Vini di Gallura: tre di Tani

Le recenti e legittime proteste dei pastori sardi mi hanno portato a voler parlare di vini sardi e, anche se alla lontana, sostenere i prodotti tipici di quella splendida regione che è la Sardegna. Ho scelto alcuni vini della Cantina Tani, situata in Gallura nel paese di Monti. Il primo assaggiato è stato il  Vermentino di Gallura Superiore, Taerra 2017. Bel colore, giallo paglierino intenso, profumi delicati di fiori bianchi e agrumi come il mandarino e il limone, qualcosa anche di erbe aromatiche come il basilico. In bocca è di gran corpo, le sensazioni morbide quasi burrose sulla lingua fanno da contraltare ad una splendida mineralità che gli sta intorno e che chiude il sorso in un bellissimo equilibrio. Maestoso. Davvero buono. 

Pur essendo una zona famosa per il Vermentino, Tani produce anche due rossi che mi incuriosivano parecchio. Il Donosu, Connonau di Sardegna 2017 è molto diverso dai Cannonau del sud della regione o perlomeno da quelli che ho avuto modo di assaggiare. È più sottile e riporta a frutti freschi, erbe balsamiche, rosa, mirtilli. In bocca è leggiadro, minerale e sapido, si ammorbidisce in un finale abbastanza equilibrato. Si apprezza la sua fragranza aromatica. Per la sua freschezza e mineralità mi ricorda certe Barbera piemontesi. Da apprezzare con un bel formaggio pecorino di media stagionatura.

L’altro rosso di Tani è il Serranu 2015, blend di Cannonau 45%, Merlot 10% e altre varietà rosse non specificate. Affina in botti da 1000 litri per 24 mesi. Dimenticavo di dire che in questa zona i suoli hanno una forte componente di granito. Il colore del Serranu è impenetrabile, giusto sui bordi rilascia un rubino/granato intenso. La rotazione del calice è ‘pesante’, si formano archetti che lentamente ritornano nel vino. I profumi sono eleganti, di frutti in confettura, erbe balsamiche, rabarbaro, menta. Spezie, chiodi di garofano. In bocca ha un bel corpo, il frutto è sciropposo, il tannino composto. Gli aromi retronasali riportano alle erbe balsamiche. È un gran rosso, rotondo e lungo. Finale fresco di bacche nere, more e mirtilli. Sogno un maialino arrosto da accompagnare a questa perla rossa di Gallura.

Sarà che è ancora inverno e che i ‘rossi’ la fanno da padrona ma lo trovo davvero ottimo come piacevolezza ed unico come carattere.

Luca Gonzato

Verticale Solaia Antinori

2004 – 2005 – 2006 – 2009 – 2013 – 2015

Sei annate del celebre vino toscano

Cosa c’è dietro un vino valutato 100/100? Questa è la domanda che mi ha spinto ad iscrivermi alla serata organizzata da AIS Milano.

La risposta arriva ancor prima di assaggiare i vini. Dietro ogni eccellenza c’è la passione e la cura estrema di ogni dettaglio. Nel caso del Solaia si traduce in un percorso di passione e ricerca che dura da ventisei generazioni di Antinori, Vinattieri dal 1385. 

Solaia è la punta di diamante tra i vini di Marchesi Antinori. È prodotto nella Tenuta Tignanello, nel Chianti Classico, su colline tra i 200 e i 400 metri di altezza, in una porzione di vigneto su una micro collina che ricorda la forma di un panettone, completamente soleggiata durante il giorno e chiamata per questo Solaia. Il terreno è stratificato con i primi 80 cm prevalentemente di pietra alberese, un calcare marnoso che consente un buon drenaggio dell’acqua, seguiti da uno strato argilloso più profondo che garantisce una riserva d’acqua per i periodi secchi. Ogni metro di vigna è conosciuto e curato con il massimo dell’attenzione.

Il Solaia è relativamente giovane come età, la prima annata risale al 1978. Nato dalla volontà di creare un vino che potesse competere con i blasonati vini francesi di Bordeaux e quelli americani della Napa Valley in California. L’enologo degli inizi era il famoso Giacomo Tachis. L’uvaggio dell’epoca prevedeva un 80% di Cabernet Sauvignon e il 20% di Cabernet Franc. Nei primi anni ’80, è stato aggiunto il Sangiovese per dare un’impronta tipicamente italiana che lo distinguesse dagli altri (francesi del Medoc). Si è arrivati all’attuale uvaggio del 75% di Cabernet Sauvignon più 20% di Sangiovese e 5% di Cabernet Franc. La Tenuta Tignanello era la più frequentata dalla famiglia Antinori ed anche per questo era il luogo più incline alla sperimentazione e al perfezionamento. Uno dei perfezionamenti apportati fu quello di affinare separatamente il Cabernet e il Sangiovese. Nel 2000 il Solaia dell’annata 1997 viene giudicato miglior vino al mondo da James Suckling, Wine Spectator, James arriverà a spostare la sua residenza dalle colline bordolesi a quelle toscane. A Marchesi Antinori il merito d’aver intuito che il Cabernet e il terreno che aveva a disposizione potevano dare un grande risultato. C’è poi l’utilizzo della barrique e la capacità di usarla nel migliore dei modi. Nel 2001, Renzo Cotarella, amministratore delegato, agronomo ed enologo della Marchesi Antinori, viene eletto miglior winemaker del mondo da Wine Enthusiast. Nel 2007 viene fatto un ulteriore passo in avanti con il rifacimento dei vigneti e l’impianto dei migliori cloni di piante in relazione ai terreni di Tignanello. Basta guardare sul sito Antinori per capire come sono state le annate di Solaia dal 2007 ad oggi, tutte sopra i 90 punti, giudicate con il massimo punteggio da numerose guide specializzate ed esperti degustatori. Come un campione sportivo che cura ogni dettaglio della sua performance agonistica, anche il Solaia viene realizzato con lo stesso livello di attenzione. Basti pensare che si è arrivati ad una scelta di barrique specifiche in base all’annata, ordinate dopo la vinificazione. Insomma non è un caso il voto di cento/centesimi di Wine Advocate e James Suckling per l’annata 2015 in commercio. Ci sarebbe da dire tanto altro sulla storia di Marchesi Antinori, dell’altro vino super premiato, il Tignanello, speculare al Solaia ma con l’80% di Sangiovese, poi le tenute sparse per la Toscana, in Umbria, Puglia, California, Cile… ma è il momento di passare alla degustazione. C’è sempre il loro sito per chi vuole saperne di più.

Ora che ho scoperto cosa c’è ‘dietro’ vorrei anche capire se 125€ valgono l’assaggio di sei calici riempiti neanche per metà. Ho già l’ansia che ogni sorso mi calerò giù 5 euro, poi cavolo ho di fianco uno che puzza d’aglio, maledetto, non ho il coraggio d’alzarmi e cambiare posto, la sala è piena. Ok concentrazione, resettiamo l’aglio, non esiste. A presentare l’azienda è stato il direttore della tenuta di Tignanello Stefano Carpaneto, in Antinori dal 2002. A guidare la degustazione è il Sommelier degustatore AIS Francesco Albertini.

Solaia 2004: Annata buona per quantità e qualità. Potenza, ricchezza, esuberanza. Qualità che in quegli anni erano ben recepite. Frutto ancora percepibile, mirtillo, ribes nero, nota di petalo di rosa. Speziatura, cannella, noce moscata, legno di sandalo. Eucalipto, pepe nero. Tannino dolce, cioccolato. Lunghissimo. Ancora vivace nel carattere, nell’eccellenza pecca un pochino di raffinatezza a mio giudizio.

Solaia 2005: Clima complesso durante l’anno, freddo e piovoso con maturazione lunga, produzione scarsa con cernita delle uve. Si riflette nel vino nella sua verticalità con tannino affilato. Il fruttato è più acidulo. Note di chinotto, agrumi, leggero floreale. Nota ematica, sottobosco, humus. Spezie, noce moscata, curcuma. Grande persistenza e ritorno balsamico. Non l’ho apprezzato granché.

Solaia 2006: Si cambia registro, è da subito ‘wow’. Oltre alla potenza si percepisce in modo netto l’eleganza. Componenti aromatiche fruttate e floreali, spicca una nota di alloro, poi carruba, cioccolato, spezie, macchia mediterranea, rabarbaro. Grande finezza, un’impronta simile ai migliori bordolesi. Tannino dolce, cioccolatoso. Questo assaggio compensa i precedenti. Infinito.

Solaia 2009: Annata lunga, maturazione lenta. Il vino dei ’10 anni’, quello che per molti appassionati è il tempo ideale di affinamento per vini di questo livello. In effetti si presenta con grande fascino e profumi intensi di visciole, susina, arancia sanguinella. Bella anche la componente floreale di viola, rosa, lavanda. Erbe aromatiche, menta, salvia e una delicata nota di canfora. In bocca è succoso, invitante. Tannini sottili, eleganza. Luminoso e fantastico.

Solaia 2013: Buona vendemmia, si è distinta in cantina con un utilizzo di legni specifici di una nuova tonnellerie. Elegante e fine. Mirtillo, ribes, legni aromatici. Balsamico con profumi di timo, violetta, lavanda. Vigoroso in bocca. Pur di gran qualità l’ho apprezzato meno rispetto ad altri.

Solaia 2015: Viene definita la miglior annata mai prodotta. Clima adeguato, vendemmia fatta con calma, belle uve. Si aveva la percezione che ne sarebbe uscito un grande vino. L’impatto olfattivo è sorprendentemente floreale, rosa, iris. Poi i piccoli frutti neri, ciliegia, arancia rossa. Note balsamiche eleganti, qualcosa di piccante. Dolcezza di spezie, cioccolato, liquirizia. Grande equilibrio e armonia. Fine, lunghissimo con un ritorno di frutti freschi. Spettacolo.

Aldilà del 100/100, anche il meno esperto dopo aver deglutito il Solaia 2015 percepisce la qualità superiore di questo vino. Non sono certo al livello del degustatore Albertini che riesce a trovare una quantità esagerata di percettori ma riesco a capire quando mi trovo di fronte a vini eccellenti e questo lo è. Esprime un’armonia ed una eleganza unica. Piacevolezza e personalità al 100%. 

Le bottiglie prodotte di Solaia 2015 sono state 88.000. La produzione totale di Antinori è di 25 milioni di bottiglie. Il costo del Solaia 2015 è di circa 240€ a bottiglia (sempre che si riesca a trovare). Io non posso permettermelo, ma di certo lo vorrei avere in cantina, almeno una bottiglia da assaggiare con calma, per tutta la serata, con e senza cibo, appena stappato e dopo due ore quando è completamente cambiato. Il Solaia merita tanta cura e attenzione, anche da chi lo degusta.

Luca Gonzato

Merlot Ronco del Gelso

Freddo e neve in città chiamano un bel rosso a scaldare la serata, dopo i giorni della merla stappo un Merlot. Ho scelto quello dell’Azienda Agricola Ronco Del Gelso di Cormons (GO). La Cantina è conosciuta per i vini bianchi ma produce anche Cabernet e questo Merlot chiamato Sintesi dei Capitoli, sottozona Rive Alte, nella DOC Isonzo del Friuli. L’annata è la 2012, 20 giorni di macerazione sulle bucce e due anni di affinamento in botti di rovere. 13,5% il volume d’alcol. Sul sito web viene presentato come “robusto, caratterizzato da tannini dolci ed un’elegante speziatura al naso. La bocca è cremosa, concentrata e profonda”. In effetti è così, pepe, chiodo di garofano, legni pregiati ma anche frutti neri, mirtilli, more. Una nota marina, mi ricorda il profumo sugli scogli. Morbido in bocca con tannini evoluti. Di facile beva. Corposo e abbastanza lungo nella persistenza dei profumi. Lo proverei volentieri con il pollo alla valdostana, mi accontento degli involtini di tacchino e speck. Anche un buon formaggio d’alpeggio ci starebbe alla grande, penso alla Fontina ma il Montasio sarebbe il suo abbinamento regionale corretto.

IIn Sintesi, il Merlot è un gran bel vitigno che dona sempre eleganza e morbidezza. In questa versione 2012 di Ronco del Gelso apprezzo la finezza e il bouquet aromatico. Un vino da mettere in tavola con allegria… alla faccia del freddo.

Luca Gonzato

Enozioni 2019

Sabato 26 gennaio, banco d’assaggio nell’ambito di Enozioni 2019, organizzato da Ais Milano all’Hotel Westin Palace. Una ventina gli assaggi fatti, tutti vini di alta qualità. Memorabile l’accoglienza da parte dei numerosi produttori che ci hanno personalmente presentato i loro vini.
A fine giornata ho stilato la mia classifica degli assaggi migliori ed ipotizzato una sequenza per un pranzo domenicale:


BOLLICINA Tesi Uno, Barone PizziniSpumante metodo classico, particolare ed unico in quanto è realizzato con il 60% di uva Erbamat, 20% Pinot nero, 20% Chardonnay. 60 mesi sui lieviti. Bellissima freschezza e aromi ‘verdi’ eleganti. L’Erbamat è un vitigno autoctono della Franciacorta.


BIANCO Greco di Tufo DOCG, Giallo d’Arles di QuintodecimoGrande struttura e complessità aromatica di frutti a polpa gialla, rotondo, lungo, persistente ed elegante. A presentarcelo c’era una delle figlie di Moio, gentilissima e preparata.


