT MADAME MARTIS RARE VINTAGE RISERVA 2008 – Maso Martis 
  • TRENTO BRUT PERLÉ BIANCO RISERVA 2009 – Ferrari – Tenute Lunelli
  • TRENTO BRUT RISERVA DEL FONDATORE 976 2008 – Letrari
  • TRENTO EXTRA BRUT GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE 2007 – Ferrari – Tenute Lunelli
  • TRENTO PAS DOSÉ ALTINUM 2014 – Cantina Aldeno

Alto Adige

  • ALTO ADIGE BIANCO APPIUS 2013 – Cantina San Michele Appiano 
  • ALTO ADIGE CABERNET SAUVIGNON ARZIO MAJOR RISERVA 2015 – Baron di Pauli 
  • ALTO ADIGE CHARDONNAY LAFÓA 2016 – Cantina Colterenzio 
  • ALTO ADIGE GEWÜRZTRAMINER AURATUS 2017 – Ritterhof
  • ALTO ADIGE GEWÜRZTRAMINER EPOKALE 2010 – Cantina Tramin
  • ALTO ADIGE GEWÜRZTRAMINER NUSSBAUMER 2016 – Cantina Tramin – Tastevin Ais
  • ALTO ADIGE GEWÜRZTRAMINER VIGNA KASTELAZ 2017 – Elena Walch
  • ALTO ADIGE GEWÜRZTRAMINER VIGNA WINDEGG 2017 – Josef Brigl
  • ALTO ADIGE LAGREIN PRESTIGE LINE RISERVA 2016 – Cantina di Bolzano
  • ALTO ADIGE LAGREIN TOR DI LUPO RISERVA 2015 – Cantina Andriano – Andrian
  • ALTO ADIGE MERLOT KRESSFELD RISERVA 2013 – Tenuta Kornell
  • ALTO ADIGE MOSCATO ROSA 2015 – Castel Sallegg
  • ALTO ADIGE MÜLLER THURGAU FELDMARSCHALL VON FENNER 2016 – Tiefenbrunner – Schlosskellerei Turmhof
  • ALTO ADIGE PINOT BIANCO FLOWERS SELECTION 2016 – Von Blumen
  • ALTO ADIGE PINOT NERO BURGUM NOVUM RISERVA 2015 – Castelfeder
  • ALTO ADIGE PINOT NERO VIGNA GANGER RISERVA 2015 – Cantina Girlan
  • ALTO ADIGE SANTA MADDALENA CLASSICO HUEB 2016 – Untermoserhof
  • ALTO ADIGE SAUVIGNON 2017 – Tenuta Prackfol
  • ALTO ADIGE SAUVIGNON THE WINE COLLECTION 2015 – Cantina San Michele Appiano
  • ALTO ADIGE SPUMANTE BRUT NATURE ZERO – Arunda
  • ALTO ADIGE SPUMANTE BRUT ROSÉ ATHESIS 2015 – Kettmeir
  • ALTO ADIGE SPUMANTE PAS DOSÉ COMITISSA RISERVA 2013 – Lorenz Martini
  • ALTO ADIGE TERLANO I GRANDE CUVÉE 2015 – Cantina Terlano – Terlan
  • ALTO ADIGE TERLANO PINOT BIANCO RARITY 2005 – Cantina Terlano – Terlan
  • ALTO ADIGE TERLANO SAUVIGNON QUARZ 2016 – Cantina Terlano – Terlan
  • ALTO ADIGE VAL VENOSTA RIESLING 2016 – Falkenstein
  • ALTO ADIGE VAL VENOSTA RIESLING WEINGARTEN WINDBICHEL 2016 – Castel Juval Unterortl
  • ALTO ADIGE VALLE ISARCO SYLVANER ALTE REBEN 2016 – Tenuta Pacher Hof
  • ALTO ADIGE VALLE ISARCO SYLVANER ARISTOS 2017 – Cantina Valle Isarco
  • AMISTAR BIANCO 2016 – Tenuta Peter Sölva
  • CABERNET FRANC GENERATION K 2015 – Andi Sölva
  • CASSIANO 2016 – Manincor
  • LAMAREIN 2015 – Maso Unterganzner – Josephus Mayr
  • MOSCATO GIALLO PEPERUM 2017 – Fliederhof
  • WITHOUT 2016 – Tenuta Niklas

Friuli Venezia Giulia

  • ARBIS BLANC 2016 – Borgo San Daniele
  • BRAIDE ALTE 2016 – Livon
  • CAPO MARTINO 2016 – Jermann
  • COLLI ORIENTALI DEL FRIULI PICOLIT 2013 – Livio Felluga – Tastevin Ais
  • COLLI ORIENTALI DEL FRIULI PICOLIT 2013 – Sara & Sara 
  • COLLIO BIANCO BROY 2017 – Collavini
  • COLLIO BIANCO DELLA CASTELLADA 2013 – La Castellada
  • COLLIO BIANCO FOSARIN 2016 – Ronco dei Tassi
  • COLLIO BIANCO RONCO DELLA CHIESA 2016 – Borgo del Tiglio
  • COLLIO BIANCO VECCHIE VIGNE 2014 – Roncùs
  • COLLIO FRIULANO 2017 – Picéch 852
  • COLLIO FRIULANO 2017 – Doro Princic
  • COLLIO FRIULANO 2017 – Schiopetto
  • COLLIO FRIULANO 2017 – Toros
  • COLLIO FRIULANO CLIVI BRAZAN 2016 – I Clivi
  • COLLIO FRIULANO RONCO DELLE CIME 2017 – Venica & Venica
  • COLLIO FRIULANO VIGNA DEL ROLAT 2017 – Raccaro
  • COLLIO MALVASIA 2017 – Raccaro
  • COLLIO PINOT BIANCO 2017 – Picéch
  • COLLIO PINOT BIANCO 2017 – Toros
  • COLLIO PINOT BIANCO RISERVA 2015 – Russiz Superiore
  • COLLIO PINOT BIANCO SANTAROSA 2017 – Castello di Spessa
  • COLLIO SAUVIGNON DE LA TOUR 2017 – Villa Russiz
  • FRIULI COLLI ORIENTALI BIANCO POMÉDES 2016 – Scubla
  • FRIULI COLLI ORIENTALI BIANCO SACRISASSI 2016 – Le Due Terre
  • FRIULI COLLI ORIENTALI FRIULANO 2016 – Ronco Severo
  • FRIULI COLLI ORIENTALI PIGNOLO 2012 – Ermacora
  • FRIULI COLLI ORIENTALI PINOT BIANCO TULLIO ZAMÒ 2015 – Le Vigne di Zamò
  • FRIULI COLLI ORIENTALI SAUVIGNON ZUC DI VOLPE 2017 – Volpe Pasini
  • FRIULI COLLI ORIENTALI VERDUZZO FRIULANO PASSITO CRÀTIS 2015 – Scubla
  • FRIULI ISONZO BIANCO FLORS DI UIS 2016 – Vie di Romans
  • FRIULI ISONZO BIANCO LATIMIS 2016 – Ronco del Gelso
  • FRIULI ISONZO PINOT GRIGIO GRIS 2016 – Lis Neris
  • FRIULI ISONZO SAUVIGNON PIERE 2016 – Vie di Romans
  • FRIULI VENEZIA GIULIA BIANCO STORICO & FRIENDS 2017 – Gigante
  • MALVASIA 2014 – Podversic
  • MALVASIA 2016 – Škerk
  • MORUS ALBA 2016 – Vignai da Duline
  • PINOT GRIGIO RAMATO – Specogna
  • PITTARO TALENTO BRUT ETICHETTA ORO 2011 – Vigneti Pittaro
  • ROSAZZO TERRE ALTE 2016 – Livio Felluga
  • VITOVSKA 2010 – Kante
  • VITOVSKA 2016 – Zidarich

Liguria

  • ALTROVE – Walter De Battè
  • COLLI DI LUNI VERMENTINO IL MAGGIORE 2017 – Ottaviano Lambruschi
  • MACCAIA 2014 – U Cantin
  • RIVIERA LIGURE DI PONENTE PIGATO SUPERIORE U BALETTA 2016 – Enrico Dario
  • RIVIERA LIGURE DI PONENTE PIGATO U BACCAN 2016 – Bruna
  • ROSSESE DI DOLCEACQUA BRICCO ARCAGNA 2016 – Terre Bianche – Tastevin Ais
  • ROSSESE DI DOLCEACQUA SUPERIORE GALEAE ANGÉ 2016 – Kà Manciné

Emilia

  • COLLI BOLOGNESI BARBERA RAGGI 2015 – Tenuta Folesano
  • COLLI BOLOGNESI CABERNET SAUVIGNON BONZARONE 2015 – Tenuta Bonzara
  • COLLI PIACENTINI BARBERA CARABAS 2015 – Luretta
  • COLLI PIACENTINI MALVASIA BOCCADIROSA 2017 – Luretta – Tastevin Ais
  • COLLI PIACENTINI VIN SANTO IL DUOMO 2007 – Zerioli

Romagna

  • COLLI DI FAENZA TREBBIANO TERA 2017 – Fondo San Giuseppe
  • ROMAGNA ALBANA PASSITO AR RISERVA 2014 – Fattoria Zerbina
  • ROMAGNA ALBANA SECCO CINQUECENTO 2017 – Tenuta Diavoletto
  • ROMAGNA ALBANA SECCO CODRONCHIO 2016 – Fattoria Monticino Rosso
  • ROMAGNA ALBANA SECCO SANTA LUSA 2016 – Ancarani 
  • ROMAGNA ALBANA SECCO VITALBA 2017 – Tre Monti
  • ROMAGNA SANGIOVESE MARZENO CADISOPRA PODERE CA’ DEL ROSSO RISERVA 2015 – Ca’ di Sopra 
  • ROMAGNA SANGIOVESE MODIGLIANA I PROBI DI PAPIANO RISERVA 2015 – Villa Papiano 
  • ROMAGNA SANGIOVESE PREDAPPIO CALISTO RISERVA 2013 – Stefano Berti 
  • ROMAGNA SANGIOVESE SERRA ASSIOLO 2016 – Costa Archi
  • ROMAGNA SANGIOVESE SUPERIORE QUARTOSOLE RISERVA 2015 – Tenuta Casali
  • RONCO DELLE GINESTRE 2012 – Castelluccio – Tastevin Ais