ROSSO Boca DOC, Vigna Cristiana del Podere ai ValloniUn gran vino per grandi occasioni, composto dal 70% di Nebbiolo, 20% Vespolina e 10% Uva rara (Bonarda). Si esprime con grande carattere ed accenti di erbe aromatiche e spezie, fanno da contorno gli aromi tipici del Nebbiolo che quì, su suoli di origine vulcanica, regalano spunti minerali e finezza. Con gli amici sommelier Ottavio e Sasha, che mi hanno accompagnato nella degustazione, abbiamo convenuto che fosse il miglior assaggio della giornata.


DOLCE Querciantica Visciole di VelenosiEravamo ormai in uscita dalla sala quando mi è arrivata agli occhi la scritta rossa Visciole sull’etichetta nera. Bevanda a base di vino e visciole (amarene tipiche Marchigiane), è un’ottima alternativa ai passiti, coniuga perfettamente le caratteristiche dell’uva Lacrima di Morro d’Alba con la dolcezza delle visciole.

Luca Gonzato

Il vino del parroco

Barbaresco 2003, Cantina Parroco di Neive, Cru Gallina.

Piemonte, Langhe, Nebbiolo 100%. La Cantina è l’Azienda San Michele, fondata nel 1973 dall’arciprete don Giuseppe Cogno parroco di Neive, insieme ad altri 3 viticoltori. Stappo con cautela questa bottiglia con oltre 15 anni di vita, ho sempre il timore di difetti dovuti al tappo o alla cattiva conservazione. Il tappo è integro e non presenta profumi anomali, ho aperto la bottiglia una mezz’ora prima di metterla in tavola. Colore rosso granato, aranciato nell’unghia, discretamente luminoso, come il sole di questa domenica invernale, il massimo che ci si possa aspettare da un vino di questa età.  Il profumo è fine ed elegante, di viola, con sentori dolci di caramello, se lo si sveglia dal torpore, roteandolo nel calice, sprigiona quelle note tipiche che mi aspettavo da un Barbaresco del Cru Gallina di Neive, cioè sottobosco, humus, qualcosa di selvaggio, potenza.

L’ingresso è fresco ed elegante, si impongono gli aromi di frutti rossi macerati, prosegue con note dolciastre di legno, vaniglia. Morbido, concentrato, caldo (14,5% Vol.), con tannini ben presenti seppur integrati, stringe l’interno delle labbra sui denti. È perfetto ad accompagnare l’ossobuco alla milanese, untuoso e grasso. Il finale regala sensazioni dolci di cioccolato e note balsamiche. Persistente nei toni dolci, rotondo ed opulento, quasi da meditazione. Dalle cronache delle Langhe, l’annata 2003 risulta essere stata molto calda, con i grappoli più esposti scottati dal sole. Si percepisce una notevole concentrazione di aromi in questo vino, in qualche modo ricorda alcuni rossi da uve passite. Un Barbaresco ottimo ed in splendida forma, gran domenica insieme.

Luca Gonzato

Il Bruciato di Antinori

Senza giri di parole voglio dire che Il Bruciato di Antinori 2016 è buono, ogni componente si integra perfettamente con le altre. Frutti rossi e neri, tostatura, cacao e liquirizia, bella sapidità, tannini evoluti, finale piacevolissimo e buona persistenza. Un vino che si fa bere con facilità e ha le caratteristiche per non scontentare nessuno. Si potrebbe dire che è un vino ‘piacione’ ma sarebbe sbagliato, è un vino conosciuto ma non gli si può fare una colpa per questo, anzi, bisogna riconoscere quando qualcosa è fatto bene, in ogni campo anche se non proviene dal piccolo produttore. Del resto non mi aspettavo niente di meno da una cantina come Antinori. Difficile che di questo vino ne resti in bottiglia. Ottimo anche il rapporto qualità/prezzo. 

Luca Gonzato

Gaja, Ca’ Marcanda, Promis 2000

La bellezza di internet è la possibilità di trovare qualcosa in pochissimi secondi ma anche quella di poterti perdere tra un approfondimento e l’altro rimanendo comodamente seduto. È così che, a tema vino, si insegue un produttore, un’etichetta o una storia che ti porta lontano e le lancette dell’orologio girano senza che te ne accorgi. Finisci poi in un luogo digitale che non avevi ipotizzato e procedi magari all’acquisto di una bottiglia con quasi vent’anni di invecchiamento sulle spalle e dal nome altisonante, Gaja. Il famoso Gaja, quello del Barbaresco più conosciuto al mondo. Ma questa bottiglia del 2000 è Toscana, della tenuta Cà Marcanda di Castagneto Carducci. Siamo nella famosa zona della DOC Bolgheri Sassicaia della Tenuta San Guido, vino da oltre 300 euro a bottiglia che nel 2018 è stato premiato da Wine Spectator come miglior vino del mondo. Bolgheri è sinonimo di Supertuscan, cioè vini affinati in legno e provenienti da uve internazionali come il Merlot e il Cabernet Sauvignon. Torniamo però al Promis di Gaja che ha in sé un uvaggio che sposa l’internazionalità del Merlot (55%) e del Syrah (35%) con la tipicità del Sangiovese (10%). L’annata è quella del 2000 che (sempre spulciando tra i siti) risulta essere stata eccellente.

Ho quasi timore ad aprire la bottiglia, come i bambini di fronte ad un nuovo gioco mi sento emozionato, il tappo è umido e presenta qualche traccia di vino in superficie, il verme del cavatappi entra con facilità, lascio giusto un paio di giri ed inizio ad estrarre con cautela ma si spezza, c…o!!, immagino con orrore i residui galleggiare nel bicchiere e prefiguro la decantazione, ma non la voglio fare, preferisco vedere uscire il vino dalla sua bottiglia originale piuttosto che dal decanter, in quanto ad arieggiamento lo lascerò in un ampio calice per il tempo dovuto.

È questione di rispetto, non voglio bere un vino che esce da un decanter trasparente e anonimo, voglio sentirmi suggerire una storia dalla bottiglia che lo ha conservato così a lungo e che è passata dalle mani del produttore, magari proprio quelle di Angelo Gaja. Voglio sentire il suono di quando entra nel calice e rimirare l’etichetta ed infine sbirciare sul retro il livello rimasto.

Fortunatamente riesco ad estrarre con cautela anche l’ultima parte di tappo e iniziare a valutare il colore, che è di un bel rosso granato con riflessi rubini vivaci. È vivo. Attendo una ventina di minuti prima di metterci il naso sopra, nessun brutto odore, passo la mano sulla fronte, pericolo scongiurato, non è vero ma l’ho pensato. I profumi sono fini ed eleganti, di spezie ed erbe aromatiche, frutti neri come la mora e la prugna in confettura, ma sono i terziari e quaternari dell’evoluzione in legno e in vetro a dargli il tono dominante ed una personalità unica. Legno, cuoio, note di bosco e di terra che diventano cacao amaro, qualcosa riporta anche al goudron (catrame). Ci ritrovo il Sangiovese, la speziatura del Syrah, il fruttato e la morbidezza del Merlot. A stupirmi è la componente acida che lo ha mantenuto in una forma smagliante e quella tannicità con ancora una bella astringenza, perfetta ad accompagnare un buon formaggio stagionato o le carni rosse.

È un vino in forma smagliante per la sua età! Inizio a meditare che dato il costo, non troppo alto (24,40), potrei acquistarne un’altra bottiglia da tenere in cantina per altri dieci anni, sono certo che arriverebbe alla piena maturità con grandi cose da dire.  Sono passate un paio d’ore dalla stappatura, continua a comporsi come un puzzle, sempre più grande. È un vino che esprime calma, da gustarsi lentamente, in compagnia di belle persone e di buon cibo.

Buon inizio 2019 a tutti!

Luca Gonzato

Il Barbaresco e i suoi Cru

Se per le feste pensate ad un rosso, con il Barbaresco andate sul sicuro. È uno dei migliori vini italiani, uno di quelli che ci invidiano nel mondo, ottenuto da sole uve di Nebbiolo, vitigno autoctono italiano che riesce a dare il meglio di sé in pochissimi posti. Il territorio delle Langhe Piemontesi è appunto il suo regno per eccellenza. Barbaresco, Barolo, Roero, Ghemme, Gattinara, Valtellina Superiore o Sfursat sono le declinazioni più conosciute dei vini da uve di Nebbiolo.

Il Barbaresco è una DOCG che nel suo disciplinare di produzione prevede un minimo di 26 mesi di affinamento di cui 9 in legno prima di essere messo in commercio. Se poi in etichetta ci trovate scritto ‘Riserva’ allora l’affinamento minimo è stato di 50 mesi, di cui 9 in legno. Consiglio comunque di visitare il sito web del produttore per sapere esattamente quanto affinamento ha fatto in legno o semplicemente per sapere di più sull’origine del vino che state per bere. In base all’annata potete anche farvi un’idea sul gusto, ad esempio la 2015, messa in commercio quest’anno (ed in generale l’annata più recente), ha delle note fruttate più fresche e fragranti rispetto ad un 2013 e ancor di più rispetto ad un 2010 che risulterà più ‘rotondo’ con sentori di affinamento evoluti e tannini più integrati e vellutati (tannini = sensazione allappante di astringenza). Più si va indietro e più il vino cambia, è una materia viva che, nel caso del Barbaresco, può avere un’evoluzione di numerosi anni e offrirsi con caratteristiche gusto-olfattive molto diverse nel tempo. Per questo si possono trovare dei Barbaresco meravigliosi con oltre un decennio di invecchiamento. Non fatevi ingannare dal colore tenue, è una caratteristica dei vini da Nebbiolo, non significa ‘minor qualcosa’. A parte l’annata, sull’etichetta potete trovare il nome del Cru di provenienza. Da noi si chiamano MGA, menzioni geografiche aggiuntive, ma io preferisco usare il termine francese Cru. Indica una parte specifica di un territorio, può essere una vigna, oppure una collina o un paese. Nella denominazione Barbaresco i Cru sono 69, suddivisi in 4 Comuni, Barbaresco, Neive, Treiso e la frazione San Rocco Seno d’Elvio di Alba. Il meno esperto potrà obiettare ‘si vabbé, che differenza c’è se poi l’uva è la stessa e anche le zone non sono così distanti tra loro?’, ed invece le differenze sono enormi, dovute al suolo, all’esposizione, al tipo di gestione della vigna e alle pratiche di cantina. Provate a segnarvi le sensazioni rilevanti di un Barbaresco che assaggiate, ad esempio una prevalenza di frutti neri come la mora oppure la prugna, il floreale di viola o le note di terra e sottobosco, oppure i profumi dovuti al legno come la vaniglia o la liquirizia. Confrontateli poi con un altro Barbaresco, verificate la provenienza, il Cru, se ci sono caratteri comuni o se invece è completamente diverso. Capisco che possa sembrare un esercizio da ‘malati’ quando invece ci si potrebbe godere il vino semplicemente chiacchierando, ma per me e gli amici appassionati è estremamente appagante rilevare queste differenze, poi comunque, se avete speso oltre 30 euro per una bottiglia potrebbe venirvi la curiosità di sapere qualcosa in più sul perché vi piace così tanto e magari questo post e l’infografica vi torneranno utili. 

I Cru del Barbaresco DOCG

Comune di Barbaresco: Asili, Ca’ Grossa, Cars, Cavanna, Cole, Faset, Martinenga, Montaribaldi, Montefico, Montestefano, Muncagöta, Ovello, Pajè, Pora, Rabajà, Rabajà Bas, Rio Sordo, Roccalini, Roncaglie, Roncagliette, Ronchi, Secondine, Tre Stelle, Trifolera, Vicenziana.

Comune di Neive: Albesani, Balluri, Basarin, Bordini, Bricco di Neive, Bric Micca, Canova, Cottà, Currà, Fausoni, Gaia Principe, Gallina, Marcorino, Rivetti, San Cristoforo, San Giuliano, Serraboella, Serracapelli, Serragrilli, Starderi.

Comune di Treiso: Ausario, Bernadot, Bricco di Treiso, Casot, Castellizzano, Ferrere, Garassino, Giacone, Giacosa, Manzola, Marcarini, Meruzzano, Montersino, Nervo, Pajoré, Rizzi, Rombone, San Stunet, Valeirano, Vallegrande.

Comune di Alba, frazione San Rocco Seno d’Elvio: Meruzzano, Montersino, Rizzi, Rocche Massalupo.

I miei Cru preferiti sono Gallina di Neive e Asili di Barbaresco, due Cru che ‘marcano’ i vini in modo molto diverso, se fossero due rock band direi Nirvana e U2, i vini del primo sono potenti, ‘grunge’, vanno dritti al cuore, i secondi sono più eleganti e capaci di avvolgerti in un sound armonico di lunga durata. Sento una vocina che mi sussurra ‘scrivi troppo’, concludo dicendo che in questo periodo di regali natalizi, il Barbaresco è una buona idea per chi apprezza il vino, io perlomeno sarei felice di riceverlo, ogni annata e ogni cru determinano un vino diverso, sempre da scoprire.

Luca Gonzato

Fonte infografica, Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

Vulcanico Cabernet

Un vino vulcanico per riscaldare la serata, arriva dal versante nord dell’Etna, il più vocato per la viticoltura in questa zona. Non è delle tipiche uve di Nerello Mascalese o Nerello Cappuccio ma arriva da uve di vitigni internazionali, 85% Cabernet Sauvignon e 15% Cabernet Franc. Il vino in questione è il Nume 2012 di Cottanera, affinato per un anno in barrique di rovere francese e poi in bottiglia. A bicchiere fermo regala profumi di frutti neri e sentori di inchiostro, qualcosa di balsamico, lo arieggio ed arrivano note speziate, chiodi di garofano, cuoio, tabacco, mi viene in mente il catrame. Lo percepisco più potente che fine. In bocca si confermano i frutti neri, confettura, prugna nera matura, mora, sentori di tostatura in legno, vaniglia, cacao. Grande acidità che lo fa scorrere con facilità, tannini ben presenti che chiamano cibo, corposo con note di sottobosco e balsamiche, sapido, lungo nella persistenza fruttata, rimangono infine sensazioni morbide, grasse. Torna la voglia di fare un altro sorso per rinfrescarsi. Senz’altro un vino di carattere, possente e gradevole. Necessità una mezz’ora per aprirsi bene e mostrarsi nel migliore dei modi. Gli abbinerei un Gulash ungherese se potessi scegliere il piatto da mettergli a fianco. Bel Cabernet, da provare.

Luca Gonzato

Hic enoteca bistrot

 

Da Hic in via Sidoli a Milano, per festeggiare il titolo raggiunto di Esperti Assaggiatori Onav. Si inizia con un brindisi a base di uva Erbaluce (vitigno autoctono piemontese) spumantizzata con Metodo Classico, Cuvéè Tradizione 1968 di Orsolani, millesimo 2011, affinata sui lieviti per 60 mesi. Uno spumante davvero interessante nei profumi e alternativo ai competitor lombardi e francesi. In boccca conserva qualche nota agrumata e fresca ma a risaltare sono i profumi caldi e morbidi dell’affinamento sui lieviti, note di pasticceria, crosta di pane, frutta secca, bellissima nocciola finale. Si sposa bene al tagliere di formaggi che accompagna la degustazione.

Su consiglio del titolare di Hic, che si è prodigato nell’accoglienza e nel proporci diversi possibili assaggi, passiamo ad un Aglianico campano del 2015, l’Ognostro (vuol dire inchiostro) di Marco Tinessa, infatti il colore nel bicchiere è scuro e non lascia spazio a trasparenze. Un vino che si apre lentamente sprigionando un gran ventaglio di profumi, more, mirtilli, sentori minerali, note speziate, humus, sottobosco. In bocca ha un ingresso fresco con ancora un bel frutto fragrante e un’acidità che rende il sorso piacevole. Bel corpo e tannini composti, si succedono in bocca i percettori per poi terminare in un bel finale balsamico/mentolato. Grande Aglianico, caldo senza darlo a sentire (14,5% di volume alcolico), persistente in bocca ed appagante nel gusto. Ci vorrebbe un bel filetto al pepe verde per apprezzarlo fino in fondo.

Per il terzo assaggio, un’altra chicca dell’enoteca Hic, il rosso fortificato 1501 Merlino di Pojer e Sandri (Trentino), un vino con residuo zuccherino da uve Lagrein al quale viene aggiunto del brandy invecchiato e che affina poi per 8/10 mesi in botti dove c’era il brandy. È chiaramente un vino da centellinare e godersi con estrema lentezza, un ’fortificato’ che ti riporta il sorriso ed evoca i ricordi. Profumi di frutti rossi sotto spirito, i ‘Mon Chérie’, note di cacao, vaniglia. Avvolgente, vellutato ed estremamente persistente, anche dopo diversi minuti hai delle belle sensazioni dolci nel palato, perfetto con il cioccolato ma anche da solo, non gli manca niente. Bella serata da Hic, posto accogliente e prezzi giusti, interessante selezione di vini, molti i ‘naturali’ e triple ‘A’ visti sugli scaffali. Taglieri di salumi e formaggi gustosi e non minimalisti nella quantità, insomma un bel ritrovo in una zona tranquilla della città, fuori dal caos del centro di Milano. Da tornarci il prima possibile, anche perchè è rimasta la curiosità sul Beaujolais vintage…

Luca Gonzato

Luigi Moio e il suo Aglianico Terra d’Eclano in 10 annate

Ieri sul palco del Westin Palace di Milano c’è stato un concerto fantastico, a cantare sono state le annate di Aglianico di Quintodecimo, la Cantina di Luigi Moio, vera rockstar nel mondo del vino, professore, enologo e autore del testo sacro ‘il respiro del vino’. 

L’intro ha riguardato le origini della cantina, la scelta dei terreni, in Irpinia, nel cuore del Taurasi DOCG a Mirabella Eclano. L’impianto delle vigne è datato 2002 in terreni stratificati di roccia calcarea e materiale lavico. La scelta fatta da Moio risponde all’esigenza di impiantare le varietà che si adattano meglio a questi terreni, i tipici vitigni campani di Fiano, Falanghina, Greco e Aglianico. Moio ribadisce più volte un concetto che parrebbe semplice e che invece sembra ignorato da molti, quello della ‘giusta pianta nel giusto suolo’, di come possiamo trovare le migliori espressioni di un vitigno in un determinato luogo. Il Nebbiolo in Piemonte, il Pinot Noir in Borgogna, Cabernet e Merlot a Bordeaux, Cannonau in Sardegna ecc.., esempi chiari per dire che ogni vino è adatto al suo contesto pedoclimatico. Moio è uno spasso da ascoltare, tanti gli aneddoti nel suo racconto, da come lo prendevano per pazzo quando cercava i terreni dove impiantare le vigne a Veronelli cho lo ha spinto a diventare produttore, gli input ricevuti in Ais a Milano, la storia del marchio e il numero 5 ricorrente (profumi, sensi, cicli di produzione, vigneti del Terra d’Eclano…). Ogni tanto chiama in causa la moglie seduta in prima fila o il suo collaboratore un tavolo più in là, il clima è rilassato e amichevole, si muove da vera rockstar, si vede che è abituato a parlare davanti a una platea. Avevo il timore di una serata ‘pesante’ fatta magari da un professore impettito ed invece è estremamente coinvolgente e simpatico. Ma veniamo all’Aglianico, Quintodecimo lo coltiva in collina a 420m slm, agricoltura biologica, rese minime, 5 grappoli per ceppo, vinificazione con macerazione di 12/15 giorni, utilizzo di lieviti selezionati e percentuali bassissime di solforosa, poi la barrique di rovere dove si svolge la malolattica e dove affina per un un anno, infine la bottiglia per minimo sei mesi. Torno per un istante sul tema dei lieviti selezionati in quanto io, come penso molti altri, crediamo che sia ‘più naturale’ e possa esprimere meglio un vitigno, l’utilizzo di lieviti autoctoni (quelli presenti sulla buccia dell’uva o in cantina) ed invece, sentendo Moio, si può comprendere come la scelta di lieviti selezionati sia la migliore per conservare i profumi dell’Aglianico e preparare il vino ad una lunga vita. Questi lieviti selezionati, consentono di innescare subito la fermentazione ed evitano ossidazioni al vino che ne intaccherebbero il profilo sensoriale, inoltre permettono un utilizzo diverse volte inferiore di solforosa. Dettagli non di poco conto che, insieme ad una scelta ragionata della barrique, volta a favorire il percorso di stabilizzazione del vino senza l’apporto di profumi sovrastanti, contribuiscono alla realizzazione di un vino di qualità. 

Nel frattempo i dieci calici, uno dopo l’altro si sono riempiti del prezioso nettare, si può notare come tutte le annate siano ricche di sostanza colorante e di bella luminosità, indizi comuni di ottima salute dei vini.

Di seguito qualche nota di degustazione, seppur consapevole di tralasciare molto, scusate ma ero concentrato a godermeli più che a prendere appunti 😋.

2015 Frutti rossi, speziatura, secco, di buona acidità, tannini pronunciati, apprezzabile per la fragranza dei frutti che lo caratterizzano.

2014 Naso più compatto, frutti rossi e un anticipo di prugna, pulito, persistente, si percepisce l’evoluzione pur mantenendo un carattere giovane.

2013 Annata piovosa, il vino è fine con note di spezie, coriandolo, incenso, frutti rossi. Meno tannico, fa capolino una nota vegetale, il cacao, la vaniglia. Ricorda i tipici vini bordolesi. Sul podio come terzo classificato della serata.

2012 Annata terribile, profumi meno evidenti, magro in bocca e abbastanza corto. Malgrado le sue carenze è comunque un vino che si lascia bere con piacere.

2011 Entrata ricca di profumi, frutti rossi carnosi, pienezza in bocca, gran corpo e piacevolezza, erbe balsamiche. Armonico, elegante, persistente. Il mio preferito della serata.

2010 A parte i frutti rossi, qui si percepiscono note mentolate, cacao, liquirizia. È morbido, lungo. elegante e fine anche lui. Grandissimo Aglianico anche questo. Secondo classificato.

2008 Annata problematica per le piogge durante la vendemmia, risulta più scarico e debole, quasi diluito. Tanta liquirizia, finale asciutto.

2007 Annata caldissima, è molto concentrato, Ph più alto e minor acidità, note dolci di frutta in confettura.

2006 Altra annata piovosa, non molto strutturato, frutti rossi e note mentolate.

2004 Primo anno di vinificazione di uve provenienti dalle nuove vigne. Bel frutto in confettura, morbido. Pur essendo il più vecchio è ancora un ottimo Aglianico, risulta migliore del 2006. Ipoteticamente lo metterei al quarto posto, parimerito con il giovanissimo 2015, due belle espressioni dell’Aglianico, il giovane e il maturo.

Si può dedurre che lo status migliore di questi Terra d’Eclano si raggiunga dopo 7/8 anni.

La serata volge al termine e il vocio in sala aumenta, si scambiano opinioni e sensazioni. Si percepisce l’orgoglio di Moio nel fare vini fatti bene. La sua è una ricerca di BELLEZZA nel vino e a giudicare dai vini assaggiati, me ne è rimasta parecchia sulla lingua. Rifaccio con calma un giro di assaggi godendomi la pulizia e l’eleganza di questi vini campani che sembrano francesi.

Come due adolescenti ad un concerto, io e Ottavio (amico sommelier ed estimatore di Moio), chiediamo una foto insieme alla nostra rockstar preferita e andiamo via felici. Grandissima e memorabile serata. Faccio un appello a Moio per tornare presto a trovarci con i suoi vini, sono tanti i suoi fans a Milano.

Luca Gonzato

Bollicine per festeggiare. Lugana Metodo Classico Brut, Zenato

 

È abitudine che per brindare o festeggiare qualcosa, dal comune aperitivo con gli amici, all’evento per celebrare una ricorrenza o un successo, si utilizzi una ‘bollicina’. Champagne, Spumanti come Franciacorta o Trento Doc, oppure il diffusissimo Prosecco. Tutti hanno il comune denominatore delle bollicine e la capacità di trasmettere gioia e successo. Brindiamo con le bollicine per una proposta, un accordo, l’inizio del nuovo anno. Ognuno a suo modo e a suo gusto, dal Pas Dosé o Nature (senza aggiunta di zuccheri) fino agli Spumanti dolci, passando per extra brut, brut dry ecc.. ognuno con un pizzico di zucchero in più a soddisfare la voglia di dolcezza. Si stappa nei modi più diversi, col ‘botto’ e conseguente fuoriuscita di schiuma durante una festa o sul podio di un circuito, oppure con sciabolatura in un evento scenografico a base di Champagne o nel modo discreto ed elegante del Sommelier al ristorante, il cosiddetto ’soffio’. Bollicine democratiche, per tutti, dai 4 ai 400 euro e più a seconda della provenienza, dell’annata o del prestigio della Cantina, ognuno può trovare lo Spumante giusto per sé. Io oggi stappo un Lugana Metodo Classico Brut, da uve Trebbiano di Lugana, della Tenuta Zenato di S. Cristina a San Benedetto di Lugana, sulla sponda veneta del Lago di Garda. Prezzo sui 14€ e semplice stappatura al soffio in famiglia. Zenato offre uno Spumante Metodo Classico (rifermentato in bottiglia) con bei profumi di fiori bianchi e di frutti freschi come la mela e la pera, fanno da contorno sensazioni agrumate di mandarino e note di pasticceria. È fine ed elegante, scorrevole, ottimo sotto ogni aspetto e perfetto per festeggiare qualcosa. Festeggio l’aver superato l’esame di esperto assaggiatore Onav, ma avrei potuto aprire lo Spumante anche solo per festeggiare la domenica o il salame appena affettato. A mezza età non contano più i titoli conquistati ma le soddisfazioni che si traggono dalle passioni coltivate. Il vino in generale e oggi questo spumante in particolare, me ne regalano tante. Consiglio questo Spumante perchè buono sia nel gusto che nel rapporto qualità/prezzo.

Luca Gonzato

Valcalepio DOC 2009, La Rocchetta

Valcalepio Doc Rosso Riserva 2009, La Rocchetta.

L’ho scovato questa mattina al margine di uno scaffale, attaccato alla parete, quasi nascosto da un altro espositore. È stato messo in offerta a €10,60 che, per essere una riserva del 2009, è un bel prezzo. Certo che l’etichetta, marrone e oro, non ti invoglia all’acquisto. Già la competizione tra un vino della provincia di Bergamo e un Toscano o un Piemontese è dura, poi se anche l’immagine non è granché non resta che la giacenza sullo scaffale. Io però trovo la situazione perfetta, un vino potenzialmente ottimo ad un prezzo vantaggioso, metto nel cestino con gran curiosità. Arriva sera e, prima della degustazione, butto l’occhio sul sito del produttore, La Rocchetta. Deve aver cambiato nome perchè mi ritrovo nella pagina del Podere Castel Merlo, ‘superfigo’, bel marchio e foto hi res, ora l’immagine aziendale e le etichette sono molto curate e l’offerta di vini ampia, di fascia alta. Bene, sentiamo se questo Valcalepio Rosso, che da disciplinare, è composto da uve Merlot 40-75% e Cabernet Sauvignon 25-60% è all’altezza della nuova immagine aziendale. Avrete già capito che si tratta di un taglio bordolese, in questa zona viene chiamato semplicemente ’niger’ (nero). È previsto un affinamento di almeno un anno  in barrique e poi in bottiglia, anche per lungo tempo. Ora che è finalmente nel calice posso dire che il colore del vino è rosso rubino scuro, ‘niger’, con unghia rosso granato. Lo lascio riposare una decina di minuti e lentamente il vino si apre regalando un bel ventaglio di profumi, dai classici futti rossi, amarena e ciliegia a floreali scuri e note più vegetali che tendono al balsamico e mentolato. Champignon, humus, cuoio, spezie dolci. Tante le sfumature. In bocca è fine, i tannini evoluti. Scorre lungamente con profumi di amarena sotto spirito, tostatura, carne macerata. Finale molto bello, fruttato. Questo è un vino che vale almeno il doppio, se non il triplo, di quanto l’ho pagato. Domani torno alla Pam/Panorama a prenderne un paio di bottiglie da tenere in cantina e appena possibile faccio un giro in Valcalepio a visitare qualche produttore perchè questa è una zona poco conosciuta ma capace di regalare ottimi vini. Guardo se Deliveroo consegna il capriolo con polenta taragna, sarebbe perfetto.