Toscana

  • 50&50 2013 – Avignonesi
  • ALEATICO CRISTINO 2017 – La Piana
  • ALEATICO PASSITO DELL’ELBA SILOSс 2017 – Arrighi
  • AURITEA 2015 – Tenuta Podernovo
  • BOLGHERI BIANCO CRISEO 2016 – Guado al Melo
  • BOLGHERI ROSSO CAMARCANDA 2015 – Ca’ Marcanda
  • BOLGHERI SASSICAIA 2015 – Tenuta San Guido
  • BOLGHERI SUPERIORE GRATTAMACCO 2015 – Grattamacco
  • BOLGHERI SUPERIORE GUADO AL TASSO 2015 – Tenuta Guado al Tasso
  • BOLGHERI SUPERIORE LEVIA GRAVIA 2015 – Tenuta Caccia al Piano 1868
  • BOLGHERI SUPERIORE ORNELLAIA 2015 – Ornellaia 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO 2013 – Baricci 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO 2013 – La Gerla 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO 2013 – Pietroso 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO 2013 – Poggio di Sotto 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO 2013 – Salvioni – La Cerbaiola 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO BRAMANTE 2013 – Sanlorenzo 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO CERRETALTO 2012 – Casanova di Neri 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO FILO DI SETA 2013 – Castello Romitorio 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO FIORE DEL VENTO 2013 – Loacker – Corte Pavone 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO FORNACE 2013 – Le Ragnaie 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO GIODO 2013 – Carlo Ferrini 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO GUALTO RISERVA 2012 – Camigliano 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO LA FUGA 2013 – Tenute Ambrogio e Giovanni Folonari 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO LUCE 2013 – Luce della Vite 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO LUPI E SIRENE RISERVA 2011 – Podere Le Ripi 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO MADONNA DELLE GRAZIE 2013 – Il Marroneto 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO NASTAGIO 2012 – Col d’Orcia 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO PIAN DI CONTE RISERVA 2012 – Talenti 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO POGGIO ABATE RISERVA 2012 – La Poderina 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO POGGIO ALL’ORO RISERVA 2012 – Banfi 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2011 – Tenuta Le Potazzine
  • BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2012 – Castello Tricerchi 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2012 – Donatella Cinelli Colombini 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2012 – Poggio di Sotto
  • BRUNELLO DI MONTALCINO SUGARILLE 2013 – Pieve Santa Restituta
  • BRUNELLO DI MONTALCINO UGOLFORTE 2013 – Tenuta San Giorgio
  • BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA DEL FIORE 2013 – Fattoria dei Barbi 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA LA CASA 2013 – Caparzo 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA LORETO 2013 – Mastrojanni 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA PAGANELLI RISERVA 2012 – Tenuta Il Poggione 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA SOCCORSO 2013 – Tiezzi
  • CABRAIA 2015 – Gualdo del Re
  • CAMALAIONE 2013 – Le Cinciole 
  • CARMIGNANO RISERVA 2015 – Piaggia
  • CARMIGNANO TREFIANO RISERVA 2015 – Capezzana
  • CEPPARELLO 2015 – Isole e Olena
  • CHIANTI CLASSICO BORRO DEL DIAVOLO RISERVA 2015 – Ormanni 
  • CHIANTI CLASSICO CULTUS BONI RISERVA 2015 – Badia a Coltibuono 
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE LA PRIMA 2014 – Castello Vicchiomaggio
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE RISERVA DI FIZZANO 2015 – Rocca delle Macìe
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNA BASTIGNANO 2015 – Villa Calcinaia 
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNA LE CATASTE 2012 – Quercia al Poggio 
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNETO BELLAVISTA 2015 – Castello di Ama 
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNETO LA CASUCCIA 2015 – Castello di Ama 
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VILLA ROSA 2015 – Cecchi 
  • CHIANTI CLASSICO IL CAMPITELLO RISERVA 2015 – Monteraponi 
  • CHIANTI CLASSICO IL POGGIO RISERVA 2013 – Castello Monsanto 
  • CHIANTI CLASSICO LE BARсNCOLE RISERVA 2015 – San Giusto a Rentennano 
  • CHIANTI CLASSICO QUERCIAVALLE RISERVA 2013 – Losi Querciavalle 
  • CHIANTI CLASSICO RISERVA 2015 – Vecchie Terre di Montefili 
  • CHIANTI CLASSICO VIGNA DEL CAPANNINO GRAN SELEZIONE 2015 – Bibbiano
  • CHIANTI RUFINA QUONA RISERVA 2015 – I Veroni
  • CHIANTI RUFINA VIGNETO BUCERCHIALE RISERVA 2015 – Fattoria Selvapiana
  • COLORE 2015 – Bibi Graetz
  • CORTONA SYRAH APICE 2014 – Stefano Amerighi
  • CORTONA SYRAH BRAMASOLE 2013 – Fattoria La Braccesca
  • CORTONA SYRAH MIGLIARA 2013 – Tenimenti d’Alessandro
  • DEGERES 2015 – Montepepe
  • FILARE 18 2016 – Casadei
  • FLACCIANELLO DELLA PIEVE 2015 – Fontodi
  • FONTALLORO 2015 – Fèlsina 
  • GRATIUS 2013 – Il Molino di Grace
  • GUARDIAVIGNA 2014 – Podere Forte
  • HIDE 2015 – Bulichella
  • HISTORIA FAMILIAE 2015 – Barone Ricasoli
  • I BALZINI BLACK LABEL 2015 – I Balzini
  • I SODI DI SAN NICCOLс 2014 – Castellare di Castellina
  • IL CABERLOT 2015 – Il Carnasciale
  • IL CARBONAIONE 2015 – Podere Poggio Scalette
  • IL TOCCO 2016 – Colle Bereto
  • LA REGOLA 2015 – Podere La Regola
  • LA SIRAH 2015 – Tenuta Lenzini
  • LE PERGOLE TORTE 2015 – Montevertine
  • MAREMMA TOSCANA CILIEGIOLO SAN LORENZO 2015 – Sassotondo
  • MAREMMA TOSCANA MERLOT BAFFONERO 2016 – Rocca di Frassinello
  • MAREMMA TOSCANA ROSSO POGGIO ALLE NANE 2015 – Fattoria Le Mortelle
  • MESSORIO 2015 – Le Macchiole 
  • MITICAIA 2013 – Batavigna
  • MIX 36 2015 – Castello di Fonterutoli
  • MONTESODI 2015 – Castello Nipozzano
  • MONTEVERRO 2015 – Monteverro
  • MORELLINO DI SCANSANO DICIOCCATORE RISERVA 2013 – Fattoria San Felo
  • MORELLINO DI SCANSANO ROCCAPESTA RISERVA 2015 – Roccapesta 
  • NAMBROT 2016 – Tenuta di Ghizzano
  • PINOT NERO MELAMPO 2015 – Casteldelpiano
  • PODERE DELLA CIVETTAJA 2015 – Podere della Civettaja 
  • REZENO 2017 – Poggio al Grillo
  • RIECINE DI RIECINE 2014 – Riecine – Tastevin Ais
  • SAFFREDI 2015 – Fattoria Le Pupille
  • SAPAIO 2016 – Podere Sapaio
  • SOLAIA 2015 – Marchesi Antinori 
  • SUISASSI 2015 – Duemani
  • TENUTA DI TRINORO 2016 – Tenuta di Trinoro
  • TIGNANELLO 2015 – Marchesi Antinori
  • VALDARNO DI SOPRA SANGIOVESE VIGNA DELL’IMPERO 2015 – Tenuta Sette Ponti
  • VARRAMISTA 2013 – Fattoria Varramista
  • VELTHUNE 2015 – Tenuta Poggio Rosso
  • VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO SANICE RISERVA 2015 – Vincenzo Cesani
  • VIGNA FARSINA 2013 – I Sodi 
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO ASINONE 2015 – Poliziano
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO DAMO 2011 – Montemercurio
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO FILAI LUNGHI 2015 – Fattoria della Talosa
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO I QUADRI 2015 – Bindella
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO POLDO 2015 – Villa Sant’Anna
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO SOTTO CASA RISERVA 2013 – Boscarelli

Umbria

  • ADARMANDO 2016 – Tabarrini
  • AMELIA VIN SANTO CARATELLI AL POZZO 2012 – La Palazzola
  • ANTICELLO 2017 – Cantina Cenci
  • CILIEGIOLO DI NARNI RÀMICI 2015 – Leonardo Bussoletti 
  • COLLI DEL TRASIMENO GAMAY C’OSA 2016 – Madrevite 
  • FIORFIORE 2016 – Cantina Roccafiore 
  • MARCILIANO 2015 – Famiglia Cotarella – Tastevin Ais
  • MONTEFALCO ROSSO RUBIUM RISERVA 2015 – Terre de la Custodia 
  • MONTEFALCO SAGRANTINO 25 ANNI 2014 – Arnaldo Caprai 
  • MONTEFALCO SAGRANTINO COLLEALLODOLE 2015 – Fattoria Colleallodole
  • MONTEFALCO SAGRANTINO COLLENOTTOLO 2014 – Tenuta Bellafonte
  • MUFFATO DELLA SALA 2014 – Castello della Sala 
  • ORVIETO CLASSICO SUPERIORE CAMPO DEL GUARDIANO 2016 – Palazzone
  • ORVIETO CLASSICO SUPERIORE LUIGI E GIOVANNA 2015 – Barberani 
  • TORGIANO ROSSO RUBESCO VIGNA MONTICCHIO RISERVA 2013 – Lungarotti 
  • VARDANO 2017 – Enrico Neri

Marche

  • BIANCHELLO DEL METAURO LA RIPE 2017 – Roberto Lucarelli
  • BRUNFORTE 2013 – Muròla 1542
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO CRISIO RISERVA 2015 – Casalfarneto 
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO RISERVA 2015 – Mancini
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO SAN NICOLÒ RISERVA 2016 – Brunori 
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO SAN PAOLO RISERVA 2016 – Pievalta 
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO TARDIVO MA NON TARDO RISERVA 2016 – Santa Barbara 
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO UTOPIA RISERVA 2015 – Montecappone 
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO VILLA BUCCI RISERVA 2016 – Bucci 
  • CINABRO 2014 – Le Caniette 
  • COLLI MACERATESI RIBONA LE GRANE 2017 – Boccadigabbia 
  • CONERO DORICO RISERVA 2015 – Alessandro Moroder 
  • CONERO FOLLE RISERVA 2013 – La Calcinara 
  • FALERIO PECORINO ONIROCEP 2017 – Pantaleone 
  • KUPRA 2015 – Oasi degli Angeli 
  • LACRIMA DI MORRO D’ALBA SUPERIORE DEL POZZO BUONO 2016 – Vicari 
  • LU KONT 2015 – Il Conte Villa Prandone 
  • OFFIDA PECORINO GUIDO COCCI GRIFONI 2014 – Tenuta Cocci Grifoni – Tastevin Ais
  • OFFIDA ROSSO LUDI 2015 – Velenosi 
  • PELAGO 2014 – Umani Ronchi 
  • ROSSO CONERO VARANO 30 ANNI 2015 – Alberto Serenelli 
  • SAMI 2015 – Lumavite 
  • SANGIOVESE CLOS 2016 – Le Corti dei Farfensi 
  • VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO SUPERIORE SAN MICHELE 2016 – Vallerosa Bonci
  • VERDICCHIO DI MATELICA MIRUM RISERVA 2016 – Fattoria La Monacesca 

Lazio

  • CESANESE DEL PIGLIO SUPERIORE LEPANTO RISERVA 2015 – Alberto Giacobbe 
  • CESANESE DEL PIGLIO SUPERIORE VAJOSCURO RISERVA 2016 – Giovanni Terenzi – Tastevin Ais
  • CESANESE DI AFFILE CAPOZZANO RISERVA 2016 – Formiconi
  • CESANESE DI OLEVANO ROMANO SUPERIORE KOSMOS RISERVA 2015 – Marco Antonelli
  • FIORANO BIANCO 2016 – Tenuta di Fiorano
  • HABEMUS ETICHETTA ROSSA 2015 – San Giovenale 
  • MONTIANO 2016 – Famiglia Cotarella 
  • MUFFO 2015 – Sergio Mottura 
  • OLEVANO ROMANO CESANESE CIRSIUM RISERVA 2014 – Damiano Ciolli 

Abruzzo

  • CERASUOLO D’ABRUZZO PIÈ DELLE VIGNE 2016 – Cataldi Madonna 
  • CLEMATIS 2013 – Ciccio Zaccagnini 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO 2013 – Valentini 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO 2016 – Emidio Pepe 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO A MARIANNA RISERVA 2012 – Praesidium 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO BINOMIO RISERVA 2014 – Fattoria La Valentina 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COCCIAPAZZA 2015 – Torre dei Beati 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE ESCOL RISERVA 2013 – San Lorenzo 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE NEROMORO RISERVA 2014 – Fattoria Nicodemi 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE VOLUPTAS 2014 – Monti 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE ZANNA RISERVA 2013 – Illuminati 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DANTE MARRAMIERO 2008 – Marramiero – Tastevin Ais
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO NEGUS 2010 – Cascina del Colle 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO TERRE DEI VESTINI SANTINUMI RISERVA 2012 – Marchesi De’ Cordano 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO VILLA GEMMA RISERVA 2013 – Masciarelli 
  • TREBBIANO D’ABRUZZO 2014 – Valentini 
  • TREBBIANO D’ABRUZZO MADONNELLA 2015 – Pasetti 
  • TREBBIANO D’ABRUZZO VIGNETO DI POPOLI 2016 – Valle Reale 