Luca Gonzato

Primitivo di Manduria, Sessantanni, Vintage 2015, Cantine San Marzano

Vi presento una Rockstar del vino. Il Primitivo di Manduria, Sessantanni, Vintage 2015, Cantine San Marzano.

Il nome del vino ‘sessantanni’ descrive l’età dei vigneti da cui provengono le uve di questo Primitivo, fiore all’occhiello della produzione sociale della Cantina San Marzano e della viticoltura Pugliese in generale. 

Si presenta in modo possente, ‘solido’, come la bottiglia che lo accoglie, di un colore rosso rubino quasi impenetrabile. Profumi intensi di frutti rossi carnosi, mora, prugna, ciliegia. Profumi affiancati egregiamente da quelli di evoluzione in legno: cioccolato, liquirizia, vaniglia, legni pregiati (sono 12 i mesi di evoluzione in barrique).

A rendere questo vino eccellente è l’equilibrio che riesce a trasmettere. Da una parte il frutto fresco, l’acidità, la freschezza e la mineralità sapida e dall’altra la morbidezza alcolica, le note dolci d’evoluzione, il corpo robusto e una persistenza aromatica di grande finezza.

Un vino che è stato giudicato miglior vino rosso in assoluto d’Italia 2019, con 99 punti, da Luca Maroni; ha ricevuto il massimo punteggio sulla guida Vitae 2019 dell’Associazione Italiana Sommelier (4 viti)’ e i Tre Bicchieri nei Vini d’Italia 2019 del Gambero Rosso.

Modestamente io posso mettermi in coda ed evidenziare il mio apprezzamento consigliandolo come vino rosso per le prossime festività. Ideale ad accompagnare preparazioni a base di carni rosse, meglio se con tendenza amara come ad esempio la selvaggina, oppure con formaggi stagionati. Il prezzo è sui 25 euro. Stay Rock & Drink Primitivo!

Luca Gonzato

Oltrepò Pavese, Azienda Agricola Torti

Avevamo fissato da tempo la data per una gita in Oltrepò Pavese, la destinazione si è concretizzata solo ieri con la disponibilità dell’Azienda Agricola Torti di ricevere la nostra piccola comitiva composta da 7 appassionati di vino. L’accoglienza è stata a dir poco spettacolare. Dino Torti, la moglie Giusy, le figlie Patrizia e Laura, Baldo, tutti si sono prodigati nel rendere questa visita memorabile. In particolare Patrizia e Dino hanno saputo raccontarci le vicende dell’azienda e trasmetterci la loro passione per il vino che è arrivata alla quinta generazione. Un bel racconto che vede Dino Torti come primo protagonista del Pinot nero in Oltrepó Pavese, oltre quarant’anni fa, un’epoca difficile dove gli veniva dato del ‘matto’. Caparbietà e applicazione delle conoscenze acquisite nei viaggi in Francia e Australia gli permisero di concretizzare un sogno. Le prime vinificazioni in rosso del Pinot nero e i complimenti di autorevoli esperti come l’enologo Giacomo Tachis e via via quelli di altri produttori in altre regioni. Non era una follia quella di Dino nel voler fare il Pinot nero in rosso quando gli altri lo concepivano solo per la spumantizzazione, bensì la consapevolezza di avere a disposizione tutti gli ingredienti necessari per farlo bene. Il giusto clima, il giusto terreno (tra l’altro in una collina chiamata Borgogna ricca di minerali nel sottosuolo) e una famiglia che lo supportava. Il resto è un crescendo di successi che porteranno i vini di Torti in mezzo mondo.


Scorrono i ricordi e lo sguardo su queste colline vitate che nelle belle giornate lasciano intravedere Milano all’orizzonte. Negli anni la cantina è cresciuta sino agli attuali 30 ettari coltivati. Patrizia e Dino ci accompagnano poi al piano inferiore dove visitiamo la zona di affinamento dei vini. Sono schierate circa 500 barrique francesi, create ad hoc come composizione di legni, e una decina di botti grandi. Scopriremo poi che questa particolare scelta di ‘legni’ dona un carattere unico ai vini di Torti.

Per la degustazione c’è una sala dedicata dove troviamo una tavola giá apparecchiata con calici e taglieri di salumi vari e il caminetto acceso a scaldare l’ambiente, wow stento a credere che tutto questo sia stato preparato per noi, davvero troppo, grazie!!. Il primo assaggio è uno spumante metodo charmat prevalentemente da Pinot nero che ha una bella freschezza, sentori fragranti che vanno dall’ananas alla mela con accenti di miele e agrumi. Bell’inizio, si sposa alla perfezione con i salumi della zona. Segue un Pinot nero (in rosso), vinificato in acciaio dove si apprezzano i piccoli frutti rossi e se vogliamo la ‘semplicitá’ di un vino per un consumo quotidiano non banale. Altra cosa il Pinot nero 2010 affinato in legno che assaggiamo subito dopo, la punta di diamante dell’Azienda. I profumi terziari viaggiano a braccetto con le note di frutti rossi in confettura, sentori di cuoio e humus, mineralità, tannini evoluti e lunga persistenza. Un Pinot molto diverso da quelli prodotti in altre zone, unico nella personalità che lo contraddistingue, l’eleganza nel vino, il marchio Torti.

Ora però ci è venuta la curiosità di assaggiare le Barbera di casa. Patrizia, con grande disponibilità soddisfa anche questa richiesta. La produzione è suddivisa in un vino più giovane e fresco fatto in acciaio e una riserva affinata in legno. La prima Barbera ha una bella acidità che la rende molto beverina, ‘glugluglu’ e in un attimo il calice è svuotato. Di quei vini capaci di mettere d’accordo l’esperto bevitore e il neofita in quanto a piacere gustativo. La riserva è forse il vino che più mi ha colpito, per corpo ed eleganza, una signora Barbera che mantiene un bel frutto maturo in una cornice vellutata di tannini e profumi terziari di cacao, vaniglia e legni pregiati. Calda e ben strutturata, la definirei un’ottima compagna per le fredde serate che ci attendono nei prossimi mesi.

Il tempo è volato, è stato bello degustare tutti insieme tra una battuta scherzosa è una riflessione tecnica. Queste visite in cantina sono momenti che più di altri ti fanno amare il mondo del vino. L’incontro con chi produce è sempre una bella esperienza e se poi ti capita di conoscere persone come Patrizia e Dino ecco che raggiungi un livello superiore di piacere e consapevolezza. Capisci quanto sia importante per tutti questo rapporto vero, diretto e senza filtri capace di gratificare in egual modo produttori e appassionati. Qualcosa di concreto in mondo ‘istantaneo’ fatto di ‘like’. Se avete voglia di fare qualcosa di vero, fatevi un giro in cantina, quella della famiglia Torti ad esempio, garantisco su qualità e accoglienza. Ora scusatemi ma devo finire quel calice che mi sono versato a casa della Barbera 2009 di Torti ♥️, avevo già nostalgia.

Luca Gonzato

Teroldego Foradori 2016

Il Teroldego 2016 di Elisabetta Foradori. Piccoli frutti rossi fragranti, mineralità, erbe di montagna. Corpo, lunghezza. Un vino solare, fresco e luminoso. La forma della bottiglia mi intimoriva, è tozza e solida come un tronco, ti fa pensare alle manone consumate dei contadini, alle sere d’inverno e alle pietanze ipercaloriche a base di polenta e cacciagione. Al sorso lascia il suo aspetto austero e diventa amichevole, gioioso. Si lascia apprezzare con facilità, sarà che hai subito la percezione di un prodotto ‘naturale’. È un Triple ‘A’… e si sente. Ripenso ad un video visto recentemente dove una enotecara piemontese parlava dei vini naturali e di come, dopo averli scoperti, sia difficile tornare indietro… Non ha tutti i torti, soprattutto se i vini naturali sanno raccontarsi come questo Teroldego della tradizione trentina. Gran vino. Si trova sui 15 euro (li vale tutti).

Luca Gonzato 

Il Derthona Timorasso di Claudio Mariotto

Piemonte, provincia di Alessandria, Colli Tortonesi Timorasso Derthona, 2016, Claudio Mariotto, Vignaiolo in Vho.

Vino bianco secco da uve di Timorasso. Elegante, floreale con sentori di acacia, ma anche pera e miele, un soffio minerale di grafite e ricordi di pietra bagnata. Sapido ed equilibrato alla morbidezza del volume alcolico del 14%. Piacevolmente persistente nella sensazione acido/minerale in bocca. Agile e verticale, perfetto con piatti di pesce strutturati. Lascia la bocca pulita e fresca. È un vino di carattere con un corpo strutturato, dimostra la sua personalità anche dopo breve tempo come questo 2016 ma il meglio lo può dare nelle lunghe distanze, bisognerebbe dimenticarlo in cantina e riprenderlo dopo un decennio per apprezzarne le note evolutive. Questo Derthona si trova al costo di circa 15 euro. Gran bianco che puoi tranquillamente mettere in tavola nelle occasioni migliori.

Luca Gonzato

I vini premiati con Tastevin e Quattro Viti nella Guida Vitae 2019 Ais

Ecco l’elenco di tutti i vini premiati dall’Associazione Italiana Sommelier con il massimo punteggio, le famose Quattro Viti. Quest’anno la guida Vitae, vera e propria bibbia per gli appassionati, recensisce oltre 15000 vini di 2000 cantine. Nell’elenco trovate anche le 22 cantine che hanno ricevuto l’ulteriore riconoscimento del Tastevin Ais, a sottolineare le scelte coraggiose e i conseguenti eccellenti prodotti. 

Valle d’Aosta

  • SOPRAQUOTA 900 2017 – Rosset Terroir – Tastevin Ais
  • VALLE D’AOSTA CHAMBAVE MUSCAT FLÉTRI PRIEURÉ 2016 – La Crotta di Vegneron
  • VALLE D’AOSTA CHARDONNAY MAIN ET COEUR 2016 – Maison Anselmet
  • VALLE D’AOSTA PINOT GRIS 2017 – Lo Triolet
  • VALLE D’AOSTA TORRETTE SUPÈRIEUR 2016 – Ottin

Piemonte

  • BARBARESCO ALBESANI BORGESE 2014 – Piero Busso
  • BARBARESCO ALBESANI SANTO STEFANO RISERVA 2013 – Castello di Neive
  • BARBARESCO ASILI 2015 – Ceretto
  • BARBARESCO ASILI 2015 – Michele Chiarlo
  • BARBARESCO ASILI 2015 – Bruno Giacosa
  • BARBARESCO ASILI RISERVA 2013 – Ca’ del Baio
  • BARBARESCO CAMP GROS MARTINENGA RISERVA 2013 – Marchesi di Grésy – Tenute Cisa Asinari
  • BARBARESCO COTTÀ 2015 – Albino Rocca
  • BARBARESCO COTTÀ 2015 – Sottimano
  • BARBARESCO CURRÀ RISERVA 2012 – Bruno Rocca Rabajà 
  • BARBARESCO MONTEFICO 2015 – Carlo Giacosa
  • BARBARESCO MONTESTEFANO 2015 – Silvia Rivella
  • BARBARESCO PAJORÈ 2015 – Rizzi
  • BARBARESCO RABAJÀ RISERVA 2011 – Giuseppe Cortese
  • BARBARESCO RABAJÀ RISERVA 2012 – Bera
  • BARBARESCO SERRABOELLA 2015 – Paitin 
  • BARBARESCO SORÌ SAN LORENZO 2015 – Gaja 
  • BARBARESCO SORÌ TILDÌN 2015 – Gaja 
  • BARBARESCO VANOTU 2015 – Pelissero 
  • BARBARESCO VIGNETO VALEIRANO 2015 – La Spinetta
  • BARBERA D’ALBA FRANCIA 2016 – Conterno
  • BARBERA D’ALBA SUPERIORE VIGNA DEL CUCULO 2016 – Cavallotto
  • BARBERA D’ASTI BRICCO DELL’UCCELLONE 2016 – Braida Giacomo Bologna
  • BARBERA D’ASTI POMOROSSO 2015 – Coppo 141
  • BARBERA D’ASTI SUPERIORE ALFIERA 2015 – Marchesi Alfieri
  • BARBERA D’ASTI SUPERIORE LA MANDORLA 2016 – Luigi Spertino
  • BARBERA D’ASTI SUPERIORE MONGOVONE 2016 – Elio Perrone
  • BARBERA D’ASTI SUPERIORE SUPERBA 2015 – Vigne dei Mastri
  • BAROLO 2014 – Bartolo Mascarello
  • BAROLO ALESTE 2014 – Sandrone
  • BAROLO ARIONE 2014 – Enzo Boglietti
  • BAROLO BAUDANA 2014 – Luigi Baudana
  • BAROLO BOSCARETO 2011 – Ferdinando Principiano
  • BAROLO BRIC DËL FIASC 2014 – Paolo Scavino
  • BAROLO BRICCO BOSCHIS VIGNA SAN GIUSEPPE RISERVA 2012 – Cavallotto
  • BAROLO BRICCO DELLE VIOLE 2014 – Vajra
  • BAROLO BRUNATE 2014 – Marengo
  • BAROLO BRUNATE 2014 – Rinaldi
  • BAROLO BUSSIA 2014 – Prunotto
  • BAROLO BUSSIA 90 DÌ RISERVA 2012 – Giacomo Fenocchio
  • BAROLO BUSSIA GRANBUSSIA RISERVA 2009 – Poderi Aldo Conterno
  • BAROLO BUSSIA RISERVA 2012 – Livia Fontana
  • BAROLO BUSSIA ROMIRASCO 2014 – Poderi Aldo Conterno
  • BAROLO CANNUBI 2013 – Barale
  • BAROLO CANNUBI 2014 – Marchesi di Barolo
  • BAROLO CEREQUIO 2014 – Boroli
  • BAROLO CERRETTA 2014 – Conterno
  • BAROLO CERRETTA 2014 – Giovanni Rosso
  • BAROLO CIABOT MENTIN 2014 – Domenico Clerico
  • BAROLO FALLETTO VIGNA LE ROCCHE RISERVA 2012 – Bruno Giacosa
  • BAROLO GINESTRA VIGNA SORн GINESTRA 2014 – Conterno Fantino
  • BAROLO GRAMOLERE RISERVA 2012 – Manzone
  • BAROLO LAZZARITO RISERVA 2012 – Ettore Germano
  • BAROLO LE COSTE 2014 – Giacomo Grimaldi
  • BAROLO LISTE 2013 – Borgogno
  • BAROLO MARASCO 2014 – Franco Maria Martinetti
  • BAROLO MARGHERIA 2014 – Massolino – Vigna Rionda
  • BAROLO MONPRIVATO 2013 – Giuseppe Mascarello
  • BAROLO MONVIGLIERO 2014 – Fratelli Alessandria
  • BAROLO MONVIGLIERO 2014 – Comm. G.B. Burlotto
  • BAROLO MONVIGLIERO RISERVA 2012 – Castello di Verduno
  • BAROLO MOSCONI 2014 – Pira E. & Figli – Chiara Boschis
  • BAROLO MOSCONI VIGNA PED 2014 – Conterno Fantino
  • BAROLO NOVANTESIMO RISERVA 2011 – Paolo Scavino
  • BAROLO PERNANNO 2014 – Cascina Bongiovanni
  • BAROLO PERNO VIGNA CAPPELLA SANTO STEFANO 2013 – Podere Rocche dei Manzoni
  • BAROLO PRAPс 2014 – Ceretto
  • BAROLO PRAPс 2014 – Schiavenza
  • BAROLO RAVERA 2011 – Flavio Roddolo
  • BAROLO RAVERA 2014 – Vietti
  • BAROLO RAVERA BRICCO PERNICE 2013 – Cogno
  • BAROLO RAVERA VIGNA ELENA RISERVA 2012 – Cogno
  • BAROLO ROCCHE DELL’ANNUNZIATA 2011 – Lorenzo Accomasso
  • BAROLO ROCCHE DELL’ANNUNZIATA 2014 – Renato Corino
  • BAROLO ROCCHE DELL’ANNUNZIATA 2014 – Mauro Veglio
  • BAROLO ROCCHE DELL’ANNUNZIATA BRICCO FRANCESCO RISERVA 2012 – Rocche Costamagna
  • BAROLO SAN BERNARDO RISERVA 2012 – Palladino
  • BAROLO SAN ROCCO 2014 – Azelia
  • BAROLO SARMASSA VIGNA MERENDA 2012 – Scarzello
  • BAROLO SOTTOCASTELLO DI NOVELLO 2013 – Ca’ Viola
  • BAROLO VIGNA LAZZAIRASCO 2014 – Guido Porro
  • BAROLO VIGNA RIONDA 2012 – Figli di Luigi Oddero
  • BAROLO VIGNA RIONDA ESTER CANALE ROSSO 2014 – Giovanni Rosso
  • BAROLO VIGNA RIONDA RISERVA 2008 – Oddero
  • BAROLO VIGNA RIONDA RISERVA 2012 – Massolino – Vigna Rionda
  • BAROLO VIGNARIONDA 2014 – Arnaldo Rivera
  • BAROLO VIGNETO CAMPÈ 2014 – La Spinetta
  • BAROLO VILLERO 2013 – Giuseppe Mascarello
  • BAROLO VILLERO RISERVA 2010 – Vietti
  • BRAMATERRA 2014 – Antoniotti
  • CALUSO PASSITO SULГ 2010 – Orsolani
  • CAREMA ETICHETTA BIANCA 2014 – Ferrando
  • CAREMA RISERVA 2014 – Cantina Produttori Nebbiolo di Carema
  • COLLI TORTONESI TIMORASSO PITASSO 2016 – Claudio Mariotto
  • COLLINE NOVARESI NEBBIOLO MЕTZIFLON 2015 – Francesco Brigatti
  • CONTRATTO SPECIAL CUVÉE PAS DOSÉ RISERVA 2010 – Contratto
  • DERTHONA TIMORASSO COSTA DEL VENTO 2016 – Vigneti Massa
  • DERTHONA TIMORASSO STERPI 2016 – Vigneti Massa
  • DOGLIANI BRICCOLERO 2017 – Chionetti
  • ERBALUCE DI CALUSO AUTOCTONO 2016 – Bruno Giacometto
  • GATTINARA MOLSINO 2014 – Nervi
  • GATTINARA OSSO SAN GRATO 2014 – Antoniolo
  • GATTINARA TRE VIGNE 2013 – Travaglini
  • GAVI DEL COMUNE DI GAVI 10 MONTEROTONDO 2007 – Villa Sparina
  • GAVI DEL COMUNE DI GAVI ROVERETO MINAIA 2017 – Nicola Bergaglio
  • GHEMME COLLIS BRECLEMAE 2011 – Antichi Vigneti di Cantalupo
  • GRIGNOLINO D’ASTI MARGHERITA BARBERO 2017 – Luigi Spertino
  • GRIGNOLINO DEL MONFERRATO CASALESE BRICCO DEL BOSCO VIGNE VECCHIE 2013 – Accornero
  • LANGHE ROSSO HARYS 2016 – Gillardi
  • LESSONA 2013 – Proprietà Sperino
  • LESSONA SAN SEBASTIANO ALLO ZOPPO 2010 – Tenute Sella
  • LOAZZOLO PIASA RISCHEI 2014 – Forteto della Luja
  • MOSCATO D’ASTI CASA DI BIANCA 2017 – Gianni Doglia
  • NEBBIOLO D’ALBA SUPERIORE 2015 – Hilberg – Pasquero
  • NIZZA 2015 – Tenuta Olim Bauda
  • PIEMONTE MOSCATO D’AUTUNNO 2017 – Saracco – Tastevin Ais
  • ROERO ARNEIS LE RIVE DEL BRICCO 2017 – Giovanni Almondo
  • ROERO LA VAL DEI PRETI 2015 – Matteo Correggia
  • ROERO SRÜ 2015 – Monchiero Carbone
  • ROERO SUDISFÀ RISERVA 2015 – Negro
  • ROERO VIGNA TRINITÀ RISERVA 2014 – Malvirà
  • SOLDATI LA SCOLCA BRUT D’ANTAN 2007 – La Scolca
  • VALENTINO BRUT ZERO ROSÉ 2012 – Podere Rocche dei Manzoni

Lombardia

  • BONARDA DELL’OLTREPÒ PAVESE GAGGIARONE VIGNE VECCHIE 2013 – Annibale Alziati
  • BUTTAFUOCO STORICO VIGNA MONTARZOLO 2013 – Calvi
  • BUTTAFUOCO STORICO VIGNA SACCA DEL PRETE 2013 – Fiamberti
  • FRANCIACORTA BRUT NATURE SECOLO NOVO GIOVANNI BIATTA RISERVA 2009 – Le Marchesine
  • FRANCIACORTA BRUT ROSÉ CABOCHON RISERVA 2008 – Monte Rossa
  • FRANCIACORTA BRUT SATÉN MAGNIFICENTIA 2014 – Uberti
  • FRANCIACORTA BRUT SATÉN MUSEUM RELEASE 2007 – Ricci Curbastro
  • FRANCIACORTA DOSAGE ZÉRO CUVÉE ANNAMARIA CLEMENTI RISERVA 2008 – Ca’ del Bosco
  • FRANCIACORTA DOSAGE ZÉRO NOIR VINTAGE COLLECTION 2009 – Ca’ del Bosco
  • FRANCIACORTA DOSAGGIO ZERO 2013 – Faccoli
  • FRANCIACORTA DOSAGGIO ZERO DØM RISERVA 2009 – Mirabella 
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT CUVÉE LUCREZIA ETICHETTA BIANCA 2006 – Castello Bonomi
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT CUVÉE NELSON CENCI – La Boscaiola Vigneti Cenci
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT DEQUINQUE CUVÉE 10 VENDEMMIE – Uberti
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT EBB 2013 – Mosnel 430
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT VENDEMMIA PAS OPERÉ 2012 – Bellavista
  • FRANCIACORTA EXTRA BRUT VITTORIO MORETTI RISERVA 2011 – Bellavista
  • FRANCIACORTA PAS DOSÉ ROSÉ PAROSÉ 2012 – Mosnel
  • LUGANA VIGNE DI CATULLO RISERVA 2015 – Tenuta Roveglia
  • MATTIA VEZZOLA BRUT GRANDE ANNATA 2013 – Costaripa
  • MONTEVOLPE ROSSO 2014 – Gianfranco Bertagna
  • MOSCATO DI SCANZO 2015 – Biava
  • OLTREPÒ PAVESE BARBERA CAMPO DEL MARRONE 2016 – Bruno Verdi
  • OLTREPÒ PAVESE BARBERA LA MAGA 2015 – Castello di Cigognola
  • OLTREPÒ PAVESE METODO CLASSICO PINOT NERO BRUT GIANFRANCO GIORGI – Giorgi
  • OLTREPÒ PAVESE ROSSO CIRGÀ 2011 – Tenuta Le Fracce
  • PERNICE 2015 – Conte Vistarino
  • PINOT NERO DELL’OLTREPÒ PAVESE 2015 – Picchi
  • PINOT NERO DELL’OLTREPÒ PAVESE VIGNA DEL CARDINALE 2016 – Isimbarda
  • SFORZATO DI VALTELLINA CORTE DI CAMA 2015 – Mamete Prevostini
  • SFORZATO DI VALTELLINA SAN BELLO 2015 – Assoviuno
  • SFORZATO DI VALTELLINA SFORZATO DELL’ORCO 2013 – Rivetti&Lauro
  • SFURSAT DI VALTELLINA FRUTTAIO CA’ RIZZIERI 2015 – Aldo Rainoldi
  • VALCALEPIO MOSCATO PASSITO DI GANDOSSO 2007 – Tallarini
  • VALTELLINA SUPERIORE CASTEL CHIURO RISERVA 2009 – Nino Negri
  • VALTELLINA SUPERIORE GRUMELLO SANT’ANTONIO RISERVA 2009 – Arpepe
  • VALTELLINA SUPERIORE INFERNO 2013 – Nobili
  • VALTELLINA SUPERIORE SASSELLA RISERVA 2013 – Triacca
  • VALTELLINA SUPERIORE VALGELLA CÀ MORÈI 2015 – Fay – Tastevin Ais

Veneto

  • 36 MESI VIN COL FONDO FRIZZANTE 2013 – Roccat
  • ACININOBILI 2012 – Maculan
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA ALTEO 2012 – Gino Fasoli
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO 2012 – Secondo Marco
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO 2013 – Montesantoccio
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO CAMPO DEL TITARI RISERVA 2013 – Brunelli
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO DE BURIS 2008 – Tommasi
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO MONTE CA’ BIANCA 2013 – Begali
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO TB 2010 – Tommaso Bussola
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA HATTESO RISERVA 2010 – Garbole
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA MITHAS 2012 – Corte Sant’Alda
  • AMARONE DELLA VALPOLICELLA RISERVA 2011 – Brigaldara
  • BARDOLINO CLASSICO BROL GRANDE 2015 – Le Fraghe
  • BIANCO FUMO 2015 – Sandro De Bruno
  • BREGANZE TORCOLATO 2010 – Firmino Miotti
  • COLLI BERICI TAI ROSSO COLPIZZARDA 2015 – Dal Maso
  • COLLI DI CONEGLIANO REFRONTOLO STÈFEN 1624 2013 – De Stefani
  • COLLI DI CONEGLIANO ROSSO CRODA RONCA 2012 – Bepin de Eto
  • COLLI EUGANEI CABERNET BORGO DELLE CASETTE RISERVA 2015 – Il FilШ delle Vigne
  • COLLI EUGANEI CARMENÉRE VIGNÀNIMA 2015 – Il Mottolo
  • COLLI EUGANEI FIOR D’ARANCIO PASSITO 2014 – Villa Sceriman
  • COLLI EUGANEI FIOR D’ARANCIO PASSITO MESSALINO 2015 – San Nazario
  • COLOMBARA 2015 – Monte del Frà
  • CÒRPORE 2015 – Villa Sandi
  • CUSTOZA SUPERIORE SANPIETRO 2016 – Le Vigne di San Pietro
  • HARLEQUIN 2009 – Zymé
  • HORA PRIMA 2016 – Tenuta Mosole
  • LISON PRAMAGGIORE ROSSO VINEARGENTI RISERVA 2015 – Bosco del Merlo
  • LUGANA SERGIO ZENATO RISERVA 2015 – Zenato
  • MANZONI BIANCO COSTALUNGA 2016 – Cirotto
  • MERLOT SANTE ROSSO 2016 – Cecchetto
  • MONTELLO COLLI ASOLANI VENEGAZZÙ SUPERIORE CAPO DI STATO 2013 – Loredan Gasparini
  • MUSSO ETTARO 2014 – Vignaioli Contrà Soarda
  • PIAVE RABOSO 2012 – Ornella Molon Traverso
  • RECIOTO DI SOAVE LA PERLARA 2015 – Ca’ Rugate
  • SOAVE CLASSICO LA ROCCA 2016 – Pieropan – Tastevin Ais
  • SOAVE CLASSICO STAFORTE 2016 – Graziano Prà
  • TAI 2017 – A Mi Manera
  • VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE EXTRA DRY COL DE MEZ 2017 – Cantina Colli del Soligo
  • VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE RIVE DI COLBERTALDO DRY VIGNETO GIARDINO 2017 – Adami
  • VALDOBBIADENE SUPERIORE DI CARTIZZE DRY – Ruggeri
  • VALPOLICELLA CLASSICO SUPERIORE MARTA GALLI 2014 – Le Ragose