Molise

  • FALANGHINA DEL MOLISE ORAVERA 2017 – Terresacre 
  • L’INDOVINO ROSSO 2015 – Cantine Salvatore 
  • TINTILIA DEL MOLISE MACCHIAROSSA 2014 – Claudio Cipressi 
  • TINTILIA DEL MOLISE S 2015 – Cantine Catabbo 
  • TINTILIA DEL MOLISE VINEA BENEDICTINA 2015 – L’Arco Antico – Tastevin Ais

Campania

  • AGLIANICO DEL TABURNO DELIUS 2015 – Cantina del Taburno 
  • AGLIANICO DEL TABURNO D’ERASMO RISERVA 2012 – Nifo Sarrapochiello 
  • AGLIANICO DEL TABURNO VIGNA CATARATTE RISERVA 2010 – Fontanavecchia 
  • ASPRINIO DI AVERSA SANTA PATENA 2016 – I Borboni 
  • CILENTO FIANO PIETRAINCATENATA 2016 – Luigi Maffini 
  • COSTA D’AMALFI FURORE BIANCO FIORDUVA 2017 – Marisa Cuomo 
  • FALANGHINA DEL SANNIO JANARE SENETE 2017 – La Guardiense 
  • FIANO DI AVELLINO SARNO 1860 2017 – Tenuta Sarno 1860 
  • FIANO DI AVELLINO TOGNANO 2015 – Rocca del Principe
  • GRECO DI TUFO GIALLO D’ARLES 2017 – Quintodecimo 
  • GRECO DI TUFO PICOLI 2016 – Bambinuto
  • GRECO DI TUFO VIGNA CICOGNA 2017 – Benito Ferrara
  • IRPINIA FIANO PASSITO PRIVILEGIO 2016 – Feudi di San Gregorio 
  • IRPINIA FIANO SEQUOIA 2016 – Fonzone 
  • LACRYMA CHRISTI DEL VESUVIO BIANCO VIGNA DEL VULCANO 2016 – Villa Dora 
  • MONTEVETRANO 2016 – Montevetrano 
  • OI NÌ 2015 – Tenuta Scuotto 
  • OMAGGIO A GILLO DORFLES 2015 – San Salvatore 1988
  • SABBIE DI SOPRA IL BOSCO 2016 – Nanni Copé
  • STRIONE 2013 – Cantine Astroni 
  • TAURASI LA LOGGIA DEL CAVALIERE RISERVA 2012 – Tenuta Cavalier Pepe 
  • TAURASI PURO SANGUE RISERVA 2013 – Luigi Tecce
  • TAURASI RADICI RISERVA 2012 – Mastroberardino – Tastevin Ais
  • TAURASI RISERVA 2008 – Perillo
  • TAURASI TERZOTRATTO ETICHETTA BIANCA RISERVA 2012 – I Favati 
  • TAURASI VIGNA CINQUE QUERCE RISERVA 2010 – Salvatore Molettieri 
  • TAURASI VIGNE D’ALTO 2012 – Contrade di Taurasi 
  • TERRA DI LAVORO 2016 – Galardi 

Puglia

  • CASTEL DEL MONTE AGLIANICO BOCCA DI LUPO 2014 – Tormaresca 
  • CASTEL DEL MONTE NERO DI TROIA LE MORE RISERVA 2013 – Santa Lucia 
  • CASTEL DEL MONTE NERO DI TROIA OTTAGONO RISERVA 2015 – Torrevento
  • CASTEL DEL MONTE NERO DI TROIA PUER APULIAE RISERVA 2013 – Rivera 
  • CASTEL SERRANOVA 2014 – Vallone
  • COPERTINO ROSSO DIVOTO RISERVA 2008 – Apollonio
  • D’ARAPRÌ BRUT GRAN CUVГE XXI SECOLO 2012 – D’Araprì
  • ES 2016 – Gianfranco Fino
  • FIVE ROSES 74° ANNIVERSARIO 2017 – Leone de Castris
  • FLARÒ 2017 – Vespa Vignaioli per Passione 
  • GIOIA DEL COLLE PRIMITIVO MURO SANT’ANGELO CONTRADA BARBATTO 2015 – Tenute Chiaromonte
  • GIOIA DEL COLLE PRIMITIVO POLVANERA 17 2015 – Polvanera – Tastevin Ais
  • LE BRACI 2011 – Garofano Vigneti e Cantine
  • LUNA 2017 – Conti Zecca
  • MOSCATO SECCO MACCONE 2017 – Donato Angiuli
  • PAULE CALLE 2010 – Candido
  • PRIMITIVO DI MANDURIA SESSANTANNI 2015 – Cantine San Marzano 
  • PRIMITIVO OLD VINES 2015 – Morella 
  • ROHESIA 2017 – Cantele 
  • SPANO 2013 – Michele Calò e Figli
  • TORRE TESTA 2016 – Tenute Rubino
  • VIGNA MAZZÌ 2016 – Rosa del Golfo

Basilicata

  • AGLIANICO DEL VULTURE MASQITO GOLD 2013 – Colli Cerentino – Tastevin Ais
  • AGLIANICO DEL VULTURE ROTONDO 2015 – Paternoster
  • AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE CALATURI 2013 – Tenuta i Gelsi
  • AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE ELEANO 2015 – Eleano 
  • AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE FONTANELLE 2015 – Basilisco 
  • AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE MARTINO RISERVA 2012 – Martino
  • AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE SERPARA 2013 – Re Manfredi – Cantine Terre degli Svevi 
  • L’AUTENTICA 2016 – Cantine del Notaio 
  • MATERA MORO MALANDRINA 2015 – Masseria Cardillo

Calabria

  • CATÀ 2016 – IGreco 
  • CIRÒ BIANCO MARE CHIARO 2017 – Ippolito 1845 
  • EFESO 2017 – Librandi 
  • TERRA DAMIA ROSSO 2015 – Odoardi 
  • TERRE DI COSENZA POLLINO MAGLIOCCO 2016 – Ferrocinto 
  • TIMPAMARA 2016 – Terre del Gufo – Tastevin Ais

Sicilia

  • BIANCA DI VALGUARNERA 2016 – Duca di Salaparuta 
  • CABERNET SAUVIGNON SENSINVERSO 2015 – Abbazia Santa Anastasia 
  • CERASUOLO DI VITTORIA CLASSICO FORFICE 2014 – Paolo Calì
  • CONTEA DI SCLAFANI ROSSO DEL CONTE 2014 – Tasca d’Almerita 
  • DUCA ENRICO 2015 – Duca di Salaparuta
  • ETNA ROSSO BARBAGALLI 2015 – Pietradolce – Tastevin Ais
  • ETNA ROSSO CIRNECO 2011 – Terrazze dell’Etna 
  • ETNA ROSSO IL MUSMECI RISERVA 2012 – Tenuta di Fessina 
  • ETNA ROSSO NERO DI SEI 2014 – Palmento Costanzo 
  • ETNA ROSSO SAN LORENZO 2016 – Girolamo Russo 
  • FARO PALARI 2014 – Palari 
  • FRANCHETTI 2015 – Passopisciaro 
  • MARSALA SUPERIORE RISERVA 10 ANNI – Marco De Bartoli 
  • MARSALA SUPERIORE SEMISECCO AMBRA DONNA FRANCA RISERVA – Florio 
  • MILLE E UNA NOTTE 2014 – Donnafugata 
  • NOTO ROSSO SANTA CECILIA 2015 – Planeta 
  • PASSITO DI PANTELLERIA ALCOVA 2015 – Coste Ghirlanda 
  • SICILIA CHARDONNAY VIGNA SAN FRANCESCO 2016 – Tasca d’Almerita
  • SICILIA NERO D’AVOLA LU PATRI 2016 – Baglio del Cristo di Campobello 
  • SICILIA ROSSO NEROBARONJ 2013 – Gulfi 
  • VECCHIO SAMPERI – Marco De Bartoli

Sardegna

  • BARRUA 2015 – Agripunica
  • CARIGNANO DEL SULCIS GAVINO RISERVA 2015 – Mesa
  • CARIGNANO DEL SULCIS SUPERIORE TERRE BRUNE 2014 – Cantina Santadi – Tastevin Ais
  • HASSAN 2014 – Tenuta Asinara
  • MOSCATO DI SARDEGNA PASSITO KENTÀLES 2016 – Chessa
  • OLTREMARE 2015 – Unmaredivino
  • PASSENTZIA 2014 – Orro
  • TURRIGA 2014 – Argiolas
  • VERMENTINO DI GALLURA VIGN’ANGENA 2017 – Capichera
  • VERNACCIA DI ORISTANO ANTICO GREGORI – Attilio Contini

Maggiori informazioni su www.aisitalia.it

Trentodoc 2018, Milano

Trentodoc in città, Milano. Lunedì 1 Ottobre 2018 si è svolto il consueto appuntamento con i Produttori di Trentodoc in collaborazione con Ais (Associazione Italiana Sommelier). Un’occasione che quest’anno si è rivelata magnifica per la qualità degli Spumanti (metodo classico) proposti dalle 31 Cantine presenti. Ovviamente non posso citarle tutte (tra l’altro sono solo una ventina gli assaggi fatti), posso però segnalare quegli spumanti che maggiormente mi hanno colpito. Comunque quando si parla di Trentodoc, la qualità non è un optional, la si trova ad alti livelli in ogni produttore.

Tornando alla serata milanese, a lasciare il segno sulle mie papille gustative 😋 sono stati i  ‘Dosaggio Zero’ nella versione Millesimata di Revì e in quella Altinum della Cantina Aldeno. 😃 L’extra Brut di Etyssa e il Brut Bouquet di Pedrotti. Poi le Riserve, 🙌 mi viene da alzare le mani al cielo come ringraziamento per così tanta bellezza gustativa ❤️ 2008 Madame Martis Brut Millesimato di Maso Martis. ❤️ Abate Nero ‘Cuvée dell’Abate’ Brut Riserva 2008. ❤️ Letrari, Brut 976, Riserva del Fondatore. ❤️ Mas dei Chini, Inkino Carlo V, Brut Riserva 2008. …che serata!