Trentino

  • MARZEMINO POIEMA 2015 – Eugenio Rosi – Tastevin Ais
  • SAN LEONARDO 2014 – Tenuta San Leonardo
  • TEROLDEGO GRAN MASETTO 2013 Endrizzi
  • TEROLDEGO ROTALIANO 7 PERGOLE 2013 – Villa Corniole
  • TEROLDEGO ROTALIANO CLESURAE 2015 – Cantina Rotaliana di Mezzolombardo
  • TEROLDEGO ROTALIANO LUIGI RISERVA 2013 – Dorigati
  • TEROLDEGO ROTALIANO NOS RISERVA 2011 – Mezzacorona – Rotari
  • TEROLDEGO ROTALIANO VIGILIUS 2015 – De Vescovi Ulzbach
  • TRENTINO LAGREIN DUNKEL MANSUM RISERVA 2015 – Bellaveder
  • TRENTINO ROSSO TRILOGIA RISERVA 2011 – Bruno Grigolli
  • TRENTINO VINO SANTO 2004 – Pisoni 
  • TRENTINO VINO SANTO EMBLEMI D’AMOR 2006 – Giovanni Poli 
  • TRENTO BRUT ALTEMASI GRAAL RISERVA 2011 – Cavit – Altemasi 
  • TRENTO BRUT MADAME MARTIS RARE VINTAGE RISERVA 2008 – Maso Martis 
  • TRENTO BRUT PERLÉ BIANCO RISERVA 2009 – Ferrari – Tenute Lunelli
  • TRENTO BRUT RISERVA DEL FONDATORE 976 2008 – Letrari
  • TRENTO EXTRA BRUT GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE 2007 – Ferrari – Tenute Lunelli
  • TRENTO PAS DOSÉ ALTINUM 2014 – Cantina Aldeno

Alto Adige

  • ALTO ADIGE BIANCO APPIUS 2013 – Cantina San Michele Appiano 
  • ALTO ADIGE CABERNET SAUVIGNON ARZIO MAJOR RISERVA 2015 – Baron di Pauli 
  • ALTO ADIGE CHARDONNAY LAFÓA 2016 – Cantina Colterenzio 
  • ALTO ADIGE GEWÜRZTRAMINER AURATUS 2017 – Ritterhof
  • ALTO ADIGE GEWÜRZTRAMINER EPOKALE 2010 – Cantina Tramin
  • ALTO ADIGE GEWÜRZTRAMINER NUSSBAUMER 2016 – Cantina Tramin – Tastevin Ais
  • ALTO ADIGE GEWÜRZTRAMINER VIGNA KASTELAZ 2017 – Elena Walch
  • ALTO ADIGE GEWÜRZTRAMINER VIGNA WINDEGG 2017 – Josef Brigl
  • ALTO ADIGE LAGREIN PRESTIGE LINE RISERVA 2016 – Cantina di Bolzano
  • ALTO ADIGE LAGREIN TOR DI LUPO RISERVA 2015 – Cantina Andriano – Andrian
  • ALTO ADIGE MERLOT KRESSFELD RISERVA 2013 – Tenuta Kornell
  • ALTO ADIGE MOSCATO ROSA 2015 – Castel Sallegg
  • ALTO ADIGE MÜLLER THURGAU FELDMARSCHALL VON FENNER 2016 – Tiefenbrunner – Schlosskellerei Turmhof
  • ALTO ADIGE PINOT BIANCO FLOWERS SELECTION 2016 – Von Blumen
  • ALTO ADIGE PINOT NERO BURGUM NOVUM RISERVA 2015 – Castelfeder
  • ALTO ADIGE PINOT NERO VIGNA GANGER RISERVA 2015 – Cantina Girlan
  • ALTO ADIGE SANTA MADDALENA CLASSICO HUEB 2016 – Untermoserhof
  • ALTO ADIGE SAUVIGNON 2017 – Tenuta Prackfol
  • ALTO ADIGE SAUVIGNON THE WINE COLLECTION 2015 – Cantina San Michele Appiano
  • ALTO ADIGE SPUMANTE BRUT NATURE ZERO – Arunda
  • ALTO ADIGE SPUMANTE BRUT ROSÉ ATHESIS 2015 – Kettmeir
  • ALTO ADIGE SPUMANTE PAS DOSÉ COMITISSA RISERVA 2013 – Lorenz Martini
  • ALTO ADIGE TERLANO I GRANDE CUVÉE 2015 – Cantina Terlano – Terlan
  • ALTO ADIGE TERLANO PINOT BIANCO RARITY 2005 – Cantina Terlano – Terlan
  • ALTO ADIGE TERLANO SAUVIGNON QUARZ 2016 – Cantina Terlano – Terlan
  • ALTO ADIGE VAL VENOSTA RIESLING 2016 – Falkenstein
  • ALTO ADIGE VAL VENOSTA RIESLING WEINGARTEN WINDBICHEL 2016 – Castel Juval Unterortl
  • ALTO ADIGE VALLE ISARCO SYLVANER ALTE REBEN 2016 – Tenuta Pacher Hof
  • ALTO ADIGE VALLE ISARCO SYLVANER ARISTOS 2017 – Cantina Valle Isarco
  • AMISTAR BIANCO 2016 – Tenuta Peter Sölva
  • CABERNET FRANC GENERATION K 2015 – Andi Sölva
  • CASSIANO 2016 – Manincor
  • LAMAREIN 2015 – Maso Unterganzner – Josephus Mayr
  • MOSCATO GIALLO PEPERUM 2017 – Fliederhof
  • WITHOUT 2016 – Tenuta Niklas

Friuli Venezia Giulia

  • ARBIS BLANC 2016 – Borgo San Daniele
  • BRAIDE ALTE 2016 – Livon
  • CAPO MARTINO 2016 – Jermann
  • COLLI ORIENTALI DEL FRIULI PICOLIT 2013 – Livio Felluga – Tastevin Ais
  • COLLI ORIENTALI DEL FRIULI PICOLIT 2013 – Sara & Sara 
  • COLLIO BIANCO BROY 2017 – Collavini
  • COLLIO BIANCO DELLA CASTELLADA 2013 – La Castellada
  • COLLIO BIANCO FOSARIN 2016 – Ronco dei Tassi
  • COLLIO BIANCO RONCO DELLA CHIESA 2016 – Borgo del Tiglio
  • COLLIO BIANCO VECCHIE VIGNE 2014 – Roncùs
  • COLLIO FRIULANO 2017 – Picéch 852
  • COLLIO FRIULANO 2017 – Doro Princic
  • COLLIO FRIULANO 2017 – Schiopetto
  • COLLIO FRIULANO 2017 – Toros
  • COLLIO FRIULANO CLIVI BRAZAN 2016 – I Clivi
  • COLLIO FRIULANO RONCO DELLE CIME 2017 – Venica & Venica
  • COLLIO FRIULANO VIGNA DEL ROLAT 2017 – Raccaro
  • COLLIO MALVASIA 2017 – Raccaro
  • COLLIO PINOT BIANCO 2017 – Picéch
  • COLLIO PINOT BIANCO 2017 – Toros
  • COLLIO PINOT BIANCO RISERVA 2015 – Russiz Superiore
  • COLLIO PINOT BIANCO SANTAROSA 2017 – Castello di Spessa
  • COLLIO SAUVIGNON DE LA TOUR 2017 – Villa Russiz
  • FRIULI COLLI ORIENTALI BIANCO POMÉDES 2016 – Scubla
  • FRIULI COLLI ORIENTALI BIANCO SACRISASSI 2016 – Le Due Terre
  • FRIULI COLLI ORIENTALI FRIULANO 2016 – Ronco Severo
  • FRIULI COLLI ORIENTALI PIGNOLO 2012 – Ermacora
  • FRIULI COLLI ORIENTALI PINOT BIANCO TULLIO ZAMÒ 2015 – Le Vigne di Zamò
  • FRIULI COLLI ORIENTALI SAUVIGNON ZUC DI VOLPE 2017 – Volpe Pasini
  • FRIULI COLLI ORIENTALI VERDUZZO FRIULANO PASSITO CRÀTIS 2015 – Scubla
  • FRIULI ISONZO BIANCO FLORS DI UIS 2016 – Vie di Romans
  • FRIULI ISONZO BIANCO LATIMIS 2016 – Ronco del Gelso
  • FRIULI ISONZO PINOT GRIGIO GRIS 2016 – Lis Neris
  • FRIULI ISONZO SAUVIGNON PIERE 2016 – Vie di Romans
  • FRIULI VENEZIA GIULIA BIANCO STORICO & FRIENDS 2017 – Gigante
  • MALVASIA 2014 – Podversic
  • MALVASIA 2016 – Škerk
  • MORUS ALBA 2016 – Vignai da Duline
  • PINOT GRIGIO RAMATO – Specogna
  • PITTARO TALENTO BRUT ETICHETTA ORO 2011 – Vigneti Pittaro
  • ROSAZZO TERRE ALTE 2016 – Livio Felluga
  • VITOVSKA 2010 – Kante
  • VITOVSKA 2016 – Zidarich

Liguria

  • ALTROVE – Walter De Battè
  • COLLI DI LUNI VERMENTINO IL MAGGIORE 2017 – Ottaviano Lambruschi
  • MACCAIA 2014 – U Cantin
  • RIVIERA LIGURE DI PONENTE PIGATO SUPERIORE U BALETTA 2016 – Enrico Dario
  • RIVIERA LIGURE DI PONENTE PIGATO U BACCAN 2016 – Bruna
  • ROSSESE DI DOLCEACQUA BRICCO ARCAGNA 2016 – Terre Bianche – Tastevin Ais
  • ROSSESE DI DOLCEACQUA SUPERIORE GALEAE ANGÉ 2016 – Kà Manciné

Emilia

  • COLLI BOLOGNESI BARBERA RAGGI 2015 – Tenuta Folesano
  • COLLI BOLOGNESI CABERNET SAUVIGNON BONZARONE 2015 – Tenuta Bonzara
  • COLLI PIACENTINI BARBERA CARABAS 2015 – Luretta
  • COLLI PIACENTINI MALVASIA BOCCADIROSA 2017 – Luretta – Tastevin Ais
  • COLLI PIACENTINI VIN SANTO IL DUOMO 2007 – Zerioli

Romagna

  • COLLI DI FAENZA TREBBIANO TERA 2017 – Fondo San Giuseppe
  • ROMAGNA ALBANA PASSITO AR RISERVA 2014 – Fattoria Zerbina
  • ROMAGNA ALBANA SECCO CINQUECENTO 2017 – Tenuta Diavoletto
  • ROMAGNA ALBANA SECCO CODRONCHIO 2016 – Fattoria Monticino Rosso
  • ROMAGNA ALBANA SECCO SANTA LUSA 2016 – Ancarani 
  • ROMAGNA ALBANA SECCO VITALBA 2017 – Tre Monti
  • ROMAGNA SANGIOVESE MARZENO CADISOPRA PODERE CA’ DEL ROSSO RISERVA 2015 – Ca’ di Sopra 
  • ROMAGNA SANGIOVESE MODIGLIANA I PROBI DI PAPIANO RISERVA 2015 – Villa Papiano 
  • ROMAGNA SANGIOVESE PREDAPPIO CALISTO RISERVA 2013 – Stefano Berti 
  • ROMAGNA SANGIOVESE SERRA ASSIOLO 2016 – Costa Archi
  • ROMAGNA SANGIOVESE SUPERIORE QUARTOSOLE RISERVA 2015 – Tenuta Casali
  • RONCO DELLE GINESTRE 2012 – Castelluccio – Tastevin Ais

Toscana

  • 50&50 2013 – Avignonesi
  • ALEATICO CRISTINO 2017 – La Piana
  • ALEATICO PASSITO DELL’ELBA SILOSс 2017 – Arrighi
  • AURITEA 2015 – Tenuta Podernovo
  • BOLGHERI BIANCO CRISEO 2016 – Guado al Melo
  • BOLGHERI ROSSO CAMARCANDA 2015 – Ca’ Marcanda
  • BOLGHERI SASSICAIA 2015 – Tenuta San Guido
  • BOLGHERI SUPERIORE GRATTAMACCO 2015 – Grattamacco
  • BOLGHERI SUPERIORE GUADO AL TASSO 2015 – Tenuta Guado al Tasso
  • BOLGHERI SUPERIORE LEVIA GRAVIA 2015 – Tenuta Caccia al Piano 1868
  • BOLGHERI SUPERIORE ORNELLAIA 2015 – Ornellaia 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO 2013 – Baricci 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO 2013 – La Gerla 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO 2013 – Pietroso 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO 2013 – Poggio di Sotto 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO 2013 – Salvioni – La Cerbaiola 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO BRAMANTE 2013 – Sanlorenzo 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO CERRETALTO 2012 – Casanova di Neri 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO FILO DI SETA 2013 – Castello Romitorio 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO FIORE DEL VENTO 2013 – Loacker – Corte Pavone 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO FORNACE 2013 – Le Ragnaie 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO GIODO 2013 – Carlo Ferrini 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO GUALTO RISERVA 2012 – Camigliano 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO LA FUGA 2013 – Tenute Ambrogio e Giovanni Folonari 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO LUCE 2013 – Luce della Vite 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO LUPI E SIRENE RISERVA 2011 – Podere Le Ripi 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO MADONNA DELLE GRAZIE 2013 – Il Marroneto 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO NASTAGIO 2012 – Col d’Orcia 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO PIAN DI CONTE RISERVA 2012 – Talenti 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO POGGIO ABATE RISERVA 2012 – La Poderina 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO POGGIO ALL’ORO RISERVA 2012 – Banfi 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2011 – Tenuta Le Potazzine
  • BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2012 – Castello Tricerchi 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2012 – Donatella Cinelli Colombini 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2012 – Poggio di Sotto
  • BRUNELLO DI MONTALCINO SUGARILLE 2013 – Pieve Santa Restituta
  • BRUNELLO DI MONTALCINO UGOLFORTE 2013 – Tenuta San Giorgio
  • BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA DEL FIORE 2013 – Fattoria dei Barbi 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA LA CASA 2013 – Caparzo 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA LORETO 2013 – Mastrojanni 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA PAGANELLI RISERVA 2012 – Tenuta Il Poggione 
  • BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA SOCCORSO 2013 – Tiezzi
  • CABRAIA 2015 – Gualdo del Re
  • CAMALAIONE 2013 – Le Cinciole 
  • CARMIGNANO RISERVA 2015 – Piaggia
  • CARMIGNANO TREFIANO RISERVA 2015 – Capezzana
  • CEPPARELLO 2015 – Isole e Olena
  • CHIANTI CLASSICO BORRO DEL DIAVOLO RISERVA 2015 – Ormanni 
  • CHIANTI CLASSICO CULTUS BONI RISERVA 2015 – Badia a Coltibuono 
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE LA PRIMA 2014 – Castello Vicchiomaggio
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE RISERVA DI FIZZANO 2015 – Rocca delle Macìe
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNA BASTIGNANO 2015 – Villa Calcinaia 
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNA LE CATASTE 2012 – Quercia al Poggio 
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNETO BELLAVISTA 2015 – Castello di Ama 
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNETO LA CASUCCIA 2015 – Castello di Ama 
  • CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VILLA ROSA 2015 – Cecchi 
  • CHIANTI CLASSICO IL CAMPITELLO RISERVA 2015 – Monteraponi 
  • CHIANTI CLASSICO IL POGGIO RISERVA 2013 – Castello Monsanto 
  • CHIANTI CLASSICO LE BARсNCOLE RISERVA 2015 – San Giusto a Rentennano 
  • CHIANTI CLASSICO QUERCIAVALLE RISERVA 2013 – Losi Querciavalle 
  • CHIANTI CLASSICO RISERVA 2015 – Vecchie Terre di Montefili 
  • CHIANTI CLASSICO VIGNA DEL CAPANNINO GRAN SELEZIONE 2015 – Bibbiano
  • CHIANTI RUFINA QUONA RISERVA 2015 – I Veroni
  • CHIANTI RUFINA VIGNETO BUCERCHIALE RISERVA 2015 – Fattoria Selvapiana
  • COLORE 2015 – Bibi Graetz
  • CORTONA SYRAH APICE 2014 – Stefano Amerighi
  • CORTONA SYRAH BRAMASOLE 2013 – Fattoria La Braccesca
  • CORTONA SYRAH MIGLIARA 2013 – Tenimenti d’Alessandro
  • DEGERES 2015 – Montepepe
  • FILARE 18 2016 – Casadei
  • FLACCIANELLO DELLA PIEVE 2015 – Fontodi
  • FONTALLORO 2015 – Fèlsina 
  • GRATIUS 2013 – Il Molino di Grace
  • GUARDIAVIGNA 2014 – Podere Forte
  • HIDE 2015 – Bulichella
  • HISTORIA FAMILIAE 2015 – Barone Ricasoli
  • I BALZINI BLACK LABEL 2015 – I Balzini
  • I SODI DI SAN NICCOLс 2014 – Castellare di Castellina
  • IL CABERLOT 2015 – Il Carnasciale
  • IL CARBONAIONE 2015 – Podere Poggio Scalette
  • IL TOCCO 2016 – Colle Bereto
  • LA REGOLA 2015 – Podere La Regola
  • LA SIRAH 2015 – Tenuta Lenzini
  • LE PERGOLE TORTE 2015 – Montevertine
  • MAREMMA TOSCANA CILIEGIOLO SAN LORENZO 2015 – Sassotondo
  • MAREMMA TOSCANA MERLOT BAFFONERO 2016 – Rocca di Frassinello
  • MAREMMA TOSCANA ROSSO POGGIO ALLE NANE 2015 – Fattoria Le Mortelle
  • MESSORIO 2015 – Le Macchiole 
  • MITICAIA 2013 – Batavigna
  • MIX 36 2015 – Castello di Fonterutoli
  • MONTESODI 2015 – Castello Nipozzano
  • MONTEVERRO 2015 – Monteverro
  • MORELLINO DI SCANSANO DICIOCCATORE RISERVA 2013 – Fattoria San Felo
  • MORELLINO DI SCANSANO ROCCAPESTA RISERVA 2015 – Roccapesta 
  • NAMBROT 2016 – Tenuta di Ghizzano
  • PINOT NERO MELAMPO 2015 – Casteldelpiano
  • PODERE DELLA CIVETTAJA 2015 – Podere della Civettaja 
  • REZENO 2017 – Poggio al Grillo
  • RIECINE DI RIECINE 2014 – Riecine – Tastevin Ais
  • SAFFREDI 2015 – Fattoria Le Pupille
  • SAPAIO 2016 – Podere Sapaio
  • SOLAIA 2015 – Marchesi Antinori 
  • SUISASSI 2015 – Duemani
  • TENUTA DI TRINORO 2016 – Tenuta di Trinoro
  • TIGNANELLO 2015 – Marchesi Antinori
  • VALDARNO DI SOPRA SANGIOVESE VIGNA DELL’IMPERO 2015 – Tenuta Sette Ponti
  • VARRAMISTA 2013 – Fattoria Varramista
  • VELTHUNE 2015 – Tenuta Poggio Rosso
  • VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO SANICE RISERVA 2015 – Vincenzo Cesani
  • VIGNA FARSINA 2013 – I Sodi 
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO ASINONE 2015 – Poliziano
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO DAMO 2011 – Montemercurio
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO FILAI LUNGHI 2015 – Fattoria della Talosa
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO I QUADRI 2015 – Bindella
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO POLDO 2015 – Villa Sant’Anna
  • VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO SOTTO CASA RISERVA 2013 – Boscarelli

Umbria

  • ADARMANDO 2016 – Tabarrini
  • AMELIA VIN SANTO CARATELLI AL POZZO 2012 – La Palazzola
  • ANTICELLO 2017 – Cantina Cenci
  • CILIEGIOLO DI NARNI RÀMICI 2015 – Leonardo Bussoletti 
  • COLLI DEL TRASIMENO GAMAY C’OSA 2016 – Madrevite 
  • FIORFIORE 2016 – Cantina Roccafiore 
  • MARCILIANO 2015 – Famiglia Cotarella – Tastevin Ais
  • MONTEFALCO ROSSO RUBIUM RISERVA 2015 – Terre de la Custodia 
  • MONTEFALCO SAGRANTINO 25 ANNI 2014 – Arnaldo Caprai 
  • MONTEFALCO SAGRANTINO COLLEALLODOLE 2015 – Fattoria Colleallodole
  • MONTEFALCO SAGRANTINO COLLENOTTOLO 2014 – Tenuta Bellafonte
  • MUFFATO DELLA SALA 2014 – Castello della Sala 
  • ORVIETO CLASSICO SUPERIORE CAMPO DEL GUARDIANO 2016 – Palazzone
  • ORVIETO CLASSICO SUPERIORE LUIGI E GIOVANNA 2015 – Barberani 
  • TORGIANO ROSSO RUBESCO VIGNA MONTICCHIO RISERVA 2013 – Lungarotti 
  • VARDANO 2017 – Enrico Neri

Marche

  • BIANCHELLO DEL METAURO LA RIPE 2017 – Roberto Lucarelli
  • BRUNFORTE 2013 – Muròla 1542
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO CRISIO RISERVA 2015 – Casalfarneto 
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO RISERVA 2015 – Mancini
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO SAN NICOLÒ RISERVA 2016 – Brunori 
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO SAN PAOLO RISERVA 2016 – Pievalta 
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO TARDIVO MA NON TARDO RISERVA 2016 – Santa Barbara 
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO UTOPIA RISERVA 2015 – Montecappone 
  • CASTELLI DI JESI VERDICCHIO CLASSICO VILLA BUCCI RISERVA 2016 – Bucci 
  • CINABRO 2014 – Le Caniette 
  • COLLI MACERATESI RIBONA LE GRANE 2017 – Boccadigabbia 
  • CONERO DORICO RISERVA 2015 – Alessandro Moroder 
  • CONERO FOLLE RISERVA 2013 – La Calcinara 
  • FALERIO PECORINO ONIROCEP 2017 – Pantaleone 
  • KUPRA 2015 – Oasi degli Angeli 
  • LACRIMA DI MORRO D’ALBA SUPERIORE DEL POZZO BUONO 2016 – Vicari 
  • LU KONT 2015 – Il Conte Villa Prandone 
  • OFFIDA PECORINO GUIDO COCCI GRIFONI 2014 – Tenuta Cocci Grifoni – Tastevin Ais
  • OFFIDA ROSSO LUDI 2015 – Velenosi 
  • PELAGO 2014 – Umani Ronchi 
  • ROSSO CONERO VARANO 30 ANNI 2015 – Alberto Serenelli 
  • SAMI 2015 – Lumavite 
  • SANGIOVESE CLOS 2016 – Le Corti dei Farfensi 
  • VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO SUPERIORE SAN MICHELE 2016 – Vallerosa Bonci
  • VERDICCHIO DI MATELICA MIRUM RISERVA 2016 – Fattoria La Monacesca 

Lazio

  • CESANESE DEL PIGLIO SUPERIORE LEPANTO RISERVA 2015 – Alberto Giacobbe 
  • CESANESE DEL PIGLIO SUPERIORE VAJOSCURO RISERVA 2016 – Giovanni Terenzi – Tastevin Ais
  • CESANESE DI AFFILE CAPOZZANO RISERVA 2016 – Formiconi
  • CESANESE DI OLEVANO ROMANO SUPERIORE KOSMOS RISERVA 2015 – Marco Antonelli
  • FIORANO BIANCO 2016 – Tenuta di Fiorano
  • HABEMUS ETICHETTA ROSSA 2015 – San Giovenale 
  • MONTIANO 2016 – Famiglia Cotarella 
  • MUFFO 2015 – Sergio Mottura 
  • OLEVANO ROMANO CESANESE CIRSIUM RISERVA 2014 – Damiano Ciolli 

Abruzzo

  • CERASUOLO D’ABRUZZO PIÈ DELLE VIGNE 2016 – Cataldi Madonna 
  • CLEMATIS 2013 – Ciccio Zaccagnini 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO 2013 – Valentini 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO 2016 – Emidio Pepe 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO A MARIANNA RISERVA 2012 – Praesidium 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO BINOMIO RISERVA 2014 – Fattoria La Valentina 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COCCIAPAZZA 2015 – Torre dei Beati 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE ESCOL RISERVA 2013 – San Lorenzo 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE NEROMORO RISERVA 2014 – Fattoria Nicodemi 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE VOLUPTAS 2014 – Monti 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE ZANNA RISERVA 2013 – Illuminati 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DANTE MARRAMIERO 2008 – Marramiero – Tastevin Ais
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO NEGUS 2010 – Cascina del Colle 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO TERRE DEI VESTINI SANTINUMI RISERVA 2012 – Marchesi De’ Cordano 
  • MONTEPULCIANO D’ABRUZZO VILLA GEMMA RISERVA 2013 – Masciarelli 
  • TREBBIANO D’ABRUZZO 2014 – Valentini 
  • TREBBIANO D’ABRUZZO MADONNELLA 2015 – Pasetti 
  • TREBBIANO D’ABRUZZO VIGNETO DI POPOLI 2016 – Valle Reale 

Molise

  • FALANGHINA DEL MOLISE ORAVERA 2017 – Terresacre 
  • L’INDOVINO ROSSO 2015 – Cantine Salvatore 
  • TINTILIA DEL MOLISE MACCHIAROSSA 2014 – Claudio Cipressi 
  • TINTILIA DEL MOLISE S 2015 – Cantine Catabbo 
  • TINTILIA DEL MOLISE VINEA BENEDICTINA 2015 – L’Arco Antico – Tastevin Ais