Sull’onda dell’entusiasmo e della voglia di sapere dove si trovano le Cantine delle quali ho apprezzato i prodotti, ho realizzato un’infografica nella quale sono presenti tutti e 51 i produttori di Trentodoc. Se ti trovi a percorrere quelle strade, ora sai anche dove fermarti…

Luca Gonzato

Brunello di Montalcino Banfi

Tenevo il Brunello di Montalcino 2011 di Banfi in cantina quasi come fosse una reliquia, aspettavo l’occasione, ma non sono così coerente con me stesso da aspettare una reale occasione, me la creo, “giornata lavorativa intensa = ci vuole un buon vino”. Torno al Sangiovese perchè è il ‘nostro’ vino, il rosso italiano per antonomasia, il vitigno più coltivato in Italia e tra i primi dieci nel mondo. Il terroir rinomato di Montalcino, la produzione di Castello Banfi, caratteristiche uniche per un gran vino. Per la cronaca sono 118 i cloni registrati di Sangiovese, riconducibili alle macrofamiglie di Toscano, Brunello, Prugnolo Gentile, Morellino, Romagnolo e Marchigiano. Purtroppo, a cena, ho sbagliato l’abbinamento, tocchi di pollo saltati nella wok con aglio, rosmarino, salvia, timo, liquirizia, aceto balsamico e marsala (si lo confesso il marsala non mi fa impazzire e la bottiglia aperta da mesi la voglio finire in qualche modo). Il Brunello Banfi si presenta di un bel colore rubino intenso, ricco di sostanza colorante che lascia poco spazio alla luce, l’unghia è aranciata. Consistente nel calice sprigiona sentori di piccoli frutti rossi in confettura, fiori passiti, viola, more. Il gusto è fruttato con un filo conduttore balsamico, mi ricorda l’eucalipto, il mentolo. Ha un bella struttura, i tannini sono ben integrati e mi fanno sognare delle succulente costine alla brace piuttosto che questa carne bianca di pollo aromatizzata. Si sentono bene anche delle note di affinamento in legno (2 anni, 50% in botti grandi e 50% in barriques + un anno -minimo- in bottiglia). Acidità equilibrata e armonia di tutte le componenti. È un vino che nelle guide riceve punteggi molto alti, sopra i 90 punti. Forse sbaglio ma questo 2011 non ha ancora quella persistenza aromatica che mi aspettavo, per il resto mi è piaciuto molto e confermo un ottimo giudizio. Eccellente per rimettersi in sesto dopo una giornata di lavoro.

Luca Gonzato

Il Verdicchio di Montagna

Cantina Belisario, Matelica.

Se c’è un’uva che più di altre può ritenersi rappresentativa della regione Marche è il Verdicchio. Straordinario vitigno che contempla le due DOCG Castelli di Jesi Verdicchio Riserva e Verdicchio di Matelica Riserva oltre a una dozzina di DOC. Il Verdicchio di Jesi viene anche chiamato Verdicchio di mare, mentre quello di Matelica, coltivato su colline tra i 250 e i 700 m/slm viene definito Verdicchio di montagna. Tante le differenze tra i due, nascono da suoli e climi molto diversi. Volendo sintetizzare, a Matelica è presente una faglia del Miocene, terreni di flysh e marne calcaree mentre nella zona di Jesi i terreni sono perlopiù argillosi, calcarei e sabbiosi. Clima più freddo d’inverno all’interno con estati calde e a Jesi più mediterraneo con l’influenza del mare che dista solo 20 km. A Matelica il Verdicchio si esprime con note più minerali, fruttate e complessità mentre a Jesi prevalgono le note floreali e il corpo. Ovviamente non si può generalizzare perché sono troppe le variabili a definire un vino ma prendetela così, come una nota di indirizzo per inquadrare due diverse personalità.

In questo articolo e a seguito della visita fatta alla Cantina Belisario, mi soffermo sul Verdicchio di Matelica nelle versioni del suo più grande produttore, Cantine Belisario, il 70% della produzione totale con 300ha vitati. A raccontarci di Belisario abbiamo trovato nientemeno che il direttore commerciale Patrizio Gagliardi, ex sindaco di Matelica, sommelier Ais e grande conoscitore di vini. Una persona squisita che ha saputo illustrarci con perizia le caratteristiche del Verdicchio di Matelica, così versatile e generoso che riesce a declinarsi dalla bollicina al passito mantenendo le sue principali doti di piacevolezza, ovvero la mineralità e la freschezza data dall’alto tasso di acidità delle uve che nell’Alta Valle Esina arrivano ad essere vendemmiate a fine Ottobre.

Sono sei le versioni che ho voluto prendere in esame:

Cuvée Nadir, Spumante Brut metodo Charmat, uve di Verdicchio. Pérlage fine e persistente, fresco, minerale, con sentori di fiori bianchi, aromi dominanti di mela verde e ananas. Piacevole e ottimo come aperitivo.

Vigneti del Cerro, uve di Verdicchio coltivate sulle pendici est dell’Alta Valle Esina ai piedi del Monte San Vicino. Vinificato in acciaio. Fiori bianchi, pesca bianca, sensazione citrina, fresco, minerale con lievi note morbide finali.

Vigneti B., uve di Verdicchio clone matelicese, conduzione biologica del vigneto. Vinificato con tecnica dell’iperossigenazione, in assenza di solforosa. Profumi floreali e agrumati, in bocca è equilibrato con sensazioni morbide quasi burrose e minerali sapide. L’acidità si fa sentire e trasporta lungamente aromi freschi, vegetali e citrini. Pulito e sincero si lascia bere con gran piacere.

Meridia, bellissimo giallo dorato cristallino, fiori ed erbe di montagna, pesca gialla, miele, ananas. In bocca si contrappongono note burrose e dolci a bellissime sensazioni minerali e di sapidità. Il fruttato è cremoso, scorrevole con la spiccata acidità di questo Verdicchio affinato in antichi serbatoi in cemento vetrificato. Il finale è elegante e armonico. 

Cambrugiano, prodotto dal 1988 solo con uve Verdicchio vinificate con metodo della criomacerazione. Una parte matura almeno un anno in acciaio e l’altra in barili di legno di rovere tostato, si affina un altro anno in bottiglia. Grande complessità olfattiva con accenti di pesca gialla matura, miele, fieno, acacia, vaniglia. In bocca è godibilissimo per la sua morbidezza che corre lunga in un finale fresco di acidità e mineralità. Sentori di agrumi, pietra focaia, bella sapidità, corpo, equilibrio e armonia per questo Verdicchio da podio.

Melitites, vino (Verdicchio) e miele (di melata), della Cooperativa Apicoltori Montani di Matelica, una vera chicca della produzione Belisario. Quello che di più simile possa esserci al vino e miele bevuto dagli antichi romani e descritto da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. Un vino che si presta bene ad accompagnare formaggi erborinati, pecorini stagionati oppure da solo a fine pasto, per una meditazione ricca di aromi. Color ambra, consistente e caldo (14% Vol.). Gli aromi del Verdicchio e del miele si sposano alla perfezione e donano al vino una bella freschezza e aromaticità agrumata che lentamente lascia il posto alle note dolci del miele, dei canditi e quelle più amarotiche di mandorle e castagne. Bottiglia da 50 cl e costo sotto i 13€. Una prelibatezza che consiglio di assaggiare almeno una volta. 

In sintesi posso dire che i Verdicchi di Belisario hanno tutti una grande personalità e, malgrado all’inizio avessi qualche perplessità sulla necessità di avere tutte queste versioni, ora la condivido pienamente come scelta, in quanto ognuno racconta qualcosa di diverso e ognuno può soddisfare i diversi gusti del consumatore. Meridia e Cambrugiano sono eccellenti, i miei preferiti, ma per un consumo più frequente o una cena leggera, i Vigneti del Cerro e Vigneti B. sono più adatti. Bella la scoperta dello spumante e del Melitites. Se passate da Matelica una sosta da Belisario è d’obbligo.

Luca Gonzato

Cantina Fongoli, Montefalco

Visita alla Cantina Fongoli di Montefalco. Ad accompagnarci tra le antiche mura c’è Gaia, ci racconta di come Fongoli si distingua dagli altri produttori per la scelta di operare in biodinamica e per aver introdotto l’uso dell’anfora nella produzione del Sagrantino ‘Fracanton’.

Emozionante entrare nell’archivio storico dove riposano bottiglie dagli anni 60.

Il Sagrantino, per la sua quantità di tannini, sostanza colorante e volume alcolico è un vino predisposto all’invecchiamento, immagino quali belle sorprese possano riservare queste bottiglie.

In uno spazio attiguo abbiamo fatto una portentosa degustazione partendo dai bianchi, Grechetto e Trebbiano Spoletino, il primo più fresco e semplice, gradevolissimo in queste serate d’estate, mentre il secondo, grazie anche ad una breve macerazione sulle bucce senza filtrazione aveva un bel corpo ed aromi intensi che andavano dagli agrumi all’albicocca con bella persistenza aromatica.

A seguire, i rossi, Montefalco Rosso 2015, blend di Sangiovese con percentuali minori di Sagrantino (20%), Cabernet S. e Merlot. Ottimo vino da pasto, equilibrato e fresco.

L’altro Montefalco rosso assaggiato è il Serpullo, 18 mesi in botte grande. Rotondo, complesso, con delicate note di tostatura.

Ora i Sagrantini, 2008, perfetto in questo momento, morbido con tannini vellutati, frutti rossi che mantengono una bella freschezza. Lungo e persistente, gli darei almeno 92 punti. Top!. Assaggiato poi il 2011 che, per quanto già pronto ed ottimo, lascerei maturare un’altro anno almeno.

Ora il mitico Sagrantino Fracanton vinificato in anfora, senza solfiti a contatto con l’aria con macerazione fino a 3 mesi e successivo affinamento minimo di 3 anni in botti grandi ed un anno in vetro. Questo ti stupisce perchè oltre a mantenere le migliori caratteristiche fruttate e di affinamento regala aromi balsamici, mentolati. Senza dubbio un Sagrantino maestoso e, a ragione, l’orgoglio di questa cantina.

Infine il Passito, accenderei dei fuochi d’artificio per comunicare questo vino che ha delle note dolcissime sorrette da una bella acidità.

Il calice perfetto per conquistare chiunque, così, in modo naturale, come i vini di Fongoli. 

Luca Gonzato

Elegia, Primitivo di Manduria Riserva 2014, Produttori di Manduria

Bel componimento poetico dai color rubino intenso. I toni sentimentali e lirici si sviluppano con profumi di ciliegie, more e prugne per poi proseguire in bocca con grande morbidezza e sentori retronasali di affinamento, spezie dolci, cacao, liquirizia. In sottofondo, una sensazione balsamica accompagnata da profumi di legni esotici. Robusto, caldo (15% vol.), con tannini ben presenti e integrati. È una composizione di sole uve di Primitivo, un gran vino, persistente negli aromi e con un bel finale cremoso. Si trova tra i 15 e i 20 euro, è ottimo il rapporto qualità/prezzo per questo Primitivo affinato in barrique francesi per 12 mesi. Gli autori sono 400 piccoli artigiani del vino, Maestri in Primitivo della Cantina Produttori di Manduria.

Luca Gonzato

Offida, relax e Pecorino

Devi percorrere l’Italia dal Salento a Milano, dove ti fermeresti a riposare?, per un patito di vini la scelta è stata facile, nelle Marche, a Offida. Venti minuti circa dall’autostrada e ti ritrovi in mezzo ai vigneti, tra le colline, nelle quiete, a sorseggiare un bianco autoctono, il Pecorino. Offida dà il nome anche alla DOCG che, oltre al Pecorino, comprende la Passerina e il Rosso Piceno (uve Montepulciano e Cabernet Sauvignon).

Il Pecorino non è un ‘vinello’ qualsiasi bensì un bianco di quelli corposi e con volume alcolico notevole (questo del 14%). La versione assaggiata è dei Poderi San Lazzaro, chiamata Pistillo, prodotta in regime biologico. Ha un bel sentore floreale e agrumato che in bocca lascia posto ai frutti bianchi e gialli. Morbido e rotondo per l’affinamento di 4 mesi in barrique, non perde però la bella acidità che ti mantiene fresca la bocca. Bello il finale morbido e sapido. Morbidezze e durezze convivono armoniosamente in questo Pistillo dal buon rapporto qualità/prezzo (si trova online sui 9/10 euro). Certo che assaggiato nel tardo pomeriggio, seppur accompagnato da un piatto di prosciutto e formaggio locale, ha rischiato di stendermi a letto prima di cena (e non volevo perdermi le olive all’ascolana e la pasta fatta in casa). Se passate da queste parti vi consiglio di fare una sosta ad Offida, magari all’agriturismo Rosa dei venti, dove siamo stati noi. I costi sono davvero contenuti sia per cenare che per pernottare, poi guardare le colline che degradano verso il mare con un buon vino nel bicchiere è davvero ‘priceless’.

Luca Gonzato

Salice Salentino Riserva 2012, Cantina Vecchia Torre

Se ami i vini rossi corposi e il cioccolato allora devi provare questo rosso da uve di Negroamaro 85% e Malvasia Nera 15%. Colore intenso, rubino con riflessi granato, sentori di frutti rossi in confettura e legni pregiati. In bocca è un piacere assoluto, acidità perfetta e tannini levigati, grande morbidezza, vellutato, quasi abboccato per la leggera sensazione di dolcezza. Quello che più colpisce sono gli aromi di cacao, cioccolato amaro, mi ricorda anche le caramelle Mou, la vaniglia. Caldo (13,5 Vol.), persistente così a lungo che alla fine ti sembra di averlo accompagnato a una Sachertorte. È avvolgente, capace di dirti che basta lui o al massimo qualche tarallo pugliese ad accompagnarlo, se però hai una bella costata di manzo da mettere sulla griglia allora stai certo che non lasci la tavola finché la bottiglia non è finita. Bel vino, anche per stupire gli amici che magari non si aspettano sentori di cacao in un vino.

Luca Gonzato

Semplicemente Vino

Ci sono vini capaci di risvegliare i ricordi, come questo Semplicemente Vino bianco di Stefano Bellotti (Cascina degli Ulivi). Appena assaggiato mi ha riportato agli occhi mio padre e suoi amici che nei dopocena d’estate si ritrovavano sotto un grande pioppo a giocare a carte e ber vino, con la luce tremula di una lampadina penzolante, su quel tavolo rivestito in formica con le sedie sbeccate e le gambe arrugginite. Era sempre presente una bottiglia senza etichetta, che il babbo travasava dalla damigiana per poi tappare con il tappo a corona. Anche questa bottiglia di Bellotti è tappata a corona, solo che è di un bel giallo squillante mentre mio padre usava quelli color ottone. Il tappo è comunque un messaggio chiaro per il consumatore ‘da bere giovane’. Per la foto avevo versato su un calice da degustazione ma poi ho recuperato un normalissimo bicchiere per questo vino ‘dei ricordi’, che è bello degustare in semplicità. È un vino sincero, naturale, non ha bisogno di cerimonie. Cascina degli Ulivi opera in biodinamica (puoi approfondire leggendo l’articolo su Nicolas Joly/biodinamica a questo shortlink https://wp.me/p9DpAo-1l  ). Aderisce al movimento ‘Triple A’ che significa Agricoltori, Artigiani, Artisti. È a Novi Ligure, in Piemonte, nella zona del Gavi. L’uva utilizzata per questo bianco è appunto il Cortese, in purezza. Belli gli aromi floreali e fruttati di agrumi canditi, mela, ananas, mandorla, miele. Fresco, minerale e beverino con finale morbido, nutriente per la percezione di bere un vino ricco di sostanze nutritive. Fermentato con lieviti autoctoni, niente solfiti e chiarifiche. La cosa più ‘naturale’ che puoi immaginare in un vino. Il prezzo online è sui 12/14 euro. Sono sicuro che sarebbe piaciuto anche a mio padre.

Luca Gonzato

Cantine Nera – Caven, Valtellina

Cronaca di una giornata assolata dai contorni color rubino con riflessi granato

Partenza alle 8 da Milano, destinazione Valtellina, a farmi compagnia c’è Sasha, amico Sommelier e compagno di corso in AIS. Le chiacchiere sul vino ci fanno percorrere velocemente i chilometri e ci ritroviamo presto a costeggiare l’Adda ed ammirare le vigne sulla nostra sinistra. Che spettacolo, si susseguono i vigneti facendo bella mostra di sé con i nomi dei produttori, ben visibili dalla statale che stiamo percorrendo. Mi tornano in mente le emozioni dei vini assaggiati, le differenze di ognuno che rendono unico questo territorio. Arriviamo così a Chiuro, nella sede di Nera dove ad aspettarci, nel bellissimo Wine Bar, c’è Francesco di Bernardo che oltre ad essere un commerciale si rivelerà una fonte inesauribile di informazioni preziose per noi appassionati degustatori. Dopo poco ci raggiunge anche il Patron dell’azienda, il Signor Pietro Nera. È un onore conoscerlo, schietto e simpatico ci mette subito a nostro agio, si respira un clima familiare.

Sasha, il Patron Pietro Nera ed io

Francesco ci racconta dell’Azienda, dei figli, la quarta generazione, una storia di successi e di qualità. Siamo da uno dei tre più grandi produttori della valle. Accettiamo volentieri di visitare le vigne di proprietà nella sottozona Inferno. Percorriamo qualche chilometro salendo sui tornanti in località Poggiridenti a 400/450 m slm. Wow, la vista sulla valle è magnifica, scendiamo tra i filari, ‘viticoltura eroica’ mi riecheggia in testa, qui tutto a mano e devi anche stare attento a dove metti i piedi se non vuoi finire di sotto, le pendenze sono significative. Il sole batte forte anche se sono solo le 11. In piena estate il caldo diventa infernale, tanto che i lavori in vigna vengono fatti solo la mattina presto. 

Guardo i miei piedi, vicini al bordo del terrazzamento, noto una pianta di fichi d’india che ha trovato qualche interstizio dove infilare le radici, è come se fosse lì a dire ‘qui ci sto bene, c’è tutta la luce e il calore che voglio’. Il terreno  ha uno strato superficiale di 20/30 cm di terra mista a detriti sassosi e sabbiosi, sotto lo scheletro è grossolano di pietre, poi la roccia, ben drenante. Tanta luce e la brezza che sale dal lago, esposizione sud, il luogo ideale per il nebbiolo che sceglie di crescere solo in posti particolari. Non è un caso se lo troviamo solo qui, in Piemonte ed in piccola parte nella Valle d’Aosta e nella Gallura. I vini della sottozona Inferno sono tra quelli più apprezzati della DOCG Valtellina Superiore e Sforzato, quelli con più corpo/struttura. Uno sguardo ai grappoli che si stanno formando, si riconosce la tipica forma allungata del nebbiolo con l’ala che sembra un’altro grappolo.

Tornati in sede visitiamo le Cantine, dove a colpirmi sono le grandi botti, protagoniste dell’affinamento dei nebbioli di Nera, alcune così grandi che sono state costruite in loco.

Passiamo da un locale all’altro dove si susseguono gli enormi tini di fermentazione, le vasche in cemento, ed altre botti dalle dimensioni più piccole fino ad arrivare alle barrique. Una parte della cantina è poi dedicata all’appassimento delle uve che avviene in cassette, serviranno poi per la produzione dello Sforzato. 

Al Wine Bar i calici sono pronti per la degustazione, si inizia con ‘La Novella’ 2017, un nebbiolo vinificato in bianco con una piccola percentuale di Chardonnay e Incrocio Manzoni (20%), è la prima volta che assaggio un nebbiolo ‘in bianco’ non spumantizzato ed è una bella sorpresa, sarà il caldo e la prossimità dell’ora di pranzo, ma è un ottimo vino da aperitivo, fresco e beverino. Aromi di fiori bianchi, una bellissima mela verde e più sfumati l’ananas e la banana. Segue il Rezio, altro bianco, stesse uve ma con affinamento in barrique per 15 mesi. Di corpo, strutturato, con aromi di fiori e frutti gialli maturi, burroso in bocca e persistente. Un Signor Bianco, decisamente più impegnativo, ti fa immaginare abbinamenti con piatti di pesce o formaggi a pasta semidura. 

I rossi, l’espressione più alta del nebbiolo, Sassella Riserva Nera 2010, tutta l’eleganza del Sassella e il contributo di una grande annata. Armonico, fine, dagli aromi floreali di viola e fruttati, lampone, frutti di bosco, confettura fresca. Affinamento in botte grande, la tradizione di Nera. Penso ai cugini delle Langhe, a come questo Nebbiolo delle Alpi abbia tutte le qualità del grande vino e di come non abbia però (inspiegabilmente) la loro stessa considerazione e valore sul mercato. Il secondo rosso è la Riserva Caven la Priora, Sassella. Stessa annata e stesso terroir, qui però, complice la ‘botte piccola’ gli aromi sono più orientati verso le spezie, liquirizia, cacao, cuoio, ‘tanta roba’…

Riserva Nera 2009 Grumello (botte grande), altra sottozona, diverso risultato, più floreale, verticale con note sapide, elegante, lungo. Ora in Valgella con il Crù Le Signorie di Nera, Riserva 2011, che dire, altro bel Nebbiolo elegante, sapido, con tannini evidenti ma composti, equilibrato, persistente. Sassella Inferno Riserva Nera 2010, la potenza e l’equilibrio, mi viene in mente il celebre slogan Pirelli ‘La potenza è nulla senza controllo’, ed è l’affinamento (almeno 36 mesi) con la botte grande a dare quel controllo che determinerà poi un grande Valtellina Superiore Riserva. L’ultimo assaggio è dedicato alla Riserva Giupa di Caven 2010. Vendemmia tardiva, Crù di Bianzone nelle terrazze retiche. L’uva viene passita un mese in vigna tagliando i tralci. Solo 1 ettaro vitato per questa delizia di vino, morbido, vellutato, con i tipici aromi di viola e frutti rossi. Davvero una bella degustazione dove abbiamo apprezzato le diversità di ognuna delle Riserve, difficile stabilire una classifica di piacevolezza. L’eleganza e finezza di Nera da una parte e la forza quasi selvaggia di Caven dall’altra, due anime che insieme sono in grado di offrire un ventaglio di versioni in grado di soddisfare ogni palato.

Francesco vorrebbe farci assaggiare anche gli Sforzati ma ora c’è bisogno di mettere sotto i denti qualcosa di sostanzioso per rimettersi in sesto, siamo anche in ritardo per il ristorante prenotato qualche giorno prima. Comunque gli Sforzati di Nera e Caven ‘Messere’ li ho portati a casa per degustarli con calma.

Pochi passi e siamo al Ristorante San Carlo dove pranziamo con delle succulente tagliatelle fatte in casa con sugo di selvaggina, mi lascio poi tentare da un tris di ottime bresaole di cavallo, manzo e cervo. Ci scappa un’altro calice di vino, come fai a bere acqua con questi piatti?. Ci intratteniamo a chiacchierare di nebbioli con la giovane titolare che scopriamo essere una Sommelier Ais, simpatica e preparata, ha praticamente tutte le etichette di vini della Valtellina in bella mostra. 

Tornati da Nera concludiamo gli acquisti e ci gustiamo un nebbiolo passito, seduti e rilassati, nell’area esterna del Wine Bar. Il sole è ormai a ovest, è il momento di ripercorrere all’indietro la stessa strada da cui siamo venuti. Una dopo l’altra scorrono le sottozone e mi sale un pizzico di tristezza, vorrei fermarmi da ogni produttore, sentire la sua storia e assaggiare i suoi vini. Poi però mi ricordo delle bottiglie nel bagagliaio e torno felice a casa con un pezzetto di eccellenza Valtellinese, quella delle Cantine Nera e Caven.

Luca Gonzato

Come riconoscere gli aromi nel vino e iniziare a degustare

Riconoscere gli aromi nel vino è più semplice di quello che pensi, prima di tutto bisogna rimettere in funzione il naso ed iniziare ad annusare qualunque cosa abbia un profumo e cercare di memorizzarlo. Tantissimi sono gli aromi che già abbiamo scolpiti nella memoria, legati all’infanzia ad esempio, alla frutta che si prendeva dall’albero, ai fiori che profumavano la casa, l’orto, una distesa di lavanda, o i mughetti in primavera che crescevano nel bosco di acacie vicino a casa. Se ci pensi, sono tanti i ricordi legati agli odori. Si tratta di risvegliarli e concentrarsi di fronte al bicchiere. Non parlerò di terpeni, norisoprenoidi e molecole dai nomi impronunciabili perchè lo scopo di questo post è quello di aiutare chi si avvicina alla degustazione di un vino. 