Campania

  • AGLIANICO DEL TABURNO DELIUS 2015 – Cantina del Taburno 
  • AGLIANICO DEL TABURNO D’ERASMO RISERVA 2012 – Nifo Sarrapochiello 
  • AGLIANICO DEL TABURNO VIGNA CATARATTE RISERVA 2010 – Fontanavecchia 
  • ASPRINIO DI AVERSA SANTA PATENA 2016 – I Borboni 
  • CILENTO FIANO PIETRAINCATENATA 2016 – Luigi Maffini 
  • COSTA D’AMALFI FURORE BIANCO FIORDUVA 2017 – Marisa Cuomo 
  • FALANGHINA DEL SANNIO JANARE SENETE 2017 – La Guardiense 
  • FIANO DI AVELLINO SARNO 1860 2017 – Tenuta Sarno 1860 
  • FIANO DI AVELLINO TOGNANO 2015 – Rocca del Principe
  • GRECO DI TUFO GIALLO D’ARLES 2017 – Quintodecimo 
  • GRECO DI TUFO PICOLI 2016 – Bambinuto
  • GRECO DI TUFO VIGNA CICOGNA 2017 – Benito Ferrara
  • IRPINIA FIANO PASSITO PRIVILEGIO 2016 – Feudi di San Gregorio 
  • IRPINIA FIANO SEQUOIA 2016 – Fonzone 
  • LACRYMA CHRISTI DEL VESUVIO BIANCO VIGNA DEL VULCANO 2016 – Villa Dora 
  • MONTEVETRANO 2016 – Montevetrano 
  • OI NÌ 2015 – Tenuta Scuotto 
  • OMAGGIO A GILLO DORFLES 2015 – San Salvatore 1988
  • SABBIE DI SOPRA IL BOSCO 2016 – Nanni Copé
  • STRIONE 2013 – Cantine Astroni 
  • TAURASI LA LOGGIA DEL CAVALIERE RISERVA 2012 – Tenuta Cavalier Pepe 
  • TAURASI PURO SANGUE RISERVA 2013 – Luigi Tecce
  • TAURASI RADICI RISERVA 2012 – Mastroberardino – Tastevin Ais
  • TAURASI RISERVA 2008 – Perillo
  • TAURASI TERZOTRATTO ETICHETTA BIANCA RISERVA 2012 – I Favati 
  • TAURASI VIGNA CINQUE QUERCE RISERVA 2010 – Salvatore Molettieri 
  • TAURASI VIGNE D’ALTO 2012 – Contrade di Taurasi 
  • TERRA DI LAVORO 2016 – Galardi 

Puglia

  • CASTEL DEL MONTE AGLIANICO BOCCA DI LUPO 2014 – Tormaresca 
  • CASTEL DEL MONTE NERO DI TROIA LE MORE RISERVA 2013 – Santa Lucia 
  • CASTEL DEL MONTE NERO DI TROIA OTTAGONO RISERVA 2015 – Torrevento
  • CASTEL DEL MONTE NERO DI TROIA PUER APULIAE RISERVA 2013 – Rivera 
  • CASTEL SERRANOVA 2014 – Vallone
  • COPERTINO ROSSO DIVOTO RISERVA 2008 – Apollonio
  • D’ARAPRÌ BRUT GRAN CUVГE XXI SECOLO 2012 – D’Araprì
  • ES 2016 – Gianfranco Fino
  • FIVE ROSES 74° ANNIVERSARIO 2017 – Leone de Castris
  • FLARÒ 2017 – Vespa Vignaioli per Passione 
  • GIOIA DEL COLLE PRIMITIVO MURO SANT’ANGELO CONTRADA BARBATTO 2015 – Tenute Chiaromonte
  • GIOIA DEL COLLE PRIMITIVO POLVANERA 17 2015 – Polvanera – Tastevin Ais
  • LE BRACI 2011 – Garofano Vigneti e Cantine
  • LUNA 2017 – Conti Zecca
  • MOSCATO SECCO MACCONE 2017 – Donato Angiuli
  • PAULE CALLE 2010 – Candido
  • PRIMITIVO DI MANDURIA SESSANTANNI 2015 – Cantine San Marzano 
  • PRIMITIVO OLD VINES 2015 – Morella 
  • ROHESIA 2017 – Cantele 
  • SPANO 2013 – Michele Calò e Figli
  • TORRE TESTA 2016 – Tenute Rubino
  • VIGNA MAZZÌ 2016 – Rosa del Golfo

Basilicata

  • AGLIANICO DEL VULTURE MASQITO GOLD 2013 – Colli Cerentino – Tastevin Ais
  • AGLIANICO DEL VULTURE ROTONDO 2015 – Paternoster
  • AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE CALATURI 2013 – Tenuta i Gelsi
  • AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE ELEANO 2015 – Eleano 
  • AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE FONTANELLE 2015 – Basilisco 
  • AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE MARTINO RISERVA 2012 – Martino
  • AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE SERPARA 2013 – Re Manfredi – Cantine Terre degli Svevi 
  • L’AUTENTICA 2016 – Cantine del Notaio 
  • MATERA MORO MALANDRINA 2015 – Masseria Cardillo

Calabria

  • CATÀ 2016 – IGreco 
  • CIRÒ BIANCO MARE CHIARO 2017 – Ippolito 1845 
  • EFESO 2017 – Librandi 
  • TERRA DAMIA ROSSO 2015 – Odoardi 
  • TERRE DI COSENZA POLLINO MAGLIOCCO 2016 – Ferrocinto 
  • TIMPAMARA 2016 – Terre del Gufo – Tastevin Ais

Sicilia

  • BIANCA DI VALGUARNERA 2016 – Duca di Salaparuta 
  • CABERNET SAUVIGNON SENSINVERSO 2015 – Abbazia Santa Anastasia 
  • CERASUOLO DI VITTORIA CLASSICO FORFICE 2014 – Paolo Calì
  • CONTEA DI SCLAFANI ROSSO DEL CONTE 2014 – Tasca d’Almerita 
  • DUCA ENRICO 2015 – Duca di Salaparuta
  • ETNA ROSSO BARBAGALLI 2015 – Pietradolce – Tastevin Ais
  • ETNA ROSSO CIRNECO 2011 – Terrazze dell’Etna 
  • ETNA ROSSO IL MUSMECI RISERVA 2012 – Tenuta di Fessina 
  • ETNA ROSSO NERO DI SEI 2014 – Palmento Costanzo 
  • ETNA ROSSO SAN LORENZO 2016 – Girolamo Russo 
  • FARO PALARI 2014 – Palari 
  • FRANCHETTI 2015 – Passopisciaro 
  • MARSALA SUPERIORE RISERVA 10 ANNI – Marco De Bartoli 
  • MARSALA SUPERIORE SEMISECCO AMBRA DONNA FRANCA RISERVA – Florio 
  • MILLE E UNA NOTTE 2014 – Donnafugata 
  • NOTO ROSSO SANTA CECILIA 2015 – Planeta 
  • PASSITO DI PANTELLERIA ALCOVA 2015 – Coste Ghirlanda 
  • SICILIA CHARDONNAY VIGNA SAN FRANCESCO 2016 – Tasca d’Almerita
  • SICILIA NERO D’AVOLA LU PATRI 2016 – Baglio del Cristo di Campobello 
  • SICILIA ROSSO NEROBARONJ 2013 – Gulfi 
  • VECCHIO SAMPERI – Marco De Bartoli

Sardegna

  • BARRUA 2015 – Agripunica
  • CARIGNANO DEL SULCIS GAVINO RISERVA 2015 – Mesa
  • CARIGNANO DEL SULCIS SUPERIORE TERRE BRUNE 2014 – Cantina Santadi – Tastevin Ais
  • HASSAN 2014 – Tenuta Asinara
  • MOSCATO DI SARDEGNA PASSITO KENTÀLES 2016 – Chessa
  • OLTREMARE 2015 – Unmaredivino
  • PASSENTZIA 2014 – Orro
  • TURRIGA 2014 – Argiolas
  • VERMENTINO DI GALLURA VIGN’ANGENA 2017 – Capichera
  • VERNACCIA DI ORISTANO ANTICO GREGORI – Attilio Contini

Maggiori informazioni su www.aisitalia.it

Piacere Barbaresco 2018

Manifestazione alla 12^ edizione che vede nel banco d’assaggio, con oltre 100 cantine, il suo punto di forza. In degustazione c’era prevalentemente l’ultima annata commercializzata, la 2015. Un’annata che a giudicare dagli assaggi definirei eccellente. Domina un frutto ‘ricco’, gran corpo e potenza. Erano presenti anche diversi 2014 dove il corpo era meno possente e a prevalere era la finezza (annata più piovosa). 

Delle tante menzioni esposte mi sono appassionato ad un Cru in particolare, di Neive, il Gallina. Così unico e allo stesso tempo riconoscibile, per profumi e struttura, negli ottimi Barbaresco di Castello di Neive e di Prinsi. Frutti rossi ma anche note speziate e terrose, robusti e di lunga persistenza. Molto belli già così ma con un grande margine di miglioramento nei prossimi anni.  

Della zona di Treiso ho apprezzato la menzione Vallegrande di Cá del Baio, gran bella produzione da questa cantina che con l’Asili di Barbaresco raggiunge l’eccellenza. Rimanendo in tema, sono stato folgorato dal Faset (menzione di Barbaresco) di Michele Chiarlo, semplicemente maestoso ed unico. Poi il Basarin (Neive) riserva 2013 di Punset, pieno, rotondo, equilibrato con bel frutto finale. Che dire poi delle Tenute Marchesi di Gresy con il Martinenga 2015 e il Gaiun 2014, memorabili. Cito poi Fletcher, (australiano) con il suo Barbaresco tradizionale e Pelissero con il Nubiola 2015 bello e ‘forzuto’.

Devo dire che in piu di 20 assaggi solo due Barbareschi non mi sono piaciuti, ed erano entrambi della stessa cantina che per rispetto non cito. A tutti vanno i miei complimenti. Mi dispiace che a questi eventi, che danno luce a Barbaresco, non partecipino tutti i produttori. Avrei voluto vedere la presenza di Gaja e poter assaggiare anche solo una goccia del loro super Barbaresco per poter capire perchè è così rinomato e costoso (450€). Di certo non posso permettermi l’acquisto e conto proprio su questi eventi per poter assaggiare vini altrimenti irraggiungibili. Uscendo poi dal palazzo comunale dove si è svolta la manifestazione, sono passato davanti al cancello di Gaja, sbarrato, peccato mi sarei accontentato di un’occhiata alla Cantina e di due parole…

Questa manifestazione mi piace molto, partecipando di sabato non l’ho trovata affollata e con calma, senza spintoni, ho potuto assaggiare tutti i Barbaresco che volevo anche se non tutti i 107 presenti. Molto apprezzato anche il libercolo consegnatomi all’ingresso insieme al prezziario dei vini esposti, mi ha semplificato la scelta finale d’acquisto e dato la possibilità di prendere qualche appunto. Un salto all’enoteca regionale posta all’interno di una ex chiesa (perfetta location per tutti gli appassionati di Nebbiolo che si avvicinano ad ogni calice con grande devozione), dalla quale sono uscito con un cartone da sei bottiglie che ho infilato perfettamente in una delle borse laterali della mia Yamaha Teneré 660, poi via, felice, a velocità ridotta, ammirando gli ultimi grappoli di Nebbiolo non ancora raccolti. 

È stato un piacere.

Luca Gonzato

L’Oro delle Isole

…ovvero come chiudere da Re una giornata di degustazioni con tre vini che brillano come lingotti. Valgono oltre i 90 punti sulle guide di settore e soprattutto si mostrano con un ventaglio di profumi così ampio che il termine ‘complessità’ sembra inventato apposta per loro. 

Puoi stare ore a ruotare questi vini nel calice e meditare su quali profumi si possono distinguere, oppure puoi goderteli con abbinamenti sorprendenti. Senz’altro sono tutti da provare almeno una volta.

Vernaccia di Oristano Riserva 1991 Contini. Dalla valle del Tirso in Sardegna questo vino maturato sui lieviti flor in piccole botti scolme di rovere e castagno. Un vino con note ossidative che si presenta con profumi intensi di mandorle, nocciole, agrumi, scorza d’arancio. Ideale con pasticceria, ma vista la bella sapidità e acidità io lo proverei con i tipici spaghetti alla bottarga. Il costo è di 35/40€.

Vecchio Samperi Perpetuo Marco De Bartoli. È di fatto un Marsala vergine, ‘sans année’, metodo di affinamento ‘perpetuo’, prevede un’aggiunta del 5% di vino nuovo, ogni anno ai fusti di rovere e castagno dove affina per almeno 20 anni. Uve Grillo 100%. Profumi di frutta secca e passita, note balsamiche ed eteree, caramello e tanto altro. Caldo, avvolgente, lunghissimo. Un vino senza tempo che puoi abbinare ad esempio al cioccolato fondente, io però lo metterei alla prova con i ricci di mare o con le ostriche. Costo sui 50€.

Bukkuram Sole d’Agosto 2015, Passito di Pantelleria Marco De Bartoli. Uve di Zibibbo 100% (Moscato di Alessandria). Colore ambra, sprigiona sentori di frutta sciroppata, agrumi, mango, zenzero, marmellata di albicocca e se lo tieni sulla lingua qualche minuto, magia, ti ricorda il dado per fare il brodo, l’umami. Dolce ed equilibrato nell’acidità, sole, mare, infinito. Pensa al dolce che preferisci, mangialo in fretta e poi goditi con estrema lentezza, questo passito.

Luca Gonzato