Pronto per iniziare?

Stappa una bottiglia, di qualunque genere, bianco, rosé, rosso, spumante, passito, scegli tu. Versane una parte in un calice da vino e fai una prima olfazione a bicchiere fermo, infilando ben bene il naso dentro al calice ed in modo da percepire subito cosa spicca tra gli aromi, il profumo dominante. Non soffermarti sul bicchiere, staccati e pensa a cosa ti ricorda, che tipo di odore è (aiutati con lo schema a cerchi delle macrocategorie o con le descrizioni riportate più sotto). Annusa ancora, velocemente, a cercare qualcos’altro o la conferma di ciò che hai sentito la prima volta. Memorizza gli aromi che hai sentito, ripensaci se erano davvero loro o degli altri. Se vuoi risenti ancora brevemente. 

Ora sei pronto per scatenare gli aromi, ruota energicamente il vino nel calice in modo da liberare tutti gli aromi (non farlo però con lo spumante perchè non ha senso, disperderesti solo l’anidride carbonica che lo caratterizza facendolo diventare meno godibile al palato, gli aromi dello spumante arrivano da soli al tuo naso, dalla normale dispersione carbonica in uscita dal calice, si usano calici stretti proprio per mantenere più a lungo gli aromi nel bicchiere). Il movimento del vino nel calice libererà altre molecole odorose che magari non avevi sentito prima. Delle volte può succedere che appena versato un vino, particolarmente nei bianchi, vi sia una fastidiosa nota di solforosa (serve a proteggere il vino da ossidazione e batteri), in questo caso ruota leggermente e lascia che il vino prenda aria qualche minuto e che le molecole (volatili) della solforosa se ne vadano, poi torna ad annusare e identificare.

Se pensi di sentire poco gli aromi puoi sempre comprimere una narice all’interno del calice ed aspirare intensamente con l’altra. Le olfazioni non devono essere continue e prolungate altrimenti ci si assuefà e si perde la capacità di sentire gli aromi distintamente. Con l’aiuto delle macrocategorie puoi già avere una direzione olfattiva del vino, ad esempio floreale in un vino bianco giovane con profumi di fiore d’acacia, oppure più categorie come in un rosso fruttato e tostato con profumi di ciliegia, mirtilli e note di vaniglia portate dall’affinamento in barrique. Negli spumanti possono essere le note floreali, agrumate o fragranti di pasticceria a prevalere. Nei passiti ci puoi trovare l’albicocca, l’uva passa, fichi secchi, canditi ecc. Non è possibile dare indicazioni univoche sulle caratteristiche aromatiche di un vino, anche se proveniente da singola uva, ogni vino si esprime in modo diverso, sono tante le variabili che influiscono sul profilo aromatico finale. Ci sono dei marcatori olfattivi specifici di ogni vino ma questo non vuol dire che poi li trovi in tutti i vini prodotti con quell’uva, faccio un esempio, il Riesling renano: è conosciuto prevalentemente per gli aromi di idrocarburi, in alcuni sono presenti in modo netto mentre in altri prevalgono le note fruttate tropicali o floreali, dipende dal terroir di provenienza delle uve, dalle lavorazioni in cantina e dall’affinamento. Un riesling della Mosella non è per niente uguale ad un Riesling dell’Oltrepò Pavese. 

Con il tempo si impara a riconoscere gli aromi e il riconoscimento diventa un gioco divertente e appagante. Non ti scoraggiare se hai sentito ‘poco’, ci vuole allenamento come qualunque altra attività.

Prova adesso a berne un sorso, trattenendolo in bocca e passandolo su tutta la cavità orale, arriveranno altri aromi, quelli retronasali a completare il quadro olfattivo. Ora dovresti avere abbasta input per dire la tua sugli aromi del vino che hai appena degustato. Questo è solo l’inizio, la prossima volta affrontiamo altre caratteristiche che lo rendono unico, ad esempio le morbidezze e le durezze che lo compongono.

L’obiettivo della degustazione, (che si può tranquillamente fare ognuno come gli pare) è quello di cercare di capire cosa si beve e dare una motivazione sensata a quei banali e frettolosi giudizi che si basano sul “mi piace/buono” oppure “non mi piace/cattivo”. Il riuscire ad individuare anche solo pochi aromi fa la differenza. Ogni vino è come un libro, puoi apprezzare solo la copertina, come si presenta, oppure decidere di leggerlo, capire cosa racconta e infine rileggerlo per cogliere tutti i dettagli e le sfumature. Che senso ha comprare una bottiglia spendendo dei soldi se poi il giudizio è limitato a due aggettivi? tanto vale prendere il vino in cartone (per quanto meriti anche lui una lettura). Altra cosa bella del degustare il vino è sentire come cambia nel calice con il passare del tempo, magari si presenta con un aroma fragrante e dopo trenta minuti ha lasciato il posto a note morbide di frutta in confettura, è una bevanda ‘viva’ e sentirla trasformarsi è un piacere, particolarmente se il vino è fatto bene ed anche dopo uno o due giorni che lo hai stappato ti regala belle sensazioni olfattive. Qui capisci anche la differenza tra vini ‘costruiti’ per il consumo e vini con un’identità specifica. Anche il calice vuoto, dimenticato sul lavello e annusato il giorno dopo restituirà ciò che di aromatico ne è rimasto impresso. Qui mi fermo altrimenti scrivo troppo. Spero di averti fatto venire la voglia di provarci.

Di seguito la descrizione delle macrocategorie con gli aromi principali, che seppur limitati possono agevolarti nel riconoscimento. In generale i profumi devono offrire una sensazione gradevole, l’insieme dei profumi determina il ‘bouquet’ che si esprime in complessità (quantità di aromi diversi che percepiamo), intensità (es. una o cento rose) e qualità del profumo (bellezza olfattiva). Ogni vino ha le sue caratteristiche, con note più o meno accentuate, a te scoprirle.

CLASSIFICAZIONE DEGLI AROMI

PRIMARI: aromi presenti nelle uve aromatiche che poi ritroviamo nel vino.

SECONDARI: aromi derivanti dalla lavorazione dell’uva, pigiatura e fermentazioni.

TERZIARI: aromi che si sviluppano durante l’affinamento, post fermentazioni, in legno, vetro, anfora.

C’è chi poi aggiunge un’altra categoria, quella degli aromi di affinamento QUATERNARI: zibetto (carne in macerazione, es. certi Malbec argentini), goudron (catrame, es. in alcuni Nebbioli evoluti), idrocarburi leggeri (benzina, es. nei vini Riesling della Mosella)

CATEGORIE AROMATICHE

AROMATICO: Il profumo che deriva solo da vitigni aromatici (Gewurtztramminer, Moscati, Malvasie, Brachetto). L’uva ha lo stesso profumo che si ritrova nel vino.

VINOSO: Il profumo del vino appena svinato dopo la fermentazione, spesso presente nei vini rossi giovani. Per farsi un’idea è caratterizzante del vino novello.

FLOREALE: Profumi di fiori, nei bianchi associati a fiori bianchi o gialli, biancospino, zagara, ginestra, acacia, bosso, mughetto, fiori d’arancio, camomilla, tiglio, magnolia, geranio. Nei rossi, rosa, viola, iris, giacinto, lillà, lavanda. Possono essere anche profumi di fiori appassiti o secchi.

FRUTTATO: Profumi di frutti bianchi, pesca bianca, pera, mela, melone. Frutti gialli, pesca gialla, albicocca, prugna. Frutti neri, ribes, mora, amarena, mirtillo. Agrumi, arancia, mandarino, pompelmo, limone, lime. Frutti esotici, ananas, papaia, banana, litchi, frutto della passione. Frutta secca, noce, nocciola, mandarla fichi secchi, uva passa. Frutti canditi, scorza d’arancia. Confettura, frutta sciroppata. Nei bianchi si percepiscono maggiormente i profumi di frutti bianchi, gialli, esotici ed agrumi. Nei rossi prevalgono i frutti rossi e neri. Nei vini passiti di frutta essiccata, uva passa, albicocca e fichi secchi.

ERBACEO/VEGETALE: Profumi che ricordano l’erba appena tagliata, fieno, foglia di pomodoro, peperone, cavolo, aglio, cipolla, finocchio, fagiolini, salvia, rosmarino, basilico, timo, maggiorana. Alcuni di questi profumi sono caratteristici di vini come il Sauvignon, Merlot, Cabernet ecc.

MINERALE: Profumo di pietra focaia, polvere da sparo, grafite, talco, gesso, petrolio, idrocarburi, pietra bagnata, roccia marina salmastra, salinità. Si può intendere anche come la sensazione polverosa che un vino può dare in bocca. Il termine minerale è uno dei più dibattuti e controversi.

FRAGRANTE: Rimanda ai profumi di fiori e frutti freschissimi presenti nei vini giovani. Fragrante indica anche il profumo del pane appena sfornato e dei lieviti, presenti ad esempio negli spumanti o nei vini bianchi che hanno riposato sui lieviti. 

SPEZIATO: Profumi di spezie dolci o piccanti, vaniglia, cannella, pepe (bianco, nero, rosa), chiodi di garofano, coriandolo, anice stellato, zafferano, liquirizia, noce moscata, zenzero. La speziatura caratterizza principalmente i vini (sia bianchi che rossi) che hanno avuto un passaggio in legno (botti, tonneau, barrique). Spesso i ‘legni’ nuovi rilasciano sentori di vaniglia.

TOSTATO: Profumi di affinamento del vino in legno o in bottiglia che rimandano al cacao, cioccolato, caffé, tabacco, mandorle e nocciole tostate, cuoio, fumé.

ETEREO: Profumi di cera, ceralacca, iodio, medicinali, plastica, sapone, smalto, vernice, solvente. Profumi accettabili in minima quantità, al limite del difetto.

DIFETTATO: Odori sgradevoli, quellli che rendono un vino difettato, da rifiutare. Dal classico odore di tappo (tricoloroanisolo – t.c.a.) con sentori di sughero avariato, segatura bagnata, legno marcio, al ‘ridotto’ eccesso di solforosa (brodo vegetale, uovo marcio, cipolla, cavolfiore), Ossidazione (eccesso di contatto con l’aria), Sudore di cavallo, Muffa, Mela marcia, Aceto, Colla, Sapone, Plastica bruciata… 

Note: 

Uno strumento che può aiutare nell’individuazione degli aromi è la celebre “Ruota degli aromi del vino” di Ann C. Noble, www.winearomawheel.com

Per maggiori informazioni consiglio la lettura del bel libro di Luigi Moio, Il respiro del vino, edito da Mondadori (€ 13,00) e del manuale “La Degustazione” di Ais Associazione Italiana Sommelier Editore (€ 25).

Luca Gonzato

Australian Chardonnay Koonunga Hill

Niente male questo Chardonnay australiano, morbido, quasi burroso, bella freschezza, fruttato, pesca gialla e ananas con un finale che mi ricorda la frutta secca, mandorle, arachidi. Buona la persistenza e il retrogusto dolciastro. Questa la mia breve analisi. Mi fa ridere che le descrizioni di questo Chardonnay, in vari siti di vendita online, sono molto diverse tra loro, …ora c’è anche la mia 😏 l’unica cosa che ci accomuna è il positivo giudizio generale. La riflessione che faccio è che lo stato d’animo, il momento o la situazione possono influire sulla percezione di un vino e farcelo risultare migliore o peggiore. Ad esempio i vini degustati in cantina sono sempre eccellenti, sei dentro la pancia della madre e non puoi che percepirne tutti gli organi che lo hanno messo in vita… poi a casa, dopo qualche mese, stappi la stessa bottiglia e lo senti in modo diverso, meno presente e coinvolgente. Ribadisco che questo Penfolds Koonunga Hill Chardonnay 2016, non è niente male, equilibrato e significativo nell’espressione ma se lo avessi assaggiato lí, in Australia, ne sarei tornato con un giudizio magnifico, invece l’ho degustato a Milano, dopo una giornata ‘impegnativa’ con mia madre che non ricorda i nomi dei suoi figli… Quindi, stato d’animo + o – smart = percezione diversa. Un sommelier o assaggiatore dovrebbe dare solo un giudizio ‘tecnico’ in pochi secondi, stati d’animo ecc. sono solo seghe mentali che niente hanno a che vedere con la degustazione. Io però considero anche queste variabili, perchè non ho alcun vincolo a limitare il mio giudizio e ciò che scrivo. Una visione più romantica, nella quale lascio che il vino mi racconti qualcosa oltre alle sue caratteristiche tecniche, lascio che mi stuzzichi l’immaginario e mi suggerisca qualcosa di suo aldilà di profumi, corpo ecc.. Oggi il mio giudizio secondario è: ottimo vino da meditazione 🧘‍♀️.

Luca Gonzato

Riccardo Cotarella e sei grandi espressioni del vino Italiano 

Serata speciale quella organizzata da Onav Milano, con la partecipazione del famoso enologo nonché presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, che insieme al Presidente di Onav Vito Intini e ai produttori dei vini in degustazione, ci hanno guidato alla scoperta di sei magnifiche realtà italiane.

Vito Intini e Riccardo Cotarella

Il valore del territorio e delle persone prima ancora del vitigno, la peculiarità italiana di avere oltre 350 vitigni autoctoni che possono garantire un futuro di prosperità per i nostri vini, l’imprescindibile traguardo della qualità, che si raggiunge con la ricerca, la sperimentazione e l’applicazione di precise tecniche di intervento in vigna e di lavorazione in cantina. Sembrerebbero semplici regole ma comportano un impegno che nel passato è stato spesso disatteso, con enologi messi in disparte a favore di produzioni quantitative dove magari i vini venivano annacquati per riempire più bottiglie. Solo da qualche decennio l’impegno di tutte le figure coinvolte nella filiera del vino si sono messe alla ricerca della qualità, più che della quantità. Il merito va ai giovani enologi e ai produttori lungimiranti che hanno capito il valore del proprio territorio e come farlo esprimere al meglio nei propri vini. A Cotarella e alla cooperativa La Guardiense si deve la riscoperta di vitigni come la Falanghina che un tempo erano ritenuti ‘anonimi’ e che invece sanno esprimere carattere e territorio con grande personalità. Oppure l’Albarossa, che grazie all’impegno dell’Azienda Bricco dei Guazzi, ha riportato in auge questo vitigno piemontese poco conosciuto, in grado di fondere insieme le caratteristiche di Nebbiolo e Barbera aggiungendo valore al territorio del Monferrato. Poi c’è la bella realtà del Brunello di Montalcino dove territorio e vino sono un tutt’uno conosciuto nel mondo. I vini pugliesi, Negroamaro, Nero di Troia e Primitivo, che un tempo  viaggiavano sulle navi per andare a dare colore e consistenza ai vini del nord, ora brillano della propria luce grazie all’impegno di tanti produttori di qualità. Sono tante le realtà che hanno visto coinvolto Cotarella in oltre 50 vendemmie, è bello ascoltarlo e percepire quanto abbia fiducia nelle giovani generazioni e nel futuro dei vini italiani, ci rende orgogliosi di condividere a testa alta il racconto delle eccellenze vinicole italiane. Cotarella dice che “il vino perfetto non esisterà mai“, c’è sempre un margine di miglioramento, aggiungo io che i vini degustati non saranno perfetti ma sono dei gran bei vini.

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I Mille per la Falanghina 2015, Sannio Dop, La Guardiense

A presentare il primo vino è Domizio Pigna, Presidente de La Guardiense. Azienda fondata nel 1960 da 33 soci, oggi ne conta circa mille. Agricoltori che coltivano a conduzione diretta più di 1.500 ettari di vigneto situati in collina a un’altitudine di circa 350 metri, con una produzione media annua di circa 200.000 quintali di uve. In Campania nella provincia di Benevento. Falanghina invecchiata 3 mesi in barrique, si presenta giallo paglierino brillante con profumi di frutti tropicali, mango, frutto della passione, banana, pesca bianca. Armonico, rotondo e morbido con finale acidico/agrumato, persistente. Bell’inizio.

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Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva 2004, Vigna Novali, Moncaro

Enologo Giuliano Ignazi. La Cantina di Montecarotto si trova nell’area classica dei Castelli di Jesi, Marche. Produce vini dal 1964 quando viene fondata la Società Cooperativa. Le uve di Verdicchio hanno una buccia molto spessa per questo viene fatta una macerazione di 18 ore a contatto che permette l’estrazione aromatica. Una piccola parte affina in barrique per 7/8 mesi. Quattordici gli anni di attesa per questo bianco che si mostra di un bel giallo dorato cristallino nel calice. Note evolutive, minerali, mielato che arriva al caramello, agrumi canditi, ananas, zafferano, sentori balsamici e bella acidità con sensazione burrosa in bocca. Maturo e armonico, gran piacere degustarlo.

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Brunello di Montalcino 2013, La Poderina Tenute del  Cerro

Presenta Francesco Ceccarelli, Trade Marketing Manager di Tenute del Cerro (Gruppo Unipol SAI). La Poderina è a Castelnuovo dell’Abate Montalcino (Siena). Le uve sono di Sangiovese Grosso qui chiamato Brunello. Vigneti con esposizione sud-est. Il vino è rosso rubino con riflessi aranciati, il colore abbastanza scarico ricorda quello del Pinot nero. Profumi di frutta rossa, marasca, vena speziata di pepe e chiodi garofano, vaniglia e un fondo terroso gradevole, percezioni vinose di giovinezza. Tannini fini, bella tattilità, elegante, lunga persistenza e corrispondenza gusto-olfattiva. Ottimo, con possibilità di ulteriore miglioramento in un paio di anni.

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Albarossa 2016, Bricco dei Guazzi

Presenta l’Azienda il suo Amministratore Alessandro Marchionne. Bricco dei Guazzi è nel Monferrato, comune di Olivola (Alessandria), fa parte del gruppo Genagricola che si occupa di viticoltura, agricoltura, allevamento e fonti rinnovabili. L’Albarossa è un vitigno clone dell’incrocio tra Nebbiolo e Barbera, selezionato come il migliore tra quelli sperimentati nel lontano 1938 dal Dott. Dalmasso, ampelografo originario dell’Astigiano. Il vino ha un colore intenso simile alla Barbera, profumi floreali, spicca la rosa, note di talco, frutti rossi, spezie dolci, noce moscata. Fresco ed elegante con nota di liquirizia, tattile, masticabile. Questa è la terza annata che viene prodotto. È stata una bella scoperta questa Albarossa che metto al Top della serata.

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Ogrà Syrah 2013, Famiglia Cotarella

Presenta Riccardo Cotarella. L’Azienda fondata nel 1979 con il nome Falesco è ora diventata Famiglia Cotarella proprio a significare il forte legame familiare che unisce i fratelli Renzo (amministratore delegato della Marchesi Antinori) e Riccardo Cotarella, entrambi enologi che hanno ora messo alla guida dell’azienda la terza generazione, rappresentata dalle figlie Dominga, Marta ed Enrica. La sede è a Montecchio (Terni), al confine tra Lazio e Umbria. In degustazione, l’Ogrà è rubino intenso, profumi di frutti rossi, cipria, pepe, legno fresco, floreale, ancora vinoso con sensazione vanigliata, morbido ed elegante al palato con il tipico aroma di liquirizia del Syrah. Gran bel Syrah.

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Selvarossa Riserva Salice Salentino 2013, Cantina Due Palme

Presenta Francesco Fortunato, giovane enologo. La cooperativa nasce nell’89, conta 1000 soci e 2500 ettari vitati. È una realtà importante nel nostro Paese che produce 15 milioni di bottiglie ed esporta in 45 paesi. Aggiungo una nota personale, conoscevo la Cantina per il loro Susumaniello, un rosso morbido e gustoso davvero piacevole, viene proposto ad un prezzo inferiore ai 10 euro. Stasera ho la conferma della bontà dei loro vini assaggiando questo Salice Salentino Riserva. Aromi di piccoli frutti rossi maturi, spezie dolci, cipria, grafite, frutto dolce, vanigliato. Bella freschezza, lunghissimo con questa prugna matura a far capolino. Se non è sul primo, è sul secondo gradino del podio. 

Luca Gonzato

L’altro Nebbiolo, Barbaresco

Avevo appena finito l’aggiornamento della mappa sulle DOCG di Valtellina e parallelamente stavo portando avanti questo post su un Nebbiolo assaggiato qualche giorno fa.

Barbaresco Meruzzano 2014, Magnum, di Orlando Abrigo.

Mi è quindi venuto spontaneo fare un confronto. Nel Barbaresco il Nebbiolo si esprime in modo diverso dai vicini di Barolo o dagli ‘eroici’ Valtellinesi, risulta più semplice, meno austero, se così si può dire. Il sorso è semplificato, più beverino, a dominare sono i frutti rossi freschi e la sensazione di giovinezza. Quella giovinezza che ti fa tornare con i ricordi ai 25/30 anni d’età, quando ci si preparava ad uscire per iniziare una serata epica. L’occasione per stappare questa  ‘magnum’ è stata la visita ad amici friulani, che sapevo avrebbero apprezzato qualcosa dal Piemonte, poi dai, la ‘magnum’ è fatta apposta per essere condivisa. Questo Barbaresco lo assaggi prima, durante e dopo una cena con la stessa sensazione di piacevolezza, non ti stanca mai, un calice dopo l’altro con il sorriso in bocca per il piacere, poi però… altro che serata epica (a parte la bevuta), tutti a nanna che non siamo più giovani come una volta. La mattina dopo comunque tutti freschi come le rose, sarà retorica ma se bevi vini fatti bene e li accompagni al cibo puoi dimenticarti l’hangover del giorno dopo. Torniamo alle caratteristiche del vino, i sapori riportano alla Ciliegia, ai frutti di bosco, la viola, i profumi di sottobosco in questa stagione. Ricco di sfumature con bella acidità e minima astringenza tannica, abbastanza persistente e caldo (volume alcolico di 13,5%). Gran bel Barbaresco. Meruzzano è la Menzione Geografica Aggiuntiva di provenienza delle uve, nel Comune di Treiso. Questo ‘Crù’ è a 350m/slm su terreni ricchi di calcare. Orlando Abrigo, per fare questo vino impiega uve di Nebbiolo della sottovarietà Lampia, la vinificazione si svolge con macerazione sulle bucce di circa 15 giorni e affinamento in Tonneau di rovere francese da 500l per oltre un anno. Il ponte del 25 aprile/1° maggio è volato via ma sono rimasti i bei ricordi di giovinezza, degli amici e del Barbaresco Meruzzano.

Luca Gonzato

Bianco Schiopetto, Nero Venere

Venezia Giulia Bianco IGT Mario Schiopetto 2011

Finalmente sabato e finalmente il sole su Milano, così avevo iniziato a scrivere, poteva essere il pretesto per parlare di questo vino così luminoso… ma, ricomincio. È quasi l’ora di cena, c’è il tempo per un aperitivo e così mentre i bambini preparano patatine e coca-cola io stappo lo Schiopetto. È giallo paglierino, cristallino, perfettamente limpido, consistente nel bicchiere con archetti che scendono lentamente sul bicchiere, profumi invitanti di fiori bianchi e frutti, in bocca è complesso, ti trasmette frutti freschi, mela, banana, agrumi, secco e morbido, burroso, caldo e persistente, con una piacevole nota di mandorla finale, c’è altro, che però non saprei come descrivere se non come una sensazione appagante di armonia di sapori. Questo vino rappresenta la filosofia “Schiopetto”, ci trovo grande eleganza e raffinatezza, mineralità, sapidità equilibrata, con un bel ricordo del passaggio in legno che ha fuso insieme le caratteristiche di Chardonnay e Friulano (ex Tocai). Ok le patatine ma qui ci vuole un piatto degno di questo vino, chiedo a ‘my wife’ quando si cena, lei aspetta me, dice che sono più bravo io a cucinare, grrrr, preferirei stare qui a sorseggiarmi il vino con la città che abbassa il volume e il sole che cala. Riso venere con gamberi e zucchine è il piatto da preparare. I figli (10 e 8 anni) stanno litigando per banalità, faccio finta di niente, un altro assaggio poi mi metterò ai fornelli. Che buono, non dovrei dirlo, è un giudizio banale, soggettivo, andrebbe motivato in modo più tecnico… acidi e gliceridi a braccetto, aromi intensi di frutti maturi al punto giusto, lungo, avvolgente. Capriva del Friuli, nel mezzo del Collio, i terreni di ‘ponca’ (marna friulana di calcare e argilla), Mario Schiopetto, il pionere del Collio che diede vita al vino bianco friulano moderno, vinificazione in acciaio e passaggio in legno. Un aneddoto (come direbbe Francesco Renga a The Voice), ad un banco di degustazione di qualche anno fa, concentrai i miei assaggi sui banchi del Friuli, già amavo il ‘friulano’ e malgrado fossero tutti ottimi nei diversi banchi, quando assaggiai il friulano di Schiopetto, nella tipica bottiglia renana ad etichetta gialla, ne rimasi affascinato, perchè tra tutti si era mostrato, a mio giudizio, ad un livello superiore per complessità e capacità di trasmettere gli aromi in modo così intenso ed elegante. Il passo successivo fu quello di decidere che in cantina avrei sempre dovuto avere uno Schiopetto da offrire agli amici. On line, a parte il Friulano, comprai anche questo bianco IGT, blend di Friulano e Chardonnay 50/50, annata 2011. Sono passati sette anni per questo vino, lo trovo maturo al punto giusto ma non ho dubbi che potrebbe rimanere tranquillamente ancora qualche anno in bottiglia e mostrarsi poi con un’altra “faccia” altrettanto interessante. Eccola…si arrivo! (devo cucinare).

L’impiattamento è casalingo e forse neanche tanto bello da vedere, il sapore però è buono e strutturato. La cena è terminata come la bottiglia, abbinamento direi armonico, il riso venere mi sembra più saporito rispetto al riso bianco generico, i gamberi gli danno una bella sferzata aromatica e la tendenza dolce, zucchine anche loro con tendenza dolce, anche se poche (altrimenti i pargoli non lo avrebbero mangiato), acidità e sapidità del vino si sposano perfettamente per contrapposizione. Poi però, dato che non era una cena preparata per due portate, e la mia fame (come la sete), ha limiti sopra la media, sono passato ai salumi affettati, il prosciutto di San Daniele, che diciamocelo è la ‘morte sua’ con questo Schiopetto.

Se non lo avete già fatto, provate un vino di questa cantina, ne vale la pena, ve lo assicuro.

Luca Gonzato 

Il Carso e la Vitovska

E non chiamarli Orange Wine

La definizione di vini arancio non piace né ai produttori né ai professionisti del settore, meglio definirli dei vini bianchi che fanno macerazione (normalmente la vinificazione in bianco non ha contatto con le bucce dopo la spremitura). Sono dei vini particolari, di quelli capaci di esprimere territorio e tradizione in modo assoluto. Ci troviamo nella punta più a est dell’Italia, vicino a Trieste, in quel territorio che è un unicum tra Italia e Slovenia, il Carso. È una viticoltura fatta di fatica, su terreni calcarei rocciosi, nelle formazioni carsiche, dove il sottosuolo sembra un Gruviera. Depressioni del terreno con buchi che arrivano in profondità fino a grotte e fiumi sotterranei, le Doline. Poi ci sono i violenti venti di bora a soffiare, forti escursioni termiche e la vicinanza del mare. Un microclima unico che porta nella Vitovska (vitigno autoctono), caratteristiche precise di freschezza (acidità), profumi di fiori di campo, sapidità e un finale ammandorlato. Ho messo in fila sulla mappa le aziende, caspita, sarebbe un itinerario perfetto per passare qualche giorno in campagna. Praticamente tutte le aziende offrono ospitalità o un buon piatto da degustare insieme ai vini della zona, si organizza un giro?.

A questo punto dovrei presentare le 10 Vitovska (e non) assaggiate l’anno scorso ma non mi diverto granché a fare il riepilogo di qualcosa già avvenuto, c’è giusto una Vitovska slovena in cantina che potrebbe rendere la cosa più stimolante. Quindi il programma diventa: una Vitovska appena stappata; 10 altre Vitovska (e non) dalla degustazione 2017.

Vitovska 2015 Čotar

Ha un bellissimo colore dorato tendente all’aranciato, cristallino con lieve velatura, consistente. Profumo fine, frutta fresca, albicocca, pesca gialla, frutta secca, miele, mandorla. In bocca è di corpo, morbido, abbastanza caldo, fresco e sapido con note terziare di legno ma delicate. Il frutto giallo è dominante, persistente. Pur avendo sapidità ha note dolci retronasali molto piacevoli. Mi ricordavo sensazioni più dure e invece questa volta mi sembra più spostato verso le morbidezze. Non posso che darne un ottimo giudizio, ha una bella armonia d’insieme.

Adesso vediamo le altre Vitovske, caso vuole che quella appena assaggiata sia anche tra le dieci degustate in “ Mare e Vitovska”, l’evento organizzato da Ais nel 2017, presentato e condotto dal delegato di Trieste, Roberto Filipaz con la partecipazione dei produttori.

  1. Vitovska, Grgič – Azienda di Padriciano (TS) è anche agriturismo e allevamento di cavalli, il vitigno è su terra gialla, arenaria non Carsica. Coltiva anche Malvasia Istriana e Refosco. Vitovska vinificata il 30% in barrique ed il restante 70% in acciaio. Ha aromi di fiori maturi e erbe, rosmarino fresco ed una chiusura sapida. Info: www.grgic.it
  1. Vitovska 2016 – Bajta – In Località Sales, Grignano (TS), a conduzione familiare, anche agriturismo e produzione di salumi. Il vino fa una vinificazione in bianco ed una piccola parte affina in legno. Molto fresco, bel fiore di ginestra, fiori gialli, fruttato, citrino, mandarino, erbe aromatiche, nota sapida in chiusura. Info: www.bajta.it
  1. Vitovska Milič – Nella Frazione Sagrado di Sgonico (TS), dal 1489, viticoltura, agriturismo e allevamento di maiali e manzi. Vinifica Vitovska, Malvasia, Teran e Chardonnay. Le uve di Vitovska fanno una macerazione di 28 giorni, senza chiarifiche, solo legno per 2 anni. Il vino ha grande acidità e persistenza con nota sapida marina finale. Aromi di frutta gialla matura, pesca, albicocca, erbe aromatiche, balsamicità, bacca di ginepro. Info: www.agriturismomilic.it
  1. Vitovska 2016 – Zahar – Si trova a S. Antonio in Bosco, Dolina Trieste (TS), a meno di 100m/slm con i vigneti tutti esposti a sud. Ha anche uliveti. Terreno di arenaria, vitigno giovane. Il vino fa solo acciaio, no macerazione sulle bucce. Note floreali e fruttate gialle, balsamiche di pino, rosmarino, sapidità marina. Info: www.zahar.it
  1. Malvasia Istriana Tauzher – Slovenia – A Dutovlje (Duttogliano), Due ettari in zona con molta roccia, terra rossa, poca acqua. Macerazione di 5 giorni. Vino minerale e sapido, lungo, esplosione floreale, frutta, mela, limone.
  1. Vitovska 2015 – Štemberger Slovenia – A Šepulje (Sesana). Dieci ettari in viticoltura biologica. Uve fanno macerazione di 5 giorni, un anno e mezzo di affinamento in legno (Tonneau). Aromi di albicocca, ciliegia bianca, erbe aromatiche, rosmarino, punta di salvia, bella complessità, lungo. Info: www.stemberger.si
  1. Vitovska 2015 – Čotar – Slovenia – A Gorjansko (Goriano), azienda a conduzione familiare che ha anche osteria. Le uve fanno 5 giorni di macerazione a tini aperti poi affinamento di un anno e mezzo in grandi tini di legno. Biologico. Vino con sentori di incenso incombusto, percezione tannica, frutta secca, albicocca disidratata, sentore di tabacco, sapidità marina. Info: https://cotar.si/it
  1. Vitovska collection 2006 uscita 2009 – Zidarich – In Loc. Prepotto, Duino Aurisina (TS). Otto ettari, tutto naturale. Macerazione di un mese sulle bucce, 4 anni in legno e 1 in bottiglia. Complessità e persistenza, albicocca, pesca sciroppata. Info: www.zidarich.it
  1. Blend di Vitovska, Malvasia Istriana, Sauvignon blanc, Pinot grigio – Škerk – Loc. Prepotto, Duino Aurisina (TS). Una settimana di macerazione. Vino pluripremiato. Bel floreale e fruttato fresco con un finale di mandorla, Complesso e persistente. Qui aggiungo una nota oggi, ho assaggiato questo vino più volte, mi piace molto, è un gran vino che si esprime con tante sfumature, da provare. Info: www.skerk.com
  1. Malvasia Istriana – Renčel – Slovenia – A Dutovlje (Duttogliano). Uve passite 6 mesi in cassette, resa molto bassa. Vino dolce, aromi di caramella ‘moo’ d’orzo, fiore d’acacia, ginestra, pesca sciroppata, albicocca, spezie dolci. Info: www.rencel.si

Ps. erano tutti ottimi vini, se vuoi scoprire la Vitovska non hai che da scegliere.

Friuli Colli Orientali Pignolo 2011 Ronchi di Cialla

Di quei vini che stai lì ad ammirare

Prodotto dall’Azienda della famiglia Rapuzzi nella vallata di Cialla, nella Doc Colli orientali del Friuli, in provincia di Udine nel territorio tra Cividale del Friuli e Prepotto. L’Azienda è molto conosciuta per lo Schioppettino che produce.
Il vitigno Pignolo, l’ho scoperto solo qualche anno fa e me ne sono subito innamorato, è un vitigno di cui si hanno tracce dal medioevo, autoctono del Friuli. Ogni tanto mi piace aprirne una bottiglia, lo considero uno di quei vini che non ti deludono mai.
Questo Pignolo, stappato per iniziare bene la settimana, si è mostrato subito interessante, con un colore rubino impenetrabile che incuriosisce e stupisce per la consistenza alla prima rotazione, si formano archetti stretti e lenti, mi aspetto alcol, morbidezza, glicerina e un gran corpo. All’olfatto è elegante, di frutti rossi macerati che però mantengono la loro fragranza e erbe officinali, ma a colpirmi è la nota balsamica che mi ricorda le caramelle al rabarbaro. In bocca è lunghissimo, pieno e masticabile. Secco ma al limite dell’abboccato, caldo, morbidissimo pur evidenziando dei bei tannini evoluti, la nota balsamica si riconferma e si aggiungono delicate spezie e una nota di tostatura che va verso la liquirizia. Robusto, persistente, maturo, armonico. Dovessi dargli un punteggio sarebbe sicuramente sopra i 90.
Buon inizio settimana!